Le principali BIM capabilities: ecco come implementarle
Le BIM capabilities sono l’insieme di funzioni, procedure e processi che permettono di generare un prodotto BIM. Scopri quali sono e come implementarle
Il BIM è una metodologia che consente di creare un modello informativo dinamico, interdisciplinare, condiviso e che contiene le informazioni di un’opera per il suo intero ciclo di vita:
geometria;
materiali;
layout;
caratteristiche strutturali;
caratteristiche termiche;
dotazioni impiantistiche;
costi;
tempi di realizzazione;
cicli di manutenzione;
operazioni di dismissione.
Prima di scoprire quali sono le principali BIM capabilities, ti ricordo che l’applicazione della metodologia è imprescindibile dall’utilizzo di software BIM! Ti invito a testare già da ora un software di progettazione edilizia che ti permette di sviluppare in modo semplice e veloce tutte le funzionalità del BIM!
Cosa sono le BIM capabilities?
Quando si parla di Building Information Modeling, il rischio più comune è quello di confondere lo strumento con il processo. Troppo spesso si riduce il BIM alla mera capacità di generare un modello tridimensionale geometricamente perfetto. In realtà, il vero valore risiede in quelle che definiamo BIM capabilities, ovvero l’insieme di competenze, tecnologie, processi e standard che determinano l’effettiva capacità di un’organizzazione (o di un team di progetto) di gestire l’informazione digitale durante l’intero ciclo di vita dell’opera.
Possiamo immaginare le capabilities come i “muscoli” digitali di uno studio di progettazione, di un’impresa di costruzioni o di una committenza. Non si tratta solo di saper usare un software, ma di saper orchestrare flussi di lavoro complessi. Queste capacità definiscono il livello di maturità digitale e si muovono lungo una linea evolutiva che va dalla modellazione parametrica di base fino alla gestione predittiva degli asset immobiliari, passando per il coordinamento multidisciplinare. Possedere elevate BIM capabilities significa saper trasformare i dati grezzi di un progetto in decisioni strategiche ed economicamente vantaggiose.
Inoltre, rispetto alle capabilities possedute da una determinata realtà, è possibile definire l’evoluzione delle capacità BIM. Il percorso di crescita di un team o di un’azienda nel contesto digitale viene spesso rappresentato attraverso i livelli di maturità metodologica. Lo schema di seguito evidenzia come le capacità si spostino progressivamente da una fase iniziale, puramente grafica, a una fase avanzata incentrata sull’interoperabilità e sulla gestione del ciclo di vita dell’opera.
Modello dei livelli di maturità BIM (Bew-Richards) – immagine rielaborata
Come si nota nel diagramma evolutivo, il passaggio cruciale che determina il salto di qualità nelle proprie capabilities consiste nell’abbandono dei sistemi isolati a favore di un approccio integrato (iBIM). Per raggiungere questo traguardo, le competenze devono svilupparsi contemporaneamente su tre fronti:
La componente tecnologica e l’infrastruttura
Disporre di software di authoring è solo il primo passo. Le vere capabilities tecnologiche si misurano sulla capacità di far dialogare strumenti diversi. Questo significa padroneggiare l’openBIM e i formati di interscambio non proprietari, come l’IFC. Un’organizzazione matura sa configurare un’infrastruttura hardware e software che non crei colli di bottiglia e che garantisca la sicurezza e la fluidità nel passaggio dei dati tra la fase di progettazione, il cantiere e il successivo facility management.
La gestione dei processi e degli standard
La tecnologia è vana senza regole d’ingaggio precise. Sviluppare capacità nei processi significa saper redigere e interpretare i documenti cardine della commessa BIM, come il Capitolato Informativo (o Exchange Information Requirements – EIR) e l’Offerta/Piano di Gestione Informativa (BIM Execution Plan – BEP). Questa dimensione definisce il come si lavora: stabilisce i flussi di approvazione dei modelli, i controlli di qualità (Clash Detection e Code Checking) e le modalità di archiviazione delle informazioni.
Il fattore umano e la cultura aziendale
Il pilastro più critico è legato alle persone. Le capabilities umane riguardano la presenza in organico di figure certificate e competenti — come BIM Manager, BIM Coordinator e BIM Specialist — ma non si fermano qui. Coinvolgono la predisposizione dell’intero team al lavoro collaborativo e il superamento della naturale resistenza al cambiamento. Il BIM modifica i flussi decisionali: richiede più sforzo intellettuale ed economico nelle fasi preliminari di design per ridurre drasticamente gli imprevisti e i costi varianti durante la costruzione.
Principali funzionalità BIM lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio
Per definire le principali funzionalità BIM (BIM capabilities) è comodo fare riferimento alle fasi tipo di un processo progettuale BIM:
Progettazione;
Esecuzione;
Gestione.
Capacità BIM nella fase di progettazione
Nella fase di progettazione il BIM consente di ottenere 4 principali BIM capabilities:
modellazione del progetto: implementare il modello architettonico, energetico o strutturale di un’opera con il BIM significa raggiungere il massimo della produttività, in particolare:
un software di progettazione edilizia permette di creare un modello completo della costruzione e di sviluppare nei minimi dettagli gli elementi architettonici, gli spazi interni o quelli outdoor;
un software di calcolo strutturale BIM permette di implementare e verificare tutte le parti strutturali di un edificio, che siano in c.a., in legno, in muratura o acciaio;
un software di certificazione energetica BIM semplifica enormemente la modellazione del binomio edificio-impianto.
Modellazione BIM di un appartamento con Edificius
visualizzazione dei modelli: il BIM rende possibile visualizzare modelli informativi 3D, offrendo differenti livelli di dettaglio al variare delle parti in gioco. Basta un semplice BIM viewer per visualizzare online e da qualsiasi device i modelli informativi creati, presentarli ai tuoi clienti ed individuare punti di forza, incongruenze e criticità;
Visualizzazione modello BIM: rendering con Edificius
collaborazione: con il BIM la progettazione può essere interamente condivisa con il team di progetto. Puoi connettere dati e flussi di lavoro di ogni fase del progetto all’interno di un BIM management system, una piattaforma completamente in cloud che ti permette di collaborare in real-time con il team di progettazione, esecuzione e manutenzione e di gestire in modo collaborativo qualsiasi tipo di problematica;
interoperabilità: connettere tutte le discipline e permettere un flusso di lavoro fluido tra i diversi team di progettazione è la chiave del BIM. Oggi, con l’avvento dell’openBIM e lo standard IFC (formato aperto e non proprietario), la metodologia di lavoro è libera da qualsiasi condizionamento: ciascun operatore può utilizzare il software che preferisce, trasferire e condividere tutti i dati attraverso lo standard.
Capacità BIM nella fase di costruzione
Creare un modello informativo BIM già nella fase progettuale significa dotare, in fase di esecuzione, appaltatori ed operai di un contenitore informativo che risulta molto utile nella direzione lavori e che può, e deve, essere costantemente aggiornato. Questo modello permette di gestire flussi di lavoro efficienti e di tenere sotto controllo qualità, costi e pianificazione.
Il BIM, inoltre, permette di modellare gli spazi e le aree di lavoro attraverso un software BIM di gestione cantiere. In questo modo, è possibile individuare i rischi che potrebbero entrare in gioco e delineare le strategie per mitigarli.
Modellazione aree di cantiere con CerTus-HSBIM
Le BIM capabilities presenti in fase di esecuzione si traducono, dunque, in aumento della sicurezza dei lavoratori e in aumento dei profitti economici e temporali.
Capacità BIM nella gestione degli impianti
La fase di gestione di un’opera è sicuramente la fase più trascurata: collaudata la costruzione, le pratiche di gestione venivano accantonate, perché gestire scartoffie come contratti, manuali, prestazioni e schemi di manutenzione risultava troppo oneroso. E’ qui che entra in gioco un’ulteriore funzionalità BIM.
Il BIM, infatti, permette di superare queste difficoltà poiché consente di creare il modello informativo di gestione del bene costruito. Tutti gli elaborati grafici e testuali di gestione sono contenuti nel modello e sono accessibili e modificabili in qualsiasi momento tramite uno strumento di BIM facility management.
Come valutare le BIM capabilities in un’organizzazione
Condurre un’analisi delle capacità BIM significa mappare lo stato dell’arte aziendale per capire se la struttura è pronta a rispondere ai requisiti informativi del mercato. Non si tratta di dare un voto, ma di scattare una fotografia realistica di come l’azienda gestisce le informazioni, identificando i colli di bottiglia e i punti di forza attraverso indicatori precisi.
Persone: competenze, ruoli e responsabilità
La valutazione delle risorse umane va ben oltre la semplice verifica dei certificati o dei titoli professionali apposti sui curricula. Valutare le capabilities delle persone significa analizzare la matrice delle competenze operative. Bisogna accertarsi che il team non si limiti a subire il software, ma comprenda la logica della gestione informativa.
In questa fase si verifica se la transizione dai ruoli tradizionali a quelli digitali sia effettiva: il capoprogetto agisce davvero in ottica di coordinamento informativo? I modellatori conoscono le regole di scomposizione della struttura (WBS) e l’inserimento dei parametri corretti? Una struttura organizzativa matura presenta ruoli chiaramente definiti, dove responsabilità, flussi di comunicazione e livelli di autonomia decisionale sono codificati e compresi da tutti i membri del team, evitando sovrapposizioni o vuoti operativi durante la commessa.
Processi: flussi di lavoro, standard e output
Esaminare i processi significa analizzare il modo in cui l’organizzazione produce e scambia informazioni. L’indicatore principale in questo ambito è il grado di adozione degli standard internazionali, come la serie ISO 19650. Un’organizzazione con elevate capacità di processo non reinventa la ruota a ogni nuovo progetto, ma si appoggia a modelli di BEP (Piano di Gestione Informativa) preconfigurati e a procedure di controllo qualità consolidate.
La valutazione deve verificare se i flussi di lavoro sono fluidi e se la transizione tra le diverse fasi di sviluppo del progetto genera perdite di dati. Gli output informativi (i deliverables, come modelli strutturali, computi metrici estratti dal modello o file COBie per la manutenzione) devono nascere da una catena di montaggio digitale standardizzata, dove ogni validazione segue uno step preciso e tracciabile.
Tecnologia: software, CDE e interoperabilità
Sul piano tecnologico, la valutazione non si concentra sulla quantità di licenze acquistate, ma sull’efficacia dell’ecosistema scelto. Il primo elemento da verificare è la capacità dell’infrastruttura di supportare l’interoperabilità e la filosofia del formato aperto (openBIM). Un’azienda è tecnologicamente matura se è in grado di importare, esportare e federare file IFC senza perdita di geometrie o di attributi alfanumerici.
L’asset tecnologico centrale da valutare è l’Ambiente di Condivisione Dati (ACDat o CDE, Common Data Environment). Senza una piattaforma centralizzata, i software di authoring rimangono isole isolate. È qui che si misura la vera capacità operativa: l’organizzazione deve dimostrare di saper gestire i permessi di accesso, la cronologia delle revisioni e la collaborazione in tempo reale.
Per centralizzare la componente tecnologica e connettere istantaneamente processi e persone, lo strumento ideale è usBIM. Questo ecosistema in cloud permette di superare i limiti dei software proprietari, offrendo un CDE accessibile da qualsiasi dispositivo che semplifica l’interoperabilità e accelera la curva di apprendimento dell’intero team.
Come implementare le capacità BIM passo dopo passo
Per trasformare lo studio o l’azienda in una realtà nativa digitale, occorre seguire una roadmap precisa. Questo approccio sequenziale garantisce che gli investimenti in tecnologia e formazione si traducano in un reale vantaggio competitivo e in flussi di lavoro fluidi.
Definire gli obiettivi BIM e i requisiti di progetto
Fase 1: Strategia
Il viaggio non può iniziare senza una destinazione chiara. Prima di muovere un solo file, l’organizzazione deve stabilire cosa vuole ottenere dal BIM: si punta all’ottimizzazione dei tempi in cantiere (4D), al controllo stringente dei costi (5D) o alla fornitura di un modello per il facility management (7D)?In questa fase si analizzano anche i requisiti standard richiesti dai committenti (i Capitolati Informativi) per allineare le capacità interne alle reali richieste del mercato. Definire gli obiettivi a monte evita di sprecare risorse nella modellazione di dettagli geometrici o informativi inutili per il fine ultimo dell’opera.
Scegliere i software BIM corretti e la piattaforma collaborativa
Fase 2: Infrastruttura
Una volta chiari gli obiettivi, si passa alla selezione degli strumenti. La scelta deve ricadere su software di authoring che rispondano alle discipline trattate dall’azienda (architettura, strutture, impianti) e che garantiscano la massima compatibilità openBIM.Tuttavia, lo strumento di modellazione da solo non basta: il vero cuore dell’infrastruttura è l’Ambiente di Condivisione Dati (ACDat o CDE). Per assicurare una collaborazione senza attriti, l’adozione di un ecosistema cloud come usBIM diventa strategica. Trattandosi di una piattaforma integrata, consente di gestire file di grandi dimensioni, visualizzare modelli IFC direttamente dal browser e connettere tutti gli attori della filiera senza l’obbligo di possedere costose licenze proprietarie.
Creare standard, template e flussi di lavoro
Fase 3: Standardizzazione
Per fare in modo che il team lavori all’unisono, è fondamentale codificare le procedure. Questa fase prevede la redazione del manuale BIM aziendale e la creazione di template di progetto standardizzati.Vengono definite le regole di nomenclatura dei file, le strutture delle cartelle all’interno del CDE, le librerie di oggetti parametrici e i flussi di approvazione dei dati (Stato di Lavorazione, Condiviso, Archivio). Standardizzare significa ridurre a zero l’improvvisazione: ogni professionista sa esattamente dove trovare un’informazione e come inserirla.
Formare i team di progetto
Fase 4: Competenza
Con gli strumenti pronti e le regole scritte, si passa all’azione sulle persone. La formazione non deve essere un generico corso d’uso del software, ma deve essere cucita su misura per i flussi di lavoro e i template definiti nel passaggio precedente.Il piano formativo deve essere differenziato in base ai ruoli: i modellatori (Specialist) si concentreranno sulla qualità del dato grafico e alfanumerico, i coordinatori (Coordinator) sulle procedure di controllo delle interferenze e sulla gestione del CDE, mentre i manager (Manager) sulla gestione contrattuale e strategica delle commesse.
Monitorare i risultati e migliorare la maturità BIM nel tempo
Fase 5: Ottimizzazione
L’implementazione non si esaurisce con la fine del primo progetto pilota. Al termine di ogni commessa è indispensabile effettuare una sessione di “lessons learned” (insegnamenti appresi) per analizzare cosa ha funzionato e cosa ha generato criticità.I tempi di modellazione sono stati rispettati? Ci sono stati colli di bottiglia nello scambio dati? Attraverso il monitoraggio di KPI concreti, l’organizzazione può aggiornare i propri template, affinare i flussi di lavoro e scalare progressivamente i livelli di maturità digitale, consolidando nel tempo le proprie BIM capabilities.
Le sfide più comuni nello sviluppo delle BIM capabilities
Sviluppare muscoli digitali all’interno di un’organizzazione costringe a fare i conti con l’inerzia di un settore storicamente tradizionale. Le barriere non riguardano quasi mai un solo aspetto, ma si manifestano come un mix di frizioni culturali, tecniche ed economiche.
La resistenza al cambiamento e l’inerzia culturale
La barriera più complessa da superare non è legata ai computer, ma alla mentalità delle persone (Stakeholder Resistance). Lo spostamento dell’asse operativo dalla produzione di semplici elaborati grafici 2D alla gestione del dato costringe i professionisti a modificare abitudini radicate da anni. Questa frizione genera spesso scetticismo all’interno dei team, che tendono a percepire le nuove procedure e il rigore metodologico come un inutile aggravio burocratico, piuttosto che come un reale investimento sulla qualità finale dell’opera.
La frammentazione dei flussi e i nodi dell’interoperabilità
Un’altra trappola frequente riguarda la gestione e lo scambio fluido delle informazioni tra attori diversi (Seamless Data Management e Integration With Other Workflows). Quando architetti, ingegneri strutturisti e impiantisti collaborano utilizzando software di authoring proprietari differenti, il rischio di perdere dati critici o di compromettere le geometrie durante l’esportazione è altissimo. La mancanza di una solida cultura legata all’openBIM si traduce spesso in modelli geometricamente disallineati, formati incompatibili e perdita cronica di attributi alfanumerici.
L’illusione dell’investimento puramente economico
Molte aziende commettono l’errore di associare lo sviluppo delle capabilities esclusivamente alla componente di spesa per hardware performanti e licenze software (Costs). Senza una pianificazione parallela mirata a far crescere le competenze interne (In-House Skills) e a strutturare regole aziendali precise (Lack of Standardization), la tecnologia acquistata finisce per essere ampiamente sottoutilizzata. Il vero investimento non si misura in denaro speso per gli strumenti, ma nel tempo concesso al team per metabolizzare i nuovi processi e raggiungere la piena produttività.
Abbatte le barriere operative in un unico ambiente: Molte delle sfide analizzate nel grafico, come le difficoltà di coordinamento e i costi di gestione dell’infrastruttura, svaniscono quando si sceglie la giusta spina dorsale digitale. Utilizzare usBIM permette di superare i limiti dei software proprietari grazie a un ambiente cloud nativo focalizzato sull’openBIM. Centralizzando la comunicazione e il controllo dei file IFC direttamente sul web, usBIM riduce drasticamente l’impatto dei costi tecnologici iniziali e semplifica i flussi di collaborazione, mitigando le naturali resistenze del team.
Se stai muovendo i tuoi primi passi verso la metodologia BIM, non puoi fare a meno di utilizzare un BIM management system, una piattaforma gratuita e completamente online per gestire tutta la tua attività professionale e per lavorare in maniera interoperabile con il tuo team.
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