Condono edilizio, nuova ipotesi di riapertura in Manovra 2027
Si lavora a un emendamento alla Legge di Bilancio 2027 per riaprire i termini del terzo condono. Al centro c’è soprattutto la Campania e una vicenda normativa iniziata con la legge regionale 10/2004 e passata per la sentenza della Corte costituzionale 49/2006
Il terzo condono edilizio torna nel confronto sulla Legge di Bilancio 2027. Alcuni parlamentari stanno lavorando a una proposta che punta a riaprire i termini della sanatoria introdotta nel 2003, con particolare attenzione alla Campania.
Si parla di un intervento limitato agli abusi realizzati entro il 31 marzo 2003, senza estensione alle costruzioni successive. Tra le ipotesi c’è inoltre quella di riconoscere alle Regioni un termine di 60 giorni per decidere se e come applicare la nuova disciplina.
Per comprendere perché la proposta riguardi in modo particolare la Campania bisogna tornare alla disciplina regionale adottata oltre vent’anni fa e alla successiva pronuncia della Corte costituzionale.
Condono 2003 in Campania: cosa prevedeva la legge regionale 10/2004
Il terzo condono fu introdotto dall’art. 32 del D.L. 269/2003, convertito dalla legge 326/2003. A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 196/2004, alle Regioni fu riconosciuto uno spazio di intervento per definire, sul piano amministrativo, possibilità, condizioni e modalità di accesso alla sanatoria.
La Campania intervenne con la legge regionale 18 novembre 2004, n. 10, espressamente dedicata alle “Norme sulla sanatoria degli abusi edilizi” prevista dal D.L. 269/2003.
La legge regionale disciplinava l’applicazione del condono sul territorio campano e introduceva, tra l’altro, specifiche esclusioni dalla sanatoria, limiti volumetrici, documentazione da allegare alle domande, oblazioni e oneri concessori.
Non è quindi esatto ricondurre la vicenda semplicemente alla mancata adesione della Campania al condono nazionale: la Regione esercitò la propria potestà legislativa, ma lo fece quando era ormai scaduto il termine fissato dallo Stato per adottare disposizioni regionali difformi dalla disciplina nazionale.
È questo passaggio temporale ad aver determinato il successivo intervento della Consulta.
Per il quadro generale su requisiti, opere interessate e limiti della sanatoria resta utile l’approfondimento BibLus sul terzo condono edilizio.
La sentenza 49/2006 della Corte costituzionale
Con la sentenza n. 49 del 2006, decisa il 6 febbraio e depositata il 10 febbraio 2006, la Corte costituzionale esaminò anche la legge campana n. 10/2004.
Il punto decisivo riguardava il termine assegnato alle Regioni.
Dopo la precedente sentenza n. 196/2004, l’art. 5 del D.L. 168/2004 aveva stabilito in quattro mesi il periodo entro il quale le Regioni potevano esercitare il proprio potere legislativo in materia di condono straordinario. Il termine decorreva dall’entrata in vigore del decreto ed era, secondo la Corte, perentorio.
Per la Campania la scadenza cadeva il 12 novembre 2004. La legge regionale n. 10 fu invece promulgata il 18 novembre 2004.
La Consulta dichiarò quindi costituzionalmente illegittimi l’art. 1, l’art. 3 – con l’eccezione delle lettere b) e d) del comma 2 – l’art. 4, alcuni commi dell’art. 6 e l’art. 8 della legge regionale campana.
La ragione non fu una valutazione nel merito dell’opportunità del condono, ma il superamento del termine entro il quale la Regione poteva introdurre disposizioni difformi dalla disciplina statale.
La stessa Corte precisò infatti che, una volta scaduto quel termine senza un valido esercizio della potestà regionale, per gli aspetti interessati avrebbe trovato applicazione la disciplina nazionale dell’art. 32 del D.L. 269/2003 e del relativo Allegato 1.
È su questo intreccio normativo che si innesta oggi il nuovo tentativo di intervento.
Perché si parla di riapertura dei termini
L’obiettivo della proposta per la Manovra 2027 sarebbe consentire l’accesso alla sanatoria per situazioni riferite agli abusi anteriori al 2003 che non avrebbero beneficiato, in Campania, della stessa cornice applicativa adottata altrove.
I promotori richiamano anche la presenza sul territorio di numerose ordinanze di demolizione e di cittadini che avrebbero effettuato versamenti o presentato istanze senza arrivare a una definizione della propria posizione.
Si tratta, tuttavia, di aspetti che andranno verificati sul testo dell’emendamento. La sola data di realizzazione dell’abuso non può essere considerata sufficiente per affermare oggi che un immobile sarà condonabile.
Il futuro testo dovrà chiarire almeno:
quali tipologie di abuso rientreranno nella riapertura;
quali opere resteranno escluse;
quale sarà il regime degli immobili sottoposti a vincolo paesaggistico, ambientale o idrogeologico;
quali verifiche saranno richieste sotto il profilo della sicurezza strutturale e sismica;
se potranno essere presentate nuove domande e a quali condizioni;
come saranno trattate le istanze e i procedimenti già pendenti;
quale margine di scelta sarà attribuito alle Regioni.
Il possibile ruolo della Regione Campania
La proposta attribuisce alle Regioni 60 giorni per adottare una legge di attuazione e disciplinare condizioni e modalità di accesso alla sanatoria.
Se un meccanismo analogo entrerà nella Legge di Bilancio 2027, sarà quindi necessario distinguere due passaggi: prima l’approvazione della norma nazionale e poi, nei limiti stabiliti dal legislatore statale, l’eventuale intervento della Regione Campania.
Fino a quel momento le regole oggi vigenti non cambiano.
Un altro profilo da tenere distinto riguarda le pratiche di condono già esistenti. La legge regionale Campania 27 marzo 2026, n. 2 ha modificato l’art. 9 della legge regionale 10/2004, portando al 31 dicembre 2026 il termine entro cui i Comuni devono definire determinate domande di sanatoria ancora pendenti.
La proroga riguarda però le istanze presentate ai sensi dei precedenti condoni della legge 47/1985 e della legge 724/1994.
Non costituisce quindi una riapertura del condono del 2003 e non consente di presentare nuove domande relative al terzo condono.
L’eventuale emendamento alla Manovra 2027 avrebbe una funzione diversa: modificare il quadro legislativo nazionale per consentire una nuova possibilità di accesso alla sanatoria per gli abusi rientranti nel perimetro che sarà stabilito dalla legge.
Per seguire l’evoluzione della Monovra e sul condono edilizio, bonus edilizi, incentivi energetici e attività professionale, scarica BibLus AI: l’app che risponde alle tue domande sull’edilizia e ti aggiorna sulle novità del settore. Disponibile per Android e iOS.
Fonte: Read More
