RUP o responsabile di fase: a chi spetta escludere le offerte anomale?

RUP o responsabile di fase: a chi spetta escludere le offerte anomale?

Secondo le ultime modifiche apportate al bando tipo 1/2026 ANAC, il RUP ha la prerogativa di escludere le offerte, il responsabile di fase ha compiti istruttori

Nel contesto del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), l’esclusione delle offerte anomale è un processo che coinvolge diverse figure della stazione appaltante, con una distinzione netta tra chi valuta e chi decide.

Di sicuro è il RUP la figura-perno dell’intera procedura: a differenza del passato, il nuovo Codice rafforza il suo ruolo nella fase di verifica. Spetta a lui, infatti, procedere alla verifica delle giustificazioni fornite dall’operatore economico, valutare se le spiegazioni sono sufficienti a garantire l’esecuzione dell’appalto. Se ritiene che l’offerta sia inattendibile, propone l’esclusione.

Si delinea, però, un’altra figura importante nel codice: il responsabile di fase.

La centralità decisionale del RUP

Il punto di rottura rispetto alle prassi precedenti riguarda il potere di esclusione durante il sub-procedimento di verifica dell’anomalia delle offerte. Mentre in passato si ipotizzava una certa fungibilità tra le figure, il nuovo paragrafo 23 del bando tipo 1/2026 chiarisce inequivocabilmente che:

la valutazione finale sulla congruità dell’offerta spetta esclusivamente al RUP;
è il RUP l’unico soggetto titolato a disporre l’esclusione qualora le giustificazioni fornite dall’operatore economico rendano l’offerta, nel complesso, inaffidabile;
viene eliminata la possibilità alternativa che tale provvedimento sia adottato dal Responsabile della fase di affidamento.

Questa impostazione recepisce l’orientamento consolidato della giurisprudenza amministrativa (Cons. Stato, Sez. V, n. 916/2026), ribadendo che il Responsabile di fase detiene esclusivamente compiti istruttori e propositivi.

Organizzazione interna e “modelli organizzativi”

La Relazione Tecnica che accompagna la delibera specifica il perimetro d’azione delle stazioni appaltanti. Sebbene l’Allegato I.2 al Codice (art. 7, comma 1) permetta di delegare al Responsabile di fase la gestione della fase istruttoria — come la richiesta di giustificativi o chiarimenti — il potere decisorio finale è inderogabile.

Il RUP può motivare il provvedimento di esclusione per relationem, ovvero richiamando integralmente le risultanze dell’istruttoria svolta dal Responsabile di fase, confermandone la validità giuridica. Un aspetto di rilievo riguarda l’interpretazione del “modello organizzativo” della stazione appaltante. Secondo l’analisi tecnica, l’ente non è obbligato ad adottare atti formali complessi per definire tale modello. La ripartizione dei compiti rientra nella fisiologica organizzazione del lavoro gestita dal RUP in sinergia con il dirigente o il responsabile del servizio, in linea con i principi di efficienza e auto-organizzazione.

Il Responsabile di Fase come procedimentalista “qualificato”

Il quadro delineato dall’ANAC riconosce al RUP una piena autonomia decisionale, indipendentemente dalla sua qualifica gerarchica o dalla coincidenza con il responsabile del servizio.

Di contro, il Responsabile di fase viene inquadrato come un responsabile del procedimento ai sensi della Legge 241/90, caratterizzato da una specifica “qualificazione” tecnica e professionale in ambito di appalti, ma privo di poteri espulsivi autonomi. La sua attività è dunque funzionale a supportare la decisione del RUP, che rimane il cardine dell’intera procedura di affidamento.

Leggi l’approfondimento: Responsabile di fase: una new entry nel codice appalti, Il Responsabile unico del progetto (RUP) nel nuovo codice appalti

La netta distinzione tra compiti istruttori e poteri decisori imposta dal nuovo Codice richiede una precisione chirurgica nella redazione degli atti e dei capitolati. Ogni fase del sub-procedimento di verifica dell’anomalia deve essere documentata correttamente per permettere al RUP di motivare l’eventuale esclusione, anche per relationem, senza esporsi a rischi di impugnazione. Per supportare i RUP e i Responsabili di fase in questo compito delicato, è fondamentale utilizzare strumenti tecnici all’altezza delle nuove sfide normative. Con il software per i Capitolati Speciali, hai a disposizione modelli costantemente aggiornati al D.Lgs. 36/2023. Redigi capitolati, schemi di contratto e relazioni tecniche inattaccabili, garantendo la perfetta coerenza tra l’istruttoria del Responsabile di fase e le decisioni del RUP.

 

 

 

Fonte: Read More