Autorizzazioni per i data center: i primi indirizzi operativi

Autorizzazioni per i data center: i primi indirizzi operativi

Tempi, costi, documenti e modalità di presentazione delle istanze: le istruzioni del MASE per il rilascio delle autorizzazioni ai progetti di centri dati (PUCD)

Il MASE ha pubblicato i primi indirizzi operativi sul procedimento unico per il rilascio delle autorizzazioni ai progetti di centri dati (PUCD). L’obiettivo è quello di aiutare gli operatori a predisporre correttamente le istanze, garantirne la procedibilità e ridurre i tempi dovuti a documentazione incompleta o non conforme.

Le indicazioni nascono, infatti, dai quesiti arrivati al Ministero dopo l’introduzione della nuova disciplina introdotto dall’articolo 8 del D.L. 21/2026, il cosiddetto Decreto Bollette, convertito con modificazioni dalla Legge 10 aprile 2026, n. 49.

L’articolo 7 del provvedimento stabilisce che il PUCD deve concludersi entro un termine massimo di 10 mesi, che non decorre dalla semplice trasmissione della domanda, ma dalla verifica della completezza della documentazione presentata e i termini previsti per le valutazioni di impatto ambientale sono dimezzati.

Una proroga è possibile soltanto in circostanze eccezionali, connesse alla natura, alla complessità, all’ubicazione o alla portata del progetto, e comunque per non più di 3 mesi.

Come si presenta l’istanza?

Il MASE sta sviluppando una modalità online per l’acquisizione della documentazione relativa ai PUCD e in attesa dell’attivazione del servizio, viene previsto un regime transitorio differenziato in base alle dimensioni complessive dei file.

Quando la documentazione non supera 50 MB, l’istanza può essere inviata tramite PEC e gli elaborati devono essere inseriti in un unico file ZIP e organizzati secondo le specifiche tecniche ministeriali. Mentre, quando la documentazione supera i 50 MB, l’invio deve invece avvenire brevi manu, mediante hard disk o altro supporto informatico, accompagnato dalla stampa dell’istanza già trasmessa tramite PEC.

L’istanza deve essere indirizzata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Direzione generale Valutazioni ambientali Divisione II – Procedure rischio rilevante e autorizzazione integrata ambientale tramite PEC: va@pec.mase.gov.it

Il proponente deve inoltre presentare l’elenco completo di tutti i titoli che intende acquisire attraverso il procedimento unico, oltre alla VIA e all’AIA. Per ciascun titolo deve essere prodotta la documentazione tecnica prevista dalla relativa normativa di settore.

La responsabilità delle dichiarazioni e degli impegni assunti con la domanda resta in capo al richiedente.

Quali pagamenti sono necessari?

Il procedimento unico è oneroso e al momento della presentazione dell’istanza, il proponente deve allegare:

le attestazioni dei pagamenti previsti per VIA e AIA;
le quietanze relative agli ulteriori titoli da acquisire;
la documentazione richiesta dalle singole autorità competenti.

Gli oneri relativi alla Valutazione di impatto ambientale e all’Autorizzazione integrata ambientale devono essere versati attraverso due bonifici distinti. Il documento ministeriale riporta anche i riferimenti normativi, le intestazioni e le coordinate per i pagamenti.

Conformità urbanistica: requisito preliminare al PUCD

Uno dei chiarimenti più rilevanti per progettisti, tecnici comunali e sviluppatori riguarda la conformità urbanistica. L’art. 8 comma 3 del D.L. 21/2026 prevede che, il proponente deve allegare all’istanza gli elaborati necessari per acquisire autorizzazioni, pareri, nulla osta e assensi, compresi quelli relativi a:

valutazione di impatto ambientale;
autorizzazione integrata ambientale;
autorizzazione paesaggistica o culturale;
utilizzo delle acque;
emissioni in atmosfera;
conformità ai piani urbanistici comunali.

Inoltre, il MASE chiarisce che la conformità urbanistica costituisce un presupposto necessario e preliminare all’avvio del PUCD e l’autorizzazione unica non determina automaticamente una variante agli strumenti urbanistici vigenti.

I titoli edilizi rientrano nel procedimento unico

I titoli edilizi necessari alla realizzazione del data center sono compresi nel PUCD. Il proponente deve quindi presentare un progetto completo di tutti gli elaborati necessari per il rilascio del relativo titolo abilitativo. Non è sufficiente una rappresentazione generale dell’intervento: la documentazione deve consentire alle amministrazioni coinvolte di svolgere le verifiche edilizie, urbanistiche, ambientali e impiantistiche di propria competenza.

Rientrano nel PUCD, ad esempio, i cavidotti e le altre opere realizzate dal proponente per collegare l’impianto alla rete. Restano invece escluse le opere che il distributore o Terna, nella soluzione tecnica minima generale, qualificano come vere e proprie “opere di rete”.

Connessione temporanea in media tensione

Per agevolare l’avvio dei progetti che richiedono tempi più lunghi per la connessione alla Rete di trasmissione nazionale, la documentazione può indicare inizialmente una soluzione temporanea in media tensione. Il progetto definitivo della connessione potrà essere:

integrato durante l’istruttoria, ottenendo un’autorizzazione completa anche per l’opera definitiva;
presentato successivamente, attraverso una variante all’autorizzazione unica già rilasciata.

Nel secondo caso, il data center potrà essere costruito integralmente, ma il suo esercizio dovrà rispettare i limiti di potenza garantiti dalla connessione temporanea, fino all’autorizzazione della soluzione definitiva.

Connessione temporanea in media tensione

Uno dei chiarimenti più rilevanti riguarda i progetti per i quali la definizione della connessione definitiva alla Rete di trasmissione nazionale richiede tempi più lunghi rispetto all’avvio dell’iter autorizzativo. In questi casi, il proponente può allegare all’istanza una soluzione temporanea di connessione in media tensione, senza attendere che Terna abbia già individuato e sviluppato la soluzione definitiva.

Questa possibilità consente di avviare il procedimento unico e di portare avanti l’autorizzazione del data center, fermo restando l’obbligo di integrare successivamente il progetto con la soluzione definitiva secondo le modalità indicate dall’autorità competente.

Il documento del MASE riporta due esempi di sviluppi del procedimento:

qualora il progetto della connessione definitiva venga acquisito durante l’istruttoria, il proponente può integrare la documentazione già presentata. In questo caso, l’iter potrebbe richiedere tempi più lunghi, ma l’autorizzazione unica finale comprenderà sia il data center sia le opere di utenza necessarie alla connessione definitiva;
qualora la soluzione definitiva non sia ancora disponibile, il procedimento può concludersi sulla base della connessione temporanea in media tensione. L’autorizzazione consentirà la costruzione dell’intero centro dati e il suo esercizio nei limiti dell’approvvigionamento energetico assicurato dalla soluzione provvisoria.
Una volta definito da Terna il progetto definitivo delle opere di utenza, il proponente dovrà presentare una variante all’autorizzazione unica già rilasciata. La variante sarà necessaria per autorizzare la realizzazione della connessione definitiva e consentire il pieno esercizio del data center secondo la potenza prevista dal progetto complessivo.

Cosa succede in caso di modifiche al progetto?

Infine, è importante sottolineare che, le modifiche introdotte durante l’istruttoria possono generalmente essere gestite all’interno dello stesso procedimento, ma devono essere valutate caso per caso.

In relazione alla rilevanza delle modifiche, il proponente potrebbe dover aggiornare gli elaborati e la documentazione già trasmessa. Potrebbero inoltre essere riavviati i termini, con una nuova fase di pubblicazione, consultazione del pubblico o istruttoria.

Le varianti successive alla conclusione del procedimento, come l’ampliamento di un centro dati già autorizzato, richiedono invece l’attivazione di un nuovo procedimento di autorizzazione unica.

Approfondimenti

Per approfondire il tema, leggi l’articolo dedicato a Come si progetta un Data Center? Guida essenziale per ingegneri e architetti nell’era BIM.

La progettazione di un data center richiede infatti elevati livelli di integrazione, precisione e coordinamento tra le diverse discipline. La modellazione 3D e 4D, l’integrazione con la progettazione MEP e gli strumenti di collaborazione interdisciplinare offerti da un software di progettazione edilizia BIM consentono di affrontare le sfide progettuali tipiche di infrastrutture critiche.

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