Il Veneto approva il Protocollo contro il rischio da calore nei luoghi di lavoro

Il Veneto approva il Protocollo contro il rischio da calore nei luoghi di lavoro

Adottate le misure previste dalle linee guida 2025 per tutelare i lavoratori dallo stress termico nei cantieri e negli ambienti esposti ad alte temperature

Con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 376 del 19 maggio 2026, pubblicata nel BUR n. 63 del 19 maggio 2026, la Regione Veneto ha approvato il “Protocollo d’Intesa per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro finalizzato alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”.

Il provvedimento nasce nell’ambito delle disposizioni previste dal D.Lgs. 81/2008, che impone al datore di lavoro l’obbligo di valutare e gestire tutti i rischi presenti nei luoghi di lavoro, compresi quelli derivanti dall’esposizione alle alte temperature e alla radiazione solare.

La deliberazione richiama esplicitamente le “linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”, approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 19 giugno 2025 e recepite dal Veneto con DGR n. 739/2025.

Le linee guida 2025 rappresentano uno strumento operativo per imprese, datori di lavoro, RSPP, coordinatori della sicurezza e professionisti tecnici impegnati nella gestione della sicurezza aziendale.

Quali sono gli obblighi per i datori di lavoro?

Il rischio da calore rientra pienamente tra i rischi fisici da valutare nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e di conseguenza, i datori di lavoro devono adottare specifiche misure preventive e protettive, tra cui:

rimodulazione degli orari di lavoro nelle fasce meno calde;
pause aggiuntive in aree ombreggiate o climatizzate;
adeguata idratazione dei lavoratori;
fornitura di DPI e indumenti idonei;
informazione e formazione sui rischi da stress termico;
monitoraggio delle condizioni meteo-climatiche;
sorveglianza sanitaria per i soggetti maggiormente esposti o fragili.

Stress termico nei cantieri edili: obblighi, lavorazioni a rischio e misure di prevenzione specifiche

Il comparto edile rientra tra i settori maggiormente esposti al rischio di stress termico e di esposizione alla radiazione solare, in considerazione della tipologia delle lavorazioni svolte frequentemente all’aperto e in condizioni climatiche particolarmente gravose.

Attività come il montaggio e smontaggio dei ponteggi, la realizzazione o il rifacimento delle coperture, i lavori di lattoneria, l’installazione di impianti fotovoltaici, gli interventi di bonifica dell’amianto, i lavori stradali e le opere di ingegneria civile comportano infatti un’elevata esposizione alle alte temperature, con conseguenti rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Per questo motivo le linee guida 2024 richiamate dal Protocollo pongono particolare attenzione alla formazione e sensibilizzazione degli addetti, che devono essere in grado di riconoscere tempestivamente i primi segnali di malessere legati al caldo e adottare corrette misure di prevenzione.

Tra le principali indicazioni operative vi è l’obbligo di evitare il lavoro a torso nudo e di utilizzare indumenti leggeri, traspiranti e capaci di garantire protezione dalla radiazione UV, preferibilmente a maniche lunghe e idonei a coprire gran parte del corpo; viene inoltre raccomandato l’utilizzo di caschi o copricapi dotati di protezione per collo e orecchie, nonché di occhiali con filtri UV adeguati.

Nei cantieri temporanei e mobili il rischio da stress termico dovrà essere espressamente valutato all’interno del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e dei Piani Operativi di Sicurezza (POS), nei quali dovranno essere riportati sia il processo valutativo adottato sia le specifiche misure preventive e organizzative previste per il singolo cantiere.

Tra gli strumenti indicati figura anche il portale Worklimate, che consente di effettuare valutazioni previsionali del rischio da stress termico attraverso sistemi di allerta a tre giorni basati sui differenti scenari espositivi.

Le imprese esecutrici saranno pertanto chiamate a integrare i propri POS alla luce delle linee di indirizzo regionali, definendo procedure operative e misure gestionali adeguate alle concrete condizioni climatiche e lavorative presenti in cantiere.

Autovalutazione e integrazione del POS: le nuove verifiche richieste alle imprese edili

Tra gli aspetti più operativi introdotti dalle Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare vi è la predisposizione di una specifica scheda di autovalutazione destinata alle imprese del comparto edile, finalizzata a verificare il livello di gestione del rischio da stress termico all’interno dei cantieri.

La scheda rappresenta uno strumento pratico di controllo e monitoraggio attraverso il quale le imprese devono analizzare l’adeguatezza del proprio assetto organizzativo e delle misure di prevenzione adottate.

In particolare, viene richiesta la verifica della presenza di addetti al primo soccorso per ogni turno di lavoro, della disponibilità di procedure specifiche per intervenire in caso di patologie da calore e dell’attivazione della sorveglianza sanitaria, con particolare attenzione all’inclusione del rischio calore e radiazione UV nel protocollo sanitario predisposto dal medico competente. Il documento prevede inoltre controlli sulla consultazione dei sistemi previsionali di allerta caldo, sull’organizzazione degli orari di lavoro in funzione delle condizioni meteorologiche, sulla disponibilità di acqua potabile, aree ombreggiate e punti di ristoro, nonché sulla corretta fornitura e verifica dei DPI e dell’abbigliamento protettivo contro l’esposizione solare.

Grande rilevanza assume anche l’obbligo di integrare il Piano Operativo di Sicurezza (POS) con specifiche misure di prevenzione e protezione finalizzate alla riduzione del rischio di colpo di calore.

Tra le principali misure gestionali individuate dal Protocollo figurano la rimodulazione degli orari di lavoro privilegiando le fasce più fresche della giornata, la previsione di pause di recupero fisiologico in ambienti termicamente adeguati, l’installazione di sistemi ombreggianti nei cantieri e sui mezzi d’opera, l’adozione di indumenti tecnici traspiranti e DPI compatibili con le elevate temperature, oltre alla predisposizione di un Piano di Emergenza in grado di garantire interventi rapidi in caso di malori legati al caldo.

Le imprese dovranno inoltre documentare le soluzioni adottate e condividere le misure individuate con il medico competente, anche mediante specifiche comunicazioni formali o verifiche in cantiere.

Approfondimenti

Per saperne di più, leggi il nostro approfondimento: Rischio caldo sul lavoro e in cantiere: guida alla valutazione. Per gestire il rischio da calore secondo le nuove disposizioni ti suggerisco di affidarti ad un software piani sicurezza già aggiornato per affrontare correttamente la valutazione del rischio caldo eccessivo, come lo stress termico per temperature elevate.

 

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