Cosa sono gli AIA BIM Protocol e perché sono importanti?
Gli AIA BIM Protocol raccolgono le procedure necessarie ai professionisti del settore AEC per utilizzare il BIM nei propri progetti. Ecco cosa contengono
Se la progettazione tradizionale procede “a compartimento stagno”, sviluppando in maniera lineare la progettazione architettonica, i calcoli strutturali e la redazione del progetto degli impianti, la metodologia BIM permette di superare questo “tallone d’Achille”.
Seguendo un BIM workflow infatti, il BIM va a supporto della cosiddetta progettazione di tipo integrata, un approccio di tipo sistemico in cui tutti sono coinvolti fin dalle prime fasi, avendo sotto controllo il risultato finale. Tutto si incentra sul modello BIM e sulla sua gestione, mediante l’utilizzo di piattaforme di BIM management.
Tra le prime organizzazioni fautrici della diffusione BIM vi è l’AIA, che ne ha compreso fin da subito le grandi potenzialità.
Vediamo insieme che cos’è e quali sono gli strumenti che utilizza per la promozione della metodologia BIM.
Che cos’è l’AIA nel BIM?
L’American Institute of Architects, o AIA, è un’organizzazione costituita da oltre 83.000 membri, che promuove la crescita scientifica e pratica all’interno della comunità architettonica e che dal 2007 si è battuta e continua a battersi per l’utilizzo del BIM nel settore AEC.
Secondo l’AIA, il BIM è quella metodologia di progettazione che:
è indipendente dal tipo di progetto e/o dalla metodologia di consegna;
consente la realizzazione di un modello virtuale navigabile ed interrogabile antecedente alla realizzazione dell’opera;
permette di costituire un catalizzatore di informazioni, non solo progettuali, ma anche esecutive, testuali e documentali;
apre le porte alla collaborazione tra le parti.
È proprio grazie alla collaborazione continua delle parti in gioco che è possibile fin da subito conoscere ad esempio le tecniche costruttive che gli appaltatori utilizzeranno ed analizzare fin da subito i potenziali conflitti che potrebbero riscontrarsi.
Questo si traduce nell’analisi e nella risoluzione degli stessi in fase pre-esecutiva, evitando varianti progettuali che generano aumenti di tempi e costi dell’opera.
Perché l’AIA si è occupata di BIM e digital data
Il passaggio dal classico disegno CAD bidimensionale al modello BIM ha scardinato i vecchi equilibri contrattuali. Un file digitale non è un semplice “pezzo di carta elettronico”; è una banca dati dinamica, condivisibile, modificabile e, di conseguenza, intrinsecamente vulnerabile:
Chi garantisce che i dati inseriti nel modello siano accurati?
Chi è il proprietario intellettuale di un oggetto BIM modellato dall’architetto ma modificato dal calcolatore strutturale?
L’AIA ha compreso fin da subito che la mancanza di risposte a queste domande avrebbe frenato l’adozione del BIM, spaventando i professionisti esposti a nuovi rischi legali. Per questo motivo, l’istituto si è occupato di digital data con l’obiettivo di regolamentare il flusso informativo. I protocolli AIA nascono per stabilire a monte l’affidabilità dei dati scambiati, definendo l’uso autorizzato dei modelli e proteggendo la proprietà intellettuale. In questo modo, l’AIA ha trasformato il BIM da una tecnologia potenzialmente rischiosa a un ambiente collaborativo legalmente sicuro, dove ogni attore della filiera sa esattamente fino a che punto può fare affidamento sulle informazioni ricevute dagli altri.
AIA BIM non significa solo LOD
Nella percezione comune di molti professionisti, il contributo dell’AIA al mondo BIM si riduce all’introduzione della scala dei LOD (Level of Development). È innegabile che l’AIA abbia avuto il merito storico di codificare i livelli di sviluppo (dal concettuale LOD 100 fino al costruttivo e as-built LOD 400 e 500), ma ridurre il protocollo AIA a una semplice classificazione del dettaglio grafico o informativo sarebbe un grave errore sottovalutativo.
Il framework dell’AIA è in realtà un ecosistema completo di governance del progetto. Oltre ai LOD, i protocolli:
disciplinano la nomina e i compiti del Model Manager
definiscono le procedure di coordinamento e i protocolli di trasmissione dei file
stabiliscono le conseguenze legali in caso di uso improprio dei dati.
Uno degli elementi più importanti è la Model Element Table, una matrice operativa che non si limita a dire “quanto” deve essere dettagliato un oggetto, ma stabilisce chi deve modellarlo e quando, associando ogni fase del ciclo di vita dell’opera a una precisa responsabilità. L’approccio AIA, quindi, non è una mera checklist tecnica, ma una vera e propria strategia di gestione manageriale e contrattuale del processo costruttivo.
AIA in BIM
Vediamo insieme con quali strumenti l’American Institute of Architects (AIA) diffonde i suoi principi.
Cosa sono gli AIA BIM Protocol?
I AIA BIM Protocol sono documenti contrattuali integrativi, sviluppati dall’AIA, concepiti per essere allegati ai contratti d’appalto o di progettazione tradizionali. Non si tratta di manuali d’uso del software o di guide teoriche sul BIM, ma di veri e propri accordi legali che definiscono i protocolli operativi e le regole di ingaggio per lo scambio di dati digitali.
In sostanza, quando un committente o un team di progettazione decide di utilizzare il BIM, i contratti standard non bastano più perché non contemplano la natura collaborativa e digitale del processo. Il Protocollo AIA interviene esattamente in questo spazio vuoto: prende le dinamiche complesse della modellazione informativa e le “traduce” in allegati giuridicamente vincolanti. Attraverso questi documenti, le parti contraenti stabiliscono formalmente le modalità di creazione, gestione, condivisione e archiviazione dei modelli digitali, trasformando le buone intenzioni metodologiche in obblighi di legge.
A cosa servono in una commessa BIM
All’interno di una commessa BIM, il protocollo AIA funge da vera e propria bussola gestionale e normativa. Il suo scopo principale è istituzionalizzare il flusso informativo, garantendo che tutti i partecipanti al progetto (dagli architetti agli impiantisti, fino all’impresa costruttrice) operino all’interno dello stesso quadro di regole professionali.
Nello specifico, il protocollo serve a formalizzare i requisiti che spesso vengono solo accennati nei Capitolati Informativi o nei Piani di Gestione ed Esecuzione BIM (BEP). Stabilisce chi ha la responsabilità di coordinare e unire i modelli, definisce i formati di file ammessi per lo scambio e, soprattutto, mappa la progressione dei dati nel tempo. Utilizzare questi protocolli in una commessa significa dare un valore legale alle scadenze di consegna dei modelli e fare in modo che l’evoluzione del dato geometrico e informativo segua un percorso logico e approvato, evitando che il processo collaborativo si trasformi in una sovrapposizione caotica di file non verificati.
Perché sono importanti per ridurre ambiguità e rischi
Il rischio più grande in un progetto BIM non è legato al malfunzionamento di un software, ma all’ambiguità del dato. Se un ingegnere strutturista estrae le quantità di calcestruzzo da un modello architettonico preliminare e le usa per un computo metrico definitivo, di chi è la colpa se i costi reali si rivelano superiori? Senza un protocollo chiaro, la risposta a questa domanda aprirebbe la strada a lunghi e costosi contenziosi legali.
I protocolli AIA risolvono questa criticità introducendo il concetto fondamentale di uso autorizzato del modello. Per ogni fase del progetto e per ogni elemento della costruzione, il protocollo definisce il livello di affidabilità delle informazioni. Questo significa che un progettista può dichiarare esplicitamente che un determinato pilastro, in quella specifica fase, è affidabile solo per l’analisi spaziale ma non per il calcolo strutturale o per la stima dei costi. Riducendo l’ambiguità sui limiti di utilizzo dei file, i protocolli AIA proteggono i professionisti da responsabilità improprie e, al contempo, tutelano la committenza, assicurando che le decisioni strategiche vengano prese solo su dati dichiarati maturi e stabili.
Evoluzione dei documenti AIA BIM: 2007, 2008, 2013 e 2022
L’AIA non si è limitato a scrivere una regola nel momento iniziale, ma ha aggiornato costantemente i propri standard contrattuali per rispondere alle reali esigenze dei team di progetto e alla progressiva migrazione dei flussi di lavoro verso il cloud.
Comprendere questa cronologia aiuta a capire perché oggi i contratti BIM abbiano assunto una struttura così specifica e flessibile.
E201-2007: L’esordio dei dati digitali (2007)
L’AIA compie il suo primo passo storico affrontando il tema generale della trasmissione dei dati digitali. In un’epoca ancora dominata dal CAD bidimensionale, questo documento getta le basi per stabilire la proprietà intellettuale e le regole di interscambio dei file, anticipando la necessità di regolamentare tutto ciò che non viaggiava più su carta stampata.
E202-2008: La nascita dei LOD (2008)
È l’anno della vera e propria svolta metodologica. Con il rilascio dell’allegato contrattuale E202, l’AIA codifica per la prima volta a livello globale la scala dei LOD (Level of Development). Questa intuizione permette al settore delle costruzioni di disporre di un linguaggio universale per definire quanto un elemento del modello sia stabile, maturo e affidabile dal punto di vista geometrico e informativo.
2013: La separazione dei flussi e l’uso autorizzato (2013)
L’istituto lancia una suite coordinata di documenti (tra cui E203, G201 e G202) che separa nettamente la gestione dei dati digitali generici dai protocolli BIM specifici. Viene formalizzato il concetto legale di uso autorizzato del modello, trasformando le matrici dei LOD in uno strumento contrattuale vincolante: chi usa il modello sa esattamente cosa può o non può fare con i dati ricevuti.
2022: Massima flessibilità per l’era collaborativa (2022)
La release più recente stravolge la vecchia struttura rigida per adattarsi ai moderni flussi in cloud e all’openBIM. L’AIA introduce ben quattro diversi tipi di allegati contrattuali (la serie E201, E202, E401, E402) che permettono ai contraenti di scegliere come condividere i modelli – se a livello di intero progetto o in ambienti protetti dedicati al solo team di progettazione o di costruzione – e definiscono se un modello digitale possa essere legalmente considerato un documento contrattuale a tutti gli effetti.
Come funzionano i documenti AIA BIM 2022
Invece di costringere le parti a firmare un unico, mastodontico contratto tecnico-legale difficile da aggiornare, la struttura del 2022 opera come un sistema modulare ad incastro. Questa architettura documentale separa nettamente i princìpi giuridici immutabili dalle specifiche tecniche che, per loro natura, devono poter evolvere man mano che il cantiere o la progettazione procedono.
Il funzionamento di questo ecosistema si basa su una gerarchia chiara, capace di creare un ponte diretto tra l’ufficio legale del committente e lo schermo del BIM Manager che coordina i modelli.
Le tre parti principali: Exhibit, BIM Execution Plan e Model Element Table
Per comprendere la logica operativa dei documenti AIA 2022, è necessario analizzare i tre pilastri fondamentali che compongono questo framework, esaminando come si influenzano a vicenda e come si integrano nella gestione ordinaria di una commessa. Essi sono stati pubblicati nel 2008 ed aggiornati prima nel 2013 e poi nel 2022.
I nuovi documenti sono suddivisi in tre sezioni principali:
BIM Exhibit (Allegato Contrattuale): definisce gli accordi tra le parti su aspetti fondamentali, come l’estensione della condivisione del modello, gli usi consentiti, la riservatezza e i diritti di proprietà intellettuale;
BIM Execution Plan (BEP): permette di documentare dettagli operativi sulla condivisione del modello, inclusi la denominazione e il salvataggio dei file, la frequenza degli aggiornamenti, i requisiti software, le misure di sicurezza e i protocolli di modellazione;
Model Element Table (Tabella degli elementi del modello): strutturata secondo il CSI UniFormat™, questa tabella consente di specificare i livelli di sviluppo (LOD) per gli elementi del modello, offrendo un riferimento chiaro per gli altri partecipanti.
Forniscono maggiore flessibilità e includono:
4 opzioni di Allegato, per specificare modalità di condivisione e contenuto contrattuale del modello;
un unico piano di esecuzione BIM, pensato per supportare le discussioni e documentare l’uso del BIM nel progetto;
2 versioni della tabella degli elementi del modello (completa e abbreviata), per rispondere alle diverse complessità del progetto;
è disponibile anche un Contratto di licenza per dati digitali (C106-2022), utilizzabile qualora le parti non dispongano di altri contratti per la trasmissione dei dati digitali.
Allegati
E201-2022 BIM Exhibit: consente ai partecipanti di scegliere se specificare certe versioni del modello come documenti contrattuali. Allegato a tutti i contratti del progetto, assicura una comprensione uniforme dei livelli di affidabilità richiesti.
E202-2022 BIM Exhibit: pensato per la condivisione del modello senza che le versioni vengano designate come documenti contrattuali, ma con disposizioni simili all’E201-2022.
E401-2022 BIM Exhibit: per la condivisione esclusiva del modello all’interno del team di progettazione, composto da architetto e consulenti, senza coinvolgere il team di costruzione.
E402-2022 BIM Exhibit: per la condivisione esclusiva del modello all’interno del team di costruzione, senza coinvolgere il team di progettazione o il proprietario.
Piano di esecuzione BIM
G203-2022 BIM Execution Plan: pensato per stimolare discussioni e formalizzare decisioni sull’uso del BIM, con disposizioni vincolanti anche se non è un’esposizione contrattuale.
Tabella degli elementi del modello
G204-2022 Model Element Table: consente agli autori di designare i LOD per diversi elementi, offrendo così ai partecipanti un quadro chiaro di affidabilità.
G205-2022 Tabella abbreviata degli elementi del modello: creata in risposta ai feedback sui documenti del 2013, offre una versione semplificata per agevolare la gestione della documentazione del progetto.
Contratto di licenza per dati digitali
C106-2022 Contratto di licenza per dati digitali: simile alla versione del 2013, con lievi aggiornamenti.
Questi documenti, che sono i più usati nel settore edile, sono consultabili e corredati da una serie di esempi, istruzioni e guide per rendere la metodologia aperta a tutti.
I Documenti AIA sono:
equi – integrano gli interessi di ingegneri, architetti, appaltatori, proprietari, assicuratori, ecc.;
pratici – si incentrano su linee guida pratiche e per niente teoriche;
semplici – di facile interpretazione ed utilizzo;
conformi alle leggi – sempre aggiornati rispetto a quelle vigenti;
flessibili – modificabili in base alle esigenze di commessa;
in costante aggiornamento – rispetto all’evoluzione tecnologica del settore.
AIA BIM protocol
Cos’è l’AIA E202?
E202™–2008, Building Information Modeling Protocol Exhibit è un documento introdotto dall’AIA nel 2008 e consiste in una struttura contrattuale per la gestione delle progettazioni BIM.
Non è un documento autonomo, ma va allegato a qualsiasi altro contratto per servizi di progettazione o costruzione, e non è rigido, anzi è personalizzabile per ogni caso progettuale.
L’E202™–2008 divide il modello informatico in più componenti, mediante il sistema Uniformat™ ed in base alla fase di progetto individua cinque livelli progressivi di sviluppo “Level of Development”, definiti LOD:
LOD 100: concept;
LOD 200: geometria approssimativa;
LOD 300: geometria precisa;
LOD 400: adeguato alla realizzazione;
LOD 500: “As Built”.
Per ciascun LOD vengono identificati i formati e gli standard dei file, definendo:
le responsabilità di gestione del modello;
la risoluzione dei conflitti;
la visualizzazione;
l’archiviazione.
Per approfondire i LOD e gli aggiornamenti apportati agli stessi dall’AIA nel 2013, ti consiglio di leggere anche questo articolo.
Nuovi documenti AIA
E201-2022 BIM Exhibit: questo documento è utilizzato per la condivisione dei modelli tra tutti i partecipanti al progetto, con la possibilità di designare alcune versioni del modello come documenti contrattuali. Con il settore delle costruzioni in costante evoluzione, i modelli digitali sono sempre più visti come i disegni 2D tradizionali, diventando veri e propri documenti contrattuali. Tuttavia, la decisione di elencare una versione del modello come documento contrattuale ha implicazioni significative; quindi, l’E201-2022 permette ai partecipanti di scegliere se autorizzare o meno questa enumerazione. Essendo allegato a tutti i contratti di progetto, l’E201-2022 garantisce che tutti i partecipanti abbiano una comprensione condivisa della fiducia riposta in specifiche versioni del modello, permettendo così agli autori del modello di adattare i loro servizi e tariffe.
E202-2022 BIM Exhibit: destinato alla condivisione del modello tra tutti i partecipanti senza elencare le versioni come documenti contrattuali. Molti dei termini dell’E202-2022 rispecchiano quelli dell’E201-2022.
E401-2022 BIM Exhibit: progettato per la condivisione del modello esclusivamente all’interno del team di progettazione (architetti, consulenti, sub-consulenti), questo documento adotta un approccio “isolato”, assicurando che i modelli siano creati e distribuiti solo all’interno del team di progettazione, senza coinvolgere il team di costruzione o il proprietario.
E402-2022 BIM Exhibit: simile all’E401-2022, questo documento regola la condivisione del modello solo all’interno del team di costruzione (appaltatore, subappaltatori e fornitori). Con l’E402-2022, i modelli sono destinati esclusivamente al team di costruzione, senza condivisione con il team di progettazione o il proprietario.
G203-2022 BIM Execution Plan: è un modello flessibile che guida i partecipanti nella creazione di un piano di esecuzione BIM specifico per il progetto. Questo documento incoraggia la discussione e la formalizzazione delle decisioni su come il BIM verrà utilizzato, con linguaggio che obbliga le parti a seguire il piano di esecuzione. Anche se non è inteso come un’esposizione contrattuale, l’adesione ai termini del piano è contrattualmente vincolante.
C106-2022: è una versione aggiornata del contratto di licenza per dati digitali C106-2013, con alcune modifiche minori, mantenendo l’essenza del documento precedente.
Inoltre, sono state introdotte alcune nuove tabelle degli elementi del modello, che saranno analizzate in dettaglio in un articolo successivo.
Per gestire facilmente documenti e protocolli contrattuali e condividerli con i vari professionisti di una commessa BIM, è necessario utilizzare una piattaforma di BIM Management System, completamente gratuita e online, con cui puoi controllare e aggiornare in real-time tutte le modifiche effettuate.
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