Decreto lavoro 2026: incentivi all’occupazione, salario giusto, stretta sul caporalato digitale

Decreto lavoro 2026: incentivi all’occupazione, salario giusto, stretta sul caporalato digitale

Proroga per tutto il 2026 delle agevolazioni in scadenza al 30 aprile e lancio di nuovi incentivi per la stabilizzazione e la conciliazione famiglia-lavoro

Il Consiglio dei Ministri del 28 aprile 2026 ha dato il via libera a un nuovo e atteso decreto-legge sul lavoro. Il provvedimento, che mobilita risorse per circa un miliardo di euro (934 milioni stanziati), punta a tre obiettivi fondamentali: rafforzare la dignità e la stabilità dei lavoratori, promuovere l’occupazione giovanile e femminile e contrastare le moderne forme di sfruttamento digitale.

Ecco una sintesi delle misure adottate dal Governo.

Salario giusto e rinnovi contrattuali

Una delle novità più significative riguarda l’introduzione del concetto di “salario giusto”. Il governo ha scelto di non percorrere la strada del salario minimo legale, ma di blindare i Trattamenti Economici Complessivi (TEC) stabiliti dai Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) firmati dalle sigle comparativamente più rappresentative. L’obiettivo è arginare il dumping salariale e garantire una concorrenza leale tra le imprese.

Inoltre, il decreto fissa nuove regole per i rinnovi contrattuali. Qualora un contratto non venga rinnovato entro 12 mesi dalla sua scadenza naturale, scatterà un adeguamento forfettario delle retribuzioni pari al 30% della variazione dell’IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato).

Lotta al caporalato digitale e tutele per i rider

Tra le misure più innovative spicca la stretta sul caporalato digitale. Le piattaforme dovranno ora verificare rigorosamente l’identità dei lavoratori tramite sistemi di autenticazione certa (come SPID o CIE) per evitare l’affitto e la cessione illegale degli account.

La norma introduce inoltre il “diritto alla trasparenza algoritmica”, permettendo a rider e fattorini di conoscere i parametri del proprio rating e di richiedere l’intervento di un operatore umano qualora le decisioni dell’algoritmo abbiano conseguenze sul loro rapporto di lavoro. Se emergono indici di controllo o di eterodirezione dell’algoritmo, il rapporto di lavoro verrà presunto come subordinato.

Previdenza e TFR

Sul fronte previdenziale il decreto presenta due misure chiare:

la proroga dell’isopensione fino al 2029, che permette l’esodo anticipato fino a 7 anni per i lavoratori di aziende con più di 15 dipendenti.
la possibilità di destinare le quote del TFR maturate nel periodo gennaio-giugno 2026 alla previdenza complementare.

Gli incentivi con decontribuzioni

Il cuore del Decreto Lavoro 2026 è senza dubbio il pacchetto di sgravi contributivi, volto a sostenere le assunzioni stabili (vincolate all’applicazione del “salario giusto” stabilito dai CCNL) e superare i divari territoriali. L’intervento consiste nella proroga per tutto il 2026 di agevolazioni già previste e in scadenza al 30 aprile e di nuovi incentivi per la stabilizzazione e la conciliazione famiglia-lavoro. Di seguito una schematizzazione delle agevolazioni previste:

Bonus Assunzione under 35 per tutto il 2026

Beneficiari: personale non dirigenziale under 35 (disoccupato e rientrante nei lavoratori svantaggiati).
Incentivo: esonero del 100% dei contributi (fino a 500 euro mensili) per 24 mesi per le nuove assunzioni stabili fino al 31 dicembre 2026. L’incentivo sale a 650 euro mensili per le assunzioni effettuate nel Sud e nelle aree ZES.

Bonus Stabilizzazione Giovani 2026

Beneficiari: lavoratori di età inferiore a 35 anni (mai occupati stabilmente).
Incentivo: esonero del 100% dei contributi (fino a 500 euro mensili) per 24 mesi.
Requisiti: è rivolto alle stabilizzazioni di contratti a termine stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026 (con durata massima di 12 mesi). La conversione a tempo indeterminato deve avvenire tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, senza soluzione di continuità.

Bonus Assunzione Donne 2026

Beneficiari: lavoratrici svantaggiate (disoccupate o inoccupate, senza limiti di età).
Incentivo: esonero contributivo del 100% (fino a 650 euro mensili) per 24 mesi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. L’importo è maggiorato fino a 800 euro mensili se l’assunzione avviene nelle regioni della ZES Unica per il Mezzogiorno.

Bonus Assunzioni ZES 2026 (Over 35)

Beneficiari: soggetti over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.
Incentivo: esonero contributivo totale (fino a 650 euro mensili) per le assunzioni nella ZES unica per il Sud.
Requisiti: applicabile esclusivamente ai micro-datori di lavoro che occupano fino a un massimo di 10 dipendenti.

Sgravio per Conciliazione Famiglia-Lavoro

Beneficiari: imprese pubbliche e private che ottengono la certificazione UNI/PdR 192:2026 (certificazione a tutela della maternità, flessibilità e welfare aziendale).
Incentivo: esonero dell’1% dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna azienda.

L’accesso ai principali incentivi all’assunzione è condizionato all’effettivo incremento occupazionale netto e, ove previsto, all’assenza di licenziamenti nei sei mesi precedenti).

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