Piano di controllo qualità in cantiere: controlli, Hold Point e gestione delle non conformità
Il piano di controllo qualità in cantiere definisce verifiche, criteri di accettazione e Hold Point. Scopri cosa contiene e come si applica
In breve:
Il Piano di Controllo Qualità (PCQ) in cantiere è il documento operativo che definisce quali lavorazioni, materiali e componenti devono essere controllati, con quali modalità e criteri di accettazione, con quale frequenza, da quali soggetti e attraverso quali registrazioni.
Il controllo qualità in cantiere è l’insieme delle attività attraverso cui si verifica che materiali, lavorazioni e processi esecutivi rispettino il progetto, le specifiche tecniche, i requisiti contrattuali e, quando applicabili, le norme di riferimento.
Un sistema di controllo efficace consente di perseguire:
la qualità tecnica, verificando la conformità dell’opera ai requisiti progettuali e normativi;
la qualità esecutiva, controllando che le lavorazioni siano realizzate secondo le procedure previste;
la qualità documentale, garantendo la tracciabilità delle verifiche, delle prove e delle eventuali non conformità.
Procedure poco definite, responsabilità non chiare o controlli non adeguati alle caratteristiche del cantiere possono rendere difficile dimostrare la conformità delle lavorazioni e dei materiali ai requisiti previsti.
Per sviluppare adeguatamente il controllo qualità in cantiere è essenziale utilizzare un Piano di Controllo Qualità.
In questo articolo vedremo cos’è, come si redige e cosa deve includere e come utilizzare Hold Point, Witness Point e Review Point per governare le fasi più critiche dell’esecuzione.
Cos’è un piano di controllo qualità in cantiere?
Nel settore delle costruzioni, il PCQ, Piano di Controllo Qualità in cantiere, è uno strumento operativo utilizzato per pianificare, eseguire e documentare i controlli necessari a verificare la conformità delle lavorazioni ai requisiti di progetto, contrattuali e tecnici applicabili.
Non va confuso con un semplice elenco di controlli da spuntare a fine lavori: è un documento operativo che accompagna l’opera dall’apertura del cantiere fino alla consegna, e che permette di individuare eventuali difetti nel momento in cui si manifestano, evitando che vengano nascosti dalle lavorazioni successive e riducendo il rischio di rilavorazioni.
Il PCQ stabilisce almeno:
cosa controllare, individuando materiali, componenti e lavorazioni soggetti a verifica;
come effettuare il controllo, indicando procedure, strumenti e modalità di prova;
quando e con quale frequenza effettuare le verifiche, definendo eventuali criteri di campionamento;
chi è responsabile della verifica, chi deve essere informato e chi è autorizzato ad approvare o rilasciare la fase successiva.
Tutte le verifiche, i controlli e la documentazione raccolta durante il corso dell’esecuzione dell’opera, seguendo il piano, costituiscono un fascicolo informativo importantissimo per il collaudo e per la manutenzione futura della costruzione.
Cosa deve contenere un piano di controllo qualità?
Un piano di controllo qualità, per monitorare e gestire il cantiere, deve contenere una serie di elementi fondamentali:
dati generali e pianificazione: riferimenti al contratto, al progetto, alle specifiche tecniche, alle revisioni applicabili e al cronoprogramma;
organigramma di cantiere: contenente tutte le figure coinvolte, con ruoli e responsabilità;
strumenti e metodi di misurazione: descrizione della strumentazione da utilizzare nelle verifiche e delle modalità di impiego e, quando necessario, dello stato di taratura o verifica degli strumenti;
gestione dei materiali: verifiche dei documenti di trasporto, delle schede tecniche, della documentazione di identificazione e qualificazione richiesta, nonché, quando applicabili, della marcatura CE e della Dichiarazione di Prestazione (DoP);
fasi di controllo e ispezione: elenco delle attività da sorvegliare, con dettaglio sulle modalità di controllo e sui responsabili di controllo;
criteri di accettazione: parametri oggettivi che definiscono se un elemento è conforme o meno;
gestione delle non conformità: procedure per la segnalazione, il trattamento, l’eventuale blocco delle lavorazioni e la successiva verifica della risoluzione di lavorazioni o materiali non conformi ai requisiti;
documentazione e dossier opera: raccolta di tutti i certificati, i verbali e la documentazione inerenti all’opera, dall’inizio dei lavori al collaudo finale;
gestione delle revisioni: individuazione della versione valida degli elaborati e delle specifiche utilizzate per il controllo;
registrazioni ed evidenze: definizione dei verbali, delle checklist, delle fotografie, dei rapporti di prova e degli altri documenti con cui dimostrare l’avvenuto controllo;
gestione di fornitori e subappaltatori: individuazione dei controlli richiesti sui prodotti e sulle lavorazioni affidate a soggetti esterni.
Elementi di un Piano di Controllo Qualità
Cos’è un Hold Point?
Un Hold Point è un punto vincolante del processo di controllo oltre il quale una determinata lavorazione non può proseguire finché la verifica prevista non è stata completata e il soggetto autorizzato dal piano o dalla procedura di commessa non ne ha consentito la prosecuzione.
L’Hold Point viene utilizzato soprattutto quando la fase successiva renderebbe impossibile, difficile o particolarmente oneroso verificare ciò che è stato realizzato. È quindi uno strumento di prevenzione: il controllo avviene prima che un’attività critica venga coperta, incorporata o resa non più accessibile.
Hold Point, Witness Point e Review Point: qual è la differenza?
Durante l’esecuzione di un’attività di controllo i vari livelli di ispezione possono essere distinti attraverso diversi punti di intervento:
Hold point-H: punto di blocco, che rappresenta un punto di ispezione obbligatorio oltre il quale i lavori non possono proseguire fino a quando il soggetto autorizzato dalla procedura non ha verificato le condizioni previste e rilasciato la prosecuzione;
Witness point-W: punto di controllo in cui il soggetto individuato dal piano ha il diritto di assistere all’attività. L’appaltatore deve inviare una notifica preventiva secondo i tempi stabiliti; se il soggetto invitato rinuncia alla presenza o non interviene entro le condizioni definite dalla procedura, l’attività può normalmente proseguire;
Review point-R: punto di revisione documentale, in cui è necessario controllare documenti, registrazioni, certificazioni o risultati di prova. Non richiede necessariamente un’ispezione diretta in cantiere.
Punto
Funzione
Prosecuzione dell’attività
Hold Point (H)
verifica vincolante
No, fino al rilascio
Witness Point (W)
possibilità di assistere al controllo
Sì, secondo le condizioni della procedura
Review Point (R)
verifica di documenti o registrazioni
Secondo quanto previsto dal piano
Il significato operativo dei diversi punti deve comunque essere definito chiaramente nel PCQ e nelle specifiche tecniche o nelle procedure contrattuali della commessa.
Differenza tra Hold Point Witness Point e Review Point
Quando è necessario inserire un Hold Point?
In genere, quando si redige un Piano di controllo qualità, si inserisce un Hold Point in corrispondenza di un’attività che, una volta completata, rende impossibile o particolarmente onerosa la verifica delle modalità con cui è stata eseguita.
In tutti questi casi, prima di procedere con la fase successiva, è necessario fermarsi, effettuare il controllo e stabilire se sussistono le condizioni per proseguire.
Tra le attività in cui può essere opportuno prevedere un Hold Point troviamo:
prima di un getto di calcestruzzo;
prima di chiudere pareti o controsoffitti;
prima di impermeabilizzare o coprire una lavorazione;
prima di eseguire alcune fasi critiche di saldatura o di montaggio;
prima della messa in servizio di un impianto;
prima di accettare e utilizzare materiali o componenti critici.
Vediamole nel dettaglio.
Prima di un getto di calcestruzzo
Durante la realizzazione di una struttura in c.a., dopo la predisposizione delle armature e delle casseforme, una delle fasi più delicate è quella che precede il getto del calcestruzzo.
Prima di procedere con il getto, nel PCQ si può prevedere un Hold Point per verificare, ad esempio:
diametri, numero, posizione e passo delle barre secondo il progetto;
copriferro e distanziatori;
sovrapposizioni e ancoraggi;
pulizia e stabilità dei casseri;
presenza e posizione di inserti, attraversamenti o predisposizioni impiantistiche;
corrispondenza con gli elaborati esecutivi applicabili.
Quando il PCQ individua il getto come Hold Point, l’attività non può iniziare finché il soggetto indicato nel piano — ad esempio il Direttore dei Lavori, quando previsto dalla procedura — non ha completato le verifiche di propria competenza e rilasciato la fase.
Prima di chiudere pareti o controsoffitti
Prima di procedere alla chiusura di contropareti o controsoffitti che inglobano impianti aeraulici, elettrici e meccanici è necessario verificare che reti, collegamenti, isolamenti, staffaggi e dispositivi siano realizzati conformemente al progetto e alle specifiche applicabili.
Senza un controllo preventivo, un’anomalia scoperta dopo la chiusura potrebbe richiedere la rimozione del cartongesso o di altri elementi di finitura e il successivo ripristino.
Prima di impermeabilizzare o coprire una lavorazione
L’efficacia di un’impermeabilizzazione dipende in larga misura dal supporto su cui viene posata: una volta stesa la guaina o la membrana, il sottofondo non è più ispezionabile.
Per questo, prima di autorizzare la posa, si verifica che:
il supporto sia pulito, planare, asciutto e privo di fessure o parti incoerenti;
le pendenze siano corrette e non ci siano punti di ristagno;
giunti, spigoli, angoli e risvolti verticali siano preparati correttamente.
Lo stesso principio può essere applicato, ad esempio, prima della posa di una pavimentazione su massetto o prima del reinterro di tubazioni interrate: una volta coperta la lavorazione, l’ispezione diventa molto più complessa.
Individuare le anomalie prima del getto evita che eventuali difetti diventino difficilmente ispezionabili e possano richiedere successive indagini, ripristini o demolizioni.
Prima di procedere a saldature o montaggi critici
Nelle strutture metalliche e nelle tubazioni in pressione il piano di controllo può prevedere verifiche prima, durante e dopo la saldatura. Prima dell’esecuzione possono essere controllati, ad esempio, la procedura di saldatura applicabile, la qualificazione del personale, i materiali, la preparazione dei lembi e le condizioni operative.
Durante e dopo l’esecuzione possono invece essere previsti controlli visivi, dimensionali e, quando richiesto, controlli non distruttivi.
Inoltre, per montaggi critici, come nodi strutturali o unioni bullonate, vanno controllati secondo il piano applicabile, gli allineamenti, modalità di assemblaggio, serraggio dei collegamenti e condizioni operative previste prima di procedere con le attività successive.
Prima della messa in servizio di un impianto
Mettere in esercizio un impianto non verificato espone a rischi per le persone e a danni alle apparecchiature.
Prima dell’avviamento e del rilascio dell’impianto, il PCQ può prevedere un Hold Point per verificare:
l’esito positivo di collaudi e prove previste;
il corretto funzionamento dei dispositivi di sicurezza e protezione;
la taratura degli strumenti, quando prevista;
la completezza della documentazione, comprese, quando applicabili, le dichiarazioni di conformità, schemi e manuali.
Prima di accettare materiali/componenti critici
Un materiale non conforme, una volta posato, può compromettere la conformità dell’intera lavorazione in cui viene incorporato.
Per alcuni materiali o componenti critici, come acciai strutturali e da armatura, calcestruzzo, prodotti antincendio o altri componenti soggetti a specifici requisiti di qualificazione, l’Hold Point può essere collocato all’accettazione in cantiere o in officina, prima dell’impiego.
In funzione del prodotto e della normativa applicabile, possono essere verificati:
documentazione di identificazione e qualificazione;
marcatura CE e Dichiarazione di Prestazione, quando previste;
corrispondenza con le schede e i materiali approvati;
documenti di trasporto;
integrità e tracciabilità;
eventuali prove di accettazione previste.
Il materiale non può essere utilizzato quando la procedura stabilisce un Hold Point finché non viene formalmente accettato dal soggetto competente previsto dal piano.
Quali documenti servono per chiudere un Hold Point?
Per chiudere un Hold Point ed autorizzare la prosecuzione dei lavori è necessario disporre delle evidenze previste dal PCQ o dall’ITP. La documentazione necessaria varia in funzione della lavorazione e della procedura di commessa, ma può comprendere:
verbale di ispezione: è il documento che registra formalmente l’esito del controllo, indicando eventuali osservazioni, prescrizioni e condizioni per il rilascio;
documentazione di riferimento: il controllo fa sempre riferimento ad una lavorazione o a un aspetto del progetto; devono quindi essere disponibili gli elaborati, le specifiche tecniche e le revisioni applicabili;
certificati e documentazione dei materiali: quando la lavorazione include materiali o componenti, possono essere necessari documenti di trasporto, documentazione del produttore, certificazioni, dichiarazioni di prestazione quando applicabili e verbali di accettazione;
rapporti di prova e test: se l’Hold Point è collegato a una prova, devono essere disponibili i risultati delle verifiche eseguite, ad esempio prove di laboratorio, controlli distruttivi o non distruttivi, prove di carico o test di pressione;
registro fotografico: la documentazione fotografica non è sempre richiesta, ma può costituire un’importante evidenza dello stato della lavorazione prima, durante e dopo il controllo;
gestione delle non conformità: se durante il controllo vengono rilevate anomalie, l’Hold Point rimane aperto fino al trattamento della non conformità e alla successiva verifica delle condizioni necessarie per il rilascio.
La chiusura dell’Hold Point deve essere tracciabile: è quindi opportuno registrare almeno data, esito, soggetto che ha effettuato la verifica, soggetto che ha autorizzato la prosecuzione ed eventuali documenti allegati.
Cosa succede se il controllo non viene superato?
Se un controllo non viene superato, si è in presenza di una potenziale non conformità, cioè di un prodotto, una lavorazione o un processo che non rispetta i requisiti di progetto o i criteri di accettazione stabiliti.
Quando la non conformità emerge durante un Hold Point, le lavorazioni interessate restano ferme e non possono riprendere fino al rilascio secondo la procedura prevista. Si redige un verbale di controllo con esito negativo, formalizzando il mancato superamento della verifica.
Si può quindi procedere con la redazione di un rapporto di non conformità, che descrive il requisito non rispettato, l’anomalia rilevata, gli elementi interessati, le responsabilità di gestione e il trattamento previsto.
Il trattamento della non conformità può prevedere, in funzione del caso:
rilavorazione o ripristino, quando il difetto può essere corretto;
rimozione, sostituzione o rifacimento dell’elemento non conforme;
eventuale accettazione mediante concessione o deroga, quando consentita e formalmente approvata dai soggetti competenti dopo le necessarie verifiche tecniche.
Dopo il trattamento, la lavorazione deve essere nuovamente verificata. Solo in caso di esito positivo l’Hold Point può essere chiuso e la fase successiva può essere autorizzata.
Come collegare gli Hold Point direttamente al modello BIM
Un Piano di Controllo Qualità gestito esclusivamente attraverso documenti separati dal modello e dai flussi informativi della commessa può generare frammentazione, duplicazioni e difficoltà nella tracciabilità dei controlli.
Un Hold Point richiede la sospensione dell’attività fino al completamento di una specifica verifica o all’autorizzazione alla prosecuzione.
Quando però si crea una disconnessione tra la documentazione di progetto, le diverse fasi operative e gli operatori sul campo, aumenta il rischio di perdita o mancata condivisione delle informazioni, rendendo il controllo meno efficace e più difficile da tracciare.
Attraverso un workflow digitale, il PCQ può essere integrato con un CDE e con il modello BIM: il modello diventa uno dei riferimenti attraverso cui localizzare e consultare i controlli; ogni elemento può essere associato alle verifiche previste, agli eventuali Hold Point e alla relativa documentazione.
In questo modo è possibile visualizzare in maniera coordinata, in funzione degli strumenti utilizzati, quali controlli sono stati completati, quali risultano ancora aperti e quali condizioni devono essere soddisfatte prima di procedere con la fase successiva.
Il controllo diventa tracciabile, condiviso e collegato allo stato di avanzamento lavori.
Dal PCQ al controllo digitale BIM
Associare il punto di controllo all’elemento IFC
I software BIM permettono di esportare file IFC aperti ed interoperabili.
Lo schema IFC consente di rappresentare oggetti, relazioni e informazioni associate al modello. Tra le principali categorie dello schema rientrano, ad esempio:
IfcObjectDefinition – le entità (oggetti);
IfcRelationship – le relazioni tra oggetti (pilatri, solai, ecc.), concetti astratti (performance, stima dei costi, ecc.), processi (installazione, operazioni, ecc.), persone (proprietari, progettisti, imprese, fornitori, ecc.);
IfcPropertyDefinition – le proprietà associate alle entità.
Ad ogni oggetto all’interno dell’IFC soggetto a Hold Point può essere associato, in funzione del workflow adottato, un set di proprietà dedicato al “Controllo Qualità”.
Tale Property Set potrebbe contenere campi legati a:
codice di riferimento;
tipo di controllo;
stato del controllo;
data;
responsabile del controllo;
riferimento alla checklist o al verbale;
eventuale identificativo della issue o della non conformità.
In questo modo, la verifica non rimane confinata all’interno di un documento separato o di una checklist non direttamente collegata all’elemento controllato, ma viene associata all’oggetto del modello BIM. Il controllo diventa quindi un’informazione strutturata che accompagna l’elemento durante il suo ciclo di vita e che può essere aggiornata e consultata insieme alle altre informazioni tecniche.
Visualizzare sul modello quali elementi sono approvati e quali sono bloccati
Associando il Property set all’oggetto del modello è possibile impostare filtri e regole di visualizzazione che consentano di individuare graficamente quali oggetti sono soggetti a verifica, quali sono stati approvati e quali risultano bloccati.
Ad esempio, si può utilizzare un codice a colori:
rosso per gli elementi bloccati da un Hold Point aperto o da una non conformità;
giallo per quelli pronti per l’ispezione;
verde per quelli approvati e rilasciati.
Documentare l’ispezione direttamente dal campo
Stai facendo un’ispezione in cantiere per un Hold Point?
Attraverso un software per la gestione delle non conformità in cantiere è possibile registrare l’esito direttamente dal campo, evitando di mantenere informazioni scollegate dal modello e dalla documentazione di commessa.
Con tablet o smartphone è possibile aprire il modello, selezionare l’elemento da controllare e compilare le informazioni collegate all’elemento stesso.
Si possono allegare le foto scattate sul posto, annotare misure e osservazioni e compilare checklist digitali.
Tutto ciò che viene registrato può essere associato all’elemento: il controllo e il suo esito rimangono collegati all’oggetto verificato e possono essere consultati dai soggetti autorizzati.
Se il controllo fallisce, trasformare l’Hold Point in una issue
Quando l’ispezione ha esito negativo, l’Hold Point resta bloccato e la non conformità va gestita fino alla chiusura.
La non conformità può essere rappresentata e gestita attraverso una issue digitale, ovvero una segnalazione legata all’elemento e alla sua posizione nel modello.
Nei workflow openBIM, questo processo può essere supportato dal BCF – BIM Collaboration Format, lo standard utilizzato per scambiare issue, commenti, stati, assegnatari e riferimenti agli oggetti del modello senza dover trasferire ogni volta l’intero file IFC.
Si assegna la issue, collegata alla posizione e agli oggetti interessati del modello, direttamente alla persona responsabile, che può ricevere una notifica e intervenire per gestire il problema.
In questo modo è possibile seguire la non conformità lungo tutto il processo: apertura, assegnazione, trattamento, nuova verifica e chiusura.
Esempio pratico: Hold Point prima del getto di una fondazione
Nelle strutture in c.a., come abbiamo visto, uno degli Hold Point più tipici del PCQ è quello che precede i getti di calcestruzzo. Più precisamente, il getto può essere individuato come Hold Point quando il piano di controllo della commessa stabilisce che determinate verifiche debbano essere concluse prima dell’inizio della fase successiva.
In casi come questo, serve un processo di lavoro che lasci una traccia completa dei controlli eseguiti, delle non conformità rilevate e delle correzioni apportate, collegata direttamente agli elementi strutturali del modello.
Immaginiamo di essere il tecnico incaricato di progettare un fabbricato residenziale in c.a. e di dover prevedere nel PCQ un Hold Point prima del getto delle fondazioni a travi rovesce. Come procedere?
modellazione strutturale: con un software di calcolo strutturale si modellano le travi di fondazione, i pilastri e le travi come oggetti parametrici, ai quali si associano dimensioni, materiali e caratteristiche meccaniche;
analisi e verifica strutturale: si esegue l’analisi della struttura e si verifica che tutti gli elementi rispettino i requisiti normativi e progettuali applicabili;
analisi dei dettagli critici: si esaminano i nodi più delicati, come incroci tra travi, sovrapposizioni delle barre, ancoraggi e passaggi impiantistici. Sono proprio questi i punti su cui si concentrerà l’ispezione in cantiere;
associazione dell’Hold Point ed esportazione del modello IFC: agli elementi della fondazione si assegna un Property set dedicato al controllo qualità, con il codice dell’ispezione e il soggetto responsabile del rilascio. Il modello viene quindi esportato in formato IFC e condiviso nel CDE;
esecuzione dell’ispezione: in fase esecutiva, quando l’impresa comunica che armature e casseforme sono pronte, il soggetto incaricato del controllo procede alla verifica secondo le responsabilità definite dal piano. Sul modello individua subito il tratto da controllare, esegue le verifiche previste e collega all’elemento tutta la documentazione dell’ispezione: check-list, foto e misure;
esito del controllo: se le armature non risultano disposte correttamente, si è di fronte a una non conformità. Si apre un rapporto di non conformità e, nel workflow digitale, può essere creata una issue collegata all’elemento IFC. Il getto resta bloccato fino alla risoluzione e alla successiva verifica. Se invece tutte le verifiche danno esito positivo, si registra il rilascio dell’Hold Point e lo stato dell’elemento passa ad “approvato”.
Un flusso digitale di questo tipo permette di mantenere collegati elemento costruttivo, requisito, controllo eseguito, evidenza documentale, eventuale non conformità e successiva approvazione.
Dal piano qualità cartaceo al controllo digitale
Digitalizzare un PCQ non significa semplicemente convertire un documento cartaceo in PDF: significa ripensare le procedure di controllo per renderle processi strutturati ed eseguibili.
Ogni ispezione deve avere un responsabile, uno stato e un flusso preciso, e deve restare collegata all’elemento a cui si riferisce.
Un piano qualità digitale non si consulta e basta: può guidare il processo di verifica passo dopo passo e registrare le evidenze prodotte durante l’esecuzione dei lavori.
I principali vantaggi del controllo digitale sono:
centralizzazione delle informazioni: verbali, foto, certificati e checklist possono essere raccolti in un ambiente condiviso, evitando la dispersione tra documenti, email e cartelle separate;
riduzione della documentazione cartacea: smartphone e tablet permettono di registrare sul campo molte informazioni direttamente in formato digitale;
riduzione degli errori: le check-list di ispezione guidano la verifica punto per punto e aiutano a evitare omissioni o l’utilizzo di elaborati non aggiornati;
maggiore efficienza: strumenti digitali ben organizzati possono ridurre attività manuali, duplicazioni e tempi di ricerca della documentazione;
maggiore tracciabilità: controlli, approvazioni, fotografie, documenti e non conformità possono essere registrati e consultati nel tempo, offrendo evidenze utili anche nella gestione di contestazioni, varianti e riserve.
Da non conformità a issue BCF
L’obiettivo non è quindi digitalizzare il documento, ma digitalizzare il processo: collegare requisiti, controlli, soggetti responsabili, elementi BIM ed evidenze in un unico flusso informativo tracciabile.
In questa logica, un software per la gestione delle non conformità in cantiere consente di trasformare ogni anomalia in un’informazione operativa da seguire fino alla chiusura: puoi segnalare, tracciare e risolvere le non conformità associando foto, documenti e responsabilità e geolocalizzando la segnalazione sul modello BIM per mantenere sempre chiaro dove si trova il problema e a quale elemento si riferisce. Scopri come gestire digitalmente le non conformità di cantiere e collegarle al modello BIM.
FAQ sul piano di controllo qualità e sugli Hold Point
Che cos’è un Piano di Controllo Qualità in cantiere?
È il documento operativo che pianifica controlli, prove e responsabilità necessari a verificare che materiali, lavorazioni e componenti siano conformi ai requisiti applicabili.
Che cos’è un Hold Point in cantiere?
È un punto di blocco previsto nel processo di controllo: la lavorazione non può avanzare oltre quella fase finché il controllo previsto non è stato completato e il soggetto autorizzato non ne ha consentito la prosecuzione.
Qual è la differenza tra Hold Point e Witness Point?
Con un Hold Point l’attività deve fermarsi fino al rilascio. Con un Witness Point, invece, il soggetto interessato ha la possibilità di assistere all’ispezione ma, alle condizioni stabilite dalla procedura, l’attività può proseguire anche in sua assenza.
Cosa succede se un Hold Point non viene superato?
La fase rimane bloccata, viene registrato l’esito negativo e l’eventuale non conformità deve essere trattata. Dopo l’intervento è necessaria una nuova verifica prima del rilascio.
Hold Point e BIM possono essere collegati?
Sì. Il controllo può essere associato agli oggetti del modello attraverso proprietà, documenti e issue. Nei workflow openBIM le segnalazioni possono inoltre essere gestite mediante BCF e collegate agli elementi IFC interessati.
Fonte: Read More
