Nuovi chiarimenti GSE sul Conto termico: condominio, trattenute e regole per le coop sociali
Delega al condòmino incaricato, trattenute per la gestione delle pratiche e regole applicabili a Federazioni e immobili in aree extraterritoriali
Il D.M. 7 agosto 2025 sostiene gli interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici esistenti e produrre energia termica da fonti rinnovabili. Gli incentivi sono gestiti dal GSE e possono essere richiesti da amministrazioni pubbliche e soggetti privati, secondo condizioni che variano in base al beneficiario, all’immobile e all’intervento.
Nella preparazione delle domande, ai requisiti tecnici si affiancano questioni amministrative che incidono sull’accesso e sull’erogazione del contributo. Un condominio minimo può presentare la richiesta senza un proprio codice fiscale? Quali costi trattiene il GSE e dove si recupera la fattura? Quale disciplina si applica alle Federazioni e agli immobili situati in aree extraterritoriali? E l’assimilazione delle cooperative sociali alle pubbliche amministrazioni consente di ottenere l’incentivo fino al 100%?
Sono alcuni dei chiarimenti GSE sull’applicazione del D.M. 7 agosto 2025, che riguardano anche i costi amministrativi delle pratiche, il recupero delle relative fatture e l’inquadramento di particolari categorie di beneficiari.
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Condominio minimo: domanda con il codice fiscale del condòmino delegato
Il D.M. 7 agosto 2025 e le Regole Operative non prevedono disposizioni che escludano i condomìni minimi dall’accesso all’incentivo. Per questi condomìni, il GSE chiarisce che la richiesta sul portale Conto Termico 3.0 può essere presentata indicando il codice fiscale di un condòmino appositamente incaricato, quando il condominio non dispone di un autonomo codice fiscale.
L’incarico deve essere formalizzato dall’assemblea, nel rispetto delle formalità richiamate dagli articoli 1120, comma 2, e 1136 del Codice civile. La delibera deve:
nominare il condòmino incaricato;
attribuirgli espressa delega per gli adempimenti connessi alla richiesta di incentivo;
specificare il conto corrente sul quale sarà versato l’importo complessivo del contributo riconosciuto.
Per predisporre la pratica, quindi, è necessario verificare che la delibera contenga sia il conferimento dell’incarico sia l’indicazione del conto destinato all’accredito.
Costi amministrativi: il GSE trattiene l’1% dell’incentivo
La gestione delle richieste comporta un corrispettivo a copertura delle attività di verifica, controllo e gestione delle pratiche. L’importo è pari all’1% dell’incentivo totale riconosciuto, con un limite massimo di 250 euro di imponibile, oltre IVA se dovuta. Il Soggetto Responsabile non deve effettuare un pagamento separato: il GSE emette la fattura e recupera il corrispettivo mediante compensazione sull’incentivo spettante.
Se il contributo viene erogato in più rate, la trattenuta è applicata sulla prima rata utile e, se necessario, sulle successive. Nella valutazione delle somme effettivamente accreditate occorre pertanto considerare anche questo importo.
Dove scaricare la fattura dei costi amministrativi
La fattura viene trasmessa tramite il Sistema di Interscambio ed è disponibile anche nel portale dedicato e per recuperarne una copia, il percorso indicato dal GSE è il seguente:
accedere all’Area Clienti con SPID, CIE o credenziali;
aprire la sezione Servizi e scegliere Conto Termico 3.0;
selezionare Edifici → Visualizza richieste → Visualizza richiesta;
proseguire negli step Identificazione Soggetto e Dettagli Soggetto;
nella sezione Accesso Diretto, scegliere Dati amministrativi, cumulabilità e documentazione;
continuare fino allo step Fatture, dove è possibile consultare il dettaglio dell’incentivo e scaricare il documento contabile.
Immobili in aree extraterritoriali: si applica la disciplina dei privati
Per il Conto Termico 3.0, i soggetti che possiedono o detengono immobili situati nelle cosiddette aree extraterritoriali sono equiparati ai soggetti privati e, in particolare, ai cittadini. Il chiarimento riguarda aree fisicamente situate nel territorio italiano che godono di specifiche immunità funzionali o prerogative, come alcune aree della Santa Sede o le sedi diplomatiche.
Il perimetro degli interventi incentivabili dipende dalla classificazione catastale dell’immobile:
per gli immobili appartenenti all’ambito terziario, è possibile accedere agli interventi dei Titoli II e III;
per gli immobili appartenenti all’ambito residenziale, è possibile accedere agli interventi del Titolo III.
La particolare condizione dell’area non attribuisce quindi, ai fini dell’incentivo, il trattamento previsto per le amministrazioni pubbliche.
Federazioni: disciplina delle imprese e richiesta preliminare
Le Federazioni sono assimilate alle imprese e pertanto vengono applicate le disposizioni del Titolo V del D.M. 7 agosto 2025, compresi i limiti previsti dalla normativa sugli aiuti di Stato. Secondo il chiarimento GSE, possono richiedere gli incentivi esclusivamente mediante accesso diretto, previa presentazione della richiesta preliminare prevista dall’articolo 25, comma 3, del decreto.
Nella preparazione dell’intervento occorre quindi verificare anche questo passaggio procedurale, oltre ai requisiti tecnici e alle condizioni di ammissibilità della spesa.
Cooperative sociali: l’assimilazione alle PA non basta per ottenere il 100%
Le cooperative sociali rientrano nella definizione estesa di amministrazioni pubbliche contenuta nell’articolo 2, comma 1, lettera c), del D.M. 7 agosto 2025. Il GSE precisa però che questa qualificazione non modifica automaticamente la nozione di edificio pubblico richiamata dall’articolo 11, comma 2, del decreto attraverso l’articolo 48-ter del D.L. 104/2020.
Per l’applicazione di quella disposizione, la natura pubblica dell’immobile deve essere riferita alle pubbliche amministrazioni propriamente dette. La sola assimilazione della cooperativa sociale alle PA ai fini del Conto Termico non consente dunque di qualificare come pubblici gli immobili ad essa riconducibili.
Di conseguenza, la cooperativa sociale non può ottenere il contributo fino al 100% previsto da tale disciplina per il solo fatto di essere inclusa tra le amministrazioni pubbliche ammesse al Conto Termico 3.0.
Per il tecnico che valuta l’intervento, la verifica deve riguardare distintamente la categoria del beneficiario, la titolarità e la natura dell’edificio e i requisiti della specifica disposizione invocata per l’intensità dell’incentivo.
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