Offerte anomale: quali vanno verificate e quando si rifà la graduatoria?
ANAC chiarisce verifica di congruità, criterio dei 4/5, graduatoria, invarianza e controlli prima della stipula del contratto
Una stazione appaltante ha chiesto ad ANAC chiarimenti su una gara aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il disciplinare aveva individuato come indice di possibile anomalia il superamento dei 4/5 del punteggio massimo, sia per l’offerta tecnica sia per quella economica.
I dubbi riguardavano tre aspetti: quali offerte sottoporre a verifica, cosa accade alla graduatoria in caso di esclusione prima dell’aggiudicazione e come comportarsi se, dopo la cessazione del contratto, si debba interpellare un concorrente la cui offerta anomala non era stata precedentemente verificata.
ANAC risponde con il parere di funzione consultiva n. 24 del 21 luglio 2026.
Verifica di congruità: non vanno controllate tutte le offerte
L’art. 110 del D.Lgs. 36/2023 attribuisce alla stazione appaltante il compito di valutare congruità, serietà, sostenibilità e realizzabilità della migliore offerta che, sulla base di specifici elementi, appaia anormalmente bassa. Gli indicatori devono essere individuati dalla lex specialis. ANAC conferma che anche il criterio dei 4/5 può essere utilizzato come soglia di allarme, purché non si trasformi in un automatismo espulsivo.
Il chiarimento più importante riguarda l’ordine delle verifiche. Secondo ANAC:
la SA è tenuta ad avviare il procedimento di verifica […] nei confronti della prima migliore offerta.
Se questa risulta effettivamente anomala, il controllo passa alle offerte successive che presentino a loro volta indici di anomalia:
fino ad individuare la migliore offerta ritenuta non anomala.
La verifica, quindi, segue una logica progressiva e sequenziale. Non occorre controllare contemporaneamente tutte le offerte che abbiano superato la soglia prevista dal disciplinare.
Esclusione dell’offerta anomala: si deve rifare la graduatoria?
Il secondo chiarimento riguarda il principio di invarianza dell’art. 108, comma 12, del Codice. ANAC evidenzia che tale principio opera solo dopo l’adozione del provvedimento di aggiudicazione. Prima di quel momento, tuttavia, l’esclusione di un’offerta anomala non comporta automaticamente la regressione della procedura e il ricalcolo della graduatoria.
Richiamando il Consiglio di Stato n. 4268/2026, il parere sottolinea che l’offerta anomala non coincide necessariamente con un’offerta invalida: è un’offerta che, all’esito della verifica, risulta economicamente non sostenibile e quindi non suscettibile di aggiudicazione.
Per questo, nel caso di esclusione per anomalia intervenuta prima dell’aggiudicazione, l’eventuale regressione procedimentale deve essere disciplinata dalla stazione appaltante nella lex specialis e deve rispettare i principi generali e di ragionevolezza.
Se viene interpellato il secondo classificato, va verificata la sua offerta?
Sì, se presenta indici di anomalia. ANAC parte dalla finalità sostanziale dell’art. 110: impedire che il contratto venga affidato sulla base di un’offerta non sostenibile. Pertanto, qualora dopo la cessazione del rapporto con l’originario aggiudicatario venga interpellato un altro operatore e la sua offerta presenti indici di anomalia, la stazione appaltante dovrà verificarne la sostenibilità prima della nuova stipula.
ANAC afferma che:
prima della sottoscrizione del contratto» la stazione appaltante effettuerà la valutazione di «congruità, serietà, sostenibilità e realizzabilità dell’offerta.
Per approfondire il tema, leggi l’articolo dedicato all’offerta anomala nel Codice Appalti. Devi costruire o verificare con precisione la componente economica di un’offerta? Con il software contabilità lavori puoi gestire computo metrico, elenchi e analisi prezzi, stime, costi della manodopera e della sicurezza, offerte e quadri comparativi: dati fondamentali per documentare e controllare la sostenibilità economica delle lavorazioni.
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