Gestione del rischio amianto negli edifici: la nuova guida INAIL per imprese e tecnici
Indicazioni operative su ruoli, responsabilità, censimento, controllo, manutenzione e bonifica dei materiali contenenti amianto
Per le imprese edili e per i tecnici impegnati in lavori di manutenzione, ristrutturazione, demolizione o riqualificazione energetica, la presenza di amianto rappresenta un tema centrale di sicurezza e organizzazione del cantiere.
Il rischio, infatti, non riguarda soltanto le attività di bonifica vere e proprie. Può emergere anche durante interventi apparentemente ordinari: rifacimento di coperture, lavori su facciate, sostituzione di impianti, demolizioni parziali, interventi su pavimentazioni, controsoffitti, canne fumarie o locali tecnici.
Per questo la gestione del rischio amianto deve entrare nella programmazione degli interventi fin dalle prime fasi: rilievo, progettazione, valutazione dei rischi, computi, cronoprogramma, scelta delle imprese e gestione del cantiere.
La guida INAIL “Gestione del rischio amianto negli edifici: ruoli e indicazioni operative“ (edizione: aprile 2026) richiama proprio la necessità di un approccio sistematico e condiviso: la gestione del rischio amianto coinvolge più figure, ognuna con compiti specifici, e richiede conoscenze tecniche, documentali e procedurali adeguate. Offre quindi uno strumento operativo per imprese e professionisti: aiuta a riconoscere il problema, individuare le figure coinvolte, programmare le attività e adottare procedure coerenti con la tutela della salute dei lavoratori e degli occupanti.
La pubblicazione illustra l’intero percorso di gestione del rischio amianto negli edifici. In particolare, affronta:
il censimento dei materiali contenenti amianto;
la valutazione dello stato di conservazione e degrado;
il programma di controllo e manutenzione;
le procedure da adottare per pulizia e manutenzione;
l’informazione agli occupanti e ai lavoratori;
le metodologie di campionamento e analisi;
gli interventi di bonifica;
la gestione dei rifiuti contenenti amianto.
L’obiettivo è fornire indicazioni concrete a chi è chiamato a gestire la presenza di MCA, cioè materiali contenenti amianto, negli edifici, chiarendo ruoli, responsabilità e fasi operative.
Censimento amianto: il primo passaggio operativo
Uno degli aspetti più importanti evidenziati dalla guida è il censimento dei materiali contenenti amianto. Per progettisti, direttori dei lavori, coordinatori della sicurezza e imprese, questo passaggio è fondamentale prima di avviare interventi che possano interferire con parti dell’edificio potenzialmente contaminate.
La mappatura dei MCA consente di individuare dove si trovano i materiali, in che condizioni sono, quale rischio possono comportare e quali procedure devono essere adottate per evitare il rilascio di fibre.
La guida collega questo tema anche al nuovo quadro introdotto dalla direttiva UE 2023/2668 e dal d.lgs. 213/2025, che rafforzano l’importanza dell’individuazione preventiva dei materiali a potenziale contenuto di amianto, soprattutto prima di demolizioni, manutenzioni e ristrutturazioni.
Il ruolo del Responsabile del rischio amianto
La pubblicazione dedica particolare attenzione al Responsabile del rischio amianto, figura chiamata a coordinare e controllare le attività che possono interessare i materiali contenenti amianto.
Il RRA assume un ruolo strategico soprattutto negli edifici in cui sono presenti MCA e nei quali occorre pianificare interventi, manutenzioni, controlli periodici o bonifiche. La guida richiama anche le competenze richieste a questa figura, facendo riferimento alla norma UNI 11903:2023 per l’addetto al censimento e alla UNI/PdR 152.2 per il responsabile del rischio amianto.
Per i professionisti tecnici, questo significa che la gestione del rischio amianto non può essere affrontata come un adempimento formale, ma richiede competenze specifiche e una corretta integrazione tra progettazione, sicurezza, manutenzione e gestione documentale.
Materiali contenenti amianto: non solo eternit
La guida ricorda che i MCA possono essere presenti in diverse parti dell’edificio e degli impianti: coperture, facciate, pannelli, canali di ventilazione, tubazioni, pavimenti vinilici, guarnizioni, mastici, coibentazioni di tubi e caldaie, pannelli antincendio, controsoffitti, materiali spruzzati o applicati a cazzuola.
Per questo, prima di intervenire su edifici realizzati o ristrutturati nel periodo di maggiore diffusione dell’amianto, è necessario valutare con attenzione la possibile presenza di materiali sospetti.
Manutenzione, informazione e procedure
La presenza di amianto in un edificio non comporta automaticamente un pericolo immediato per gli occupanti, se il materiale è integro e non viene manomesso. Il rischio aumenta quando il materiale viene danneggiato, disturbato o lavorato in modo improprio.
Da qui l’importanza di un programma di controllo e manutenzione, di procedure autorizzative per gli interventi e di una corretta informazione a lavoratori, occupanti e imprese appaltatrici.
Per le imprese che operano in ambienti con presenza di MCA, la guida fornisce indicazioni operative utili: evitare urti, vibrazioni e getti d’aria forzata; non rimuovere pannelli o protezioni senza autorizzazione; isolare l’area in caso di danneggiamento accidentale; attivare le procedure di emergenza previste.
Bonifica amianto: priorità alla rimozione
La guida affronta anche gli interventi di bonifica e i requisiti delle imprese abilitate. Il d.lgs. 213/2025, richiamato nella pubblicazione, introduce il principio della priorità della rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto rispetto ad altre forme di manutenzione e bonifica, quando tecnicamente possibile.
Le imprese specializzate devono essere iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali nelle categorie previste per la bonifica dei materiali contenenti amianto. Per i lavori edili, questo aspetto è essenziale sia nella fase di affidamento sia nella verifica dell’idoneità tecnico-professionale degli operatori.
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