UNI EN 12259-12: nuove disposizioni per le pompe degli impianti sprinkler antincendio

UNI EN 12259-12: nuove disposizioni per le pompe degli impianti sprinkler antincendio

La UNI EN 12259-12:2026 aggiorna i requisiti tecnici per le pompe centrifughe impiegate nei sistemi automatici sprinkler. Ecco cosa prevede la norma, quali pompe interessa, le verifiche richieste e le implicazioni per progettisti, installatori e professionisti della prevenzione incendi

La sicurezza degli impianti antincendio dipende non soltanto dalla corretta progettazione della rete di distribuzione e dalla scelta degli erogatori, ma anche dall’affidabilità dei sistemi di alimentazione idrica. In questo contesto, le pompe rappresentano componenti fondamentali: devono assicurare portate e pressioni adeguate affinché l’impianto sprinkler possa intervenire efficacemente in caso di incendio.

Dal 24 settembre 2026 è in vigore la UNI EN 12259-12:2026, dal titolo “Installazioni fisse antincendio – Componenti per sistemi a sprinkler e a spruzzo d’acqua – Parte 12: Pompe“.

La nuova edizione recepisce la norma europea EN 12259-12:2023+A1:2026 e sostituisce la precedente UNI EN 12259-12:2023, introducendo nel quadro normativo nazionale il relativo aggiornamento europeo.

Il documento stabilisce i requisiti per le pompe centrifughe monostadio e multistadio destinate ai sistemi sprinkler automatici, con particolare attenzione alle prestazioni idrauliche, alle caratteristiche costruttive, alle verifiche di resistenza, alla tenuta e alla documentazione tecnica.

Per progettare correttamente un sistema di protezione attiva contro l’incendio, è indispensabile considerare in maniera coordinata i requisiti dei componenti, le caratteristiche dell’impianto e la strategia antincendio adottata.

A supporto delle attività di progettazione e predisposizione della documentazione, è utile affidarsi a un software per la prevenzione incendi in grado di gestire le verifiche e gli elaborati tecnici richiesti dalle disposizioni applicabili.

UNI EN 12259-12:2026: cosa prevede la nuova norma?

La UNI EN 12259-12:2026 è una norma tecnica di prodotto che disciplina i requisiti delle pompe utilizzate negli impianti automatici sprinkler.

Il suo obiettivo è definire criteri comuni per valutare l’idoneità di tali componenti, attraverso caratteristiche prestazionali e costruttive verificabili.

In particolare, la norma riguarda:

pompe centrifughe monostadio e multistadio;
pompe dotate di tenuta meccanica o a baderna morbida;
prestazioni idrauliche e curve caratteristiche;
condizioni di funzionamento, portate e velocità di rotazione;
materiali e resistenza meccanica dei componenti;
prove di tenuta e valutazione delle sollecitazioni;
marcatura e documentazione tecnica del fabbricante.

La norma si inserisce nella serie EN 12259, dedicata ai componenti degli impianti fissi antincendio a sprinkler e a spruzzo d’acqua.

È importante sottolineare che la UNI EN 12259-12 non costituisce una norma completa per la progettazione degli impianti sprinkler, ma definisce i requisiti delle pompe utilizzate al loro interno.

Deve infatti essere applicata congiuntamente alle norme EN 12845 ed EN 17451, secondo i rispettivi campi di applicazione.

L’aggiornamento assume particolare rilevanza per i fabbricanti di pompe, i progettisti di impianti sprinkler, gli installatori e i professionisti che si occupano di prevenzione incendi.

La sostituzione della precedente edizione costituisce un riferimento importante per le nuove specifiche tecniche e per la valutazione dei componenti, ma non comporta automaticamente l’obbligo di sostituire tutte le pompe già installate. Per gli impianti esistenti occorre valutare il quadro regolamentare applicabile, le condizioni di esercizio, la documentazione disponibile e gli eventuali interventi previsti.

Quali pompe rientrano nel campo di applicazione?

La UNI EN 12259-12:2026 riguarda diverse configurazioni di pompe centrifughe impiegate nell’alimentazione degli impianti sprinkler.

L’applicabilità non dipende esclusivamente dall’orientamento della pompa, che può essere verticale, orizzontale o inclinato, purché l’installazione sia coerente con le indicazioni del fabbricante.

Tra le principali tipologie considerate rientrano le seguenti.

Pompe ad aspirazione assiale (end suction)

Sono pompe centrifughe nelle quali il fluido entra assialmente nella girante e viene convogliato verso la mandata.

La norma comprende le configurazioni monoblocco e quelle con accoppiamento mediante giunto, nelle tipologie costruttive previste dal documento.

Queste pompe sono utilizzate nelle alimentazioni idriche antincendio quando le caratteristiche prestazionali risultano compatibili con le esigenze dell’impianto.

Pompe a cassa divisa orizzontalmente (split case)

Sono caratterizzate da un corpo pompa suddiviso in parti che consentono l’accesso agli organi interni.

Vengono frequentemente impiegate in impianti che richiedono portate elevate e continuità di servizio.

La loro configurazione costruttiva può agevolare le attività di ispezione e manutenzione.

Pompe multistadio a sezioni anulari

Le pompe multistadio utilizzano più giranti disposte in serie per raggiungere le prestazioni idrauliche richieste.

La norma comprende le pompe a sezioni anulari, anche nelle configurazioni con più uscite previste dal campo di applicazione.

Queste soluzioni possono risultare adatte quando è necessario ottenere prevalenze elevate.

Pompe in linea (inline)

Nelle pompe inline, le connessioni di aspirazione e mandata sono disposte in linea.

Il documento comprende configurazioni mono e multistadio.

La particolare disposizione delle connessioni può facilitare l’inserimento della pompa nella rete idraulica, fermo restando il rispetto dei requisiti di installazione, accessibilità e manutenzione.

Pompe sommerse per pozzi e pompe verticali a turbina

Il campo di applicazione comprende anche le pompe sommerse per pozzi con motore sommerso e le pompe verticali a turbina.

Si tratta di configurazioni utilizzabili, secondo le condizioni di progetto, per alimentazioni idriche che attingono da specifiche risorse o sistemi di accumulo.

Anche per queste tipologie è necessario verificare che le caratteristiche della pompa e le condizioni di installazione rispettino i requisiti applicabili.

Quali sono i requisiti tecnici per le pompe sprinkler?

La UNI EN 12259-12:2026 disciplina diversi aspetti che concorrono a determinare l’affidabilità e l’idoneità delle pompe.

Le verifiche interessano non soltanto le prestazioni idrauliche, ma anche le caratteristiche meccaniche e costruttive.

Curve caratteristiche e prestazioni idrauliche

Uno degli elementi centrali nella valutazione di una pompa antincendio è rappresentato dalla curva caratteristica, che descrive la relazione tra portata e prevalenza.

In termini generali:

la portata (Q) rappresenta il volume d’acqua erogato nell’unità di tempo;
la prevalenza (H) esprime l’energia idraulica fornita dalla pompa, generalmente rappresentata in metri di colonna d’acqua;
la velocità di rotazione influenza le caratteristiche di funzionamento;
l’NPSH è un parametro fondamentale per la valutazione delle condizioni di aspirazione e del rischio di cavitazione.

La valutazione delle curve deve considerare il campo di funzionamento previsto e le condizioni stabilite dalla norma.

La scelta della pompa deve garantire che le prestazioni disponibili siano compatibili con la richiesta idraulica dell’impianto nelle condizioni di progetto.

Non è sufficiente verificare un unico punto di funzionamento: occorre valutare il comportamento complessivo della pompa nel campo operativo richiesto.

Portata nominale e pressione

Un aspetto particolarmente significativo riguarda la relazione tra portata nominale e prestazioni della pompa.

Nel dibattito tecnico relativo alla EN 12259-12, particolare attenzione è stata dedicata alla definizione della portata nominale Qr e alla verifica delle prestazioni a portate superiori.

Per esempio, nella formulazione del 2023 è previsto che la pompa sia in grado di erogare, al 140% della portata nominale, una pressione non inferiore al 70% di quella corrispondente a Qr.

Tale condizione è stata oggetto di approfondimento da parte di Assopompe, anche in relazione al metodo di individuazione della portata nominale e ai valori di NPSH richiesti.

Per le verifiche riferite all’edizione 2026 occorre utilizzare il testo consolidato comprensivo dell’emendamento A1:2026, evitando di applicare automaticamente formulazioni della precedente edizione senza verificarne la permanenza.

Materiali e caratteristiche costruttive

Le pompe destinate alla protezione antincendio devono possedere caratteristiche costruttive adeguate alle condizioni di funzionamento previste.

La norma disciplina la valutazione dei materiali impiegati e dei componenti interessati dai requisiti meccanici.

La scelta dei materiali deve essere coerente con le condizioni di servizio e con le sollecitazioni previste.

È inoltre necessario considerare le modalità di assemblaggio e le configurazioni costruttive adottate dal fabbricante.

Resistenza del corpo pompa

Il corpo pompa deve poter sopportare le sollecitazioni meccaniche e le pressioni previste nelle condizioni di funzionamento considerate.

La norma comprende specifici criteri di valutazione della resistenza del corpo pompa.

L’obiettivo è assicurare che il componente mantenga un comportamento adeguato rispetto alle condizioni operative e alle verifiche richieste.

Prove di tenuta

Le verifiche di tenuta sono necessarie per valutare l’integrità dei componenti e individuare eventuali perdite non ammissibili.

La norma definisce metodi di valutazione e relativi criteri.

Le prove devono essere eseguite secondo le modalità applicabili alla tipologia di pompa e alla configurazione costruttiva.

Calcolo delle sollecitazioni

Un ulteriore aspetto riguarda la valutazione delle sollecitazioni che interessano i componenti della pompa.

Le verifiche meccaniche concorrono a dimostrare l’adeguatezza della costruzione rispetto alle condizioni considerate.

Si tratta di un elemento importante per la sicurezza e l’affidabilità del componente nel tempo.

Marcatura e documentazione: cosa deve fornire il fabbricante?

La UNI EN 12259-12:2026 dedica una specifica parte alla marcatura e alla documentazione delle pompe.

La corretta identificazione del componente è fondamentale per consentire a progettisti, installatori e responsabili dell’impianto di verificare la corrispondenza tra le caratteristiche dichiarate e le esigenze progettuali.

Dal punto di vista operativo, è opportuno acquisire e verificare:

identificazione del fabbricante e del modello;
dati nominali e caratteristiche prestazionali;
curve idrauliche e informazioni sulle condizioni di funzionamento;
indicazioni relative all’installazione e all’orientamento ammesso;
istruzioni per esercizio e manutenzione;
documentazione delle prestazioni e delle verifiche pertinenti;
eventuali dichiarazioni e attestazioni previste dal quadro regolamentare applicabile.

Questo elenco costituisce una guida pratica alla raccolta documentale e non sostituisce l’elenco dei dati obbligatori previsto dal testo normativo.

La disponibilità di informazioni complete facilita la selezione delle pompe, il controllo delle forniture e le successive attività di gestione e manutenzione.

Rapporto tra UNI EN 12259-12, UNI EN 12845 ed EN 17451

La UNI EN 12259-12:2026 deve essere letta nel contesto più ampio delle norme dedicate alla protezione antincendio mediante acqua.

Le norme richiamate hanno finalità complementari.

Norma
Ambito principale

UNI EN 12259-12:2026
Requisiti di prodotto e valutazione delle pompe per impianti sprinkler

UNI EN 12845
Progettazione, installazione e manutenzione dei sistemi sprinkler automatici

EN 17451
Requisiti per gruppi di pompaggio destinati ai sistemi sprinkler

La distinzione è importante perché la conformità di una pompa alla norma di prodotto non è sufficiente, da sola, a dimostrare la conformità dell’intero sistema di alimentazione idrica.

Il progettista deve verificare anche:

adeguatezza delle fonti di alimentazione idrica;
portata e pressione richieste dall’impianto;
compatibilità delle condizioni di aspirazione;
caratteristiche del gruppo di pompaggio;
configurazione e affidabilità dei sistemi di alimentazione e comando;
corrette modalità di installazione, prova e manutenzione.

Le prescrizioni specifiche dipendono dalle norme di impianto applicabili e dalle caratteristiche della soluzione progettuale.

UNI EN 12259-12:2026: cosa cambia rispetto alla versione 2023?

La principale novità formale è il recepimento dell’emendamento europeo A1:2026.

La nuova edizione italiana sostituisce la norma del 2023 e incorpora l’aggiornamento approvato a livello europeo nel maggio 2026.

Restano centrali i requisiti di prodotto relativi alle prestazioni idrauliche, ai materiali, alla resistenza, alla tenuta, alla marcatura e alla documentazione.

Per i professionisti questo significa dover utilizzare il riferimento normativo aggiornato nella valutazione delle forniture e nella predisposizione delle specifiche tecniche.

È tuttavia opportuno distinguere il recepimento dell’emendamento dalle modifiche di dettaglio: per stabilire esattamente quali disposizioni siano state aggiunte, eliminate o modificate, è necessario confrontare il testo integrale della EN 12259-12:2023 con quello consolidato EN 12259-12:2023+A1:2026.

Non è quindi corretto attribuire all’edizione 2026 nuovi valori prestazionali o nuove prove senza una verifica puntuale del testo consolidato.

Quali conseguenze per progettisti e installatori?

L’aggiornamento normativo rende particolarmente importante il coordinamento tra scelta dei componenti, calcolo idraulico e documentazione di progetto.

In fase di progettazione, il professionista deve individuare le condizioni di funzionamento richieste dall’impianto e verificare che le pompe selezionate possano soddisfarle.

Durante la scelta dei componenti è opportuno confrontare i dati dichiarati dal fabbricante con le esigenze progettuali, prestando attenzione alle curve caratteristiche e alle condizioni di aspirazione.

Per gli installatori assume rilievo la conformità della configurazione effettivamente realizzata alle istruzioni del fabbricante e alle prescrizioni delle norme di impianto.

Anche la fase di collaudo richiede particolare attenzione, poiché le prestazioni complessive dell’alimentazione idrica devono essere verificate secondo le procedure applicabili.

Le verifiche da effettuare nella pratica

Checklist operativa per il professionista antincendio:

individuare le norme di prodotto e di impianto applicabili;
definire la portata e la pressione richieste dal progetto;
verificare curve caratteristiche e condizioni di aspirazione;
controllare l’idoneità della tipologia di pompa;
acquisire marcatura, schede tecniche e documentazione del fabbricante;
verificare la compatibilità con il gruppo di pompaggio e l’alimentazione idrica;
documentare le verifiche e predisporre gli elaborati di progetto;
programmare prove, controlli e manutenzione secondo le disposizioni applicabili.

La UNI EN 12259-12:2026 è obbligatoria?

La UNI EN 12259-12:2026 è una norma tecnica volontaria in quanto tale, salvo che specifiche disposizioni legislative, regolamentari, contrattuali o progettuali ne rendano necessaria l’applicazione.

Il suo utilizzo può essere richiesto o assumere rilievo nell’ambito di specifiche prescrizioni tecniche, procedure di valutazione e condizioni di fornitura.

È quindi necessario verificare caso per caso il quadro applicabile, distinguendo tra norme tecniche volontarie, obblighi cogenti e condizioni derivanti dalle specifiche di progetto.

Il riferimento alla norma non sostituisce inoltre le eventuali verifiche richieste dalle disposizioni europee e nazionali relative all’immissione sul mercato dei prodotti.

La nuova norma si applica anche agli impianti sprinkler esistenti?

L’entrata in vigore di una nuova edizione normativa non determina automaticamente l’obbligo generalizzato di adeguare gli impianti esistenti.

Per valutare eventuali interventi occorre considerare la normativa applicabile all’attività, la documentazione di progetto, le condizioni di sicurezza dell’impianto e la natura delle modifiche previste.

In caso di sostituzione di una pompa o di modifica del sistema di alimentazione idrica, è opportuno verificare la compatibilità del nuovo componente con le prestazioni richieste e con le norme tecniche applicabili all’intervento.

La UNI EN 12259-12:2026 rappresenta un aggiornamento del quadro tecnico di riferimento per le pompe centrifughe utilizzate nei sistemi automatici sprinkler.

La norma contribuisce a definire criteri comuni per la valutazione dei componenti, affrontando aspetti essenziali quali prestazioni idrauliche, materiali, resistenza meccanica, prove di tenuta, marcatura e documentazione.

Per progettisti, installatori e professionisti antincendio, il punto centrale è la necessità di verificare non soltanto le caratteristiche della singola pompa, ma anche la sua compatibilità con l’intero sistema di alimentazione idrica.

La UNI EN 12259-12:2026 è scaricabile a pagamento dal sito UNI

Approfondimenti

Per approfondire il tema, leggi l’articolo dedicato a Impianto sprinkler: cos’è, come funziona, come si progetta.

La scelta della pompa è soltanto uno degli aspetti da considerare nella definizione della strategia di protezione attiva.

Un impianto sprinkler deve inserirsi all’interno di un progetto antincendio coerente con le caratteristiche dell’attività, il livello di rischio e le misure di sicurezza previste.

Il professionista deve quindi coordinare le soluzioni impiantistiche con gli altri elementi della strategia antincendio, tra cui la compartimentazione, la gestione della sicurezza, le vie di esodo e le eventuali altre misure di protezione attiva.

In questo contesto la corretta applicazione delle norme tecniche richiede un’attenta gestione dei dati, delle verifiche e degli elaborati da presentare nell’ambito delle pratiche di prevenzione incendi.

Per semplificare queste attività puoi utilizzare il software dedicato alla progettazione antincendio e alla gestione della documentazione tecnica.
Puoi gestire in un unico ambiente di lavoro numerose attività connesse alla prevenzione incendi, tra cui la valutazione qualitativa del rischio, il calcolo del carico d’incendio, le verifiche di resistenza al fuoco, la rappresentazione grafica delle misure antincendio e la predisposizione di relazioni tecniche e modulistica.

Il programma mette inoltre a disposizione strumenti CAD con simbologia antincendio, utili anche per rappresentare elementi dei sistemi di protezione attiva, tra cui gli sprinkler.

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