Bando PNRR per l’efficientamento delle case popolari: sportello prorogato al 30 giugno
Il GSE aggiorna le regole operative per l’efficientamento dell’Edilizia Residenziale Pubblica (Misura M.7 I.17). Più tempo per le istanze, regole più snelle e una nuova categoria di lavori per i maxi-progetti strutturati dalle ESCo.
Il GSE ha pubblicato il 23 aprile 2026 un importante aggiornamento riguardante la Misura PNRR M.7 I.17, l’investimento dedicato all’efficientamento del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP). Le modifiche, validate dalla Corte dei Conti, introducono una provvidenziale proroga per l’accesso ai fondi e una novità di grande interesse per professionisti ed operatori del settore energetico: la categoria del “multi-intervento”.
Proroga dello sportello e nuove scadenze
La prima, grande notizia è lo slittamento della chiusura dello sportello tecnologico.
Le istanze potranno essere inviate sul portale del GSE non più entro il 31 maggio, ma fino al 30 giugno 2026. Un mese in più per consentire alle Amministrazioni Pubbliche e alle Energy Service Company (ESCo) in fase di strutturazione dei contratti di rendimento energetico (EPC) o di Partenariato Pubblico Privato. Inoltre, le procedure informatiche con i nuovi formati per le richieste saranno attive a partire da martedì 28 aprile.
Il “multi-intervento”: fondi al 65% per progetti completi
L’aggiornamento introduce formalmente il “multi-intervento”, ovvero la realizzazione di almeno due degli interventi trainanti ammissibili sul medesimo edificio. Per questa tipologia di opere si applicherà un’aliquota di contributo fissa: i progetti riceveranno una sovvenzione a fondo perduto pari al 65% dei costi ammissibili, fermo restando il tetto massimo di investimento di 30 milioni di euro stabilito dal Decreto interministeriale del 9 aprile.
Come funziona la Misura PNRR M.7 I.17
La misura PNRR M.7 I.17 è finalizzata a riqualificare dal punto di vista energetico le case popolari. Lo scopo principale è duplice: da un lato abbattere i consumi e le emissioni inquinanti del patrimonio edilizio pubblico, dall’altro contrastare la povertà energetica degli inquilini.
Per essere ammessi, i progetti devono garantire un miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio di almeno il 30%.
Il meccanismo è pensato per interventi di grande scala, motivo per cui i progetti devono avere un valore d’investimento compreso tra i 10 e i 30 milioni di euro.
Le opere ammesse includono i classici lavori di efficientamento, come la realizzazione di cappotti termici, la sostituzione degli infissi, l’installazione di pompe di calore, pannelli fotovoltaici, sistemi di accumulo e tecnologie di domotica per il controllo degli edifici.
Sul piano operativo e finanziario, i lavori non vengono eseguiti direttamente dagli enti pubblici proprietari degli immobili (Comuni, IACP, ecc.), ma vengono affidati tramite gara a società specializzate nel settore energetico, le cosiddette ESCo (Energy Service Company).
Sono proprio queste ultime a ricevere fisicamente l’incentivo, che è molto vantaggioso: comprende un contributo a fondo perduto che copre fino al 65% delle spese ammissibili, a cui si può affiancare un prestito a tasso agevolato per finanziare il restante 35%, erogato da banche convenzionate con il supporto di Cassa Depositi e Prestiti.
Disponibili per il download gratuito le regole operative del GSE aggiornate al 23 aprile 2026.
Download GratuitoMisura PNRR M.7-I.17 – Avviso pubblico e regole operative (2026)
Per saperne di più, leggi anche “Bonus case popolari 2025: come accedere alla misura PNRR M.7 I.17“. Sei una ESCo? Ti occupi di efficientamento energetico? Prova gratis un software termotecnico evoluto per la diagnosi energetica con il il calcolo orario!
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