Aree idonee in Lombardia: primo ok al progetto di legge 175

Aree idonee in Lombardia: primo ok al progetto di legge 175

Norme sull’individuazione delle aree idonee Lombardia per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili. Criteri tecno-urbanistici, limiti per la tutela del suolo agricolo (SAU) e compensazioni territoriali per gli Enti Locali

Il Progetto di Legge n. 175 per l’individuazione delle ulteriori aree idonee alle FER in Lombardia è stato approvato a maggioranza il 29 aprile 2026 in Commissione Ambiente.

In questo articolo proponiamo una scheda tecnica di lettura dettagliata basata sul testo del PDL e sugli emendamenti in discussione, analizzando regole, criteri e i limiti legati al consumo di suolo agricolo in ottemperanza ai nuovi target dettati dal D.lgs. 190/2024.

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Quali sono le aree idonee in Lombardia?

Dopo la riscrittura della norma nazionale e l‘introduzione dell’art. 11-bis nel D.lgs 190/2024, le Regioni sono chiamate a individuare sui propri territori ulteriori aree idonee.

La Lombardia, per rispettare il burden sharing nazionale al 2030, dovrà installare 8,766 GW di potenza aggiuntiva rispetto al dato rilevato a fine 2020. L’approccio generale della Regione è privilegiare le aree già artificializzate, impermeabilizzate o compromesse, bilanciando la forte necessità di decarbonizzazione con la tutela del territorio (in particolare l’agricoltura e le aree a vincolo paesaggistico).

Il progetto di legge lombarda elenca una classificazione dettagliata di superfici e zone per ogni specifica tipologia di tecnologia rinnovabile. Ecco le principali aree idonee in Lombardia:

Impianti fotovoltaici

Sono considerate idonee:

le cave dismesse: porzioni di cave in cui l’attività estrattiva sia definitivamente terminata.
le ex discariche: discariche ante-norma o cessate, previa verifica della compatibilità tecnica limitata.
le aree industriali e terziarie: aree con questa specifica destinazione urbanistica, incluse le coperture e i parcheggi.
le aree dismesse non residenziali: siti industriali, commerciali o artigianali abbandonati in cerca di riqualificazione.
gli ambiti di trasformazione: già indicati nei Piani di Governo del Territorio (PGT) comunali.

Impianti eolici e accumulo

Sono idonei i siti infrastrutturati, ovvero le zone in cui sono già presenti impianti eolici. Su queste aree sono concessi interventi di rifacimento totale, potenziamento o l’aggiunta di batterie (sistemi di accumulo).

Biomassa solida

Sono idonee:

le aree interne agli impianti e stabilimenti industriali già operativi.
le ex discariche e aree dismesse non residenziali.
le zone tecnologiche classificate per infrastrutture.

Idroelettrico e geotermia

L’idroelettrico sono indicati fiumi, torrenti, canali artificiali di irrigazione/bonifica e reti idriche, con preferenza per il potenziamento dei siti idroelettrici già esistenti.

L’installazione di impianti geotermici è consentita ovunque sia accertata l’effettiva presenza della risorsa geotermica nel sottosuolo, con procedure amministrative agevolate.

I limiti SAU per installare in aree agricole

Una delle tematiche più dibattute nel determinare le aree idonee Lombardia è il consumo di suolo agricolo. L’installazione di fotovoltaico a terra e agrivoltaico è vincolata ai seguenti parametri (Superficie Agricola Utilizzata – SAU):

limite regionale: l’occupazione massima consentita per gli impianti rinnovabili è pari allo 0,8% della SAU dell’intero territorio lombardo.
limite comunale e provinciale: ogni comune non può superare il 3% della SAU comunale. Contestualmente, un emendamento ha introdotto il tetto massimo del 2% della SAU provinciale.
deroghe locali: i Comuni possono innalzare il limite di utilizzo della SAU al 5% qualora gli impianti siano destinati all’autoconsumo industriale o alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), e fino al 10% se alimentano unicamente imprese altamente energivore.

Al raggiungimento di queste soglie, le nuove istanze (e quelle pendenti non assoggettate alla normativa transitoria) saranno dichiarate improcedibili.

Monitoraggio sull’agrivoltaico

Per l’agrivoltaico, il testo prevede un severo sistema di controlli per garantire un vero uso duale del suolo. In primo luogo, è obbligatorio presentare una relazione agronomica asseverata.

L’impianto deve mantenere almeno l’80% della Produzione Lorda Vendibile (PLV) preesistente. Sono stati introdotti in Commissione controlli ciclici: il primo dopo 5 anni (diventati 3 in fase di emendamento), successivi ogni 3 anni. In caso di produzione sotto soglia, il titolare deve presentare un “piano triennale di rientro”, pena l’applicazione di sanzioni.

Ruolo degli enti locali e compensazioni territoriali

Il Progetto di Legge lombardo sulle aree idonee prevede un ruolo di primo piano alla governance e tutela pubblica: i Comuni, le Province e la Città Metropolitana hanno voce in capitolo sulla mappatura definitiva delle aree inserite poi sul Geoportale della Regione e sulle compensazioni territoriali.

Modificando la previgente l.r. 26/2003, ai Comuni viene concessa la facoltà di “monetizzare” tali compensazioni da parte dei proponenti (invece di richiedere la sola realizzazione di opere), usando i proventi esclusivamente per:

opere volte a mitigare l’impatto paesaggistico/ambientale degli impianti.
Iniziative locali di efficientamento energetico.
Attività strette di controllo.

Inoltre, i Comuni (per gli impianti superiori a 30 MW) hanno la possibilità di suggerire soluzioni localizzative alternative o fasce di rispetto (fino a 30 metri) per tutelare i nuclei residenziali prossimi agli impianti.

Testo del progetto di legge della Lombardia sulle aree idonee (PDL 175/2026)

 

 

 

 

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