Constructability review: come verificare la costruibilità di un progetto

Constructability review: come verificare la costruibilità di un progetto

La constructability review serve a verificare la costruibilità di un progetto. Scopri quando e come eseguirla per evitare ritardi e varianti in corso d’opera

Un progetto può essere corretto e completo dal punto di vista tecnico, ma risultare difficile da realizzare. Sequenze operative poco praticabili, spazi insufficienti per le lavorazioni, componenti difficili da installare o interferenze tra attività possono trasformarsi in ritardi, rilavorazioni e costose varianti in corso d’opera.

La constructability review serve proprio a individuare questi aspetti durante lo sviluppo del progetto e prima dell’esecuzione dei lavori. Il progetto viene esaminato dal punto di vista di chi dovrà realizzarlo, con particolare attenzione a metodi costruttivi, sequenze, tempi, sicurezza, accessibilità, logistica, approvvigionamenti, costi e qualità.

Per essere efficace, la review deve seguire un metodo di analisi chiaro che stabilisca criteri di valutazione, responsabilità, priorità e modalità di gestione delle osservazioni. Una BIM issues tracking platform permette di registrare ogni issue, associarla agli elementi del progetto, assegnarla al responsabile e seguirne l’avanzamento fino alla risoluzione. Le osservazioni non restano così confinate nei verbali delle riunioni, ma diventano azioni tracciabili e verificabili, che facilitano il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nella commessa.

In questo articolo vedremo che cosa significa constructability review, quando eseguirla, chi deve partecipare e quali documenti utilizzare. Analizzeremo inoltre come svolgere una constructability review passo dopo passo, quali controlli inserire in una checklist, come classificare e chiudere le osservazioni e come utilizzare BIM e strumenti digitali per rendere il processo più efficace.

Che cosa significa constructability?

Con il termine constructability si indica l’integrazione delle conoscenze e dell’esperienza costruttiva nelle diverse fasi del progetto, con l’obiettivo di rendere l’opera concretamente realizzabile in modo efficiente e coerente con gli obiettivi di tempi, costi, qualità e sicurezza.

Il Construction Industry Institute (CII) definisce infatti la constructability attraverso l’utilizzo della conoscenza e dell’esperienza costruttiva nelle fasi di pianificazione, progettazione, procurement ed esecuzione per raggiungere gli obiettivi complessivi del progetto.

La constructability introduce quindi nel processo progettuale il punto di vista di chi dovrà realizzare l’opera. Un progetto può essere corretto sotto il profilo geometrico, strutturale o impiantistico e presentare comunque difficoltà legate alla posa dei componenti, alla movimentazione dei materiali, alla disponibilità degli spazi o alla sequenza delle lavorazioni.

La domanda centrale della constructability review è quindi semplice: il progetto può essere costruito come è stato progettato?

Per rispondere occorre considerare aspetti che spesso emergono solo nelle fasi esecutive:

accesso alle aree di lavoro e agli elementi da installare;
disponibilità degli spazi necessari per montaggio, movimentazione e manutenzione;
sequenza delle lavorazioni;
compatibilità tra squadre, mezzi e attività;
modalità di approvvigionamento e stoccaggio dei materiali;
tempi di produzione e consegna dei componenti, soprattutto per i materiali o le apparecchiature con lunghi tempi di approvvigionamento;
tolleranze e possibilità di posa;
vincoli temporali e logistici;
condizioni di sicurezza;
possibilità di ispezione, manutenzione e sostituzione dei componenti;
necessità di opere provvisionali, ponteggi, puntellamenti, sistemi di accesso o mezzi di sollevamento;
possibilità di prefabbricazione, preassemblaggio e modularizzazione;
coerenza tra progetto, capitolati, computi e modalità realizzative.

La constructability non coincide quindi con un semplice controllo degli elaborati. Richiede una valutazione critica delle scelte progettuali alla luce delle condizioni reali di costruzione.

Un supporto importante può arrivare dalla WBS (Work Breakdown Structure), che consente di collegare le attività di costruzione alle parti dell’opera e di individuare con maggiore chiarezza responsabilità, sequenze e punti di controllo.

Aspetti considerati nella constructability review

Perché eseguire una constructability review?

La constructability review consente di individuare in fase progettuale criticità che, se scoperte durante l’esecuzione, potrebbero causare RFI, modifiche, rilavorazioni, ritardi, maggiori costi o problemi di sicurezza.

Vediamo quindi quali sono i principali risultati che una constructability review può produrre.

Individuare problemi prima del cantiere

Il primo obiettivo consiste nell’individuare soluzioni difficili o impossibili da realizzare prima che diventino problemi di cantiere.

Ad esempio, un controsoffitto può rispettare le quote di progetto e non lasciare spazio sufficiente per la posa e il collegamento delle canalizzazioni, dei cavi e delle apparecchiature. Un’apparecchiatura può avere dimensioni compatibili con il vano di destinazione, ma risultare difficile da trasportare fino al punto di installazione a causa delle dimensioni delle porte, dei corridoi o degli spazi di manovra. Un elemento prefabbricato può invece richiedere, per il montaggio, un mezzo di sollevamento o un’area di manovra che il progetto di cantiere non ha previsto.

La review consente di verificare queste condizioni quando le modifiche sono ancora gestibili, prima che una criticità si traduca in una variazione progettuale, una rilavorazione o un ritardo dei lavori.

Ridurre RFI e varianti

Molte RFI (Request for information) nascono da informazioni mancanti, dettagli poco chiari o condizioni che il progetto non ha considerato in modo sufficiente.

Una constructability review può anticipare parte di queste richieste. L’esame congiunto degli elaborati permette di individuare gli aspetti che richiedono chiarimenti prima dell’affidamento o dell’esecuzione.

Lo stesso vale per le varianti. Se una soluzione progettuale presenta una difficoltà realizzativa evidente, individuarla prima dell’avvio dei lavori permette di gestire la modifica durante lo sviluppo del progetto e può ridurre il rischio che la criticità si trasformi successivamente in una variante in corso d’opera, con conseguenze su approvazioni, tempi e costi.

Limitare rilavorazioni e ritardi

Una modifica introdotta in cantiere può ripercuotersi sulle lavorazioni successive e su quelle già eseguite. La variazione di una parete, per esempio, può richiedere modifiche agli impianti, alle finiture, ai controsoffitti e alle opere di completamento.

La review deve quindi cercare anche le dipendenze tra lavorazioni. Una soluzione apparentemente semplice può generare una catena di conseguenze se arriva dopo l’esecuzione di attività collegate.

Anticipare questi problemi consente di ridurre demolizioni, rifacimenti e tempi improduttivi.

Migliorare sicurezza e accessibilità

La costruibilità deve essere valutata anche dal punto di vista della sicurezza.

Occorre verificare, per esempio, se gli addetti possono raggiungere le aree di lavoro, se esistono spazi adeguati per le operazioni di posa, se gli interventi di manutenzione futuri richiedono accessi particolari e se le lavorazioni successive possono creare condizioni di rischio.

Il controllo può estendersi anche alla logistica del sito, con particolare attenzione agli accessi, ai percorsi di movimentazione, alle aree di stoccaggio, ai mezzi di sollevamento e alla possibile sovrapposizione tra squadre.

Nei cantieri BIM la simulazione delle fasi di costruzione può aiutare a individuare interferenze spaziali e temporali tra le attività e a valutare l’evoluzione del sito prima dell’esecuzione.

Verificare tempi e sequenze

La constructability review deve verificare se le attività previste dal cronoprogramma possano realmente svolgersi nella sequenza programmata.

Alcune lavorazioni possono infatti iniziare solo dopo il completamento di attività precedenti o quando sono disponibili determinate condizioni operative. Una finitura richiede, per esempio, che gli impianti siano già stati installati e verificati; un componente di grandi dimensioni deve essere portato in cantiere prima della chiusura dell’apertura necessaria per la sua movimentazione; una lavorazione può inoltre richiedere uno spazio che nelle fasi successive sarà occupato da altre opere.

Il collegamento tra modello, WBS e cronoprogramma lavori consente di verificare queste relazioni e di individuare sovrapposizioni incompatibili.

Migliorare l’affidabilità del budget

Una difficoltà costruttiva può tradursi in un costo aggiuntivo. Più complessa è la posa di un componente, maggiore può essere il fabbisogno di manodopera, mezzi, opere provvisionali o movimentazioni speciali.

La review consente di evidenziare queste condizioni prima del consolidamento del budget o, almeno, prima dell’avvio dei lavori.

L’obiettivo non consiste nel sostituire il computo metrico o la stima economica, ma nel verificare che le quantità e le modalità previste siano compatibili con le effettive condizioni di esecuzione.

Proteggere design intent e qualità

La ricerca della soluzione più facile da costruire non deve compromettere il design intent, cioè l’intento progettuale, né gli obiettivi architettonici, funzionali o prestazionali del progetto.

La review deve quindi distinguere tra una vera criticità costruttiva e una semplice preferenza dell’impresa. Ogni modifica deve essere valutata rispetto al design intent, ai requisiti del committente e alle prestazioni richieste.

Questo confronto permette di trovare alternative più semplici da realizzare senza perdere qualità o modificare caratteristiche essenziali dell’opera.

Favorire collaborazione e trasferimento di conoscenza

La partecipazione alla constructability review di progettisti, impresa, direzione lavori, specialisti e committente permette di mettere a confronto competenze diverse.

Chi ha esperienza di cantiere può individuare problemi che non emergono dalla sola lettura degli elaborati. Il progettista può spiegare le ragioni di una scelta. Il responsabile degli acquisti può segnalare tempi di approvvigionamento incompatibili con il programma. Il facility manager può evidenziare difficoltà future di accesso o manutenzione.

La review diventa così anche uno strumento di trasferimento della conoscenza tra le diverse fasi del ciclo di vita dell’opera.

Perché eseguire una constructability review

Come eseguire una constructability review

Una constructability review efficace può essere organizzata in un processo strutturato che parte dalla definizione del perimetro di analisi e termina solo dopo la verifica e la chiusura delle criticità individuate.

Il numero e la profondità delle attività dipendono dalla fase progettuale, dalla complessità dell’opera e dal sistema di project delivery, ma il processo può essere articolato in otto passaggi principali.

1. Definire obiettivi e perimetro della review

Prima di iniziare occorre stabilire che cosa deve essere verificato e con quale livello di approfondimento. Il perimetro può riguardare l’intero progetto oppure specifiche discipline, aree, sistemi o lavorazioni particolarmente critiche. Devono essere definiti almeno:

fase progettuale di riferimento;
elaborati e modelli da esaminare;
discipline coinvolte;
criteri di constructability;
categorie di rischio;
modalità di registrazione delle osservazioni;
soggetti responsabili delle decisioni.

Questo passaggio evita che la review si trasformi in una revisione generica dell’intero progetto.

2. Definire la baseline documentale

Prima della review deve essere identificata la versione degli elaborati che costituisce la baseline dell’analisi. Tavole, modelli BIM, capitolati, cronoprogrammi e documenti tecnici devono avere uno stato di revisione chiaramente riconoscibile.

In questo modo ogni osservazione può essere ricondotta alla versione effettivamente analizzata e si evita di discutere criticità già superate da modifiche successive.

3. Coinvolgere le competenze necessarie

Il gruppo di review deve includere competenze progettuali e competenze direttamente legate all’esecuzione.
Non è necessario coinvolgere tutti gli stakeholder in ogni sessione: è più efficace selezionare i partecipanti in funzione degli aspetti da verificare.

Per una review della logistica, per esempio, possono essere indispensabili construction manager, responsabile di cantiere e specialisti dei sollevamenti; per un’analisi degli impianti possono invece essere prioritari progettisti MEP, installatori e responsabili BIM.

4. Analizzare il progetto dal punto di vista dell’esecuzione

Il progetto viene quindi esaminato considerando non solo che cosa deve essere costruito, ma soprattutto come verrà costruito.

L’analisi deve verificare, tra gli altri aspetti:

metodi costruttivi;
sequenze operative;
spazi necessari alle lavorazioni;
accessibilità;
movimentazione e sollevamento;
logistica;
tolleranze;
opere provvisionali;
sicurezza;
prefabbricazione e preassemblaggio;
procurement e tempi di consegna;
possibilità di ispezione e manutenzione.

Quando disponibile, il modello BIM può essere analizzato insieme al cronoprogramma e al layout di cantiere per valutare non solo la configurazione finale dell’opera, ma anche la sua evoluzione durante le diverse fasi di costruzione.

5. Registrare e classificare le osservazioni

Ogni criticità deve essere registrata in modo strutturato. Una buona issue dovrebbe contenere almeno:

identificativo univoco;
elemento, zona o elaborato interessato;
descrizione del problema;
motivazione;
categoria;
priorità;
impatto previsto;
eventuale soluzione proposta;
responsabile;
scadenza;
stato.

La registrazione immediata riduce il rischio che decisioni e osservazioni rimangano confinate nei verbali delle riunioni.

6. Valutare le soluzioni e prendere una decisione

Le criticità individuate devono essere discusse con i soggetti competenti. La soluzione scelta non deve perseguire soltanto la facilità di esecuzione, ma deve essere verificata anche rispetto a:

requisiti del committente;
prestazioni;
qualità;
sicurezza;
tempi;
costi;
manutenzione;
intento progettuale.

Quando esistono più alternative, può essere utile registrare anche le motivazioni della decisione.

7. Assegnare azioni, responsabilità e scadenze

Una criticità non è risolta semplicemente perché è stata discussa. Ogni decisione deve trasformarsi in un’azione assegnata a un responsabile con una scadenza definita.

A seconda del caso, l’azione può consistere nell’aggiornamento di una tavola, nella modifica del modello BIM, nella richiesta di un dettaglio, nella revisione della sequenza di costruzione o nella verifica di una soluzione con un fornitore o un subappaltatore.

8. Eseguire il back-check e chiudere le issue

L’ultimo passaggio consiste nel verificare che la soluzione concordata sia stata effettivamente recepita. Il back-check deve controllare non solo la modifica specifica, ma anche le sue eventuali conseguenze su altre discipline, lavorazioni o documenti.

Solo dopo questa verifica l’issue può essere considerata chiusa.

Constructability review, design review e verifica del progetto: differenze

Constructability review, design review e verifica del progetto sono attività correlate, ma hanno obiettivi differenti:

la design review esamina soprattutto la qualità e la coerenza delle scelte progettuali rispetto ai requisiti, agli obiettivi del committente e alle prestazioni richieste. Nel BIM può comprendere l’analisi del modello digitale da parte di progettisti, committenti, project manager e altri stakeholder;
la verifica del progetto ha invece lo scopo di accertare la conformità degli elaborati ai requisiti applicabili e alle condizioni previste per la specifica fase progettuale;
la constructability review valuta invece la concreta realizzabilità delle soluzioni progettuali, considerando modalità costruttive, sequenze operative, accessibilità, risorse e condizioni di cantiere.

La stessa parete, per esempio, può essere analizzata nella design review per verificare la correttezza della soluzione progettuale, durante la verifica del progetto rispetto ai requisiti applicabili e nella constructability review per controllare la possibilità di eseguire correttamente tutte le lavorazioni necessarie alla sua realizzazione.

Nei lavori pubblici italiani, la constructability review non coincide e non sostituisce la verifica della progettazione disciplinata dall’art. 42 del D.Lgs. 36/2023 e dall’Allegato I.7. Alcuni aspetti analizzati possono sovrapporsi, soprattutto per quanto riguarda coerenza e realizzabilità delle soluzioni, ma finalità, procedure, soggetti e responsabilità devono essere distinti.

Differenza tra constructability review, design review e verifica del progetto

Quando eseguire la constructability review?

La constructability review dovrebbe iniziare il prima possibile durante lo sviluppo del progetto e ripetersi nei principali milestone, quando esiste ancora un margine concreto per modificare le scelte senza generare conseguenze significative su costi e tempi.
L’analisi può essere ripetuta durante lo sviluppo del progetto, con contenuti e livelli di approfondimento diversi in base alla fase:

nelle fasi preliminari, si verificano i principali sistemi costruttivi, i materiali, il layout, i vincoli del sito, l’accessibilità e le condizioni logistiche;
durante lo sviluppo della progettazione, l’attenzione si concentra sui dettagli costruttivi, sulle interfacce tra discipline, sulle modalità di posa e sulle sequenze operative;
nella progettazione esecutiva, si analizzano le soluzioni definitive, le interferenze, gli spazi di lavoro, le modalità di approvvigionamento e le condizioni necessarie per l’esecuzione;
durante il procurement, è utile verificare tempi di fabbricazione, disponibilità dei componenti, vincoli di trasporto, prefabbricazione e requisiti di installazione;
prima dell’avvio dei lavori, si controllano soprattutto le criticità ancora aperte che potrebbero generare RFI, varianti, ritardi, rilavorazioni o problemi di sicurezza;
dopo modifiche progettuali rilevanti, si verificano gli aspetti interessati dalla modifica e le eventuali ripercussioni sulle lavorazioni già previste.

La review, quindi, non deve necessariamente coincidere con una singola riunione, ma può articolarsi in più cicli con obiettivi diversi.
L’obiettivo è intervenire quando esiste ancora un margine concreto per modificare il progetto, evitando che una criticità individuata troppo tardi richieda interventi complessi durante la costruzione.

Chi partecipa alla review?

Il gruppo di review deve comprendere le competenze necessarie per valutare gli aspetti tecnici, costruttivi e organizzativi del progetto.

In funzione della complessità dell’opera, possono partecipare:

project manager e responsabile di commessa;
progettisti architettonici, strutturali e impiantistici;
construction manager o responsabile di produzione;
impresa esecutrice e principali subappaltatori;
direttore dei lavori;
coordinatore della sicurezza;
responsabili BIM e coordinatori delle discipline;
responsabili degli acquisti;
specialisti di prefabbricazione, logistica o montaggio;
fornitori di componenti o sistemi specialistici, quando le modalità di fabbricazione, trasporto o installazione influenzano la costruibilità;
facility manager, quando l’analisi comprende le condizioni di gestione e manutenzione.

È importante che ogni partecipante conosca in anticipo l’ambito della review. Una riunione con troppe persone e senza criteri ben definiti rischia di produrre molti commenti, ma poche decisioni.

Chi partecipa alla review

Quali documenti servono?

La constructability review deve partire da informazioni sufficientemente aggiornate e coerenti.

Tra i documenti più utili rientrano:

elaborati grafici e dettagli costruttivi;
capitolati e specifiche tecniche;
computo metrico e documentazione economica disponibile;
cronoprogramma;
piano logistico e layout di cantiere;
documentazione relativa alla sicurezza;
schede tecniche e informazioni sui materiali;
dati relativi a componenti prefabbricati o sistemi speciali;
modelli BIM delle diverse discipline;
BEP (BIM Execution Plan) e requisiti informativi, quando previsti;
precedenti RFI, non conformità e issue già registrate;
piano degli approvvigionamenti e informazioni sui componenti con lunghi tempi di consegna;
procedure o ipotesi relative a sollevamenti, opere provvisionali, prefabbricazione e montaggio, quando disponibili.

La documentazione deve avere una versione identificabile. Una review basata su elaborati superati può produrre osservazioni corrette ma non più applicabili.

Quali sono gli output di una constructability review?

La constructability review deve produrre risultati verificabili e utilizzabili nelle fasi successive del progetto, non soltanto un verbale di riunione.

A seconda dell’organizzazione del progetto, gli output possono comprendere:

constructability review report;
registro delle issue e delle azioni;
mark-up di tavole e documenti;
viste e snapshot del modello BIM;
decision log con le motivazioni delle principali scelte;
elenco di responsabili e scadenze;
elenco delle criticità ancora aperte;
aggiornamenti richiesti a elaborati, modelli o cronoprogrammi;
report di back-check e chiusura delle issue;
lessons learned da trasferire a fasi successive o progetti futuri.

Il formato può cambiare da una commessa all’altra, ma deve essere sempre possibile ricostruire quale criticità è stata individuata, quale decisione è stata presa, chi doveva intervenire e se la soluzione è stata effettivamente verificata.

Come classificare le osservazioni?

Le osservazioni sono le segnalazioni emerse durante la constructability review che evidenziano un problema, una richiesta di chiarimento o una possibile miglioria rispetto alle modalità di realizzazione previste. Possono riguardare aspetti tecnici, costruttivi, organizzativi, economici o di sicurezza e possono avere livelli di priorità molto diversi.

La gestione delle osservazioni richiede quindi criteri condivisi. Senza una classificazione, una criticità che può bloccare una lavorazione rischia di finire nello stesso elenco di una semplice proposta di miglioramento.

Vediamo quindi come organizzare le issue in modo utile alle decisioni.

Criticità per rischio

Una classificazione semplice può distinguere le osservazioni in funzione del rischio associato:

alta: può impedire una lavorazione, creare un rischio significativo o produrre conseguenze rilevanti su tempi e costi;
media: richiede una modifica o un chiarimento, ma non compromette direttamente l’avanzamento;
bassa: riguarda un miglioramento, un dettaglio o un aspetto con conseguenze limitate.

Quando il progetto richiede una valutazione più strutturata, la priorità può essere determinata attraverso una matrice probabilità-impatto oppure mediante soglie definite per sicurezza, costo, ritardo previsto o possibile blocco delle lavorazioni. Il criterio deve essere definito prima della review e applicato in modo coerente.

Classificazione per impatto

Un secondo livello può descrivere gli ambiti sui quali l’issue produce un impatto:

costi;
tempi;
sicurezza;
qualità;
accessibilità;
logistica;
manutenzione;
coordinamento interdisciplinare;
approvvigionamento.

Una stessa issue può avere più impatti. Un problema di accessibilità per la manutenzione, per esempio, può riguardare sia la qualità dell’opera sia i costi del ciclo di vita.

Issue, query, recommendation e value opportunity

Una possibile tassonomia, da adattare alle procedure della specifica commessa, distingue i commenti prodotti durante la constructability review in:

una issue segnala una condizione che richiede una decisione o una correzione;
una query richiede un chiarimento;
una recommendation propone una soluzione migliorativa;
una value opportunity segnala invece una possibile ottimizzazione con vantaggi su costi, tempi, qualità o modalità di esecuzione.

Questa distinzione evita che ogni osservazione venga trattata come un errore progettuale.

Come evitare liste di commenti ingestibili

Una buona review non produce il maggior numero possibile di commenti. Produce osservazioni utili, verificabili e assegnabili.

Ogni osservazione dovrebbe indicare almeno il riferimento all’elemento o all’elaborato interessato, il problema rilevato, la motivazione, l’impatto previsto e l’azione richiesta.

Commenti come “da verificare” o “attenzione a questo dettaglio” hanno poco valore se non spiegano quale problema esiste e chi deve intervenire.

BIM e strumenti digitali per la constructability review

Il BIM può supportare la constructability review attraverso modelli federati, informazioni associate agli oggetti, viste, annotazioni e sistemi per la gestione delle issue.

Clash detection e clash management permettono di individuare e gestire interferenze geometriche e spaziali tra elementi e discipline e poi di classificare, assegnare e seguire tali interferenze fino alla risoluzione.

Le incompatibilità legate alla sequenza delle lavorazioni e all’utilizzo degli spazi nel tempo richiedono invece analisi delle fasi costruttive e, quando disponibili, simulazioni 4D BIM, nelle quali il modello viene collegato al cronoprogramma.

La revisione del progetto in ambito BIM consente di esaminare il modello 3D insieme agli stakeholder e di associare osservazioni a elementi e viste specifiche. Questo approccio facilita il confronto rispetto alla sola consultazione delle tavole 2D.

Un ulteriore supporto arriva dal model checking, che consente di eseguire controlli automatici o semiautomatici sui modelli e sui requisiti informativi. Questi controlli possono evidenziare condizioni che richiedono una verifica di constructability, come dimensioni non compatibili, requisiti non rispettati o informazioni mancanti.

Il model checking e la clash detection non sostituiscono tuttavia la constructability review: molti problemi di costruibilità dipendono da metodi esecutivi, sequenze, attrezzature, logistica o condizioni operative che non possono essere individuati attraverso il solo controllo geometrico del modello.

BCF e gestione delle issue

Il BCF (BIM Collaboration Format) è uno standard openBIM sviluppato da buildingSMART per lo scambio e la gestione di issue tra diverse applicazioni BIM.

Attraverso un workflow BCF, un’osservazione può essere collegata al punto del modello interessato, agli elementi coinvolti, a una vista, ai commenti, allo stato e ai soggetti responsabili, senza dover trasferire ogni volta l’intero modello.

Il BCF può quindi supportare la constructability review soprattutto quando partecipano soggetti che utilizzano software differenti e occorre mantenere una gestione strutturata e interoperabile delle osservazioni.

Il collegamento tra modello e gestione delle issue consente di associare ogni osservazione all’elemento interessato, alla vista o al documento di riferimento e al responsabile dell’azione. La review mantiene così un collegamento diretto tra la criticità individuata, la decisione presa e la successiva verifica della soluzione.

Esempio pratico: review di un progetto di interior fit-out

Consideriamo l’interior fit-out, cioè l’allestimento interno, di un piano uffici con pareti divisorie, controsoffitti, pavimenti sopraelevati, impianti elettrici e HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning), arredi fissi e sistemi antincendio.

Durante la review, il gruppo analizza il modello e la sequenza prevista dal cronoprogramma.

Emergono tre criticità:

la prima riguarda un’unità terminale HVAC collocata sopra un controsoffitto con spazio insufficiente per l’accesso necessario alla manutenzione. L’issue viene classificata come priorità alta e assegnata al progettista impiantistico;
la seconda riguarda la sequenza delle lavorazioni. Il progetto prevede la posa di alcuni arredi fissi prima della chiusura di una porzione di controsoffitto, ma le dimensioni degli arredi rendono difficile il successivo accesso alle apparecchiature. La sequenza viene modificata prima dell’avvio delle opere;
la terza riguarda il trasporto di una parete attrezzata di grandi dimensioni. Il componente è compatibile con il locale di destinazione, ma il percorso necessario per raggiungerlo presenta una curva incompatibile con le sue dimensioni. La review porta alla definizione di una diversa modalità di consegna e montaggio.

Nessuno dei tre problemi deriva necessariamente da un errore geometrico del progetto. Emergono quando il modello viene letto dal punto di vista della costruzione, della manutenzione e della logistica.

Come misurare l’efficacia della review?

L’efficacia della constructability review deve essere valutata attraverso risultati osservabili. Il semplice numero di issue individuate non è sufficiente: molte osservazioni possono indicare un’analisi approfondita, ma anche una documentazione particolarmente problematica o una classificazione eccessivamente frammentata. Alcuni indicatori utili sono:

numero e percentuale di criticità ad alta priorità intercettate prima dell’avvio dei lavori;
percentuale di issue risolte entro la scadenza;
numero di RFI generate da criticità che avrebbero potuto essere intercettate durante la review;
varianti originate da carenze di costruibilità;
rilavorazioni e non conformità riconducibili a problemi di constructability;
ritardi associati a problemi progettuali o di sequenza;
numero di criticità ad alta priorità rimaste aperte all’avvio del cantiere;
tempo medio necessario per chiudere un’issue;
percentuale di issue riaperte dopo una prima chiusura;
distribuzione delle osservazioni per categoria e disciplina;
costo delle rilavorazioni attribuibili a criticità di costruibilità non intercettate;
confronto dei risultati normalizzato rispetto a dimensione, durata o valore del progetto, quando si confrontano commesse differenti.

Il confronto tra progetti diversi permette inoltre di capire quali tipologie di problema ricorrono con maggiore frequenza. Le criticità ricorrenti dovrebbero alimentare un sistema di lessons learned, così da trasformare l’esperienza maturata in criteri e checklist utilizzabili nei progetti successivi.

Una review efficace non coincide quindi con un documento finale pieno di commenti. Il risultato più importante è ridurre il numero di criticità che arrivano in cantiere e aumentare la prevedibilità di tempi, costi e modalità esecutive.

Per ottenere risultati misurabili, è importante che ogni osservazione resti disponibile anche dopo la review e possa essere verificata nel tempo. Una BIM issues tracking platform consente di mantenere sotto controllo issue, responsabilità, scadenze e stato di avanzamento delle attività, creando una continuità tra la fase di analisi del progetto e quella di esecuzione. La review diventa così parte di un processo di controllo che accompagna le decisioni fino alla loro effettiva attuazione. La review diventa così parte di un processo di controllo che accompagna le decisioni fino alla loro effettiva attuazione.

FAQ – Constructability review

Che cos’è una constructability review?

Una constructability review è un’analisi del progetto eseguita dal punto di vista della sua concreta realizzazione. Verifica aspetti come metodi costruttivi, sequenze, accessibilità, logistica, spazi di lavoro, approvvigionamenti, sicurezza e manutenzione per individuare le criticità prima che arrivino in cantiere.

Quando va eseguita?

La constructability review dovrebbe iniziare durante le prime fasi di sviluppo del progetto ed essere ripetuta nei principali milestone. Prima viene individuata una criticità, maggiore è generalmente il margine disponibile per intervenire senza compromettere attività già eseguite o decisioni consolidate.

Chi esegue la constructability review?

Non esiste un unico soggetto responsabile valido per tutti i progetti. La review richiede normalmente il contributo di progettisti, project o construction manager, impresa, specialisti, responsabili BIM e altre figure con esperienza diretta sulle modalità di esecuzione.

Constructability review e clash detection sono la stessa cosa?

No. La clash detection individua principalmente interferenze geometriche e spaziali nei modelli BIM. La constructability review ha un campo più ampio e analizza anche sequenze, metodi costruttivi, accessibilità, logistica, sicurezza, procurement e condizioni operative.

Quali sono gli output di una constructability review?

Gli output possono comprendere un report di review, un registro delle issue, mark-up, viste del modello, decision log, azioni con responsabili e scadenze e report di verifica e chiusura. L’obiettivo è rendere tracciabile l’intero percorso dalla criticità alla soluzione.

Chi conduce una constructability review?

Il coordinamento può essere affidato al project manager, al construction manager o a una figura individuata dal piano di gestione della commessa. È comunque utile coinvolgere le competenze necessarie in base agli aspetti da verificare.

La constructability review può essere eseguita dopo l’inizio dei lavori?

Sì. Una review può essere utile anche durante la costruzione, soprattutto in caso di:

modifiche progettuali;
nuove condizioni di cantiere;
variazioni delle sequenze operative;
problemi ricorrenti durante l’esecuzione.

Quanto deve durare una constructability review?

Non esiste una durata standard. Il tempo dipende dalla complessità del progetto e dalla fase in cui viene eseguita. Per opere complesse è preferibile organizzare più sessioni dedicate a temi specifici.

È possibile fare una constructability review senza un modello BIM?

Sì. La review può utilizzare elaborati 2D, capitolati, cronoprogrammi e schede tecniche. Il BIM offre però strumenti aggiuntivi per analizzare:

geometrie e interferenze;
sequenze costruttive;
accessibilità;
informazioni associate agli elementi.

Come si documenta una constructability review?

Ogni osservazione dovrebbe avere almeno:

identificativo;
descrizione del problema;
riferimento all’elaborato o all’elemento interessato;
responsabile;
scadenza;
stato dell’azione.

Una constructability review può modificare il progetto?

Sì. Le osservazioni possono portare a modifiche progettuali, ma ogni proposta deve seguire il processo di approvazione previsto dalla commessa e tenere conto degli effetti su costi, tempi e requisiti.

La constructability review riguarda anche la manutenzione?

Sì. Quando l’ambito della review lo prevede, possono essere verificati accessibilità alle apparecchiature, spazi di manutenzione e possibilità di sostituire i componenti.

Fonte: Read More