Lazio: ai giovani (e nuovi) professionisti prestiti a tasso zero e agevolazioni a fondo perduto
Dal Fondo Futuro 2026 fino a 25.000 euro a tasso zero per l’acquisto di software, attrezzature e l’adeguamento dello studio tecnico, con la possibilità di abbuono delle ultime 12 rate
La Regione Lazio, attraverso la società Lazio Innova, ha pubblicato l’avviso Nuovo Fondo Futuro 2026, una misura a valere sul PR FESR Lazio 2021-2027 dotata di un plafond di oltre 12,3 milioni di euro.
L’obiettivo è chiaro: sostenere l’avvio e il consolidamento di nuove attività contrastando le difficoltà di accesso al credito ordinario. La buona notizia? La misura non è rivolta solo alle microimprese, ma apre le porte anche ai liberi professionisti, rappresentando di fatto un’occasione imperdibile per ingegneri, architetti, geometri e tecnici che hanno da poco aperto la Partita IVA o hanno intenzione di farlo a breve.
Vediamo nel dettaglio come funziona la misura, quali sono i requisiti per i professionisti e quali spese si possono finanziare per il proprio studio.
A chi si rivolge: i requisiti per i professionisti
Il Nuovo Fondo Futuro si rivolge alle microimprese (costituite o da costituire) e ai liberi professionisti. Per accedere all’agevolazione, i professionisti devono essere in possesso dei seguenti requisiti minimi alla data di presentazione della domanda:
anzianità della P.IVA: devono aver aperto la Partita IVA da non più di 36 mesi oppure impegnarsi ad aprirla entro 30 giorni dall’esito positivo della valutazione.
sede: devono essere residenti fiscalmente nel Lazio. L’attività (e gli investimenti) deve essere localizzata in questa Regione.
requisiti bancari: devono trovarsi in una situazione oggettiva e soggettiva di difficoltà di accesso ai canali tradizionali del credito (la cosiddetta non bancabilità). In caso di professionisti non ancora avviati con P.IVA alla data della domanda, tale difficoltà è presunta.
regolarità: non aver subìto protesti di rilievo e possedere una situazione di regolarità contributiva (DURC regolare).
Le caratteristiche dell’agevolazione: tasso zero e “premio di virtuosità”
L’intervento prevede l’erogazione di un prestito diretto (senza la richiesta di garanzie personali o reali) che può coprire fino al 100% del fabbisogno del progetto. Nello specifico:
importi: da un minimo di 5.000 euro fino a un massimo di 25.000 euro.
condizioni: tasso di interesse pari a ZERO, senza spese di istruttoria né commissioni.
durata: rimborso in 72 mesi (di cui i primi 12 mesi di preammortamento), con rate mensili costanti posticipate.
L’opportunità a fondo perduto (Abbuono rate): Una delle novità più interessanti del bando è il “premio” per chi ripaga il debito con regolarità. Durante l’ultimo semestre del penultimo anno, su comunicazione del Gestore, il professionista virtuoso potrà richiedere l’abbuono delle ultime 12 rate, trasformando di fatto un sesto del finanziamento in un contributo a fondo perduto.
Cosa si può finanziare per lo studio tecnico
Il bando finanzia progetti che si concretizzano in investimenti materiali e immateriali necessari per la realizzazione del proprio business plan da completare entro 12 mesi. Per un professionista tecnico, le spese ammissibili (comprensive di IVA laddove sia un costo documentato e non recuperabile) includono:
strumentazione e HW: acquisto di hardware, pc desktop, workstation e attrezzature tecniche (es. droni, stazioni totali, laser scanner) nuovi di fabbrica.
software: licenze per applicativi tecnici indispensabili per l’ingegneria, l’architettura o il calcolo (BIM, CAD, calcolo strutturale, computo metrico, ecc.).
adeguamento e Arredi: acquisto di arredi per l’ufficio e opere strutturali/impiantistiche per l’adeguamento o la ristrutturazione dei locali commerciali dello studio (in proprietà o in locazione commerciale).
beni immateriali: realizzazione sito web, marchio, ecc.
mezzi di trasporto: acquisto di automezzi strumentali (previa dimostrazione della funzionalità all’attività d’impresa, privilegiando ove possibile i veicoli elettrici per l’ammissibilità FESR).
Attenzione: sono escluse le spese per liquidità generale, gli acquisti di beni di uso promiscuo (es. computer portatili non giustificati unicamente per l’attività) e beni usati.
Come e quando presentare domanda
La procedura di selezione è valutativa “a sportello“: l’ordine di arrivo è determinante, in quanto lo sportello chiuderà all’esaurimento della dotazione di 12,3 milioni di euro (non è previsto overbooking).
Di seguito le due date fondamentali da segnare in agenda:
7 maggio 2026 (ore 10:00): apertura della piattaforma per la compilazione e la firma digitale delle domande.
11 maggio 2026 (ore 10:00): apertura ufficiale dello sportello per la protocollazione e l’invio effettivo delle richieste (il cosiddetto “click-day”).
Le domande dovranno essere inviate esclusivamente in modalità telematica, tramite il portale istituzionale www.farelazio.it, accedendo all’apposita sezione “Nuovo Fondo Futuro (NFF)”. Alla domanda dovrà essere obbligatoriamente allegato il business plan del progetto e altra apposita documentazione (Dichiarazione principio DNSH, dimensioni impresa ecc.) scaricabile dal portale.
Download GratuitoFondo Futuro – Avviso 2026 (Lazio)
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