Badge di cantiere digitale Sisma 2016: nuove FAQ su rilascio, obblighi, timbrature e responsabilità
Chiarimenti operativi per imprese, lavoratori, Casse Edili/Edilcasse e referenti di cantiere
Il sistema del badge di cantiere digitale per la ricostruzione Sisma 2016 entra sempre più nel vivo. Le FAQ pubblicate sul portale di assistenza Sisma 2016 chiariscono molti aspetti pratici: chi deve possedere il badge, dove va richiesto, come funziona in caso di più cantieri, cosa accade se il lavoratore cambia impresa, quali figure sono escluse e quali adempimenti spettano all’impresa capofila.
Il quadro operativo ruota intorno all’Ordinanza n. 216/2024 e al sistema GEDISI, con l’obiettivo di monitorare presenze e accessi nei cantieri della ricostruzione. Le risposte fornite aiutano a distinguere gli obblighi effettivi dai casi particolari, soprattutto nella fase di avvio del sistema.
Le FAQ confermano che il badge digitale non è un mero adempimento formale, ma uno strumento di tracciabilità e controllo degli accessi nei cantieri della ricostruzione. Per imprese e professionisti è quindi fondamentale verificare:
se il cantiere rientra nell’ambito di applicazione dell’obbligo;
quali lavoratori e soggetti devono essere dotati di badge;
quale Cassa è competente al rilascio;
se la DNL e l’elenco delle imprese sono aggiornati;
chi è stato nominato come referente di cantiere e responsabile delle timbrature;
se le timbrature vengono eseguite correttamente a ogni accesso.
La fase di avvio ammette alcune semplificazioni operative, come il ritiro dei badge da parte dell’impresa e l’uso della comunicazione via e-mail in alternativa al Modello 0, ma non attenua l’obbligo di attivare correttamente il sistema e garantire la tracciabilità delle presenze.
Badge digitale: chi deve averlo
Il badge è obbligatorio per il personale edile e non edile che opera nei cantieri della ricostruzione Sisma 2016 individuati dalla disciplina di riferimento. L’obbligo riguarda i lavoratori dipendenti dell’impresa capofila, quelli delle imprese subappaltatrici e i lavoratori autonomi, anche quando non risultano iscritti alla Cassa.
Rientrano nell’obbligo anche titolari, soci e collaboratori familiari quando apportano manodopera in cantiere. Lo stesso vale per i conduttori di automezzi in nolo a caldo, quando l’attività comporta una partecipazione attiva alle lavorazioni: in questo caso non si tratta di semplice fornitura, ma di presenza funzionale all’esecuzione delle opere.
Diverso il caso dei fornitori e trasportatori che entrano in cantiere solo per scaricare materiali e non partecipano al ciclo produttivo: per questi soggetti il badge non è richiesto. Anche i tecnici di cantiere, come progettista, direttore dei lavori, CSP, CSE e collaudatore, nella fase di avvio non sono tenuti al badge se non svolgono attività lavorativa in regime di appalto o subappalto.
Lavoratore edile, non edile, autonomo: dove richiedere il badge
Per i lavoratori edili il badge è rilasciato dalla Cassa Edile/Edilcassa presso cui il lavoratore ha una posizione attiva. Nella fase iniziale, per semplificare le procedure, la richiesta può essere presentata direttamente dall’impresa di appartenenza.
Per i lavoratori non edili e per gli altri soggetti senza posizione attiva in Cassa, compresi i lavoratori autonomi, la richiesta deve essere formulata alla Cassa Edile/Edilcassa territorialmente competente.
Un chiarimento importante riguarda le imprese provenienti da fuori cratere: il badge Sisma 2016 non può essere richiesto alla propria Cassa di appartenenza se questa non insiste sulle zone della ricostruzione. Il rilascio compete esclusivamente alle Casse Edili/Edilcasse operanti nelle aree interessate dalla ricostruzione Sisma 2016.
Il badge non è “personale” in senso assoluto: è legato all’impresa
Le FAQ chiariscono che, nel caso di lavoro dipendente, il badge è legato all’impresa/datore di lavoro. Questo significa che con lo stesso badge il lavoratore può accedere a più cantieri Sisma 2016 della stessa impresa, anche se situati in regioni diverse tra Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria.
Se però il lavoratore cambia datore di lavoro, non può continuare a usare lo stesso badge. La nuova impresa dovrà richiederne uno nuovo, perché il badge segue il rapporto di lavoro e non soltanto la persona fisica.
In caso di cessazione del rapporto di lavoro, l’impresa deve comunicarlo alla Cassa, così da consentire la disattivazione del badge.
Rilascio e consegna: cosa cambia nella fase di avvio
Il lavoratore non richiede autonomamente il badge. La richiesta è effettuata dall’impresa e il rilascio avviene da parte della Cassa al lavoratore.
La consegna può avvenire secondo diverse modalità. Il lavoratore può ritirare direttamente il badge presso la Cassa, sottoscrivendo il modulo di consegna e ricevendo l’informativa privacy. Nella fase di avvio, anche l’impresa richiedente può ritirare i badge presso la Cassa. È inoltre possibile richiedere l’invio tramite raccomandata A/R presso la sede dell’impresa, con impegno del datore di lavoro alla consegna del dispositivo e dell’informativa privacy ai lavoratori.
In caso di smarrimento, è possibile chiedere il duplicato. Nel frattempo il lavoratore può accedere al cantiere tramite timbratura virtuale, purché il referente delle timbrature lo riconosca, eventualmente anche tramite documento di identità, indicando il motivo per cui il lavoratore non ha con sé il badge.
Timbratura: quando farla e come funziona l’invio a GEDISI
La timbratura non va effettuata sia in entrata sia in uscita: deve essere eseguita al momento dell’accesso al cantiere. Se il lavoratore si sposta in più cantieri Sisma 2016 nella stessa giornata, deve timbrare a ogni nuovo accesso.
L’invio delle timbrature a GEDISI è automatico e gestito dal processo digitalizzato: l’operatore non deve svolgere ulteriori attività manuali per trasmettere i dati.
In caso di assenza di connessione internet in cantiere, l’app consente comunque di effettuare la timbratura. I dati saranno trasmessi al Cruscotto Badge non appena la connessione tornerà disponibile. Nell’app è visibile lo stato delle timbrature.
Un prerequisito essenziale è la presenza del cantiere censito e attivo. Se il cantiere non è associato, l’app non può rilevare alcun lavoratore e non esegue la timbratura. Se invece il cantiere è attivo, ma il lavoratore appartiene a un’impresa non ancora inserita nella filiera dichiarata, la timbratura con badge fisico NFC o QR code resta possibile; in questo caso, però, non è possibile la timbratura virtuale.
Referente di cantiere e responsabile delle timbrature
L’impresa capofila ha un ruolo centrale nella gestione operativa. È la capofila a nominare il referente di cantiere e i responsabili delle timbrature, tramite Modello 0. Non è necessario che queste figure siano dipendenti della capofila.
Per ogni cantiere è previsto un unico referente di cantiere, persona di fiducia dell’impresa capofila. Possono invece essere nominati più responsabili delle timbrature per la gestione quotidiana dell’app. Le due figure possono anche coincidere nella stessa persona.
Il referente di cantiere non deve essere sempre presente fisicamente in cantiere. Diverso il caso del responsabile delle timbrature, la cui presenza è necessaria per effettuare operativamente le timbrature.
Le FAQ precisano inoltre che il Modello 0 non è l’unico canale possibile: per la nomina o l’aggiornamento delle figure incaricate può essere sufficiente anche una comunicazione via e-mail alla Cassa, purché contenga tutti i dati necessari previsti dal modello.
DNL, nuovi dipendenti e integrazione delle imprese
Per integrare nuove imprese nel cantiere e consentire il riconoscimento dei lavoratori in fase di timbratura è necessario aggiornare la DNL, come già avviene nella prassi. L’aggiornamento consente alla Cassa di acquisire i dati dei lavoratori per i quali deve essere richiesto il badge.
Se una ditta assume un nuovo dipendente, può ripresentare il Modello 0 oppure inviare alla Cassa una comunicazione via e-mail con tutti i dati necessari.
Questo chiarimento è importante perché conferma un approccio pragmatico: il modello standard resta il riferimento, ma la comunicazione via e-mail può evitare appesantimenti procedurali quando contiene tutte le informazioni richieste.
Cantieri esclusi e cantieri sotto i 50.000 euro
Il badge Sisma 2016 non può essere emesso per imprese che non operano in cantieri della ricostruzione. L’obbligo riguarda i cantieri rientranti nella disciplina della ricostruzione Sisma 2016 e le imprese iscritte nell’anagrafe antimafia degli esecutori.
Per i cantieri Sisma non ancora rientranti nella casistica obbligatoria per data o importo, le FAQ ammettono comunque la possibilità di emettere badge, fermo restando che la priorità delle Casse resta il rilascio per i cantieri interessati dall’avvio dell’obbligo.
Un ulteriore chiarimento riguarda i cantieri di importo inferiore a 50.000 euro: in base all’Ordinanza, tutti i cantieri della ricostruzione Sisma saranno soggetti all’obbligo del badge, indipendentemente dall’importo.
Mancata attivazione del sistema badge: possibili verifiche
Il badge di cantiere digitale è uno strumento obbligatorio di monitoraggio delle presenze e degli accessi nei cantieri soggetti alla disciplina della ricostruzione Sisma 2016.
Se l’impresa non attiva il sistema nei termini previsti o se il lavoratore omette sistematicamente la timbratura, si configura una situazione di mancato adeguamento alle disposizioni della ricostruzione. In questi casi l’impresa può essere destinataria di verifiche da parte degli organi di controllo.
Approfondimenti
Per saperne di più, leggi la nostra guida sul badge di cantiere sisma 2016. Per gestire in modo più semplice e ordinato gli adempimenti legati alla sicurezza e alla documentazione di cantiere, può essere utile affidarsi a soluzioni digitali dedicate per organizzare, condividere e controllare le informazioni di cantiere in un ambiente collaborativo.
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