Affidamento diretto e autovincolo: la PA deve rispettare le sue regole

Affidamento diretto e autovincolo: la PA deve rispettare le sue regole

Nel confronto tra preventivi, la Pubblica Amministrazione resta vincolata alla lex specialis: il TAR annulla l’affidamento con sconti oltre il 20%

L’affidamento diretto è uno strumento rapido, flessibile e fortemente discrezionale. Ma la semplificazione non significa libertà assoluta.

Con la sentenza TAR Veneto, sez. III, 19 maggio 2026, n. 1126, il giudice chiarisce: se la stazione appaltante, anche in un affidamento diretto, decide di disciplinare il confronto tra preventivi con regole precise, quelle regole devono essere rispettate.

Il caso riguarda un incarico di collaudatore statico per lavori di miglioramento sismico ed efficientamento energetico, affidato ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. b), del D.Lgs. 36/2023. Il disciplinare prevedeva che non sarebbero state prese in considerazione offerte con sconti superiori al 20%, ma la PA ha comunque valutato offerte con ribassi del 35% e del 20,01%.

Il caso: affidamento diretto per il collaudo statico

L’incarico e stato affidato al professionista che aveva originariamente presentato il ribasso del 35%, valorizzando la migliore offerta tecnica e in particolare il curriculum.

Le censure accolte ruotano intorno a due profili:

violazione dell’autovincolo derivante dalla clausola del disciplinare;
modifica postuma delle offerte (dopo l’apertura e la valutazione dei preventivi, infatti, l’aggiudicatario aveva chiesto di ricondurre il ribasso dal 35% al 20%, offrendo prestazioni aggiuntive in compensazione. Anche l’altro operatore aveva chiesto la rettifica dal 20,01% al 20%, sostenendo un arrotondamento della piattaforma SINTEL)

Il ricorrente ha sostenuto che la stazione appaltante non potesse valutare offerte superiori al limite dichiarato e che non potesse consentire rettifiche successive, ne sul piano economico ne sul piano tecnico.

Affidamento diretto e confronto tra preventivi: non è una gara, ma le regole contano

Il punto di partenza è noto: l’affidamento diretto non è una procedura di gara in senso proprio. Questo principio resta valido. Ma bisogna aggiungere una precisazione: se la PA decide volontariamente di fissare una regola nella lex specialis, non può poi disapplicarla richiamando la natura “non concorsuale” dell’affidamento diretto.

L’affidamento diretto resta tale, ma la stazione appaltante è vincolata alle regole che ha scritto.

Il limite del 20% per i servizi di ingegneria e architettura

Il disciplinare richiamava la disciplina introdotta dal D.Lgs. 209/2024, che ha modificato l’art. 41 del D.Lgs. 36/2023, inserendo il comma 15-quater. Per i contratti di servizi di ingegneria e architettura affidati ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. b), i corrispettivi determinati secondo l’Allegato I.13 possono essere ridotti in misura non superiore al 20%.

Il TAR evidenzia, però, un aspetto ulteriore: il disciplinare non si era limitato a riportare la norma, ma aveva stabilito espressamente che le offerte con sconti superiori al 20% non sarebbero state prese in considerazione. Questa formulazione, secondo il giudice, aveva un significato univoco: quelle offerte dovevano essere considerate come irrilevanti ai fini della valutazione.

La decisione del TAR Veneto

Il TAR accoglie i motivi aggiunti e annulla l’affidamento.

Secondo i giudici, la stazione appaltante ha violato:

la clausola del disciplinare;
il principio dell’autovincolo;
i principi di buona fede e tutela dell’affidamento;
il principio di immodificabilità dell’offerta;
la par condicio tra i partecipanti al confronto.

La PA sosteneva che l’offerta migliore fosse stata individuata sulla base del profilo tecnico, in particolare del curriculum, e non del ribasso economico. Per il TAR, però, questo non rileva: le offerte con sconto superiore al 20% non potevano proprio essere esaminate.

Leggi l’approfondimento: L’affidamento diretto nel nuovo codice appalti

Negli affidamenti diretti, anche una procedura semplificata può diventare critica se gli atti non sono coerenti tra loro: disciplinare, richiesta di offerta, valutazione dei preventivi e decisione finale devono raccontare la stessa storia amministrativa. Con il software lavori pubblici puoi organizzare in un unico fascicolo digitale tutti i documenti del lavoro pubblico, archiviando e gestendo gli atti della procedura in modo ordinato, tracciabile e sempre disponibile. È una soluzione utile per RUP, uffici tecnici e stazioni appaltanti che vogliono ridurre errori, incongruenze e contestazioni nella gestione degli affidamenti.

 

 

 

Fonte: Read More