Agrivoltaico in Campania: nuovi indirizzi per macchine agricole, pascolo e apiari

Agrivoltaico in Campania: nuovi indirizzi per macchine agricole, pascolo e apiari

Le indicazioni regionali per coordinare spazi, lavorazioni e attività agrozootecniche. Il documento integra le LiTAR senza introdurre prescrizioni autonome

La Regione Campania ha approvato con decreto dirigenziale n. 110 del 5 ottobre 2026 gli “Indirizzi operativi per la meccanizzazione, la zootecnia e l’apicoltura negli impianti agrivoltaici”.

Il documento affronta un problema concreto della progettazione: rendere compatibili la disposizione dei pannelli, il movimento delle macchine agricole, la gestione del gregge e la collocazione degli alveari. Interasse dei filari, altezza delle strutture, aree di manovra e punti d’acqua diventano elementi da valutare insieme alle attività previste sul terreno.

Gli indirizzi sviluppano l’applicazione delle Linee tecnico-agronomiche per gli impianti agrivoltaici in Campania. Il decreto precisa che hanno natura di orientamento tecnico, priva di carattere prescrittivo autonomo: non sostituiscono le LiTAR né le linee guida ministeriali.

La disposizione dei moduli e gli spazi destinati alle attività agricole richiedono una progettazione coordinata. Per sviluppare la componente fotovoltaica puoi utilizzare un software professionale per la progettazione tecnica ed economica degli impianti fotovoltaici: modelli il terreno e le pensiline agrivoltaiche in 3D, analizzi gli ombreggiamenti e valuti la producibilità e la redditività dell’impianto.

Filari e spazi di manovra devono essere compatibili con le macchine

La prima parte dell’allegato collega la geometria dell’impianto alle attrezzature impiegate nelle lavorazioni agricole.

Il riferimento è lo spazio operativo netto tra le file, ricavato sottraendo all’interasse le zone di rispetto. Il documento indica una fascia di 0,5 metri per lato attorno ai pali e propone di coordinare lo spazio disponibile con la larghezza di lavoro degli attrezzi utilizzati nel piano di rotazione aziendale.

L’esempio riportato è immediato: uno spazio operativo di 8 metri può essere lavorato con una macchina larga 8 metri in una passata oppure con un’attrezzatura da 4 metri in due passate. Una geometria non coerente con le macchine comporta sovrapposizioni, manovre correttive e superfici difficili da gestire.

Anche l’altezza libera va valutata rispetto ai mezzi più ingombranti. Per gli impianti a inseguimento solare, gli indirizzi suggeriscono di prevedere posizioni dei moduli dedicate alle lavorazioni e alla raccolta.

Le capezzagne, ossia le aree di testata utilizzate per le svolte, richiedono inoltre un dimensionamento coerente con il raggio di curvatura delle trattrici e con gli attrezzi portati o trainati.

Pascolo ovino: disponibilità di foraggio e organizzazione degli spostamenti

Per la componente zootecnica, il documento parte dal bilancio tra foraggio utilizzabile e fabbisogni del gregge. Il numero di animali va quindi rapportato alla produttività del pascolo, alla quota effettivamente consumabile e alla durata della stagione di pascolamento.

I valori esemplificativi dell’allegato non rappresentano una densità applicabile indistintamente a ogni impianto: il dimensionamento richiede una valutazione delle condizioni agronomiche e gestionali del sito.

Gli indirizzi sviluppano il pascolo turnato, con suddivisione delle superfici in parcelle, recinzioni mobili e periodi di riposo della vegetazione. Questa organizzazione incide direttamente sulla distribuzione degli accessi e dell’acqua.

Tra le soluzioni suggerite per il layout figurano:

viali trasversali larghi 2-3 metri ogni 100-150 metri, per facilitare gli spostamenti del gregge;
prese d’acqua ogni 2 ettari a supporto degli abbeveratoi mobili;
aree per il carico e lo scarico del bestiame lungo le recinzioni esterne.

Si tratta di indicazioni da leggere nel quadro della funzione orientativa dell’allegato e da rapportare al progetto.

Capezzagne condivise e manutenzione dei cablaggi

Le aree utilizzate dai mezzi agricoli possono servire anche al transito degli animali. Il documento propone di programmare in momenti distinti le lavorazioni meccanizzate e gli spostamenti del gregge, inserendo il coordinamento nel calendario aziendale di pascolo.

Un’attenzione specifica riguarda i cavi: il deterioramento dei sistemi di fissaggio può farli scendere verso le zone accessibili agli animali. Gli indirizzi richiamano perciò la protezione dei cablaggi e il controllo periodico delle fascette nel piano di manutenzione.

Anche il deflusso delle piogge dai pannelli assume rilievo gestionale. Erosione localizzata e ristagni possono influire sulla scelta dei percorsi e delle aree di sosta del gregge.

Apiari: risorse floreali e collocazione rispetto ai transiti

Per l’apicoltura stanziale, il numero di alveari sostenibili dipende dalle risorse del territorio, dalla successione delle fioriture e dalla presenza di altri apiari. La superficie del solo impianto non è quindi sufficiente a determinarlo.

Sul piano della disposizione, gli indirizzi raccomandano postazioni defilate rispetto alle capezzagne e ai corridoi percorsi da mezzi e animali, mantenendo un accesso carrabile per le operazioni apistiche.

Negli impianti con tracker è suggerita la scelta di aree con ombreggiamento stabile, evitando che il riorientamento dei moduli modifichi frequentemente l’esposizione degli alveari.

Il coordinamento riguarda anche la vegetazione: sfalci e turni di pascolo possono essere programmati per conservare alcune fasce fiorite, evitando l’eliminazione contemporanea delle risorse disponibili per gli impollinatori.

Per il progettista, il contributo operativo del documento consiste dunque nel collegare layout, piano colturale, gestione degli animali e manutenzione dell’impianto. La verifica degli spazi deve considerare sia gli ingombri delle strutture sia le operazioni che dovranno svolgersi durante l’esercizio.

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