Attrezzature di lavoro: da Accredia nuove indicazioni per la valutazione della conformità
Accredia pubblica la circolare tecnica DC 24/2026 sulla valutazione della conformità delle attrezzature di lavoro per il rilascio e il mantenimento della certificazione UNI EN ISO 45001
Accredia ha pubblicato la circolare tecnica DC n. 24/2026 del 22 giugno 2026, dedicata alla valutazione della conformità delle attrezzature di lavoro ai fini del rilascio e del mantenimento dei certificati UNI EN ISO 45001 “Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro – Requisiti e guida per l’uso“.
Il nuovo documento si rivolge agli organismi di certificazione accreditati o accreditandi nello schema SCR (sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro), alle associazioni degli organismi di valutazione della conformità e agli ispettori/esperti del Dipartimento Certificazione e Ispezione.
La circolare chiarisce quali attività devono essere svolte dagli organismi di certificazione per verificare, con un approccio basato sul rischio e mediante campionamento, che le organizzazioni certificate assicurino il mantenimento della conformità delle attrezzature di lavoro utilizzate nei propri processi produttivi.
Il tema è centrale per tutte le aziende che possiedono o intendono ottenere una certificazione del sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro secondo la UNI EN ISO 45001. La conformità delle attrezzature di lavoro, infatti, non può essere considerata un aspetto meramente documentale, ma deve essere verificata in relazione all’effettivo utilizzo dell’attrezzatura nel contesto aziendale. A tal riguardo, vorrei consigliarti un software gestione sicurezza sul lavoro intelligente che non si limita a gestire attività sconnesse fra loro (come accade in altre procedure software), ma la sicurezza dell’azienda nella sua organicità, facendo della norma stessa l’algoritmo di funzionamento del sistema di gestione.
La circolare richiama i requisiti dell’Appendix A del documento IAF MD 22:2023, relativo alla conformità legislativa nell’ambito della certificazione accreditata dei sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro. Ne deriva che il rilascio e il mantenimento della certificazione ISO 45001 devono poggiare anche sulla capacità dell’organizzazione di dimostrare la conformità delle attrezzature in uso, la corretta gestione dei rischi e il mantenimento nel tempo delle condizioni di sicurezza.
Verifica della conformità delle attrezzature di lavoro
Secondo Accredia, l’organismo di certificazione deve verificare che l’organizzazione abbia effettuato la valutazione di conformità per ogni singola attrezzatura di lavoro in uso o in esercizio, ai sensi dell’art. 70 del D.Lgs. 81/2008.
La verifica deve considerare, in primo luogo, le attrezzature soggette alle disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto. È il caso, ad esempio, delle macchine costruite dopo il 1996, per le quali rileva la direttiva macchine 2006/42/CE, sostituita integralmente dal Regolamento UE 2023/1230 a partire dal 19 gennaio 2027.
Per tali attrezzature è necessario verificare la presenza della marcatura CE e della dichiarazione di conformità alle direttive o ai regolamenti applicabili. La circolare ricorda tuttavia che la marcatura CE non garantisce automaticamente l’uso sicuro dell’attrezzatura nello specifico contesto lavorativo: il datore di lavoro deve comunque valutare le condizioni di impiego, l’ambiente di lavoro, i rischi derivanti dall’uso dell’attrezzatura e le possibili interferenze con altre macchine o lavorazioni.
Attrezzature antecedenti al 1996 e Allegato V
Un’attenzione particolare è riservata alle attrezzature costruite prima dell’entrata in vigore delle direttive comunitarie di prodotto o comunque messe a disposizione dei lavoratori prima della loro emanazione. In questi casi occorre fare riferimento all’Allegato V del D.Lgs. 81/2008, che stabilisce i requisiti minimi di sicurezza.
Le macchine “ante 1996”, quindi, non possono essere considerate automaticamente utilizzabili solo perché ancora funzionanti. L’organizzazione deve dimostrare che rispettano i requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa vigente e che il loro impiego non espone i lavoratori a rischi non accettabili.
Attrezzature non conformi: cosa deve fare l’organizzazione
La circolare distingue due scenari principali nel caso in cui, a seguito della valutazione, emergano attrezzature non conformi:
nel primo caso, se l’attrezzatura è dichiarata non utilizzabile perché pericolosa e non risulta opportuno procedere a riparazione o adeguamento, il datore di lavoro deve disporne la messa fuori servizio. Tali attrezzature non possono essere rimesse in servizio fino a quando non siano state rese idonee, al fine di evitare l’esposizione degli operatori a rischi non accettabili;
nel secondo caso, se l’attrezzatura è considerata riparabile o adeguabile, l’organizzazione deve predisporre un programma di intervento. Tale programma deve indicare le misure di adeguamento da eseguire, i tempi previsti, le responsabilità assegnate e gli investimenti economici necessari. Anche in questo caso, fino al completamento degli interventi e al ripristino delle condizioni di idoneità, l’attrezzatura non può rimanere in servizio.
L’organismo di certificazione dovrà monitorare nel tempo l’attuazione del programma e valutarne lo stato di avanzamento, compreso il rispetto dei tempi stabiliti.
Modifiche sostanziali e nuovo regolamento macchine
La circolare richiama anche il tema delle modifiche sostanziali delle macchine. Quando una macchina viene modificata in modo tale da determinare scostamenti rispetto alle prestazioni, al funzionamento o all’uso previsti dal fabbricante, l’organizzazione deve dimostrare di avere operato in conformità alle prescrizioni del Regolamento UE 2023/1230.
Il documento ricorda inoltre che un insieme di macchine o quasi macchine deve avere una propria certificazione CE quando gli elementi sono disposti e comandati per raggiungere uno stesso risultato e funzionare in modo solidale. Non è quindi sufficiente che le singole parti siano certificate autonomamente, se l’insieme configura una nuova unità funzionale.
Valutazione dei rischi uomo-attrezzatura
Oltre alla conformità formale dell’attrezzatura, l’organismo di certificazione deve verificare che l’organizzazione abbia effettuato la valutazione e gestione dei rischi connessi all’interazione uomo-attrezzatura.
La valutazione deve essere riferita al concreto contesto aziendale: sito produttivo, reparto, ambiente di lavoro, modalità di utilizzo, interferenze, manutenzione, pulizia, attrezzaggio e dispositivi di protezione. L’attenzione si sposta quindi dal solo possesso di documenti al controllo effettivo delle condizioni di sicurezza durante l’uso.
L’organizzazione deve inoltre dimostrare di avere attuato programmi di formazione e addestramento del personale, sia per l’abilitazione al corretto uso delle attrezzature sia per l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali e collettivi previsti dalla legge.
Manutenzione e verifiche periodiche
Un altro punto centrale della circolare riguarda la manutenzione delle attrezzature. Accredia sottolinea che la manutenzione è fondamentale per garantire la sicurezza dei lavoratori e prevenire gli infortuni.
L’organismo di certificazione deve verificare, a campione, che l’organizzazione abbia definito un programma di manutenzione per ciascuna attrezzatura e abbia registrato gli interventi periodici effettuati. Il programma deve essere predisposto sulla base delle indicazioni del fabbricante, delle norme di buona tecnica o, in assenza, dei codici di buona prassi.
La manutenzione deve comprendere anche tutti i dispositivi di sicurezza presenti sulle attrezzature, come barriere ottiche, interblocchi, arresti di emergenza e altri sistemi di protezione.
Per le attrezzature indicate nell’Allegato VII del D.Lgs. 81/2008, l’organizzazione deve dimostrare anche l’esecuzione delle verifiche periodiche finalizzate a valutarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza, con la frequenza prevista dalla norma.
Cosa deve registrare il team di audit
La circolare indica anche le evidenze che il team di audit deve riportare nei rapporti, nelle checklist e nel diario di audit. Tra queste rientrano i programmi di manutenzione, le verifiche periodiche, i criteri di campionamento adottati secondo un approccio basato sul rischio e la documentazione utilizzata per dimostrare la conformità delle attrezzature campionate.
Tra i documenti rilevanti rientrano, ad esempio, la dichiarazione di conformità del fabbricante, il manuale d’uso e manutenzione, il verbale di corretta installazione elettrica o meccanica, la documentazione tecnica aggiornata in caso di modifiche sostanziali e l’eventuale applicazione di procedure LOTO per la messa in sicurezza durante le operazioni di manutenzione.
Particolare attenzione deve essere prestata anche ai programmi di riparazione o adeguamento delle attrezzature. Il gruppo di verifica ispettiva deve registrare eventuali scostamenti rispetto al programma iniziale, valutarne la giustificazione e, se necessario, segnalarli come rilievi di livello appropriato. In caso di non conformità maggiori, l’organismo di certificazione deve assumere una decisione sul mantenimento della certificazione.
Sedi estere e competenze locali
Per le organizzazioni con sedi operative all’estero, la circolare prevede che il team di audit possa comprendere anche un esperto tecnico locale con conoscenze documentate della legislazione applicabile nel Paese in cui si trova la sede.
Si tratta di un aspetto importante per le imprese multinazionali o con stabilimenti in altri Paesi europei o extraeuropei: la certificazione ISO 45001 deve infatti tener conto non solo del sistema di gestione aziendale, ma anche della corretta applicazione delle prescrizioni legislative locali in materia di attrezzature di lavoro e sicurezza.
Impatti per le aziende certificate ISO 45001
La circolare Accredia rafforza il legame tra certificazione ISO 45001, conformità legislativa e gestione effettiva della sicurezza delle attrezzature di lavoro.
Per le aziende certificate o in fase di certificazione diventa quindi fondamentale disporre di un censimento aggiornato delle attrezzature, di valutazioni di conformità puntuali, di programmi di manutenzione documentati, di evidenze sulle verifiche periodiche e di registrazioni relative alla formazione degli operatori.
Non meno importante è la gestione delle attrezzature non conformi: la presenza di macchine pericolose ancora in servizio, l’assenza di programmi di adeguamento o il mancato rispetto dei tempi previsti possono incidere direttamente sul rilascio o sul mantenimento della certificazione.
In sintesi, con la circolare tecnica DC n. 24/2026, Accredia fornisce agli organismi di certificazione indicazioni operative per valutare la conformità delle attrezzature di lavoro nell’ambito della certificazione UNI EN ISO 45001.
Il messaggio è chiaro: la sicurezza delle attrezzature non si esaurisce nella marcatura CE o nella disponibilità della documentazione tecnica, ma richiede una gestione strutturata e continua, basata su valutazione dei rischi, manutenzione, verifiche periodiche, formazione, controllo delle modifiche e adeguata registrazione delle evidenze di audit.
Approfondimenti
Per approfondire il tema, leggi l’articolo dedicato a La UNI EN ISO 45001:2023 sui sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro. Per una gestione ottimale della sicurezza nella tua azienda , ti consiglio di utilizzare un software gestione sicurezza sul lavoro intelligente che non si limita a gestire attività sconnesse fra loro (come accade in altre procedure software), ma la sicurezza dell’azienda nella sua organicità, facendo della norma stessa l’algoritmo di funzionamento del sistema di gestione.
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