Fondo idrico SFNIISSI: domande dal 6 maggio per i contributi PNRR alle infrastrutture idriche
Disponibili contributi a fondo perduto fino al 90% per progetti su reti, resilienza, sicurezza delle opere e riduzione delle perdite.
Invitalia ha pubblicato l’avviso pubblico che disciplina termini, modalità e contenuti delle domande di sovvenzione a valere sullo Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico – SFNIISSI, collegato alla misura PNRR M2C4 – I4.5 “Regime di sovvenzioni per gli investimenti in infrastrutture idriche”.
L’obiettivo è colmare il divario di redditività dei progetti e coprire il deficit di finanziamento, così da renderli bancabili e sostenibili.
La finestra per la presentazione della domande è aperta dal 6 maggio 2026 fino al 28 maggio 2026; per presentare domanda è necessario accreditarsi sulla piattaforma dedicata.
Cos’è il Fondo idrico SFNIISSI
Lo SFNIISSI è stato istituito dall’art. 24 del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, convertito dalla legge 20 aprile 2026, n. 50, per promuovere investimenti nel settore idrico e dare attuazione all’Investimento 4.5 della Missione 2, Componente 4 del PNRR.
La misura, gestita da Invitalia nell’ambito del PNRR, finanzia interventi strategici per la gestione sostenibile della risorsa acqua, con particolare attenzione alla resilienza delle infrastrutture, all’efficientamento delle reti e alla riduzione delle perdite attraverso la digitalizzazione.
La misura opera attraverso sovvenzioni a fondo perduto, destinate a cofinanziare interventi infrastrutturali che, senza contributo pubblico, non risulterebbero sufficientemente sostenibili o finanziabili dal sistema bancario.
Risorse disponibili e interventi finanziabili
La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso è pari a 1 miliardo di euro, incluse le spese di gestione dello strumento, a valere sul Fondo Next Generation EU-Italia. Le risorse finanziano sia gli interventi del PNIISSI sia quelli del settore idrico ricompresi nell’Allegato IV al D.L. 77/2021. Per la Linea di intervento 2 sono disponibili al massimo300 milioni di euro; le risorse eventualmente non assegnate su tale linea confluiranno nella Linea 1. Almeno il 40% delle risorse è riservato alle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Le due linee di intervento sono:
Linea
Interventi finanziabili
Linea 1
Interventi Allegato 1 D.P.C.M. 17 ottobre 2024, cioè interventi PNIISSI
Linea 2
Interventi del settore idrico ricompresi nell’Allegato IV al D.L. 77/2021
Chi può presentare domanda
Possono presentare domanda, in qualità di proponenti, imprese o soggetti del settore pubblico che svolgono attività analoghe, di qualsiasi dimensione e operanti sull’intero territorio nazionale. Alla data di presentazione della domanda devono risultare regolarmente costituiti e iscritti al Registro delle imprese, nel pieno esercizio dei propri diritti, in regola con gli obblighi contributivi, titolari di concessione di derivazione idrica o dell’utenza di prelievo formalmente riconosciuta, nonché gestori del servizio idrico integrato accreditati all’anagrafica ARERA o operanti nei territori delle Province autonome secondo la normativa vigente.
Per gli interventi dell’Allegato IV al D.L. 77/2021 sono ammessi anche gli enti pubblici non economici, purché garantiscano un cronoprogramma di affidamento dell’infrastruttura coerente con realizzazione, messa in esercizio e gestione dell’opera. Restano esclusi i soggetti privati interessati da cause antimafia, sanzioni interdittive, condanne rilevanti, irregolarità contributive ostative al DURC o inadempimento dell’obbligo assicurativo per danni previsto dalla legge di bilancio 2024.
Quali interventi sono ammessi
Gli interventi finanziabili devono perseguire una delle due finalità principali indicate dall’Avviso:
efficientamento dell’uso della risorsa idrica, adeguamento e mantenimento della sicurezza delle opere strutturali, maggiore resilienza delle infrastrutture;
riduzione delle perdite nelle reti attraverso la digitalizzazione.
Sono però esclusi gli investimenti connessi ai combustibili fossili, quelli che comportano la costruzione di nuove dighe e quelli rientranti nell’ambito dell’art. 4, par. 7, della direttiva 2000/60/CE. Gli interventi devono inoltre rispettare il principio DNSH e dimostrare la coerenza con il tagging climatico, in particolare con il codice 040 relativo alla gestione e conservazione delle risorse idriche.
Per essere ammissibili, i progetti devono rispettare ulteriori condizioni: sostenibilità economico-finanziaria attestata dal PEF Intervento, collaudo tecnico-amministrativo entro il 30 giugno 2031, coerenza con la pianificazione d’ambito e sovraordinata del servizio idrico integrato, disponibilità almeno del DOCFAP e presenza del CUP.
Quanto finanzia il contributo
Le sovvenzioni sono concesse esclusivamente come contributi a fondo perduto. Per ogni domanda ammissibile può essere riconosciuto un contributo pubblico fino al:
Tipologia di intervento
Contributo massimo
Cofinanziamento minimo del proponente
Efficientamento risorsa idrica, sicurezza opere, resilienza infrastrutture
90%
10%
Riduzione perdite nelle reti tramite digitalizzazione
85%
15%
Il cofinanziamento è calcolato sul quadro economico al netto dell’IVA, quando l’imposta è recuperabile. Per la Linea 1 il contributo non può superare 100 milioni di euro per domanda; per la Linea 2 il limite è collegato alle risorse PNRR già riconosciute agli interventi Allegato IV D.L. 77/2021 nell’ambito dell’Investimento M2C4-I4.1, con contestuale definanziamento da tale investimento.
I maggiori costi emersi in fase di esecuzione restano a carico dei beneficiari; eventuali economie rientrano nella disponibilità dello strumento. Inoltre, in presenza di altre fonti pubbliche nazionali, diverse dalla tariffa, l’intensità massima della sovvenzione è calcolata sommando il contributo SFNIISSI e gli ulteriori finanziamenti pubblici.
Spese ammissibili
Sono ammissibili le spese coerenti con le finalità dell’Avviso e conformi al Codice dei contratti pubblici. Oltre ai costi per lavori e forniture, rientrano tra le spese finanziabili anche le spese tecniche di progettazione, verifica, validazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione e collaudo.
Le spese devono essere tracciabili e verificabili, riportare CUP, CLP SFNIISSI ed eventuale CIG, essere effettivamente sostenute e comprovate da fatture quietanzate o documenti contabili equivalenti. L’IVA, se recuperabile dal proponente, non costituisce costo ammissibile e deve essere tracciata separatamente nei sistemi informatici gestionali.
Domande: tempi e modalità
Le domande devono essere presentate esclusivamente in via telematica attraverso la Piattaforma SFNIISSI disponibile sul sito Invitalia. Per accedere sono richiesti SPID, Carta nazionale dei servizi o Carta d’identità elettronica; è inoltre necessario possedere una PEC attiva. La fase di accreditamento è attiva dal 29 aprile 2026 e consente di registrare il proponente e indicare un eventuale delegato.
Le domande possono essere trasmesse dalle ore 12:00 del 6 maggio 2026 alle ore 12:00 del 28 maggio 2026. Eventuali richieste di chiarimento devono essere inviate entro il 19 maggio 2026 tramite i servizi CRM della piattaforma; le risposte saranno pubblicate entro il 22 maggio 2026 sul sito SFNIISSI.
Download GratuitoFondo idrico SFNIISSI (misura PNRR–M2C4–I4.5 – avviso 2026)
Approfondimento: digitalizzazione e gestione degli asset idrici
La misura SFNIISSI mette al centro non solo la realizzazione di nuove opere e l’ammodernamento delle infrastrutture, ma anche la capacità dei gestori di governare l’intero ciclo di vita degli interventi: dalla programmazione alla messa in esercizio, fino al monitoraggio, alla manutenzione e alla tracciabilità delle attività. Non a caso, tra le finalità ammissibili rientra anche la riduzione delle perdite nelle reti attraverso la digitalizzazione, mentre l’Avviso richiama espressamente gli obblighi di monitoraggio, rendicontazione, controllo e rispetto degli standard PNRR.
In questo scenario, l’adozione di strumenti digitali per il water asset management diventa un elemento strategico per enti idrici, gestori e soggetti attuatori. È il caso di usBIM.resolver, il software ACCA per la gestione digitale degli asset nel servizio idrico, pensato per trasformare guasti, segnalazioni e interventi in flussi operativi tracciabili. La soluzione consente di gestire ogni evento come un task, assegnando priorità, scadenze e responsabili, arricchendo le attività con foto, documenti, mappe geolocalizzate e informazioni raccolte direttamente dal campo
La versione dedicata agli enti idrici supporta la gestione dei guasti su reti idriche e fognarie, la geolocalizzazione delle segnalazioni, il monitoraggio degli stati di avanzamento, la raccolta dei dati dagli operatori e la produzione di report utili per audit, verifiche e controllo dei livelli di servizio. In questo modo la digitalizzazione non si limita alla fase progettuale o amministrativa, ma entra nella gestione quotidiana dell’infrastruttura, aiutando i gestori a ridurre tempi di risposta, migliorare l’affidabilità del servizio e costruire una base dati utile per la manutenzione preventiva e la pianificazione degli investimenti.
Fonte: Read More
