CAM 2026 e serramenti: requisiti per posa, vetrate, telai e verifiche
Cosa prevedono i criteri ambientali minimi 2026 per i serramenti: dall’obbligo di conformità alla UNI 11673-1 per giunti di posa alla qualifica del posatore come criterio premiante
I CAM edilizia 2026, adottati con D.M. 24 novembre 2025 e in vigore dal 2 febbraio 2026, aggiornano e sostituiscono la precedente edizione del 2022.
Le disposizioni si applicano ai contratti pubblici relativi a servizi di progettazione, direzione lavori ed esecuzione di interventi edilizi e opere di ingegneria civile, inclusi costruzione, ristrutturazione, manutenzione e adeguamento.
I CAM 2026 introducono requisiti più puntuali per i serramenti a tutti i livelli: progettazione, posa in opera, materiali, vetrate e documentazione di verifica negli appalti pubblici. Il tema non riguarda soltanto la scelta dell’infisso, ma l’intero sistema serramento: telaio, vetrazione, giunto di posa, schermatura, prestazioni energetiche, acustiche, qualità dell’aria interna e mezzi di prova.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia per i serramenti, quali sono i requisiti obbligatori e quali documenti devono essere previsti nel progetto, nel capitolato e in fase di direzione lavori.
La corretta applicazione dei CAM 2026 per i serramenti passa dai documenti di progetto: Relazione CAM, capitolato speciale, mezzi di prova e prescrizioni di posa devono essere coerenti tra loro. Prova gratis un software specifico per redigere capitolati speciali d’appalto aggiornati ai nuovi CAM Edilizia 2026, gestendo anche Relazione CAM di progetto e Relazione CAM di rendicontazione.
Serramenti: cosa cambia con i CAM edilizia 2026
Nei CAM edilizia 2026 il serramento non è trattato come un semplice prodotto da acquistare, ma come un elemento tecnico dell’involucro edilizio che incide su:
prestazione energetica;
comfort estivo;
illuminazione naturale;
tenuta all’aria;
isolamento acustico;
qualità della posa;
durabilità;
tracciabilità ambientale dei materiali;
qualità delle vetrate isolanti;
manutenibilità e ciclo di vita dell’edificio.
La conformità CAM non si risolve con una scheda tecnica generica o con una dichiarazione commerciale del produttore. Occorre progettare e verificare il nodo serramento-involucro, dimostrare il contenuto di riciclato dei materiali, qualificare le vetrate e controllare la posa in opera.
Relazione CAM di progetto: cosa indicare per i serramenti
Il progettista deve redigere la Relazione CAM di progetto fin dal primo livello di progettazione. La relazione serve a dimostrare come il progetto risponda ai criteri ambientali applicabili e deve indicare, per ogni criterio, le scelte progettuali, gli elaborati in cui sono rinvenibili i requisiti, i materiali previsti e i mezzi di prova che l’appaltatore dovrà presentare alla direzione lavori.
Per i serramenti, quindi, la Relazione CAM dovrà esplicitare almeno:
tipologia di serramento e materiali del telaio;
requisiti dei profili in PVC, alluminio o legno;
caratteristiche delle vetrate isolanti;
progetto dei giunti di posa;
eventuali schermature solari;
verifiche di tenuta all’aria;
prestazioni acustiche di facciata;
certificazioni e rapporti di prova richiesti;
eventuali criteri premianti applicati.
In merito ai serramenti i CAM Edilizia 2026 mostrano un significativo innalzamento degli standard tecnici e qualitativi, con l’introduzione di nuovi obblighi riguardanti sia i materiali che la posa in opera.
Ecco in sintesi le principali novità.
Requisiti sui materiali e contenuto di riciclato
ampliamento dei materiali per i telai: oltre al PVC, i requisiti riguardano anche anche l’alluminio, imponendo per quest’ultimo un contenuto minimo di riciclato molto più alto, pari al 40%.
dispositivi antinsetto: viene stabilito che i profili debbano rispettare le stesse percentuali di riciclato dei serramenti e possedere la marcatura CE ai sensi della norma UNI EN 13561.
certificazione delle vetrate: viene introdotto un nuovo criterio obbligatorio (2.4.18) che impone l’installazione di vetrate isolanti certificate secondo la serie UNI EN 1279 (parti 1-6) da un organismo di certificazione accreditato.
Posa in opera e giunti di raccordo
obbligo sui nodi di posa: i CAM edilizia 2026 introducono la specifica tecnica obbligatoria 2.3.12 sui giunti di raccordo, che impone la progettazione di nodi di posa conformi alla norma UNI 11673-1 o l’uso di nodi già qualificati.
mezzi di prova della posa: per verificare la corretta posa, il nuovo documento richiede rapporti di conformità emessi da laboratori notificati o, in alternativa, il possesso del “Marchio progettazione Posa Qualità“. Nei CAM 2022 il riferimento alla norma UNI 11673-2 era limitato ai criteri premianti per i posatori.
Schermature solari e radiazione
Affinamento del calcolo delle schermature: per i sistemi di ombreggiamento fissi (aggetti), vengono stabiliti parametri numerici precisi per la verifica: il fattore di ombreggiamento medio deve essere inferiore a 0,85 in estate e superiore a 0,3 in inverno per garantire gli apporti solari gratuiti.
Classificazione GTOT: per le schermature mobili, i CAM edilizia 2026 richiedono il raggiungimento di un valore del fattore di trasmissione solare totale (GTOT) pari o migliore della Classe 3 secondo la norma UNI EN 14501.
Nuovi Criteri Premianti
Capacità tecnica dell’impresa: viene aggiunto un criterio premiante (3.2.11) specifico per l’**operatore economico** (azienda) che dimostri la capacità di realizzare nodi di posa qualificati UNI 11673-1, valorizzando il possesso del “Marchio Posa Qualità Serramenti”.
Vetrate di qualità superiore: è introdotto un nuovo premio (2.6.8) per gli edifici con ampie superfici vetrate che utilizzano vetri conformi alla norma UNI 7697 sulla sicurezza.
Certificazioni/documenti richiesti o utilizzabili per i serramenti
Per i serramenti, i CAM Edilizia 2026 non richiedono una generica “certificazione CAM”: anzi, il testo chiarisce che prodotti dichiarati “certificati CAM”, “con certificazione CAM” o con “attestati di conformità ai CAM” non sono previsti e non bastano come mezzo di prova. La conformità va dimostrata criterio per criterio, con certificazioni, rapporti di prova o documentazione tecnica specifica.
Ambito
Cosa richiedono i CAM
Certificazione / mezzo di prova
Vetrate isolanti
I serramenti devono montare vetrate isolanti certificate secondo la serie UNI EN 1279, parti 1-2-3-4-5-6
Certificato di conformità in corso di validità per ogni lotto e modello di vetrata, rilasciato da organismo accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17065
Telai in PVC
Profili per telaio fisso/mobile con almeno 20% di materia recuperata, riciclata o sottoprodotto
EPD/DAP, ReMade o ReMade in Italy, Plastica Seconda Vita, VinylPlus Product Label, certificazioni su bilancio di massa, UNI/PdR 88, Made Green in Italy, se applicabili
Telai in alluminio
Profili con almeno 40% di materia recuperata, riciclata o sottoprodotto
Stessi mezzi di prova previsti per il contenuto di riciclato/recuperato/sottoprodotto: EPD/DAP, ReMade, certificazione accreditata, UNI/PdR 88, MGI, ecc.
Serramenti in legno
Legno vergine da foreste gestite sostenibilmente; se legno riciclato, componente legnosa almeno 70% riciclata
Certificazione di catena di custodia FSC o PEFC; per riciclato, FSC Recycled, FSC Mix con percentuale riciclata, PEFC Riciclato o mezzi equivalenti
Dispositivi antinsetto
Se presenti, i profilati devono rispettare i requisiti di riciclato previsti per PVC/alluminio
Inoltre devono essere conformi alla marcatura CE secondo UNI EN 13561
Giunti di posa
Il progetto deve prevedere nodi di posa conformi alla UNI 11673-1 o nodi già qualificati
Relazione CAM; eventuale rapporto di conformità di laboratorio abilitato MIMIT/notificato UE; in alternativa Marchio Progettazione Posa Qualità in corso di validità
Posa qualificata dell’operatore economico
Non è requisito minimo generalizzato: è criterio premiante
Rapporti di valutazione analitica/sperimentale di laboratori abilitati, oppure Marchio Posa Qualità Serramenti, comprensivo del Marchio Progettazione Posa Qualità
Posatori professionisti
Anche questo è criterio premiante, non obbligo generalizzato
Certificato di conformità a norma tecnica UNI rilasciato da organismo accreditato; per i serramenti il riferimento è la UNI 11673-2
Adesivi, sigillanti, barriere/freni al vapore
Devono rispettare i limiti sulle emissioni indoor se rientrano nelle categorie del criterio 2.4.1
Rapporti di prova secondo UNI EN 16516, UNI EN ISO 16000 parti 3, 6 e 9, oppure EN 717-1 per formaldeide
Giunti di posa dei serramenti: obbligo di conformità alla UNI 11673-1
Il criterio più direttamente riferito ai serramenti è il 2.3.12 – Giunti di raccordo tra serramenti esterni ed interni con l’involucro opaco.
Il criterio si applica agli interventi di nuova costruzione, ristrutturazione urbanistica, ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione, restauro e risanamento conservativo. Si applica anche alla manutenzione ordinaria e straordinaria quando è prevista la sostituzione degli infissi esterni.
Il progetto deve prevedere, sia in caso di nuova installazione sia in caso di sostituzione, nodi di posa conformi alla UNI 11673-1 oppure nodi già qualificati ai sensi della stessa norma. La verifica avviene tramite la Relazione CAM di progetto, che deve illustrare come il progetto esecutivo della posa rispetti la UNI 11673-1. In alternativa o a supporto, possono essere richiamati rapporti di conformità di laboratori abilitati oppure il Marchio Progettazione Posa Qualità in corso di validità.
In termini pratici, il progettista deve evitare di limitarsi alla generica indicazione “posa a regola d’arte”. Nei documenti di progetto è opportuno riportare dettagli esecutivi del nodo primario e secondario, materiali di sigillatura, nastri, membrane, sistemi di fissaggio, continuità termoigrometrica, controllo dei ponti termici e compatibilità con cappotto, muratura o facciata.
Telai, chiusure oscuranti e contenuto di riciclato: requisiti ambientali specifici
Il criterio 2.4.12 – Chiusure oscuranti e telai per serramenti introduce requisiti ambientali specifici per i profili.
I profili per telaio fisso e mobile di serramenti e chiusure oscuranti esterne o interne devono avere un contenuto minimo di materia recuperata, riciclata o di sottoprodotto pari ad almeno:
Materiale del profilo
Contenuto minimo richiesto
PVC
20% sul peso del prodotto
Alluminio
40% sul peso del prodotto
Gli stessi requisiti si applicano anche ai profilati degli eventuali dispositivi antinsetto, che devono inoltre essere conformi alla marcatura CE secondo la norma EN UNI 13561. Sono esclusi i prodotti in legno, per i quali si applica il criterio specifico sui prodotti di legno o a base legno.
Per i serramenti in legno, il criterio 2.4.6 richiede che i prodotti costituiti da materie prime vergini provengano da foreste gestite in modo sostenibile, ad esempio tramite certificazione di catena di custodia FSC o PEFC. Se invece il prodotto è costituito prevalentemente da materie prime seconde, la componente legnosa deve essere costituita da almeno il 70% di materiale riciclato, con adeguata certificazione.
Vetrate isolanti: certificazione secondo UNI EN 1279
Il criterio 2.4.18 – Vetrate isolanti ha lo scopo di garantire l’installazione di vetrate isolanti di qualità.
I serramenti devono montare vetrate isolanti certificate in conformità alla serie UNI EN 1279, parti 1-2-3-4-5-6, da organismo di certificazione accreditato secondo UNI CEI EN ISO/IEC 17065 per la specifica norma di prodotto. La conformità deve essere documentata per ogni lotto di produzione tramite certificato di conformità in corso di validità, riferito agli specifici modelli di vetrata impiegata.
Questo punto è particolarmente rilevante perché sposta l’attenzione dalla sola prestazione dichiarata del vetro alla sua qualità produttiva e documentale. In un appalto pubblico, il progettista dovrà indicare nel capitolato il requisito della certificazione UNI EN 1279, mentre il direttore dei lavori dovrà controllare la documentazione prima dell’accettazione in cantiere.
Radiazione solare e schermature: attenzione al comfort estivo
I serramenti incidono direttamente anche sul criterio relativo alla radiazione solare. Nel caso di schermature solari mobili esterne, il sistema deve consentire, nella stagione di raffrescamento estivo, il raggiungimento di un valore del fattore di trasmissione solare totale GTOT pari o migliore della Classe 3 secondo UNI EN 14501.
Per gli ombreggiamenti fissi, come aggetti e sporti, l’effetto di ombreggiamento deve essere verificato per ciascuna esposizione verticale, calcolando i fattori medi delle finestre nella stagione di raffrescamento secondo UNI/TS 11300 e rispettando un valore inferiore a 0,85. Allo stesso tempo, i sistemi non devono impedire gli apporti solari gratuiti in inverno: in stagione di riscaldamento il valore deve essere superiore a 0,3.
Quando sussistono impossibilità tecniche o autorizzative, il criterio può essere soddisfatto anche con soluzioni alternative, come vetri selettivi, vetri a controllo solare o schermature mobili integrate nelle vetrate isolanti. Anche in questo caso, le vetrate devono essere dotate di certificazione di prodotto per vetrate isolanti secondo UNI EN 1279.
Tenuta all’aria: decisivo il nodo serramento-struttura
La tenuta all’aria dell’involucro è un altro punto che coinvolge direttamente i serramenti. Il criterio 2.3.9 stabilisce che, nelle unità immobiliari riscaldate, deve essere garantito un livello di tenuta all’aria tale da mantenere l’efficienza dei pacchetti coibenti, evitare condense interstiziali nei nodi di giunzione e assicurare il corretto funzionamento della ventilazione meccanica controllata, ove prevista.
I valori n50 da rispettare, verificati secondo UNI EN ISO 9972, sono:
Intervento
Valore n50
Nuove costruzioni
< 2 h⁻¹
Ristrutturazioni importanti di primo livello
< 3,5 h⁻¹
La Relazione CAM deve prevedere anche una relazione sui dettagli esecutivi della tenuta all’aria; in fase finale è richiesta una relazione di collaudo basata su misure in opera eseguite da un tecnico competente.
Prestazioni acustiche: il serramento incide sulla facciata
Il serramento è uno degli elementi più delicati per il rispetto dei requisiti acustici di facciata. Il criterio 2.3.10 – Prestazioni e benessere acustico richiede che i valori prestazionali dei requisiti acustici passivi dei singoli elementi tecnici dell’edificio, tra cui le facciate, corrispondano almeno alla classe II della UNI 11367, fatti salvi i requisiti di legge del D.P.C.M. 5 dicembre 1997. Se le due fonti prevedono prestazioni diverse, si applicano i valori più restrittivi.
Per ospedali e case di cura sono previsti livelli superiori, mentre le scuole devono soddisfare almeno i valori della UNI 11532-2. Per gli edifici esistenti, il criterio si applica quando l’intervento riguarda elementi edilizi di separazione tra ambienti interni ed esterni o tra unità immobiliari differenti.
Emissioni indoor: attenzione a sigillanti, adesivi e componenti interni
Anche se il criterio sulle emissioni indoor non riguarda esclusivamente i serramenti, può avere ricadute su prodotti accessori impiegati nella posa, come adesivi, sigillanti, barriere, schermi e freni al vapore.
Il criterio 2.4.1 stabilisce limiti di emissione a 28 giorni per varie sostanze, tra cui COV totali, formaldeide, acetaldeide, toluene, xilene e stirene. Per le finestre è indicato un fattore di carico minimo pari a 0,05 m²/m³; per i sigillanti, 0,007 m²/m³. La determinazione delle emissioni avviene secondo UNI EN 16516 o UNI EN ISO 16000, parti 3, 6 e 9, oppure secondo EN 717-1 per la formaldeide.
In fase di capitolato è opportuno richiedere schede tecniche, rapporti di prova e certificazioni coerenti con i materiali effettivamente utilizzati per la posa.
Criteri premianti: vetrate di qualità e posa qualificata
Oltre ai requisiti obbligatori, i CAM prevedono criteri premianti che possono incidere sulla valutazione dell’offerta.
Il criterio 2.6.8 – Vetrate di qualità può essere previsto negli edifici in cui il vetro è componente preponderante, ad esempio facciate continue o parapetti. Il punteggio premiante è attribuito all’operatore economico che, in caso di sostituzione o nuova installazione di chiusure trasparenti, installi vetri conformi alla UNI 7697 in funzione della destinazione d’uso.
Il criterio 3.2.11 – Capacità tecnica dell’operatore economico per la posa di serramenti esterni e interni premia invece l’operatore economico in grado di realizzare nodi di posa qualificati secondo UNI 11673-1. La verifica può avvenire tramite rapporti di valutazione analitica e sperimentale rilasciati da laboratori abilitati oppure tramite Marchio Posa Qualità Serramenti, comprensivo del Marchio Progettazione Posa Qualità.
In alternativa, il criterio 3.2.10 valorizza la capacità tecnica dei posatori. Tra le norme richiamate compare la UNI 11673-2, relativa ai requisiti di conoscenza, abilità e competenza del posatore di serramenti.
In ogni caso, la qualificazione dei posatori e dell’operatore economico può essere valorizzata come criterio premiante, mentre il requisito obbligatorio riguarda solo il progetto dei nodi di posa conformi alla UNI 11673-1 nei casi previsti dal criterio 2.3.12.
Quali documenti servono per dimostrare la conformità CAM dei serramenti
Per evitare contestazioni in fase di gara o in cantiere, la documentazione deve essere prevista già nel capitolato speciale d’appalto.
Per i serramenti, in linea generale, occorre richiedere:
Ambito
Documenti/verifiche
Relazione CAM
descrizione dei criteri applicati, elaborati progettuali, mezzi di prova
Giunti di posa
progetto di posa conforme UNI 11673-1, dettagli esecutivi, eventuale Marchio Progettazione Posa Qualità
Telai in PVC
certificazione del contenuto minimo del 20% di riciclato/recuperato/sottoprodotto
Telai in alluminio
certificazione del contenuto minimo del 40% di riciclato/recuperato/sottoprodotto
Telai in legno
FSC, PEFC o prova equivalente di origine sostenibile; per legno riciclato almeno 70%
Vetrate isolanti
certificato UNI EN 1279, parti 1-2-3-4-5-6, per lotto e modello
Schermature
verifica GTOT Classe 3 UNI EN 14501 o calcoli di ombreggiamento secondo UNI/TS 11300
Tenuta all’aria
relazione sui dettagli esecutivi e collaudo secondo UNI EN ISO 9972
Acustica
verifica requisiti UNI 11367, UNI 11532-2 per scuole, D.P.C.M. 5 dicembre 1997
Emissioni indoor
rapporti di prova secondo UNI EN 16516 o UNI EN ISO 16000
FAQ
I CAM 2026 si applicano anche alla sostituzione degli infissi?
Sì, quando l’intervento rientra in contratti pubblici soggetti ai CAM e riguarda la sostituzione degli infissi esterni, si applica il criterio sui giunti di raccordo tra serramenti e involucro opaco.
Esiste un serramento “certificato CAM”?
No. Il documento chiarisce che non sono previsti prodotti “certificati CAM” o “certificazioni CAM” come mezzo di prova autonomo. La conformità va dimostrata criterio per criterio, con la documentazione richiesta.
Quale norma regola la posa dei serramenti nei CAM 2026?
Il riferimento principale è la UNI 11673-1 per la progettazione e verifica dei nodi di posa. Per la competenza dei posatori è richiamata la UNI 11673-2.
Quali requisiti ambientali hanno i telai?
I profili in PVC devono contenere almeno il 20% di materia recuperata, riciclata o sottoprodotto; quelli in alluminio almeno il 40%. I prodotti in legno seguono il criterio specifico su origine sostenibile o legno riciclato.
Le vetrate isolanti devono essere certificate?
Sì. I serramenti devono montare vetrate isolanti certificate secondo la serie UNI EN 1279, parti 1-2-3-4-5-6, da organismo accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17065.
I CAM edilizia 2026 prevedono un obbligo di certificazione UNI 11673-2 per i posatori?
Non esiste un obbligo generalizzato di certificazione UNI 11673-2 per tutti i posatori ai fini CAM; l’obbligo CAM riguarda il progetto dei nodi di posa UNI 11673-1, mentre la qualificazione dei posatori/impresa è un criterio premiante.
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