Formazione PES e PAV per il rischio elettrico: le durate raccomandate e la valutazione del datore di lavoro

Formazione PES e PAV per il rischio elettrico: le durate raccomandate e la valutazione del datore di lavoro

Guida Inail sulla indicazioni CEI 11-27 su preparazione teorica, capacità operative e idoneità ai lavori sotto tensione. Le ore di corso devono essere valutate in relazione alle attività da affidare al lavoratore

Quanto deve durare la formazione per attribuire le qualifiche di persona esperta (PES) e persona avvertita (PAV)? La scheda pubblicata dall’Inail il 9 ottobre 2026 affronta la questione per i lavori elettrici in bassa tensione, richiamando i requisiti della norma CEI 11-27.

Il documento, a cura di Giovanni Luca Amicucci, raccomanda almeno 10 ore per la preparazione teorica di livello 1A e almeno 4 ore per quella di livello 2A, dedicata ai lavori sotto tensione. Queste indicazioni riguardano la componente teorica: il percorso deve comprendere anche le competenze operative necessarie per le lavorazioni previste.

Il quadro normativo: la CEI 11-27 e le qualifiche PES e PAV

La sicurezza nei lavori elettrici si inserisce nel quadro del D.Lgs. 81/2008, che disciplina la protezione dei lavoratori dal rischio elettrico e gli obblighi di informazione, formazione e addestramento.

Il riferimento tecnico per l’organizzazione e l’esecuzione degli interventi è la norma CEI 11-27 “Lavori su impianti elettrici”, che definisce procedure di sicurezza, ruoli e requisiti del personale.

In questo contesto, la PES (persona esperta) possiede preparazione ed esperienza sufficienti per analizzare i rischi ed evitare i pericoli elettrici; la PAV (persona avvertita) ha ricevuto da persone esperte un’adeguata informazione che le consente di evitare tali pericoli. Per i dipendenti, l’attribuzione delle qualifiche compete al datore di lavoro, sulla base delle conoscenze, dell’esperienza e delle caratteristiche personali.

L’esecuzione di lavori sotto tensione in bassa tensione richiede inoltre il riconoscimento della specifica idoneità.

Il quadro generale è approfondito nell’articolo sul rischio elettrico: normativa, obblighi e valutazione.

Qualifica PES o PAV: il corso è parte della valutazione

La formazione consente di acquisire conoscenze e capacità che il datore di lavoro deve valutare prima di attribuire la qualifica al dipendente.

La valutazione riguarda tre elementi: preparazione tecnica e normativa, esperienza di lavoro e caratteristiche personali rilevanti per la sicurezza, come attenzione, precisione ed equilibrio. L’attribuzione della qualifica deve essere formalizzata per iscritto e riferita a una o più tipologie di lavori.

L’attestato di frequenza costituisce quindi un elemento del percorso. La decisione aziendale richiede anche la verifica delle competenze pratiche e dell’affidabilità del lavoratore rispetto ai compiti da svolgere.

Per la PAV, inoltre, la possibilità di operare da sola è subordinata all’adeguata informazione ricevuta da una PES sulla specifica attività e alla comprensione delle procedure e delle istruzioni da applicare.

Livelli 1A, 1B, 2A e 2B: come leggere le durate

Va distinta la preparazione per PES/PAV dalla formazione aggiuntiva necessaria per l’idoneità ai lavori sotto tensione in bassa tensione.

Livello
Contenuti e finalità
Indicazione riportata dalla scheda Inail

1A
Conoscenze teoriche per la qualificazione PES/PAV
Durata minima raccomandata di 10 ore

1B
Conoscenze e capacità operative relative ai lavori da eseguire
Nessun monte ore minimo indicato; preparazione da commisurare alle attività

2A
Conoscenze teoriche aggiuntive per i lavori sotto tensione in BT
Durata minima raccomandata di 4 ore

2B
Capacità pratiche sulle tecniche di lavoro sotto tensione
Nessun monte ore minimo indicato; esperienza e addestramento pertinenti ai lavori

Le durate dei livelli 1A e 2A sono presentate come raccomandazioni minime per la teoria. Non definiscono, da sole, la durata complessiva necessaria per preparare ogni lavoratore.

Il livello 1A comprende anche gli aspetti teorici del livello 1B; analogamente, il livello 2A comprende quelli del livello 2B. Resta necessaria l’acquisizione delle corrispondenti capacità operative.

Una formazione estesa a più tipologie di lavoro elettrico richiede un incremento delle ore rispetto all’obiettivo minimo.

La pratica deve corrispondere ai lavori effettivi

La preparazione operativa riguarda attività concrete: delimitazione dello spazio di lavoro, verifica dell’assenza di tensione, impiego dei DPI, valutazione delle condizioni ambientali, comunicazioni e corretta comprensione dei documenti aziendali.

Per i lavori sotto tensione si aggiungono competenze specifiche, tra cui la scelta dell’attrezzatura, la preparazione dell’area di intervento, le protezioni verso parti attive prossime e la padronanza delle sequenze operative.

Addestramento, simulazioni e affiancamento devono essere definiti in funzione delle attività che il lavoratore svolgerà. Durata e complessità dipendono anche dalla preparazione iniziale, dall’esperienza già acquisita e dalla difficoltà degli interventi.

La norma richiede che le attività formative siano documentate e prevedano momenti di valutazione dei risultati. Per l’impresa, questo significa verificare che il programma scelto copra le lavorazioni da affidare agli addetti e che la preparazione pratica sia effettivamente dimostrabile.

Per lavorare sotto tensione serve anche l’idoneità specifica

Per i lavori sotto tensione in bassa tensione, la scheda distingue la qualifica PES/PAV dal riconoscimento dell’idoneità.

Il datore di lavoro deve valutare le conoscenze teoriche e l’esperienza pratica, insieme agli ulteriori requisiti personali e professionali. Il riconoscimento dell’idoneità al dipendente deve essere scritto e può riguardare tutti o soltanto alcuni dei lavori compresi nell’attività aziendale.

La documentazione deve consentire di ricostruire formazione, valutazioni e parti pratiche svolte. L’esperienza può essere acquisita anche mediante affiancamento a PES idonee.

Aggiornamento e mantenimento dei requisiti

La norma indica un aggiornamento almeno quinquennale, di durata non inferiore a quattro ore, con argomenti riferiti alle tipologie di lavori elettrici effettivamente praticate.

Per l’idoneità ai lavori sotto tensione richiama anche il mantenimento delle capacità mediante pratica o successivi addestramenti e considera buona pratica il riesame annuale dell’idoneità. Quest’ultimo non va confuso con la periodicità dell’aggiornamento formativo.

Nella scelta dei corsi e nell’attribuzione delle mansioni, il datore di lavoro deve quindi mettere in relazione il programma seguito, le capacità acquisite e il perimetro dei lavori assegnati. È questa corrispondenza che rende verificabile il percorso dalla formazione alla qualifica.

Approfondimenti

Per il quadro generale degli obblighi di prevenzione e delle norme applicabili si rimanda all’approfondimento sul rischio elettrico: normativa, obblighi e valutazione.

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