Differenza tra pergolato e tettoia: definizioni, caratteristiche e titoli abilitativi

Differenza tra pergolato e tettoia: definizioni, caratteristiche e titoli abilitativi

Qual è la differenza tra pergolato e tettoia? Definizioni, edilizia libera, titoli abilitativi, vincoli e novità 2026 con normativa e sentenze di riferimento

La differenza tra pergolato e tettoia riguarda soprattutto struttura, funzione e caratteristiche della copertura. Il pergolato tradizionale è generalmente leggero, aperto e destinato all’ombreggiamento; la tettoia offre invece una copertura stabile con una funzione di riparo più marcata.

Il titolo edilizio non dipende però dal nome attribuito all’opera: vanno valutati caratteristiche concrete, effetti su volume e superficie, vincoli e norme locali. Dal 2024, inoltre, l’art. 6 del D.P.R. 380/2001 disciplina espressamente anche determinate tende a pergola, comprese quelle bioclimatiche.

Determinare il regime edilizio corretto per la realizzazione di tali opere può essere complesso, poiché si tratta di interventi che spesso si trovano al confine tra l’edilizia libera e la necessità di ottenere un titolo edilizio. Per assicurarti la corretta scelta del titolo abilitativo ed evitare sanzioni, ti suggerisco il software per i titoli abilitativi che ti guida nella scelta del titolo a seconda dell’intervento e ti supporta nella compilazione della modulistica richiesta.

Scopriamo le principali differenze tra pergolato e tettoia con esempi pratici e decisioni giurisprudenziali.

Come viene definita una tettoia ai fini edilizi?

La tettoia è una struttura atta a coprire spazi aperti, costituita da una copertura che poggia su colonne, pali o pilastri o comunque strutture verticali discontinue, aderente o meno al muro di un edificio, che fornisce un riparo parziale su almeno uno dei lati.

La sua funzione è quella di riparare e proteggere l’area di cui costituisce copertura, aumentando, quindi, l’abitabilità dell’immobile.

Come viene definito un pergolato ai fini edilizi?

Il pergolato (o pergola), invece, è una struttura completamente aperta su tutti i lati e nella parte superiore. Realizzato con materiali leggeri e senza fondazioni, è principalmente destinato all’ombreggiatura e all’estetica e, grazie alla sua struttura rimovibile, non richiede permessi di costruire in molti casi. Con la copertura adeguata può essere utilizzato anche come ampliamento dell’abitabilità dell’immobile.

Secondo la definizione data dal Consiglio di Stato nella sentenza n.306/2017, il pergolato costituisce:

una struttura realizzata al fine di adornare e ombreggiare giardini o terrazze e consiste, quindi, in un’impalcatura, generalmente di sostegno di piante rampicanti, costituita da due (o più) file di montanti verticali riuniti superiormente da elementi orizzontali posti ad una altezza tale da consentire il passaggio delle persone.

Quali sono le differenze funzionali e strutturali tra pergolato e tettoia?

La differenza funzionale tra pergolato e tettoia si evidenzia nel fatto che il pergolato è una struttura progettata per fornire ombreggiatura, mentre la tettoia può fungere anche da riparo, migliorando la vivibilità dell’edificio.

Questa distinzione è stata ribadita dalla Corte di Cassazione nella sentenza 23183/2018, in cui sono state delineate le differenze chiave tra le due tipologie di strutture edilizie. In particolare, la Corte ha stabilito un nuovo principio di diritto, definendo il pergolato come:

una struttura aperta sia nei lati esterni che nella parte superiore, realizzata con materiali leggeri, senza fondazioni, di modeste dimensioni e di facile rimozione, la cui finalità è quella di creare ombra mediante piante rampicanti o teli cui offrono sostegno.

Dal punto di vista strutturale, le tettoie si distinguono per la loro stabilità e permanenza, la costruzione solida e la copertura difficilmente rimovibile. I pergolati, invece, si contraddistinguono per la leggerezza della struttura, l’installazione non invasiva e la copertura facilmente rimovibile.

Quale titolo abilitativo serve per una tettoia?

Come visto, la tettoia è una struttura che può essere appoggiata a un edificio esistente o essere autoportante, progettata per fornire una copertura stabile e permanente sopra una determinata area.

Essendo una costruzione stabile, per installare una tettoia è sempre necessario ottenere un titolo abilitativo, come stabilito da numerosi regolamenti edilizi e confermato da varie sentenze della Cassazione.

In particolare, per la realizzazione di una tettoia sono richiesti:

CILA se ricade in intervento di manutenzione straordinaria senza interesse sulla parte strutturale;
SCIA se ricade in intervento di manutenzione straordinaria con interesse sulla parte strutturale senza aumento di volumetria;
permesso di costruire (PdC) se comporta una modifica sostanziale dell’edificio di pertinenza con aumento di volumetria.

Quando il pergolato rientra nell’edilizia libera?

Il pergolato, invece, si contraddistingue per la sua leggerezza e facilità di rimozione; pertanto, la sua installazione non richiede particolari permessi edilizi, a condizione che la struttura sia conforme ai criteri stabiliti.

In particolare, con l’introduzione del glossario per l’edilizia libera, l’ “installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di pergolato, di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo” rientra negli interventi dell’edilizia libera e non è necessario richiedere nessun titolo abilitativo.

Tuttavia, in alcuni casi specifici, anche l’installazione di un pergolato può richiedere l’ottenimento di titoli abilitativi come indicato di seguito:

CILA se ricade in intervento di manutenzione straordinaria non incidendo sulla parte strutturale;
SCIA se ricade in intervento di manutenzione straordinaria con interesse sulla parte strutturale senza aumento di volumetria.

Prima di iniziare la costruzione sia della tettoia come del pergolato, è essenziale verificare in che tipologia di intervento ricade e, se necessario, ottenere l’adeguato titolo abilitativo.

La mancata osservanza delle normative può comportare serie implicazioni legali; pertanto, è consigliabile utilizzare modelli aggiornati e conformi alle disposizioni normative attuali. In tal senso, l’utilizzo del software per i titoli abilitativi può risultare estremamente utile, poiché ti guida nella compilazione della documentazione richiesta, consentendoti di ottenere il titolo edilizio necessario in modo agevole e senza complicazioni.

Differenze tra pergolato e tettoia

Qual è la differenza tra pergolato e tettoia?

Pergolato
Tettoia

Funzione tipica
Ombreggiamento, sostegno di vegetazione o elementi leggeri
Riparo e protezione dello spazio sottostante

Struttura
Generalmente leggera
Generalmente più stabile

Parte superiore
Normalmente aperta o con elementi compatibili con la tipologia
Copertura vera e propria

Permanenza
Tendenzialmente limitata/facilmente reversibile nei casi di edilizia libera
Maggiore stabilità

Titolo edilizio
Può rientrare nell’edilizia libera se ricorrono i requisiti
Va qualificato in base alle caratteristiche concrete dell’intervento

Effetti urbanistici
Normalmente assenza di nuovo volume nei casi propriamente qualificabili come pergolato
Può incidere su sagoma, superficie o volume

Quali caratteristiche tecniche vanno verificate per progettare un pergolato o una tettoia?

Per progettare un pergolato o una tettoia, è essenziale tenere conto delle specifiche caratteristiche tecniche che le distinguono.

Nei pergolati, gli elementi orizzontali di solito devono mantenere un rapporto di foratura non inferiore a 4/5. L’altezza massima consentita può variare a seconda delle normative comunali, solitamente oscillando tra i 2,5 e i 3 metri, mentre la superficie occupata dal pergolato di solito non deve superare il 30-50% dell’area libera.

Per quanto riguarda le tettoie, comunemente presentano un’altezza variabile tra i 2,35 e i 2,60 metri. L’ancoraggio delle strutture verticali spesso prevede l’immersione dei pali in una colata di cemento o l’utilizzo di porta pali in acciaio, ai quali i pali vengono fissati successivamente. I pali solitamente vengono interrati per circa 40 centimetri e il loro numero dipende dalle dimensioni della tettoia. È di fondamentale importanza ancorare l’intera struttura portante utilizzando staffe (zanche) che vengono fissate al muro di supporto.

Se la tettoia deve coprire un ingresso, è necessario ancorarla alla facciata, distribuendo il carico su montanti, travi e puntoni. Maggiore è la lunghezza di questi elementi, maggiore sarà la capacità della struttura di sostenere il peso delle coperture in legno. Solitamente, una tettoia funzionale di dimensioni ridotte ha una lunghezza di circa 1,20 metri.

Sia per i pergolati che per le tettoie è essenziale rispettare le regole per la distanza tra edifici.

La progettazione di entrambe queste strutture richiede una valutazione attenta delle caratteristiche tecniche. Per facilitarti, la progettazione, sia della tettoia che del pergolato, utilizza il software per la progettazione 3D. Questo strumento ti permette di disegnare in pianta o in 3D, modellare con oggetti parametrici BIM e visualizzare tutti gli aspetti del tuo progetto.

Se desideri ulteriori informazioni sulla progettazione delle tettoie, ti consiglio di leggere gli articoli di approfondimento calcolare la pendenza delle tettoia: guida completacome progettare gazebo, pergolati, pensiline e tettoie.

Progettazione pergolato: software Edificius

Differenza tra pergolato e tettoia: casi giuridici

La corretta qualificazione di interventi edilizi come tettoie o pergolati può essere oggetto di controversie giuridiche.

Di seguito ti propongo una serie di casi pratici e decisioni giurisprudenziali per comprendere appieno le implicazioni legali e normative di questi interventi.

Più pergolati nello stesso terreno: vanno valutati come unica opera?
CGARS – 408/2026 

In presenza di più pergolati realizzati nello stesso terreno, la loro qualificazione edilizia deve essere effettuata valutando singolarmente le caratteristiche, la funzione e la precarietà di ciascun manufatto, senza presumere che la pluralità delle opere configuri un unico intervento edilizio. Se la PA ritiene superati i limiti dell’edilizia libera, è tenuta a svolgere un’adeguata istruttoria e a motivare puntualmente la necessità del titolo edilizio.

Leggi l’approfondimento dedicato alla sentenza

Differenza tra pergolato e tettoia: quando occorre il permesso di costruire?
Consiglio di Stato – 984/2020

Per il Consiglio di Stato le tettoie comportano aumento di volumetria e necessitano di permesso di costruire a differenza dei pergolati che sono strutture effimere.
La sentenza n. 984/2020 il Consiglio di Stato chiarisce ancora una volta la differenza tra pergolato e tettoia e quale dei due casi necessita di un permesso di costruire.

Nel caso in questione, la falda di copertura di un fabbricato ricadente nella zona A (centro storico) viene demolita per essere sostituita, a detta dei proprietari, con un pergolato in legno. Il Comune ne intima la demolizione quale opera abusiva eseguita senza titolo abilitativo.

I proprietari chiedono una concessione edilizia in sanatoria attraverso l’accertamento di conformità dei lavori da parte del Comune secondo l’art. 36 del D.P.R. n. 380/2001.

Il Comune oppone un diniego che viene impugnato dai proprietari con il ricorso al Tar.

Il Tar respinge la richiesta di concessione in sanatoria perché, oltre a ricadere il fabbricato in zona A (centro storico) soggetta al Codice dei beni culturali e del paesaggio:

l’intervento è consistito nella demolizione della falda esistente e nella costruzione di una nuova struttura a falde con diversa inclinazione. Tale intervento non è sanabile a norma […] del PRG che non consente la modifica delle quote di gronda del preesistente manufatto, come nel caso in esame. La sanatoria è possibile solo quando l’opera realizzata in assenza del preventivo titolo abilitativo risulti conforme agli strumenti urbanistici generali e di attuazione approvati e non in contrasto con quelli adottati sia al momento della realizzazione dell’opera sia al momento della presentazione della domanda; le opere per le quali era stata richiesta la sanatoria, che vengono definite “pergolato in legno” ma in realtà consistono in una tettoia con palizzata di legno e tegole su terrazzo di copertura in sostituzione di un precedente sottotetto.

Ne consegue che l’innalzamento della quota di gronda della tettoia, generando nuovi volumi, necessita non solo di un permesso di costruire, ma in quel caso, trovandosi l’opera in zona A (centro storico), anche di un’autorizzazione paesaggistica. Tutto ciò implica la sanzione demolitoria.

A questo punto i proprietari ricorrono in appello al Consiglio di Stato.

La sentenza del Consiglio di Stato sostanzialmente riafferma quella del Tar rimarcando:

che la realizzazione della tettoia è in contrasto con le norme vincolistiche della zona A (centro storico), e con il PRG, poiché prevede l’innalzamento della quota di gronda del fabbricato;
il manufatto non poteva nemmeno qualificarsi come pergolato ligneo“. Un pergolato propriamente definito, a differenza di quanto realizzato abusivamente (tettoia), è una struttura effimera, facilmente amovibile, aperta almeno su tre lati e nella parte superiore, che funge da sostegno per piante e rampicanti per ombreggiare zone di limitata estensione, e che quindi non comporta aumento di volumetria;
non può trattarsi di manutenzione straordinaria perché l’opera realizzata in sostituzione, risulta difforme da quella originaria demolita.

In conclusione, l’abuso è insanabile e la “non conformità delle realizzande opere edilizie con la normativa urbanistica vigente, è condizione sufficiente a sorreggere il diniego del permesso di costruire senza che l’Amministrazione abbia l’onere di fornire ulteriori spiegazioni.” Il Consiglio di Stato respinge quindi il ricorso.

 Clicca qui per scaricare la sentenza del Consiglio di Stato

Altre sentenze

Leggi ulteriori sentenze sul tema:

Pergolato e tettoia: le differenze secondo la Cassazione
Pergolato: quando occorre il permesso di costruire?
Pergolato fotovoltaico: basta la CILA!
Tettoia senza titolo edilizio: no alla demolizione se trasformata in pergolato fotovoltaico
Pergolato, se finalizzato al solo ombreggiamento non può essere vietato
Pergolato: quando la manutenzione diventa ristrutturazione?
Trasformare una tettoia in pergolato fotovoltaico: quando è possibile?
Un pergolato in legno chiuso da teli plastificati costituisce nuovo volume
Anche se il pergolato è ancorato stabilmente a terra non occorre il permesso di costruire
Un pergolato con impianto fotovoltaico rientra in edilizia libera?
Tettoia per scale esterne: è ristrutturazione edilizia?
Una tettoia con autonoma destinazione necessita di permesso di costruire
Come fare una tettoia in legno senza permessi

FAQ su differenza tra pergolato e tettoia

Di seguito sono riportate delle domande frequenti in riferimento alle differenze tra pergolato e tettoia.

Qual è la principale differenza tra pergolato e tettoia?

Il pergolato è normalmente una struttura leggera e aperta destinata all’ombreggiamento; la tettoia presenta invece una copertura più stabile destinata a proteggere lo spazio sottostante. La qualificazione edilizia dipende comunque dalle caratteristiche concrete dell’opera.

Il pergolato può essere realizzato senza permessi?

Il D.M. 2 marzo 2018 include nell’edilizia libera il pergolato di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo. Devono comunque essere rispettate le altre normative e gli eventuali vincoli applicabili.

Quando un pergolato diventa una tettoia?

Quando la struttura viene dotata di una copertura stabile e non facilmente rimovibile, con caratteristiche e funzione di protezione permanente, può perdere la qualificazione di pergolato ed essere assoggettata alla disciplina applicabile alle tettoie.

Una pergola bioclimatica è edilizia libera?

Non automaticamente. L’art. 6, comma 1, lett. b-ter), del D.P.R. 380/2001 comprende determinate tende a pergola, anche bioclimatiche, se rispettano le condizioni stabilite dalla norma e non creano uno spazio stabilmente chiuso con variazione di volume o superficie.

Per una tettoia serve sempre il permesso di costruire?

Non è corretto stabilire il titolo soltanto dalla parola “tettoia”. Occorre verificare categoria dell’intervento, dimensioni e caratteristiche, effetti urbanistico-edilizi, normativa regionale e comunale e presenza di vincoli.

Qual è la differenza funzionale tra pergolato e tettoia?

La differenza funzionale riguarda soprattutto lo scopo dell’opera. Il pergolato è destinato principalmente all’ombreggiamento e all’arredo di giardini o terrazze, mentre la tettoia ha una funzione di riparo e protezione più stabile dello spazio sottostante dagli agenti atmosferici.

Qual è la differenza strutturale tra pergolato e tettoia?

Dal punto di vista strutturale, il pergolato è generalmente leggero, aperto e facilmente rimovibile, mentre la tettoia presenta normalmente una struttura più stabile e permanente, con una copertura difficilmente amovibile. La consistenza e la stabilità della copertura sono quindi elementi importanti per distinguere le due opere.

Le dimensioni bastano da sole a stabilire se una struttura è un pergolato o una tettoia?

Le dimensioni sono soltanto uno degli elementi da valutare. Per distinguere pergolato e tettoia occorre considerare insieme funzione, materiali, stabilità, sistema di ancoraggio, configurazione della copertura e trasformazione prodotta sullo spazio. Anche eventuali limiti dimensionali devono essere verificati nella normativa comunale e regionale applicabile.

Fonte: Read More