Rinnovabili nelle imprese: in Piemonte riapre il bando FESR 2026
Finanziata l’installazione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento, fotovoltaico, solare termico, impianti destinati all’autoconsumo, pompe di calore
La Regione Piemonte riapre lo sportello per sostenere gli investimenti delle imprese nella produzione e nell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Il nuovo bando 2026, finanziato nell’ambito del Programma Regionale FESR Piemonte 2021-2027, Azione II.2ii.2, mette a disposizione una dotazione residua pari a 12,2 milioni di euro e finanzia interventi finalizzati a ridurre consumi, emissioni climalteranti e dipendenza energetica delle attività produttive.
Lo sportello sarà aperto dalle ore 10:00 del 4 giugno 2026 fino alle ore 12:00 del 27 novembre 2026. Le domande saranno valutate con procedura a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Chi può accedere al bando
Possono presentare domanda le micro, piccole, medie e grandi imprese con sede o unità locale interessata dall’intervento in Piemonte. L’impresa deve essere regolarmente costituita, iscritta al Registro delle imprese, attiva e in possesso dei requisiti di regolarità contributiva, fiscale, antimafia e assicurativa.
Sono escluse, tra le altre, le imprese in difficoltà, quelle destinatarie di ordini di recupero per aiuti illegittimi, le imprese soggette a sanzioni interdittive e quelle non in regola con obblighi assicurativi contro calamità naturali ed eventi catastrofali.
Un aspetto importante riguarda le Energy Service Company: il bando non ammette le ESCo che presentino domanda per realizzare interventi destinati a coprire il consumo medio annuo di energia di imprese terze.
Interventi finanziabili
Il bando finanzia investimenti per la produzione e l’utilizzo di energia rinnovabile nelle imprese. Gli interventi devono essere coerenti con la diagnosi energetica allegata alla domanda e dimensionati sui consumi dell’impresa.
Sono ammissibili:
impianti di cogenerazione ad alto rendimento alimentati da fonti rinnovabili;
impianti a fonti rinnovabili di nuova costruzione per la produzione di energia elettrica, in particolare fotovoltaico, solare termico e impianti destinati all’autoconsumo;
impianti a fonti rinnovabili per la produzione di energia termica, comprese pompe di calore, se conformi alla direttiva 2018/2001;
produzione di idrogeno verde da energia elettrica rinnovabile;
sistemi di accumulo o stoccaggio dell’energia prodotta, purché assorbano almeno il 75% dell’energia prodotta da un impianto di generazione rinnovabile direttamente connesso.
Gli interventi devono riguardare unità locali dell’impresa situate in Piemonte. Non sono ammessi interventi già obbligatori per legge o derivanti da provvedimenti amministrativi, autorizzativi o prescrittivi.
Importi minimi e massimi
Per le MPMI sono ammissibili investimenti compresi tra 50.000 euro e 3 milioni di euro, IVA esclusa.
Per le grandi imprese sono ammissibili solo interventi strategici, con importo minimo pari a 300.000 euro e massimo pari a 5 milioni di euro, IVA esclusa.
Il progetto deve essere concluso entro 18 mesi dalla concessione dell’agevolazione. Il bando consente proroghe solo in casi specifici e motivati.
Forma dell’agevolazione
L’agevolazione può coprire fino al 100% dei costi ammissibili ed è composta da due quote:
finanziamento agevolato, pari al 70%, con risorse a tasso zero e quota bancaria;
contributo a fondo perduto, la cui percentuale varia in base alla dimensione dell’impresa.
Per le micro e piccole imprese, la quota di finanziamento è pari al 70% e il contributo a fondo perduto arriva al 30%. Per le medie imprese il finanziamento sale all’80% e il fondo perduto è pari al 20%. Per le grandi imprese il finanziamento arriva al 90% e il fondo perduto al 10%.
Le intensità massime di aiuto dipendono anche dalla tipologia di intervento. Per gran parte degli investimenti in rinnovabili l’intensità massima è pari al 65% per micro e piccole imprese, 55% per medie imprese e 45% per grandi imprese. Per i sistemi di accumulo, le percentuali scendono rispettivamente al 50%, 40% e 30%.
Spese ammissibili
Sono ammissibili le spese per:
acquisto di macchinari, attrezzature e componenti;
installazione e posa in opera degli impianti;
opere edili strettamente necessarie, entro il limite del 30% delle spese ammesse;
spese tecniche di progettazione, direzione lavori, collaudo e attestato di prestazione energetica, entro specifici limiti percentuali.
Sono invece escluse IVA recuperabile, acquisto di beni usati, lavori in economia, acquisto di beni con valore unitario inferiore a 500 euro, veicoli per trasporto di cose o persone e spese non direttamente riconducibili all’intervento.
Documenti da presentare
La domanda deve essere presentata tramite la piattaforma informatica regionale e deve contenere, tra gli allegati principali:
diagnosi energetica;
relazione tecnico-economica;
elaborati grafici;
fotografie dell’area o dell’immobile oggetto di intervento;
preventivi;
delibera bancaria;
autorizzazioni, se necessarie;
comunicazione del GSE, se prevista;
dichiarazione climate proofing;
eventuale copia della delega al soggetto incaricato.
La diagnosi energetica e la relazione tecnico-economica sono centrali per la valutazione del progetto. Devono essere firmate digitalmente da un tecnico abilitato e devono dimostrare la coerenza tra consumi attuali, soluzione proposta, dimensionamento dell’impianto, risparmi attesi e riduzione delle emissioni.
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La qualità della documentazione tecnica rappresenta uno degli elementi centrali per l’accesso al bando. Diagnosi energetica, relazione tecnico-economica, verifica dei risparmi energetici, dimensionamento degli impianti e valutazione delle emissioni devono infatti essere coerenti e perfettamente integrati tra loro.
In questo contesto, strumenti software specializzati consentono di gestire l’intero processo progettuale in modo più rapido e controllato:
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