Fabbricati non dichiarati al Catasto: 20mila lettere ai proprietari entro il 2026

Fabbricati non dichiarati al Catasto: 20mila lettere ai proprietari entro il 2026

La ricognizione utilizza immagini aeree, cartografia e intelligenza artificiale, con successive verifiche degli uffici. Gli inviti alla compliance interessano inizialmente gli edifici interamente assenti dagli archivi catastali

Circa 20mila lettere di compliance, già inviate o da spedire entro la fine del 2026, per invitare i proprietari a dichiarare fabbricati non presenti al Catasto. È quanto riferisce Il Sole 24 Ore del 4 ottobre, richiamando i dati del Documento programmatico di finanza pubblica.

Per i professionisti incaricati dai proprietari, il punto di partenza è individuare l’anomalia segnalata: un edificio mai dichiarato richiede una ricostruzione documentale diversa da quella necessaria per verificare il mancato aggiornamento di un immobile già censito.

Le prime comunicazioni riguardano i fabbricati interamente non dichiarati

Nella ricostruzione del quotidiano, la prima tranche di 20mila lettere riguarda i fabbricati interamente non dichiarati. Il lavoro di ricognizione ha un perimetro più ampio e comprende anche porzioni immobiliari, ampliamenti, piani aggiuntivi e pertinenze che non trovano riscontro negli archivi.

Come vengono individuate le anomalie

L’indagine confronta la cartografia catastale con le immagini aeree messe a disposizione dall’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. La fotointerpretazione, anche con il supporto dell’intelligenza artificiale, permette di individuare differenze tra quanto rappresentato sulle mappe e le costruzioni visibili sul territorio.

Secondo i dati riportati dal Sole, la ricognizione risulta completata in 95 province e avviata in altre quattro, con una copertura pari al 96% del territorio nazionale. Il completamento è previsto entro la fine del 2026.

Le differenze rilevate vengono poi esaminate dall’amministrazione finanziaria. Per il tecnico, il confronto tra mappe e immagini è dunque un elemento da ricondurre alla storia concreta dell’immobile e alle pratiche già presentate.

Il filone distinto degli immobili ristrutturati con bonus

Parallelamente proseguono i controlli catastali sugli immobili interessati da interventi agevolati. Il Sole riferisce che, nel secondo trimestre del 2026, sono state inviate comunicazioni relative a circa 21.600 immobili sottoposti a interventi di efficienza energetica o miglioramento strutturale finanziati, in tutto o in parte, con fondi pubblici dal 2019.

Questo dato riguarda un’attività distinta dalle prime 20mila lettere per fabbricati interamente non dichiarati.

Per il quadro dei controlli successivi ai lavori agevolati, BibLus ha già approfondito la variazione catastale dopo il Superbonus.

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Fonte: IlSole24Ore

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