Edilizia sostenibile Lombardia: contributi fino a 250.000 euro per le MPMI della filiera
Dal 5 maggio al 30 settembre 2026 le micro, piccole e medie imprese lombarde della filiera edilizia possono richiedere contributi a fondo perduto per progetti di economia circolare, innovazione produttiva e sostenibilità ambientale
Regione Lombardia sostiene la transizione green delle imprese della filiera edilizia con la misura EDIL-SOS Lombardia – Sviluppo Edilizia Sostenibile ed Innovativa in Lombardia, attivata nell’ambito del PR FESR 2021-2027, Azione 2.6.1 “Sostegno all’adozione di modelli di produzione sostenibile”.
Il bando ha una dotazione finanziaria pari a 6 milioni di euro e punta a promuovere processi produttivi più efficienti, circolari e sostenibili, favorendo il riutilizzo, il riciclo, la rigenerazione dei materiali e la riduzione dell’impatto ambientale nel comparto edilizio.
Per le imprese della filiera, l’agevolazione rappresenta un’opportunità per investire in tecnologie, macchinari, processi e modelli organizzativi capaci di rendere più competitivo e sostenibile il sistema produttivo. Non si tratta soltanto di acquistare nuove attrezzature, ma di ripensare il ciclo di vita dei materiali, la gestione degli scarti, l’efficienza energetica e idrica, la sicurezza dei processi e la capacità di innovare prodotti e servizi in chiave circolare, l’ingegnerizzazione di software, hardware e prodotti.
In un comparto in cui la sostenibilità è sempre più centrale, la misura può favorire la nascita di filiere più integrate, collaborative e orientate al recupero di valore dai materiali.
A chi si rivolge il bando EDIL-SOS Lombardia
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese lombarde appartenenti alle filiere connesse all’edilizia e ai settori complementari.
Rientrano, ad esempio, imprese attive in:
costruzioni ecosostenibili;
restauro ecologico;
tecnologie e energie rinnovabili blu e verdi;
imprese di costruzione, finitura e impiantistica;
produttori e fornitori di materiali e sistemi per l’edilizia.
Le imprese possono partecipare in forma singola o aggregata. In caso di aggregazione, il partenariato deve essere composto da almeno 2 MPMI; possono aderire anche soggetti diversi dalle MPMI, come università, centri di ricerca, grandi imprese o associazioni di categoria, ma questi soggetti non possono beneficiare direttamente del contributo.
Tra i requisiti richiesti figurano l’iscrizione e l’attività nel Registro delle imprese, lo svolgimento di un’attività riconducibile ai codici Ateco della filiera edilizia, la presenza o l’impegno ad attivare una sede operativa in Lombardia, la regolarità contributiva e, ove necessario, il rispetto della normativa antimafia e degli obblighi sulle polizze catastrofali.
Quanto si può ottenere
L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto.
Nel regime de minimis, il contributo è pari al:
50% delle spese ammissibili per le imprese che presentano domanda singolarmente;
60% delle spese ammissibili per i progetti presentati in aggregazione.
In alternativa, le imprese possono scegliere il regime di aiuto previsto dall’art. 17 del Regolamento UE 651/2014 “GBER”, con contributo pari al:
20% delle spese ammissibili per le piccole imprese;
10% delle spese ammissibili per le medie imprese.
Il contributo massimo è pari a:
200.000 euro per i progetti presentati da imprese singole;
250.000 euro per i progetti presentati da imprese in aggregazione.
L’investimento minimo richiesto è di 35.000 euro per l’intero progetto; nei progetti aggregati ciascun partner beneficiario deve contribuire con almeno 5.000 euro.
Quali progetti sono finanziabili
Sono finanziabili progetti di efficientamento ed economia circolare riferiti ad attività produttive presenti in Lombardia.
Gli interventi devono essere finalizzati all’ottimizzazione e all’ammodernamento di:
processi produttivi;
capacità produttiva;
modelli organizzativi e di business;
linee di prodotto e di servizio;
software e hardware gestionali.
Tra le tipologie di intervento ammesse rientrano l’upgrade sostenibile del sistema produttivo, l’acquisto di macchinari e apparecchiature per ridurre l’impatto ambientale, l’eco-design, l’uso di materiali riciclati o da End of Waste, l’introduzione di standard “green”, la riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti, la valorizzazione dei residui di produzione, la demolizione selettiva e nuovi modelli di business basati su riuso, sharing, pay per use o trasformazione del prodotto in servizio.
Attenzione: la misura non finanzia interventi edilizi in senso stretto, come nuove costruzioni o ristrutturazioni importanti di edifici. L’obiettivo è sostenere investimenti produttivi e tecnologici delle imprese della filiera edilizia.
Le spese ammissibili
Sono ammesse, se collegate al progetto, le spese per:
macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali da scarti industriali e prodotti a fine vita;
componenti e sistemi intelligenti per la gestione efficiente dei consumi energetici e idrici;
filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, oli, sostanze chimiche e polveri;
consulenze specialistiche, diagnosi energetiche, carbon footprint, water footprint, LCA, studi per la sostituzione dei materiali, strategie commerciali, marketing, certificazioni e formazione, entro il limite del 25% delle spese ammesse;
attrezzature tecnologiche per l’upgrade sostenibile delle linee produttive;
certificazioni ambientali di processo e di prodotto, come ISO 14001, EMAS, Ecolabel, EPD;
servizi e tecnologie per l’ingegnerizzazione di software, hardware e prodotti;
materiali e forniture strumentali, inclusi prototipi;
tutela della proprietà industriale;
spese generali riconosciute forfettariamente nella misura del 7%.
Sono invece escluse, tra le altre, le spese per personale interno, leasing e noleggio, beni usati, lavori in economia, atti notarili, imposte e tasse, gestione ordinaria dell’impresa, affitti, veicoli e pagamenti in contanti.
Quando e come presentare domanda
Le domande possono essere presentate esclusivamente online sulla piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia:
dalle ore 12:00 del 5 maggio 2026;
fino alle ore 16:00 del 30 settembre 2026.
L’accesso alla piattaforma avviene tramite SPID, CNS o CIE. La domanda deve essere corredata dalla documentazione richiesta dal bando, tra cui dichiarazioni sostitutive, relazione tecnica di progetto, modulo per il calcolo della dimensione d’impresa, eventuali certificazioni ambientali, studi LCA o PEF, polizza catastrofale se applicabile e modulo relativo al regime di aiuto scelto.
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