Emergenza caldo, le evidenze del CNR sull’efficacia delle ordinanze regionali
Dove vengono adotttati i provvedimenti regionali basati sulle previsioni di rischio della piattaforma CNR-Inail Worklimate gli infortuni sul lavoro si riducono dal 20% al 40%
Le ordinanze anti-caldo rappresentano una prima evidenza a livello europeo dell’efficacia di una politica pubblica finalizzata alla prevenzione degli effetti del caldo sul lavoro. Le previsioni meteo e biometeorologiche, se utilizzate come strumenti operativi, possono contribuire alla riduzione degli infortuni e alla protezione dei lavoratori maggiormente esposti.
A confermarlo è il CNR che sottolinea in un comunicato l’efficacia delle misure preventive, valutata nell’ambito di uno studio Worklimate realizzato da ricercatori CNR e Inail e pubblicato sul Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology.
Secondo l’indagine, nel 2024, anno indicato come il più caldo registrato a livello globale, le Regioni con ordinanze hanno mostrato una riduzione significativa degli infortuni rispetto a quelle prive di ordinanza, nonostante fossero più esposte a caldo intenso.
Nel settore edile il tasso di infortuni risulta inferiore del 21,9% rispetto alle Regioni senza ordinanza. Nel settore agricolo la riduzione è di circa il 25%, mentre nei giorni classificati a maggior rischio dalla piattaforma Worklimate la diminuzione degli infortuni nelle costruzioni ha superato il 40%.
Il grafico riportato nel comunicato mostra, per il settore delle costruzioni, un tasso pari a 10,1 infortuni ogni 100.000 lavoratori nelle Regioni senza ordinanza contro 7,9 nelle Regioni con ordinanza.
Cosa prevedono le ordinanze anti-caldo
Le ordinanze regionali prevedono la sospensione temporanea delle attività all’aperto dalle 12:30 alle 16:00 nelle giornate e nelle località in cui Worklimate segnala un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa.
La tutela, inizialmente concentrata su agricoltura ed edilizia, si sta estendendo anche ad altri comparti: florovivaismo, personale impiegato in serre e tunnel agricoli, attività estrattive, logistica di piazzale, consegne urbane, manutenzione stradale e ferroviaria, igiene ambientale e comparto forestale. Calabria e Puglia hanno inoltre ampliato l’ambito di applicazione agli ambienti confinati privi di adeguata ventilazione o sistemi di raffrescamento.
Nel 2024 le ordinanze erano state adottate da 15 Regioni, interessando oltre 1,5 milioni di lavoratori; nel 2025 il numero è salito a 18 Regioni e oltre 2,3 milioni di addetti. Per il 2026, ancora prima dell’inizio dell’estate astronomica, erano già 16 le Regioni ad aver emanato provvedimenti, a cui si sono aggiunte più recentemente Campania e Marche. Il totale arriva quindi a 18 Regioni, con l’esclusione di Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.
Ecco l’elenco delle ordinanze per Regione con il relativo periodo di efficacia.
Regione
Durata
Lazio
22/05 – 15/09
Umbria
27/05 – 15/09
Toscana
28/05 – 31/08
Liguria
28/05 – 31/08
Puglia
29/05 – 15/09
Piemonte
30/05 – 31/08
Emilia Romagna
03/06 – 15/09
Abruzzo
09/06 – 31/08
Lombardia
10/06 – 23/09
Calabria
10/06 – 30/09
Sicilia
12/06 – 31/08
Basilicata
15/06 – 15/09
Friuli-Venezia-Giulia
16/06 – 15/09
Veneto
17/06 – 31/08
Sardegna
17/06 – 31/08
Molise
17/06 – 15/09
Campania
21/06 – 31/08
Marche
24/06 – 31/08
Più tutela già da maggio e fino a settembre
Una delle novità evidenziate dal CNR riguarda la tempistica. Lazio, Umbria, Toscana, Liguria, Puglia e Piemonte hanno anticipato la decorrenza delle misure già all’ultima decade di maggio. Altre Regioni hanno esteso la validità fino a settembre: Lazio, Umbria, Puglia, Emilia Romagna, Lombardia, Calabria, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia e Molise.
Il dato riflette un cambiamento del rischio climatico: le condizioni di rischio alto per i lavoratori possono presentarsi già in primavera e protrarsi fino all’inizio dell’autunno.
Worklimate 3.0: il ruolo della piattaforma CNR-Inail
La piattaforma previsionale CNR-Inail è stata rinnovata con il progetto Worklimate 3.0, dedicato a “Salute occupazionale e resilienza aziendale nell’era delle temperature estreme”. L’obiettivo è sviluppare strumenti e soluzioni innovative per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori esposti a temperature estreme, rafforzando la resilienza dei contesti aziendali.
Il progetto adotta un approccio integrato e multidisciplinare, coinvolgendo aziende di diversi settori e medici competenti in un programma di sorveglianza sanitaria. Tra le attività sono compresi il monitoraggio degli ambienti di lavoro indoor non climatizzati, la gestione delle suscettibilità individuali al caldo e l’estensione dell’attenzione anche agli effetti del freddo, con lo sviluppo di un prototipo di sistema di allerta.
Approfondimenti
Per un quadro completo su rischio caldo, Worklimate e linee di indirizzo 2025, leggi anche “Rischio caldo sul lavoro e in cantiere: guida alla valutazione“. Con l’aumento delle temperature estreme e l’estensione delle ordinanze anti-caldo, la sicurezza in cantiere richiede una pianificazione sempre più attenta.
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