Impianti FER in Liguria: individuate le aree di accelerazione
La Regione Liguria avvia il Piano per accelerare gli impianti da fonti rinnovabili: cosa prevede e quali aree sono coinvolte
Con la Deliberazione della Giunta regionale n. 137 del 23 aprile 2026, pubblicata sul BUR Liguria n. 20 del 20 maggio 2026, è stato approvato lo schema di Piano regionale di individuazione delle aree di accelerazione per gli impianti a fonte di energia rinnovabile, ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 190/2024, insieme al relativo rapporto preliminare ambientale. Il provvedimento avvia la fase di confronto con i soggetti competenti in materia ambientale, necessaria alla successiva definizione del Rapporto ambientale nell’ambito della VAS.
L’obiettivo è favorire lo sviluppo degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, individuando porzioni di territorio già antropizzate, infrastrutturate o degradate, nelle quali l’installazione degli impianti possa avvenire con procedure più snelle e con minori criticità ambientali e paesaggistiche.
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Cos’è il PAARL della Liguria
Il PAARL è il Piano regionale di individuazione delle aree di accelerazione terrestri per gli impianti a fonti rinnovabili. Si tratta dello strumento previsto dall’art. 12 del D.Lgs. 190/2024 per individuare le zone nelle quali favorire la realizzazione di:
impianti a fonti rinnovabili;
impianti di stoccaggio dell’energia elettrica da fonti rinnovabili co-ubicati;
opere connesse;
infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio degli impianti.
Lo schema approvato dalla Giunta ligure è un documento preliminare: individua le prime categorie territoriali e i dati necessari alla successiva analisi ambientale, ma potrà essere aggiornato e integrato durante l’iter di VAS.
Il Piano dovrà poi essere approvato dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta, al termine della procedura di Valutazione Ambientale Strategica.
Aree di accelerazione: cosa prevede il D.Lgs. 190/2024
Il D.Lgs. 190/2024 disciplina i regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e, all’art. 12, introduce le zone di accelerazione. Queste aree rappresentano una sorta di “super-area idonea”: sono territori nei quali la diffusione di una o più tecnologie rinnovabili non dovrebbe comportare impatti ambientali significativi, tenendo conto delle caratteristiche locali e della tipologia di impianto.
Il Piano regionale deve essere costruito sulla base della mappatura nazionale GSE e deve includere prioritariamente superfici artificiali ed edificate, infrastrutture di trasporto, parcheggi, siti industriali, aree industriali attrezzate, miniere, corpi idrici artificiali, aree degradate e zone in cui siano già presenti impianti FER.
Per gli interventi ricadenti nelle zone di accelerazione, il D.Lgs. 190/2024 prevede importanti effetti procedurali. In particolare, per gli interventi degli allegati A e B non è richiesta l’autorizzazione paesaggistica, ferma restando l’espressione del parere obbligatorio e non vincolante dell’autorità competente. Per gli interventi dell’allegato C, invece, il Piano richiama la possibilità di non applicare le procedure di valutazione ambientale del Titolo III del D.Lgs. 152/2006, a condizione che il progetto recepisca le misure di mitigazione stabilite in sede di VAS.
Il quadro energetico regionale
Il Piano parte da un’analisi dello stato dell’arte delle rinnovabili in Liguria.
Al 31 dicembre 2025, secondo i dati Terna riportati nel documento regionale, in Liguria risultano in esercizio 22.939 impianti FER per una potenza complessiva pari a 539,90 MW e la fonte più diffusa è il solare fotovoltaico, seguito da eolico on-shore e idroelettrico.
Il documento evidenzia inoltre che alla Liguria è stato assegnato, al 2025, un target di 281 MW di nuova potenza rinnovabile installata. Rispetto a tale obiettivo, la Regione ha raggiunto il 79,38%; con riferimento al target 2030, pari a 1.059 MW, lo stato di avanzamento risulta pari al 21,06%.
Le richieste di connessione alla rete di alta e altissima tensione ammontano a 1.372,26 MW, quasi interamente riferite a grandi impianti eolici on-shore. Il Piano precisa tuttavia che questi dati riguardano solo impianti superiori a 10 MW e non comprendono le richieste relative agli impianti di piccola e media taglia, che seguono canali diversi presso i distributori di riferimento.
Quali sono le aree di accelerazione individuate dalla Liguria
Lo schema di Piano individua un elenco ampio di aree di accelerazione, prevalentemente non differenziate per tecnologia rinnovabile.
Le categorie principali sono:
cave e miniere, incluse anche quelle in esercizio;
aree oggetto di bonifica, comprese discariche esauste e attive, con esclusione della geotermia;
aree nel perimetro autostradale e fasce adiacenti;
strade provinciali e fasce adiacenti;
aree di gestione aeroportuale;
aree portuali, esclusi i porti turistici;
corpi idrici artificiali interni;
coperture di manufatti edilizi;
parcheggi;
aree industriali e aree industriali attrezzate;
aree con impianti esistenti della stessa fonte, per interventi di repowering.
La scelta conferma un’impostazione orientata al riuso di aree già trasformate o infrastrutturate. È il caso delle coperture degli edifici, dei parcheggi, delle aree industriali, delle zone portuali e delle infrastrutture viarie, che possono diventare spazi strategici per l’installazione di impianti fotovoltaici e per il potenziamento della produzione rinnovabile senza consumo aggiuntivo di suolo naturale.
Prossimi passaggi: VAS e approvazione definitiva
La deliberazione non conclude l’iter del PAARL, ma avvia la fase di confronto finalizzata a definire contenuti e livello di dettaglio del Rapporto ambientale.
Il nuovo Piano è infatti articolato in due fasi:
una prima fase, relativa allo schema di Piano e al rapporto preliminare ambientale;
una seconda fase, finalizzata all’approvazione definitiva del PAARL, integrando la Valutazione Ambientale Strategica.
La consultazione coinvolgerà l’autorità competente, l’autorità procedente e gli altri soggetti competenti in materia ambientale, anche tramite conferenze istruttorie ai sensi della normativa regionale.
Solo al termine di questo percorso il Piano potrà essere sottoposto all’approvazione finale del Consiglio regionale.
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