Imposta di bollo nei contratti pubblici: il nuovo dossier ANCE con regole, casi pratici e novità 2027

Imposta di bollo nei contratti pubblici: il nuovo dossier ANCE con regole, casi pratici e novità 2027

Guida operativa per orientarsi tra disciplina ordinaria, nuovo Codice appalti e prossime modifiche normative

L’imposta di bollo continua a rappresentare uno degli adempimenti più delicati per imprese, professionisti e stazioni appaltanti, soprattutto nell’ambito dei contratti pubblici.

Per fare chiarezza su regole generali, casi particolari e novità introdotte dal nuovo Codice dei contratti pubblici, l’ANCE ha pubblicato il dossier “Imposta di bollo: disciplina generale e applicazione nei contratti pubblici”, curato dalla Direzione Politiche Fiscali e aggiornato a maggio 2026.

Il documento – qui disponibile per il download gratuito – raccoglie in modo organico la disciplina applicabile agli atti, ai documenti e ai registri soggetti a bollo, con un focus specifico sugli appalti pubblici e sulle principali questioni interpretative chiarite dalla prassi più recente.

Il documento consente di verificare:

quali atti sono soggetti a bollo;
quando l’imposta è dovuta;
quali regole si applicano prima e dopo il 1° luglio 2023;
come calcolare l’importo nei contratti pubblici;
come effettuare il versamento;
quali novità normative entreranno in vigore dal 2027.

Imposta di bollo: le novità per i contratti pubblici

L’imposta di bollo, disciplinata dal D.P.R. 642/1972, è un’imposta indiretta che colpisce determinati atti, documenti e registri, cartacei o informatici, compresi quelli prodotti nell’ambito degli appalti pubblici e privati.

Nel settore dei contratti pubblici, la disciplina ha subito una modifica rilevante con l’entrata in vigore del D.Lgs. 36/2023, che ha introdotto un nuovo sistema di applicazione dell’imposta per le procedure avviate dal 1° luglio 2023.

Il dossier ANCE è articolato in due parti:

una parte generale, dedicata alla disciplina dell’imposta di bollo;
una parte specifica, dedicata all’applicazione dell’imposta nei contratti pubblici.

Una delle parti più rilevanti del dossier riguarda il passaggio dal vecchio sistema, basato sull’applicazione dell’imposta ai singoli atti della procedura, al nuovo sistema previsto dal Codice appalti.

Per le procedure avviate prima del 1° luglio 2023 continua ad applicarsi il regime ordinario del D.P.R. 642/1972, con importi fissi differenziati in base alla tipologia di atto e, spesso, al numero di fogli o pagine.

Per le procedure avviate dal 1° luglio 2023, invece, l’art. 18, comma 10, del D.Lgs. 36/2023 ha introdotto un’imposta di bollo “una tantum”, da assolvere al momento della stipula del contratto.

Si tratta di una semplificazione importante: non si guarda più al numero di pagine o alla forma del documento, ma al valore economico del contratto.

È inoltre prevista un’appendice con il confronto tra la normativa attuale e i nuovi riferimenti che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2027 con il nuovo Testo unico dell’imposta di registro e di altri tributi indiretti, di cui al D.Lgs. 123/2025.

Le disposizioni contenute nel D.P.R. 642/1972 non vengono modificate nella sostanza applicativa, ma saranno riorganizzate con nuovi riferimenti normativi all’interno del nuovo testo unico.

Approfondimenti

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