Prevenzione incendi, chiusure d’ambito: la guida INAIL-Vigili del Fuoco sulla RTV V.13

Prevenzione incendi, chiusure d’ambito: la guida INAIL-Vigili del Fuoco sulla RTV V.13

Focus sulla sicurezza antincendio dell’involucro edilizi: facciate, coperture, cappotti termici, intercapedini, impianti fotovoltaici

La sicurezza antincendio degli edifici non si gioca soltanto all’interno dei compartimenti. La crescente diffusione di cappotti termici, facciate ventilate, rivestimenti innovativi, coperture attrezzate e impianti tecnologici installati sull’involucro ha reso le chiusure d’ambito un elemento determinante nella valutazione del rischio incendio.

A questo tema è dedicata la nuova pubblicazione “Chiusure d’ambito degli edifici civili. La Regola Tecnica Verticale V.13 del Codice di prevenzione incendi”, realizzata da INAIL, Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e Consiglio nazionale degli Ingegneri nell’ambito della Collana Ricerche 2026.

La guida offre a progettisti, tecnici antincendio, direttori dei lavori e responsabili della sicurezza offre un approfondimento tecnico e applicativo delle prescrizioni della RTV V.13, il metodo prestazionale del Codice e le criticità pratiche legate alla progettazione dell’involucro affrontando la progettazione antincendio delle chiusure d’ambito attraverso un caso studio di edificio a uso terziario.

Forniamo una sintesi degli spunti più interessanti della guida, rimandando per ulteriori approfondimenti alla lettura della guida, qui disponibile per il download gratuito.

Attenzione dal singolo prodotto al sistema edificio

La sicurezza antincendio delle facciate non dipende soltanto dalla classe di reazione al fuoco di un materiale, ma dalla combinazione tra geometria dell’edificio, compartimentazione, destinazione d’uso, profili di rischio, materiali, impianti, esodo, manutenzione e gestione.

Per i professionisti, il messaggio operativo è chiaro: ogni intervento sull’involucro deve essere accompagnato da una verifica antincendio coerente con il Codice, soprattutto quando sono presenti materiali combustibili, facciate ventilate, cappotti, impianti in copertura o in facciata e luoghi di lavoro che non possono essere qualificati come a basso rischio.

La RTV V.13, dunque, non è solo una regola tecnica per edifici complessi: è uno strumento che impone una lettura più evoluta dell’involucro edilizio, da considerare non più come semplice elemento architettonico o energetico, ma come parte integrante della strategia antincendio dell’edificio.

Che cosa sono le chiusure d’ambito

Per chiusura d’ambito si intende la frontiera esterna dell’edificio, sia ad andamento verticale sia orizzontale. Non si tratta quindi solo delle facciate, ma anche delle coperture, dei soffitti dei piani pilotis, dei balconi, dei bow-window, delle frontiere esterne interrate e delle separazioni tra ambiti o edifici che si affacciano verso volume d’aria.

La RTV V.13, introdotta con il D.M. 30 marzo 2022, persegue tre obiettivi fondamentali: limitare la propagazione di incendi originati all’interno dell’edificio attraverso l’involucro, limitare la propagazione di incendi originati all’esterno e prevenire o ridurre la caduta di parti della facciata o della copertura che possano compromettere l’esodo o l’intervento dei soccorritori.

L’applicazione è più ampia di quanto si pensi

La RTV V.13 non riguarda soltanto gli edifici civili formalmente soggetti ai controlli dei Vigili del Fuoco, ma può incidere anche su luoghi di lavoro non soggetti, quando non rientrano nella categoria del “basso rischio” prevista dal cosiddetto Mini-codice del D.M. 3/092021. In questi casi, o’applicazione del Codice di prevenzione incendi può comportare anche l’applicazione della RTV V.13 sulle chiusure d’ambito.

Pertanto, non basta verificare se un’attività rientra o meno nell’allegato I del d.p.r. 151/2011. Occorre valutare se il luogo di lavoro è effettivamente a basso rischio; in caso contrario, non si ricade nell’applicazione del Mini-codice, si applica il Codice e la RTV V.13 può riguardare anche luoghi di lavoro nei quali l’impiego di elementi combustibili in facciata rappresenti un aggravio del rischio incendio.

Facciate e coperture non sono elementi neutri

L’involucro edilizio può diventare un fattore aggiuntivo di rischio. Componenti combustibili in facciata o in copertura, soprattutto negli edifici più alti, possono favorire la propagazione incontrollata del fuoco lungo il perimetro dell’edificio, con possibilità di rientro delle fiamme ai piani superiori attraverso le aperture.

La guida richiama diversi scenari: incendio interno che fuoriesce dalle finestre, incendio che si propaga attraverso cavità o intercapedini, incendio esterno alla base dell’edificio, presenza di materiali combustibili su balconi o logge, caduta di detriti in fiamme, impianti tecnologici o fotovoltaici installati in facciata o copertura. In tutti questi casi, la sicurezza non può essere affidata solo agli impianti interni di protezione attiva, perché tali sistemi non sono progettati per controllare la propagazione del fuoco all’esterno dell’edificio.

Le misure progettuali: materiali, fasce di separazione, impianti

La RTV V.13 classifica le chiusure d’ambito in tre categorie — SA, SB e SC — in funzione delle caratteristiche dell’edificio, dell’altezza, dell’affollamento e del profilo di rischio vita. Per le facciate di tipo SB e SC sono richiesti specifici requisiti di reazione al fuoco per isolanti, sistemi ETICS, guarnizioni, sigillanti e altri componenti che incidono in modo rilevante sulla superficie della chiusura.

Particolare attenzione è dedicata alle fasce di separazione, che devono limitare la propagazione verticale e orizzontale dell’incendio. In facciata, tali fasce devono avere sviluppo almeno pari a un metro e caratteristiche di reazione e resistenza al fuoco definite; in copertura sono richieste prestazioni specifiche di comportamento al fuoco esterno o resistenza EI 30.

Anche gli impianti tecnologici entrano nella valutazione: se sulla chiusura d’ambito o in sua adiacenza sono installati impianti fotovoltaici, generatori di calore, impianti di condizionamento o altri sistemi di produzione o trasformazione dell’energia, la porzione interessata deve essere protetta e circoscritta da fasce di separazione.

Il ruolo decisivo della valutazione del rischio

La RTV V.13 non va letta come un elenco meccanico di prescrizioni. La corretta applicazione passa da una valutazione del rischio incendio riferita al caso concreto.

Questo vale in particolare per gli interventi di efficientamento energetico. Cappotti termici, facciate ventilate e nuovi rivestimenti possono migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio, ma devono essere valutati anche per il loro comportamento al fuoco, per la modalità di posa, per le discontinuità costruttive, per la manutenzione e per l’interazione con le attività svolte all’interno.

Il progettista deve analizzare l’eventuale aggravio del rischio derivante dalla modifica delle facciate, considerando tecnologia adottata, materiali utilizzati, modalità di realizzazione e requisiti funzionali dell’edificio.

Ampio margine è dato alle soluzioni alternative e alla Fire Safety Engineering. L’approccio prestazionale, quando adeguatamente motivato, consente di valutare il comportamento dell’intero sistema di chiusura d’ambito e di dimostrare il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza anche con soluzioni diverse da quelle conformi.

Approfondimenti

Per ulteriori approfondimenti sull’argomento, ti consigliamo la lettura del focus “La regola tecnica di prevenzione incendi per le chiusure d’ambito degli edifici civili

La guida INAIL-Vigili del Fuoco conferma quanto la prevenzione incendi richieda oggi un approccio sempre più integrato: valutazione del rischio, applicazione del Codice, gestione delle RTV, analisi delle soluzioni conformi e alternative, redazione della documentazione e verifica delle prestazioni antincendio.

A supporto dei professionisti, suggeriamo un software antincendio per affrontare in modo integrato la progettazione della prevenzione incendi: dalla relazione tecnica alla modulistica, dal carico d’incendio alla verifica REI, fino alla valutazione del rischio, ai tempi di esodo e alla gestione delle pratiche per le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco.

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