CAM edilizia, il CNI chiede applicazione graduata e compensi per le prestazioni aggiuntive
Nella consultazione ANAC-MASE gli ingegneri propongono criteri proporzionati all’intervento, riconoscimento delle attività specialistiche e verifiche documentali distribuite tra gara ed esecuzione
Graduare l’applicazione dei CAM in base alle caratteristiche dell’opera, remunerare le prestazioni professionali aggiuntive e organizzare i controlli senza appesantire inutilmente l’attività delle stazioni appaltanti.
Sono i tre indirizzi illustrati dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri nella circolare n. 473 del 2 ottobre 2026, che riepiloga il contributo alla consultazione sul comunicato congiunto ANAC-MASE del 31 agosto.
La consultazione, chiusa il 30 settembre 2026, riguarda le difficoltà applicative dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici. Il CNI ne condivide gli obiettivi di sostenibilità, ma evidenzia la necessità di commisurare l’impegno tecnico, documentale ed economico alla reale complessità degli interventi.
Applicazione dei CAM graduata per importo e complessità
Il primo punto riguarda la proporzionalità. Secondo il CNI, l’intensità di applicazione dei criteri dovrebbe tenere conto dell’importo dei lavori, della complessità dell’opera e della sua rilevanza ambientale.
La proposta distingue tre fasce:
Importo dell’intervento
Applicazione proposta dal CNI
Inferiore a un milione di euro
Prevalentemente attraverso criteri premianti, sulla base della valutazione del RUP
Tra un milione di euro e la soglia europea
Applicazione totale o parziale, motivatamente individuata
Sopra la soglia europea
Piena applicazione dei criteri
A questa impostazione dovrebbe accompagnarsi la possibilità per RUP e progettista, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, di motivare l’applicazione parziale o la non applicabilità di singoli criteri in presenza di comprovate ragioni tecniche, economiche o ambientali.
La circolare richiama due situazioni concrete: prodotti conformi reperibili soltanto a grande distanza, con conseguenti impatti del trasporto, e analisi specialistiche particolarmente complesse richieste per interventi di modestissima entità. Per il CNI, la valutazione dovrebbe puntare al miglior risultato ambientale concretamente conseguibile, sostenuto da una motivazione tecnica verificabile.
Questo schema per fasce di importo resta una proposta. Per il quadro degli obblighi e dei requisiti applicabili agli interventi, il riferimento è la guida ai CAM edilizia.
Relazioni e analisi ambientali: la richiesta di compensi autonomi
Il secondo tema interessa direttamente progettisti, direttori dei lavori e collaudatori.
L’applicazione dei CAM può richiedere attività specialistiche quali Relazione CAM, Relazione di sostenibilità dell’opera, analisi del ciclo di vita e dei relativi costi — LCA e LCC —, Carbon Footprint e confronti tra alternative progettuali. Secondo il CNI, queste prestazioni non possono essere considerate automaticamente comprese nelle aliquote ordinarie della progettazione.
Il Consiglio chiede quindi che siano individuate autonomamente e adeguatamente remunerate, ricorrendo, ove necessario e nelle more del nuovo decreto parametri, all’articolo 6 del D.M. 17 giugno 2016.
La disposizione richiamata prevede il criterio di analogia per le prestazioni complementari non comprese nelle tabelle; per quelle non determinabili per analogia considera l’impegno del professionista, l’importanza della prestazione e il tempo impiegato.
La richiesta riguarda anche le attività aggiuntive svolte in fase esecutiva dalla direzione lavori e dal collaudatore per acquisire, controllare e verificare certificazioni e mezzi di prova CAM.
Il problema assume particolare rilievo negli interventi di minore importo: il costo delle analisi ambientali, osserva il CNI, può incidere sensibilmente sull’intero corrispettivo della progettazione.
Documentazione CAM: distinguere i controlli in gara da quelli in esecuzione
Il terzo punto riguarda il momento in cui acquisire la documentazione a comprova della conformità.
Il CNI ritiene inopportuno assumere come regola generale la raccolta di tutta la documentazione prima dell’aggiudicazione. Propone invece di distinguere tra requisiti effettivamente verificabili in gara e requisiti riferiti a prodotti, forniture o soluzioni che saranno definiti compiutamente soltanto durante l’esecuzione.
La distinzione ha una conseguenza operativa precisa: le evidenze dovrebbero essere richieste quando la conformità può essere realmente accertata. Anticipare verifiche specialistiche su elementi ancora non definitivi rischia, secondo il Consiglio, di allungare le procedure senza rendere più efficace il controllo.
Durante i lavori, la documentazione dovrebbe essere raccolta progressivamente in relazione ai materiali impiegati e alle lavorazioni eseguite. In questa impostazione, la Relazione CAM dell’impresa viene aggiornata nel corso dell’intervento e il collaudo rappresenta la verifica conclusiva di un processo già documentato.
Il CNI chiede inoltre un eventuale sistema di penali chiaro e proporzionato, evitando meccanismi che possano alimentare ritardi e contenzioso.
Prezzari, disponibilità dei prodotti e responsabilità progettuali
La circolare segnala ulteriori criticità che incidono sull’attuazione dei CAM: il coordinamento tra criteri settoriali diversi negli interventi complessi e il disallineamento tra requisiti ambientali, disponibilità territoriale dei prodotti e prezzari regionali.
Il CNI richiama anche la necessità di mantenere nella progettazione le scelte ambientali che le competono, evitando di trasferirle impropriamente all’esecutore. Negli accordi quadro e negli strumenti aggregati, i criteri dovrebbero essere contestualizzati rispetto alle caratteristiche effettive dei singoli interventi.
Al comunicato ANAC-MASE il Consiglio chiede soprattutto una funzione di coordinamento delle prassi. Le indicazioni operative formulate come preferibili, conclude la circolare, non dovrebbero trasformarsi in nuovi obblighi generalizzati.
Approfondimenti
Le osservazioni del CNI richiamano l’attenzione sull’impegno necessario per tradurre i requisiti ambientali in scelte progettuali, capitolati e documentazione verificabile. Per approfondire obblighi, ambito di applicazione ed elaborati previsti, consulta la guida ai CAM edilizia.
Per predisporre la documentazione puoi utilizzare il software per capitolati speciali d’appalto e relazioni tecniche, che consente di redigere con procedura guidata la Relazione CAM di progetto, la Relazione CAM di rendicontazione, il Piano di decostruzione e demolizione selettiva a fine vita e il Piano Ambientale di Gestione del Cantiere, personalizzandoli in funzione dello specifico intervento.
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