ESCo: cosa sono, come funzionano e come ottenere la certificazione UNI CEI 11352

ESCo: cosa sono, come funzionano e come ottenere la certificazione UNI CEI 11352

Guida veloce alle Energy Service Company: requisiti, accreditamento, competenze, ambiti di attività, certificazione UNI CEI 11352

Una ESCo, Energy Service Company, è un soggetto specializzato nei servizi di efficienza energetica che lega in tutto o in parte la propria remunerazione ai miglioramenti e ai risultati energetici conseguiti.

In Italia il riferimento tecnico per la certificazione è la UNI CEI 11352:2014, attualmente in vigore.

Ecco un vademecum sulle ESCo per chi vuole saperne di più e chi è interessato a diventarlo.

Dalla diagnosi alla progettazione degli interventi, un software di progettazione energetica BIM supporta il tecnico nelle attività di analisi e miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, integrandosi naturalmente nei progetti di efficientamento sviluppati anche con ESCo.

Cosa sono le ESCo e cosa significa ESCo?

ESCo significa Energy Service Company, cioè società o soggetto che fornisce servizi energetici finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica assumendo un certo margine di rischio e collegando, almeno in parte, il pagamento ai risultati ottenuti.

La definizione normativa italiana deriva dal D.Lgs. 115/2008 ed è richiamata dal quadro successivo sull’efficienza energetica. Lo schema Accredia per la UNI CEI 11352 chiarisce inoltre che possono certificarsi sia persone fisiche sia persone giuridiche.

Una ESCo non è quindi semplicemente un’impresa che installa caldaie, pompe di calore, impianti fotovoltaici o sistemi di building automation. L’elemento distintivo è il servizio energetico orientato al risultato, accompagnato da competenze tecniche, organizzative e gestionali e da una modalità contrattuale che renda misurabile il miglioramento ottenuto.

La UNI CEI 11352:2014 definisce infatti requisiti e capacità organizzative, diagnostiche, progettuali, gestionali, economiche e finanziarie e richiede che il servizio venga erogato con garanzia dei risultati.

Come funziona una ESCo?

Una ESCo accompagna il cliente dall’analisi dei consumi alla definizione degli interventi, fino alla realizzazione, gestione e verifica delle prestazioni. Il punto centrale è che il miglioramento dell’efficienza energetica deve poter essere misurato e confrontato con gli obiettivi contrattuali.

In un tipico progetto il percorso comprende:

analisi dei fabbisogni e dei consumi;
diagnosi o valutazione energetica;
individuazione degli interventi;
studio tecnico-economico;
definizione del contratto e degli obiettivi;
progettazione e realizzazione;
eventuale gestione degli impianti;
monitoraggio dei consumi;
misura e verifica del miglioramento conseguito.

La UNI CEI 11352 non impone che ogni attività debba necessariamente essere svolta con personale interno: lo schema di certificazione consente di affidare attività a terzi, purché la ESCo mantenga le responsabilità previste e la ripartizione delle attività sia dichiarata contrattualmente.

Come guadagna una ESCo?

La remunerazione di una ESCo è collegata, totalmente o parzialmente, al miglioramento dell’efficienza energetica o agli altri criteri di rendimento definiti nel contratto di prestazione energetica (EPC). Il modello economico dipende quindi dalle prestazioni e dalla distribuzione dei rischi concordata con il cliente.

Il contratto può prevedere che il costo dell’intervento venga sostenuto dalla ESCo, dal cliente oppure da un soggetto finanziatore terzo. La possibilità di finanziare l’intervento è caratteristica del modello ESCo, ma non significa che ogni ESCo debba sempre finanziare integralmente ogni progetto.

Va ricordato, inoltre, che gli interventi realizzati da una ESCo possono beneficiare di importanti meccanismi di sostegno come:

Certificati Bianchi
Misura PNRR M.7 I.17 per l’Edilizia Residenziale Pubblica
Conto Termico
Transizione 5.0

Cos’è un contratto EPC ESCo?

L’Energy Performance Contract, o contratto di prestazione/rendimento energetico, lega gli interventi e la remunerazione alle prestazioni energetiche ottenute e verificate nel tempo.

È uno degli strumenti caratteristici dell’attività di una ESCo e disciplina il miglioramento energetico di un edificio o impianto e le modalità per realizzarlo attraverso un servizio energetico. Il risparmio ottenuto può essere utilizzato, secondo il modello contrattuale, per remunerare gli investimenti e i servizi.

Il contratto dovrebbe rendere identificabili almeno:

situazione energetica di riferimento;
interventi;
obiettivi;
responsabilità delle parti;
modalità di finanziamento;
durata;
metodo di misurazione dei risultati;
allocazione dei rischi;
modalità di remunerazione;
conseguenze del mancato raggiungimento delle prestazioni.

Cos’è la certificazione ESCo UNI CEI 11352?

La certificazione UNI CEI 11352 attesta che la ESCo possiede le capacità necessarie per fornire servizi di efficienza energetica con garanzia dei risultati secondo lo standard applicabile. L’edizione attualmente vigente è la UNI CEI 11352:2014.

La norma riguarda in particolare:

Ambito
Cosa viene verificato

Organizzazione
capacità di gestire il servizio energetico

Diagnosi
capacità di analizzare usi e prestazioni

Progettazione
capacità di definire interventi

Gestione
conduzione e controllo del servizio

Economia e finanza
sostenibilità e gestione degli aspetti economici

Risultato
garanzia e verifica del miglioramento

Contratto
contenuti adeguati all’offerta del servizio

La certificazione è rilasciata da organismi accreditati per questo schema secondo ISO/IEC 17065. Accredia classifica la certificazione ESCo come servizio volontario; tuttavia la normativa la rende requisito necessario in specifici ambiti regolati, ad esempio per alcune diagnosi energetiche e per la partecipazione di determinate categorie al meccanismo dei Certificati Bianchi.

Pertanto, non tutte le imprese che offrono servizi energetici devono essere certificate per poter esistere, ma in varie attività e meccanismi la certificazione è condizione per poter operare con quella specifica qualifica.

Quali sono i requisiti per ottenere la certificazione ESCo UNI CEI 11352?

Per certificarsi, una ESCo deve dimostrare capacità organizzative, tecniche, gestionali, economiche e finanziarie e deve poter garantire contrattualmente il miglioramento dell’efficienza energetica, misurandone i risultati. Non è sufficiente inserire “ESCo” nell’oggetto sociale.

Tra gli elementi qualificanti risultano:

capacità di erogare un servizio di efficienza energetica;
capacità diagnostica e progettuale;
capacità di gestione degli interventi;
capacità economico-finanziaria;
garanzia contrattuale del risultato;
collegamento della remunerazione alle prestazioni;
disponibilità al cliente dei dati misurati e della relativa reportistica;
gestione e controllo delle attività eventualmente affidate a terzi.

Prima del rilascio della certificazione lo schema di certificazione prevede la verifica di almeno un contratto a garanzia di risultato e di un primo ciclo che dimostri il miglioramento dell’efficienza energetica, secondo le condizioni specificate dallo schema.

Come diventare una ESCo e ottenere la certificazione?

Diventare una ESCo significa prima costruire realmente un’organizzazione capace di fornire servizi energetici a garanzia di risultato e poi sottoporla alla certificazione UNI CEI 11352 presso un organismo accreditato. Costituire una società e certificare una ESCo sono due passaggi differenti.

Un percorso operativo può essere impostato così:

Definire il modello di servizio energetico, i clienti target e le attività offerte.
Organizzare competenze e responsabilità necessarie per diagnosi, progettazione, realizzazione, gestione e verifica dei risultati.
Eseguire una gap analysis rispetto ai requisiti della UNI CEI 11352.
Predisporre procedure e documentazione, inclusa la gestione delle attività affidate a terzi.
Realizzare un servizio a garanzia di risultato in grado di produrre le evidenze richieste dallo schema.
Selezionare un organismo di certificazione accreditato Accredia per lo schema ESCo.
Sostenere l’audit, compresa la verifica delle evidenze contrattuali e operative.
Gestire eventuali rilievi e ottenere il certificato.
Mantenere la conformità attraverso le verifiche periodiche previste.

Quanto dura la certificazione ESCo?

Lo schema di certificazione UNI CEI 11352 prevede un ciclo di tre anni, con verifiche di sorveglianza e successivo rinnovo. Il mantenimento non è quindi automatico dopo il primo audit.

Lo schema Accredia prevede:

prima certificazione;
sorveglianza;
ulteriore sorveglianza;
rinnovo al nuovo ciclo.

È prevista almeno una verifica annuale e, nel corso del ciclo di certificazione, lo schema richiede anche verifiche a campione di contratti EPC presso i clienti. Accredia

Per chi cerca una ESCo è quindi importante non fermarsi alla presenza di un vecchio certificato PDF: occorre verificarne stato e validità attuale.

Dove trovare l’elenco delle ESCo certificate?

Per verificare la certificazione di una ESCo il riferimento operativo è la banca dati Accredia. 

L’elenco è consultabile nella sezione Accredia dedicata a “Prodotti e servizi”, selezionando la norma UNI CEI 11352.

Cos’è la Vetrina ESCo del GSE?

La Vetrina ESCo è uno nuovo strumento digitale del GSE che consente a imprese, pubbliche amministrazioni, ETS e cittadini di individuare ESCo certificate, consultarne contatti, servizi e principali interventi realizzati.

Come scegliere una ESCo?

La certificazione UNI CEI 11352 è il primo controllo, non l’ultimo. Per scegliere una ESCo occorre verificare certificato, esperienza sullo specifico intervento, contratto EPC, metodo di misura dei risultati, responsabilità, finanziamento e ripartizione dei rischi.

Una checklist minima dovrebbe comprendere:

certificazione in corso di validità in Accredia;
interventi comparabili già realizzati;
capacità di diagnosi e progettazione;
metodologia per baseline e misura dei risultati;
garanzie di risultato;
ripartizione dei rischi;
condizioni economiche;
finanziamento diretto o tramite terzi;
responsabilità di eventuali subappaltatori;
gestione e manutenzione;
accesso e proprietà dei dati di monitoraggio;
condizioni di uscita dal contratto.

ESCo e diagnosi energetica: quando serve la certificazione?

Le ESCo sono tra i soggetti abilitati a svolgere le diagnosi energetiche previste dall’articolo 8 del D.Lgs. 102/2014; dal 19 luglio 2016, per svolgere tali diagnosi nell’ambito previsto dalla norma, la ESCo deve essere certificata da parte terza accreditata.

Per semplificare:

ESCo certificata UNI CEI 11352 → organizzazione che eroga servizi energetici.
EGE certificato UNI CEI 11339 → professionista con competenze nella gestione dell’energia.

Le due figure possono collaborare e una ESCo può disporre di EGE, ma le certificazioni sono differenti.

Qual è la differenza tra ESCo, EGE, energy manager e certificazione energetica?

ESCo, EGE, energy manager e certificatore energetico non sono sinonimi: indicano rispettivamente un soggetto che eroga servizi energetici, un professionista certificato nella gestione dell’energia, una funzione organizzativa e la figura che opera nell’ambito della prestazione energetica degli edifici.

Termine
Significato

ESCo
soggetto che fornisce servizi energetici; riferimento UNI CEI 11352

EGE
Esperto in Gestione dell’Energia; riferimento UNI CEI 11339

Energy manager
responsabile per conservazione e uso razionale dell’energia nei casi previsti dalla legge

APE / certificazione energetica
attestazione della prestazione energetica di un edificio

FAQ

La certificazione ESCo UNI CEI 11352 è obbligatoria?

La certificazione è classificata da Accredia come volontaria, ma diventa requisito necessario in specifiche attività regolamentate e meccanismi previsti dalla normativa, come determinate diagnosi energetiche e categorie abilitate ai Certificati Bianchi.

Chi può diventare una ESCo?

Lo schema di certificazione prevede la possibilità di certificare persone fisiche e persone giuridiche, purché siano dimostrati i requisiti e le capacità previste dalla UNI CEI 11352.

Un’impresa edile o impiantistica può diventare ESCo?

Sì, se struttura la propria attività in modo da soddisfare i requisiti UNI CEI 11352 e supera l’iter di certificazione. La sola esecuzione di lavori o installazione di impianti non è sufficiente.

Come verificare se una ESCo è certificata?

È possibile consultare la banca dati Accredia dedicata a prodotti e servizi certificati. Anche ENEA rimanda a questa banca dati per l’elenco delle ESCo UNI CEI 11352.

Quanto dura la certificazione ESCo?

Lo schema prevede un ciclo di certificazione triennale con verifiche di sorveglianza e successivo rinnovo.

La certificazione ESCo è la certificazione energetica di un edificio?

No. La UNI CEI 11352 riguarda il soggetto che fornisce servizi di efficienza energetica; l’APE riguarda invece la prestazione energetica di un edificio.

Una ESCo deve finanziare sempre gli interventi?

No. Il finanziamento può essere fornito dalla ESCo o da terzi quando previsto contrattualmente

ESCo e Certificati Bianchi: quale ruolo hanno?

Una ESCo può svolgere un ruolo centrale nel meccanismo dei Certificati Bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica (TEE), presentando al GSE progetti di efficienza energetica e richiedendo il riconoscimento dei risparmi conseguiti. La certificazione UNI CEI 11352 rappresenta uno dei requisiti che consentono a un soggetto pubblico o privato di operare come soggetto proponente.

Leggi l’approfondimento dedicato: Certificati Bianchi: cosa sono e come funzionano

ESCo e Conto Termico 3.0: come si collegano?

Nel Conto Termico 3.0 una ESCo può operare per conto del soggetto che possiede i requisiti per accedere all’incentivo, assumendo il ruolo di Soggetto Responsabile e gestendo l’intervento e il rapporto con il GSE.

Può quindi occuparsi di:

analisi preliminare dell’edificio o dell’impianto;
diagnosi energetica;
progettazione dell’intervento;
definizione del contratto energetico;
eventuale finanziamento o reperimento delle risorse;
realizzazione o coordinamento degli interventi;
caricamento della pratica sul portale GSE;
trasmissione della documentazione;
gestione dell’istruttoria;
ricezione dell’incentivo, nei casi previsti;
gestione dell’impianto;
monitoraggio delle prestazioni energetiche.

Quando la ESCo opera come Soggetto Responsabile, è la ESCo a presentare al GSE la richiesta per conto del Soggetto Ammesso.

Leggi l’approfondimento dedicato: Conto Termico 3.0 con una ESCO: quando si può?

Una ESCo può occuparsi di fotovoltaico?

Sì. Un impianto fotovoltaico può rientrare in un progetto sviluppato o gestito da una ESCo quando è inserito in un servizio energetico più ampio e coerente con gli obiettivi contrattuali. Installare fotovoltaico, però, non rende automaticamente un’impresa una ESCo certificata.

Che rapporto c’è tra ESCo e comunità energetiche?

ESCo e Comunità Energetica Rinnovabile sono soggetti differenti. Una ESCo può fornire servizi tecnici, energetici o gestionali a progetti collegati alle CER, ma una CER non diventa per questo una ESCo e la certificazione UNI CEI 11352 non coincide con i requisiti per costituire una comunità energetica.

La UNI CEI 11352 sta cambiando?

La UNI CEI 11352:2014 è ancora il riferimento vigente, ma è già stato avviato un progetto di revisione.

 

Fonti: Accredia, Efficienza Energetica ENEA

 

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