IDS: cos’è, a cosa serve e come funziona
Scopri cos’è IDS, come funziona lo standard buildingSMART e come usare i file IDS per definire, modellare e validare i requisiti IFC
IDS è lo standard buildingSMART che consente di definire i requisiti informativi di un modello BIM in un formato leggibile dall’uomo e interpretabile dai software. In pratica, un file IDS traduce le richieste del committente in regole strutturate, utili per controllare automaticamente se un modello IFC contiene le informazioni richieste, con i valori, le proprietà, le classificazioni e le unità di misura corrette.
Con l’approvazione di IDS 1.0 come standard finale da parte di buildingSMART International, la Information Delivery Specification è diventata un riferimento sempre più importante per la gestione dei requisiti informativi nei processi openBIM. Lo standard risponde alla necessità di rendere gli scambi di dati più precisi, affidabili e verificabili lungo le diverse fasi di una commessa BIM.
Tuttavia, creare e modificare un file IDS, così come validare un modello IFC secondo questo standard, può essere complesso senza strumenti dedicati. Per questo è utile affidarsi a un software IDS BIM, capace di gestire i flussi di scambio delle informazioni in modo rapido, riducendo errori, ambiguità e controlli manuali.
Ma cos’è esattamente un IDS? A cosa serve e come si crea? In questo articolo vedremo i dettagli dello standard bSI necessario per verificare che un progetto BIM rispetti i requisiti richiesti dal committente.
Approfondiremo inoltre come è strutturata e validata una specifica IDS e analizzeremo un caso studio applicativo su infrastrutture stradali.
Cos’è lo standard IDS Information Delivery Specification?
L’Information Delivery Specification (IDS) è lo standard per definire i requisiti informativi in modo comprensibile per gli esseri umani e interpretabile dai computer, che permette di specificare i dati che devono essere inclusi in un dataset BIM e successivamente di verificarne la consegna.
Approvato come standard definitivo da buildingSMART International, IDS è stato concepito come un approccio gratuito, leggero e standardizzato alle specifiche di consegna e alla successiva verifica, come previsto dalla norma ISO 19650.
Tradizionalmente, i requisiti informativi sono condivisi in formati non interpretabili dai computer, come fogli di calcolo o PDF, rendendo difficile l’accesso ai dati rilevanti per una determinata situazione o compito.
Lo standard IDS permette invece una gestione ottimale dello scambio informativo nei progetti BIM.
Si tratta di una componente fondamentale nelle roadmap strategiche e tecniche di buildingSMART: aiuta tutti gli stakeholder del settore a specificare chiaramente le necessità informative senza ambiguità, permettendo l’automazione delle procedure di verifica.
Lo standard è stato sviluppato con il contributo di oltre 200 persone provenienti da 34 paesi diversi, coinvolgendo tutti i tipi di stakeholder, inclusi grandi clienti, modellatori, coordinatori, fornitori di software, altri enti di standardizzazione e governi. La disponibilità di oltre una dozzina di implementazioni stabili dimostra la validità dello standard al momento della sua pubblicazione.
Questa iniziativa è un esempio di come gli standard openBIM dovrebbero essere sviluppati per garantire affidabilità agli utenti finali.
IDS BIM: cos’è e perché è importante nei processi openBIM
L’IDS (Information Delivery Specification) è un documento che definisce i Requisiti Informativi (Exchange Requirement) stabiliti dal committente, in uno scambio di informazioni basato sull’utilizzo di modelli BIM.
Questo documento stabilisce come gli oggetti di un modello BIM, le classificazioni, le proprietà e persino valori ed unità di misura devono essere consegnati e scambiati. La caratteristica principale del documento IDS è di essere scritto in modo da essere interpretabile da un computer.
In un processo BIM, l’IDS è importante perché trasforma le richieste informative del committente in regole strutturate e verificabili automaticamente. In questo modo, le informazioni non restano indicazioni generiche contenute in documenti PDF, DOCX o fogli di calcolo, ma diventano specifiche digitali utilizzabili nelle fasi di modellazione, consegna e validazione del modello IFC.
Grazie a questa struttura, l’IDS BIM consente di ridurre ambiguità, errori di interpretazione e controlli manuali, migliorando la qualità dello scambio informativo tra committente, modellatore e validatore.
LOD, LOIN e IDS
A cosa serve un IDS?
Information Delivery Specification (IDS) può essere molto utile per definire correttamente i livelli di fabbisogno informativo (LOIN) nel capitolato informativo (EIR) e nel piano di gestione informativa (BEP).
Il nuovo standard IDS di buildingSMART risolve, quindi, uno degli aspetti più importanti per la corretta impostazione di una commessa BIM: la necessità, per i committenti, di avere modelli in linea con gli obiettivi per cui gli stessi vengono richiesti.
Le caratteristiche delle informazioni che devono essere scambiate e fornite durante il ciclo di vita dei beni edilizi sono normate all’interno della UNI EN 17412-1 che fornisce le linee guida per la specifica dei fabbisogni informativi.
La norma è applicabile all’intero ciclo di vita di qualsiasi bene costruito:
pianificazione strategica;
progettazione iniziale;
ingegneria;
sviluppo;
documentazione e costruzione;
funzionamento quotidiano;
manutenzione;
ristrutturazione;
restauro;
fine vita.
L’IDS nasce per rispondere all’esigenza di definire ed ottimizzare la gestione di fabbisogni informativi dinamici e complessi come quelli descritti.
Per approfondire leggi anche:
Quali informazioni possono essere gestite in maniera ottimale con lo standard IDS;
La differenza tra lo standard IDS e IFC o MVD.
L’IDS come soluzione per realizzare scambi di dati predicibili e certi
Le specifiche di un documento IDS possono essere frutto di una combinazione dei concetti presenti all’interno di:
standard IFC (Industry Foundation Classes): modello di dati che ha lo scopo di descrivere i dati dell’edilizia e dell’industria delle costruzioni. Si tratta di un formato file neutrale e aperto che non è controllato da un singolo fornitore o gruppo di fornitori;
classificazioni e proprietà aggiuntive derivanti da contratti nazionali o specifici di un’azienda.
L’IDS è lo standard da utilizzare per definire i propri Level of Information Needs (LOIN) e consente di ottimizzare la validazione di modelli IFC da parte del cliente, del modellatore e dei software BIM based che lo implementano. Infatti, ragionando su una stessa struttura dati, le soluzioni software hanno la possibilità di condurre analisi automatiche.
L’IDS può essere visto come l’elemento centrale di un contratto per ottenere le informazioni in modo corretto.
Come strutturare e validare una specifica IDS
Un file IDS può essere considerato un allegato operativo del Capitolato Informativo: traduce le richieste informative in regole parametriche, verificabili automaticamente dai software.
In fase di gara, l’IDS può aiutare il committente a dettagliare meglio le informazioni richieste al fornitore. Può specificare, ad esempio, quali dati devono essere presenti nel modello IFC, quali informazioni non devono essere inserite, quali classificazioni utilizzare e quali convenzioni di denominazione rispettare.
In fase contrattuale, invece, il file IDS può contribuire a definire in modo più chiaro gli accordi di consegna informativa tra le parti. Il fornitore può utilizzarlo come riferimento durante la modellazione e anche come strumento di prevalidazione prima della consegna ufficiale del modello.
Le tre parti di una specifica IDS
Ogni specifica IDS può essere letta come una regola composta da tre parti principali:
la descrizione contiene le informazioni rivolte all’operatore umano, come l’obiettivo della specifica o eventuali istruzioni operative;
l’applicabilità definisce a quali elementi del modello deve essere applicata la regola;
i requisiti indicano, invece, quali condizioni devono essere rispettate affinché gli elementi filtrati siano considerati conformi.
Ad esempio, una specifica potrebbe stabilire che tutte le finestre debbano riportare una proprietà relativa alla trasmittanza termica. In questo caso, l’applicabilità riguarda le finestre, mentre il requisito è la presenza della proprietà richiesta.
Applicabilità e requisiti all’interno di un file IDS vengono definite con i “facet”, ossia una informazione parametrizzata.
Se un facet viene utilizzato nell’applicabilità, serve a individuare gli oggetti a cui applicare la specifica. Se invece viene utilizzato nei requisiti, serve a indicare quali informazioni gli oggetti filtrati devono possedere per essere considerati validi.
Per esempio, una specifica può applicarsi a tutti gli elementi appartenenti alla classe IfcWall e richiedere che abbiano una determinata proprietà di resistenza al fuoco. Oppure può riguardare tutti i muri portanti in calcestruzzo e richiedere la valorizzazione di proprietà strutturali come classe di esposizione e classe strutturale.
Le specifiche IDS possono essere configurate come:
obbligatoria: indica che una determinata informazione deve essere presente nel modello;
opzionale: indica che l’elemento può essere presente o meno, ma se presente deve rispettare il requisito definito;
proibita: stabilisce che una certa combinazione di elemento e informazione non deve essere presente.
Questa distinzione consente di gestire scenari differenti, non solo imponendo la presenza di dati obbligatori, ma anche controllando informazioni non ammesse o non pertinenti rispetto agli obiettivi del modello.
Restriction e regole avanzate di validazione
Lo standard IDS consente anche di definire regole più avanzate attraverso le restriction. Queste possono riguardare elenchi di valori ammessi o non ammessi, limiti numerici, lunghezze minime o massime delle stringhe e pattern basati su espressioni regolari.
Ad esempio, si può stabilire che il nome di un progetto debba rispettare uno schema preciso, oppure che una proprietà numerica debba essere compresa entro un certo intervallo. In questo modo, la validazione non si limita a verificare la semplice presenza di una proprietà, ma può controllare anche la correttezza del valore inserito.
Cosa non può verificare un IDS
Pur essendo uno standard molto utile per la validazione informativa, l’IDS non sostituisce tutti gli altri controlli BIM. In particolare, non è pensato per verificare interferenze geometriche, posizionamenti spaziali complessi, campi calcolati o valori dinamici derivati da altre proprietà.
L’IDS è quindi particolarmente efficace per controllare la qualità e la coerenza delle informazioni contenute nel modello IFC, ma deve essere integrato con altri strumenti di model checking quando sono necessarie verifiche geometriche, clash detection o analisi specialistiche.
Validazione IDS: report, errori e controllo dei requisiti informativi
Una volta caricato il file IDS insieme al modello IFC, il processo di validazione consente di verificare automaticamente la conformità del modello rispetto alle specifiche definite. Gli errori possono riguardare proprietà mancanti, valori non conformi, classificazioni assenti o errate e requisiti non rispettati.
Il risultato della validazione può essere consultato attraverso report, dashboard o file esportabili. Questo consente al validatore di individuare rapidamente gli elementi non conformi e al progettista di correggere il modello in modo più mirato, riducendo tempi, ambiguità e controlli manuali.
Come è composta una specifica IDS e come viene usata per validare un modello IFC
Il workflow openBIM senza IDS: criticità nella gestione degli Exchange Requirement
Un workflow openBIM senza IDS prevede i seguenti step:
il cliente crea i propri Exchange Requirement restituendo come output un documento allegato al Capitolato informativo;
il documento viene utilizzato come guida da parte del gruppo di fornitura;
il modellatore deve tradurre i concetti immessi all’interno della soluzione software utilizzata;
il modello realizzato viene trasmesso al cliente che ne valida il contenuto rispetto agli Exchange Requirement richiesti.
Un workflow così frammentato eleva le possibilità di errori e di incomprensioni e produce risultati non sempre certi e perfetti e comunque con grandi sacrifici e perdite di tempo.
L’applicazione di IDS BIM nel flusso informativo: il caso studio ANAS
L’applicazione dello standard IDS in un processo BIM consente di rendere più controllabile e automatizzato il flusso delle informazioni tra committente, modellatore e validatore. Un esempio concreto è rappresentato dal caso d’uso ANAS, azienda del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che gestisce un patrimonio infrastrutturale di circa 30.000 km di strade e autostrade.
Nel caso ANAS, l’obiettivo era trasformare le richieste informative definite in documenti tradizionali, come file XLSX e PDF, in specifiche IDS interpretabili dal computer. In questo modo, i requisiti del committente non restano più semplici indicazioni testuali da interpretare manualmente, ma diventano regole verificabili automaticamente sui modelli IFC.
Il workflow è stato gestito attraverso usBIM.IDS, applicazione cloud utilizzabile da browser e basata su tre funzioni principali:
creator, per creare le specifiche informative;
modeler, per guidare la compilazione dei dati nel modello IFC;
validator, per verificare automaticamente la conformità del modello rispetto ai requisiti IDS.
Applicazione standard IDS in un flusso informativo BIM
Creazione delle specifiche informative
Nel workflow tradizionale, le richieste informative vengono spesso definite attraverso documenti in formato DOCX, XLSX o PDF. Questi documenti devono poi essere letti, interpretati e applicati dal modellatore all’interno del modello BIM. Questo passaggio può generare ambiguità, errori di interpretazione e risultati non sempre coerenti con le aspettative del committente.
Con usBIM.IDS, invece, i requisiti informativi possono essere inseriti manualmente o importati da formati come CSV e XLSX. Nel caso ANAS, i dati predisposti in fogli di calcolo sono stati trasformati in un file IDS standard, contenente property set, proprietà, classificazioni, valori ammessi e unità di misura.
Il file IDS così ottenuto diventa una struttura dati verificabile, utilizzabile nelle fasi successive di modellazione e validazione. Inoltre, il collegamento con il buildingSMART Data Dictionary (bSDD) aiuta ad associare proprietà e classificazioni a dizionari condivisi, migliorando la coerenza delle informazioni.
Modellazione dei dati richiesti
Una volta creato, il file IDS viene consegnato al modellatore e utilizzato come riferimento per compilare correttamente le informazioni richieste nel modello IFC.
Con usBIM.IDS, l’operatore carica il file IFC, seleziona il file IDS e visualizza le proprietà da compilare o correggere per ciascun elemento. Gli elementi possono essere selezionati direttamente nel modello 3D e associati alla relativa struttura informativa.
Le proprietà previste dal file IDS vengono mostrate in modo guidato e possono essere valorizzate direttamente nel modello IFC. Il collegamento al bSDD supporta la scelta dei valori corretti, soprattutto nel caso di proprietà enumerative, riducendo errori di compilazione e incoerenze terminologiche.
Inoltre, più elementi IFC possono essere modificati contemporaneamente e gli oggetti non ancora assegnati alla struttura informativa possono essere individuati e completati più rapidamente. Al termine della fase, viene prodotto un file IFC arricchito con i dati richiesti dal committente.
Validazione automatica del modello IFC
Dopo la modellazione dei dati, il file IFC completo viene consegnato al committente per la fase di verifica. A questo punto, usBIM.IDS permette di confrontare automaticamente il modello IFC con i requisiti definiti nel file IDS.
Nel caso ANAS, la validazione ha riguardato una federazione di 32 file IFC relativi a circa 5 km di infrastruttura stradale, comprensiva di tratti stradali, ponti, sottopassi e segnaletica. Dopo il caricamento della federazione IFC e la selezione del file IDS, il software avvia la verifica automatica dei requisiti informativi.
Gli elementi non conformi vengono evidenziati nel modello 3D e le segnalazioni possono riguardare, ad esempio, classi IFC non valide, proprietà obbligatorie mancanti, valori non conformi o classificazioni assenti.
I risultati sono consultabili tramite dashboard, filtri e report, ed esportabili in formati come XLSX, CSV o BCF.
Questa fase consente al committente di verificare in modo rapido se i modelli IFC ricevuti rispettano effettivamente le richieste espresse nel file IDS, anche quando sono stati prodotti con software di authoring differenti.
I vantaggi nell’applicazione di soluzioni tecnologiche basate sullo standard IDS
L’adozione dello standard IDS consente di disporre di servizi e soluzioni software che hanno lo specifico obiettivo di gestire la creazione, la valorizzazione e la validazione delle specifiche informative attese all’interno dei capitolati informativi e dei BEP.
Flusso di lavoro con validazione IDS
Tutti gli stakeholder coinvolti nel processo hanno la possibilità di operare in maniera rapida e certa, operando su una struttura dati standardizzata e ben descritta.
Il committente:
genera le proprie specifiche informative in maniera intellegibile dagli operatori e dalle soluzioni software;
arricchisce i propri Exchange Requirement con tutte le informazioni utili ad agevolare la comprensione della propria richiesta;
consegnerà un output già relazionabile al modello IFC.
Il modellatore:
crea in automatico la struttura informativa derivandola dalle specifiche di commessa, già correttamente relazionata al modello IFC;
è guidato nel data input ed evita di commettere errori di forma o di relazione.
Il validatore:
ha un feedback immediato sulla qualità dei deliverable oggetto di consegna grazie alla possibilità di confronto automatico tra Requisiti richiesti nell’IDS assegnato e quelli ricevuti nell’IDS di consegna.
Tutta la filiera potrà relazionarsi su un unico modello standardizzabile e concentrarsi sul contenuto del progetto senza doversi preoccupare della comprensione, della forma e della qualità dei deliverable attesi.
Per creare o modificare un file IDS, occorre utilizzare un IDS editor. Segui il video che ti mostra tutti i passaggi per ottenere un documento in formato IDS secondo le indicazioni di bSI in modalità online.
Leggi l’approfondimento: “openBIM standards”
FAQ su IDS
Che cos’è IDS BIM?
IDS BIM indica l’utilizzo dello standard Information Delivery Specification nei processi BIM. È un formato che consente di definire i requisiti informativi richiesti dal committente in modo leggibile dall’uomo e interpretabile dai software. In questo modo, le informazioni da consegnare nel modello IFC possono essere strutturate, controllate e validate automaticamente.
A cosa serve un file IDS?
Un file IDS serve a trasformare le richieste informative del committente in regole digitali verificabili. Può definire quali oggetti, proprietà, classificazioni, valori e unità di misura devono essere presenti nel modello BIM e consente di controllare se il modello IFC consegnato rispetta tali requisiti.
Qual è il rapporto tra IDS, LOIN, EIR e BEP?
L’IDS può supportare la definizione dei Level of Information Need, o LOIN, all’interno del capitolato informativo, EIR, e del piano di gestione informativa, BEP. In pratica, aiuta a rendere più chiari, strutturati e verificabili i fabbisogni informativi richiesti in una commessa BIM.
Chi utilizza un file IDS nel processo BIM?
Il file IDS può essere utilizzato da più figure del processo BIM. Il committente lo usa per definire i requisiti informativi, il modellatore per compilare correttamente i dati nel modello IFC e il validatore per verificare automaticamente la conformità del modello rispetto alle richieste definite.
Quali informazioni può contenere una specifica IDS?
Una specifica IDS può contenere descrizione, applicabilità e requisiti. Può indicare a quali elementi IFC si applica una regola e quali informazioni devono essere presenti o rispettate, come proprietà, attributi, classificazioni, materiali, relazioni, valori ammessi, limiti numerici o pattern di testo.
Un IDS può verificare tutto in un modello BIM?
No. L’IDS è utile per controllare la qualità e la coerenza delle informazioni contenute nel modello IFC, ma non sostituisce tutti gli altri controlli BIM. Non è pensato, ad esempio, per verificare interferenze geometriche, posizionamenti spaziali complessi, campi calcolati o valori dinamici derivati da altre proprietà.
Qual è il vantaggio dell’IDS rispetto a documenti come PDF, DOCX o XLSX?
Documenti come PDF, DOCX o XLSX richiedono un’interpretazione manuale da parte degli operatori. L’IDS, invece, trasforma le richieste informative in una struttura digitale leggibile dai software, riducendo ambiguità, errori di interpretazione e controlli manuali.
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