Casseforme rampanti: tipologie e applicazioni
Scopri cosa sono le casseforme rampanti: guida completa a caratteristiche tecniche, funzionamento, tipologie, criteri di scelta e applicazioni in edilizia
Le casseforme rampanti sono sistemi di casseratura progettati per realizzare strutture verticali in calcestruzzo armato attraverso getti successivi e spostamenti progressivi verso l’alto. Possono essere sollevate mediante gru oppure attraverso dispositivi idraulici nei sistemi autorampanti.
Sono impiegate soprattutto per edifici multipiano, grattacieli, pile di ponti, torri e altre opere caratterizzate da un notevole sviluppo in altezza.
La scelta dipende dall’altezza, dalla geometria dell’opera, dai carichi, dalle condizioni di ancoraggio e dall’organizzazione del cantiere.
A differenza delle casseforme tradizionali, che possono richiedere lo smontaggio e il riposizionamento di numerosi componenti dopo ogni getto, i sistemi rampanti consentono di trasferire alla quota successiva unità integrate di pannelli, strutture di sostegno e piattaforme di lavoro.
Il loro utilizzo permette di organizzare cicli costruttivi ripetitivi, ma richiede verifiche specifiche di sicurezza, stabilità e resistenza del calcestruzzo durante le diverse fasi di avanzamento.
Questa guida analizza funzionamento, produzione, principali tipologie, utilizzi, vantaggi e limiti delle casseforme rampanti, con esempi di sistemi Doka e indicazioni per individuare il cassero più adatto alle esigenze progettuali.
Nella costruzione di edifici multipiano, pile di ponti e altre strutture verticali in calcestruzzo armato, l’impiego delle casseforme rampanti richiede un’attenta progettazione degli elementi strutturali e delle armature. Con il software per il calcolo strutturale puoi modellare in BIM le strutture in calcestruzzo armato, analizzare sollecitazioni e deformazioni, eseguire verifiche secondo le NTC e definire le armature, ottenendo elaborati grafici e relazioni di calcolo.
Cosa sono le casseforme rampanti e a cosa servono?
Le casseforme rampanti, chiamate anche climbing formwork, sono sistemi provvisionali progettati per realizzare elementi verticali in calcestruzzo armato mediante una successione di riprese di getto.
La loro particolarità consiste nella possibilità di trasferire progressivamente verso l’alto l’attrezzatura di casseratura, utilizzando strutture portanti e ancoraggi collegati alle porzioni già costruite.
Ogni avanzamento consente di predisporre una nuova sezione di getto senza ricostruire completamente il sistema.
Una cassaforma rampante non è quindi soltanto un pannello che contiene il calcestruzzo fresco, ma un sistema integrato composto da superfici casseranti, mensole, ancoraggi, piattaforme e dispositivi di movimentazione.
Questa configurazione consente di organizzare su livelli operativi differenti le lavorazioni di posa delle armature, chiusura dei pannelli, getto, disarmo e controllo della struttura.
Le casseforme rampanti risultano particolarmente adatte alle costruzioni caratterizzate da geometrie ripetitive in altezza, nelle quali il riutilizzo delle stesse unità può migliorare la continuità delle operazioni e ridurre le movimentazioni dei singoli componenti.
Come sono fatte le casseforme rampanti e quali elementi comprendono?
Una cassaforma rampante è costituita da pannelli di casseratura, elementi portanti, dispositivi di ancoraggio, piattaforme di lavoro, sistemi di regolazione e attrezzature di sollevamento. Tutti questi componenti devono operare in modo coordinato per sostenere i carichi previsti durante il getto, il disarmo e l’avanzamento.
I principali elementi comprendono:
Componente
Funzione
Pannelli di casseratura
Contengono il calcestruzzo fresco e definiscono la geometria dell’elemento
Mensole e strutture portanti
Sostengono le unità e trasferiscono i carichi agli ancoraggi
Dispositivi di ancoraggio
Collegano il sistema alle parti della costruzione già realizzate
Piattaforme di lavoro
Consentono le attività operative ai diversi livelli
Dispositivi di regolazione
Permettono il controllo di posizione, verticalità e allineamento
Sistemi di sollevamento
Trasferiscono le unità tramite gru o dispositivi idraulici
I pannelli di casseratura possono essere costituiti da telai metallici con rivestimenti in legno multistrato oppure da sistemi a travi con pannelli di rivestimento. La scelta dipende dalla geometria richiesta e dalle prestazioni del sistema.
Le mensole rampanti sostengono i pannelli e le piattaforme operative e trasferiscono alle strutture di ancoraggio le azioni derivanti dai carichi previsti nelle diverse fasi esecutive.
Gli ancoraggi costituiscono un elemento essenziale del sistema: devono essere verificati in funzione delle azioni trasmesse, della configurazione dell’attrezzatura e della resistenza effettivamente raggiunta dal calcestruzzo.
Le piattaforme operative permettono di eseguire le lavorazioni in quota, integrando, secondo la configurazione prevista, parapetti, accessi e altre protezioni collettive.
La modularità dei sistemi industrializzati consente di adattare pannelli, mensole e dispositivi di collegamento a diverse dimensioni e geometrie, comprese pareti rettilinee, nuclei strutturali e, con attrezzature specifiche, superfici inclinate o variabili.
Come funzionano le casseforme rampanti durante i cicli di getto?
Le casseforme rampanti funzionano attraverso una sequenza ripetuta di posizionamento, armatura, getto, maturazione del calcestruzzo, disarmo e sollevamento. Dopo ogni getto, la struttura deve raggiungere la resistenza necessaria per sostenere le azioni previste prima che il sistema venga trasferito alla quota successiva.
Le sei fasi del ciclo operativo:
preparazione e posizionamento: installazione dei pannelli, controllo degli ancoraggi e verifica della geometria;
posa delle armature: predisposizione delle barre di acciaio e degli inserti previsti dal progetto;
getto del calcestruzzo: riempimento nel rispetto della pressione ammissibile e delle modalità di posa stabilite;
maturazione e verifica: controllo della resistenza richiesta per le operazioni successive;
disarmo e sollevamento: distacco dei pannelli e movimentazione mediante gru o sistema idraulico;
riposizionamento: fissaggio, regolazione e preparazione della cassaforma per il ciclo successivo.
La sequenza esecutiva può variare in funzione del produttore, del tipo di struttura e dell’organizzazione del cantiere.
La resistenza necessaria per il disarmo e per la movimentazione non coincide automaticamente con la resistenza caratteristica di progetto del calcestruzzo. Deve essere stabilita considerando le sollecitazioni effettive sugli ancoraggi e le condizioni della fase costruttiva.
La produttività dipende pertanto non solo dalla velocità di sollevamento, ma anche dai tempi di maturazione, dalla predisposizione delle armature, dalla disponibilità delle attrezzature e dal coordinamento delle squadre.
La UNI EN 13670:2010 costituisce un riferimento tecnico per l’esecuzione delle strutture in calcestruzzo e comprende prescrizioni riguardanti anche le attività di casseratura e disarmo.
Quali sono le principali tipologie di casseforme rampanti?
Le casseforme rampanti si distinguono principalmente in base alla modalità di movimentazione e al sistema di guida utilizzato durante l’avanzamento. Le soluzioni più comuni comprendono le casseforme con gru, quelle guidate e le casseforme autorampanti idrauliche.
La classificazione richiede una precisazione: un sistema guidato può essere sollevato sia mediante gru sia mediante dispositivi idraulici. La presenza delle guide e la modalità di sollevamento sono quindi caratteristiche differenti, che possono coesistere nello stesso sistema.
Come funzionano le casseforme rampanti con sollevamento mediante gru
Le casseforme rampanti movimentate con gru sono sistemi nei quali le unità di casseratura vengono trasferite alla quota superiore mediante un mezzo di sollevamento esterno. I pannelli, le mensole e le piattaforme possono essere movimentati come unità integrate, riducendo la necessità di smontare separatamente i componenti.
Questa soluzione viene utilizzata per pile di ponti, nuclei strutturali, pareti verticali e altre costruzioni caratterizzate da cicli di getto ripetitivi.
Il principale vantaggio consiste nella relativa semplicità della tecnologia di sollevamento rispetto ai sistemi completamente idraulici.
Il limite più importante è la dipendenza dalla disponibilità della gru. La programmazione delle riprese deve quindi essere coordinata con le altre operazioni di sollevamento presenti in cantiere.
Anche le condizioni meteorologiche possono influire sulla movimentazione, rendendo necessaria la valutazione delle condizioni operative ammissibili.
Cosa sono le casseforme rampanti guidate?
Le casseforme rampanti guidate utilizzano profili o guide verticali che controllano lo spostamento delle unità lungo la struttura.
Il sollevamento può essere effettuato, secondo il sistema adottato, mediante gru oppure con dispositivi idraulici.
Le guide permettono di controllare l’avanzamento delle unità e, nelle configurazioni previste dal produttore, di mantenerle collegate alla costruzione durante le fasi di movimentazione.
Questa soluzione è particolarmente indicata per nuclei strutturali, edifici elevati e costruzioni che richiedono un controllo accurato della traiettoria di sollevamento.
La guida non elimina comunque la necessità di verificare gli ancoraggi, i carichi, le condizioni del vento e le procedure di avanzamento.
Cosa sono le casseforme autorampanti idrauliche?
Le casseforme autorampanti idrauliche sono sistemi che trasferiscono le unità di casseratura alla quota superiore mediante cilindri idraulici e dispositivi di guida e ancoraggio, senza utilizzare la gru per la normale operazione di ripresa.
Il sollevamento avviene attraverso una sequenza controllata di trasferimento dei carichi e avanzamento delle unità.
Questa tecnologia risulta particolarmente utile negli edifici alti, dove l’utilizzo ripetuto della gru per movimentare le casseforme potrebbe interferire con altre attività.
Nelle configurazioni progettate a tale scopo, le casseforme autorampanti possono consentire il sollevamento coordinato di più unità e integrare piattaforme e schermi di protezione.
L’utilizzo richiede tuttavia una progettazione specifica, personale formato, controlli sui dispositivi idraulici e verifiche degli ancoraggi.
Quali differenze esistono fra i sistemi rampanti?
Tipologia
Modalità di sollevamento
Caratteristica principale
Applicazioni
Rampante con gru
Gru
Movimentazione di unità integrate
Pareti, pile di ponti, nuclei
Rampante guidata
Gru o sistema idraulico
Avanzamento controllato lungo guide
Edifici elevati, nuclei, facciate
Autorampante
Sistema idraulico
Sollevamento senza gru
Grattacieli, torri, nuclei strutturali
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle casseforme rampanti?
Le casseforme rampanti possono migliorare l’organizzazione dei getti verticali ripetitivi, riducendo le operazioni di smontaggio e rimontaggio delle unità. Il vantaggio effettivo dipende però dall’altezza dell’opera, dalla regolarità dei cicli, dalla complessità dell’attrezzatura e dal costo complessivo della soluzione.
Quali vantaggi offrono le casseforme rampanti?
I principali benefici sono:
riduzione delle operazioni di montaggio e smontaggio: le unità vengono riposizionate senza dover ricostruire integralmente la casseratura;
maggiore regolarità dei cicli di costruzione: la successione programmata di armatura, getto, maturazione e ripresa facilita il coordinamento delle lavorazioni;
ottimizzazione dell’impiego della gru: le soluzioni autorampanti non richiedono la gru per il normale sollevamento delle unità, mentre i sistemi con gru possono movimentare più componenti insieme;
organizzazione delle postazioni di lavoro: le piattaforme integrate consentono di predisporre aree operative dedicate a differenti lavorazioni con accessi e protezioni previsti dal sistema;
adattabilità geometrica: le configurazioni modulari possono essere utilizzate per pareti rettilinee, nuclei complessi e, con dispositivi specifici, sezioni inclinate o variabili.
Questi vantaggi devono essere valutati in relazione alle condizioni reali del cantiere.
Quali sono i limiti delle casseforme rampanti?
I principali svantaggi riguardano l’investimento iniziale, la progettazione delle attrezzature, la dipendenza dalla maturazione del calcestruzzo e la complessità organizzativa.
In particolare:
investimento iniziale elevato: i sistemi rampanti richiedono attrezzature, progettazione e attività di installazione che possono risultare poco convenienti per opere di altezza limitata;
progettazione specifica: mensole, ancoraggi, piattaforme e fasi di sollevamento richiedono verifiche coerenti con le azioni previste;
tempi di maturazione del calcestruzzo: l’avanzamento è subordinato al raggiungimento della resistenza richiesta;
complessità organizzativa: i sistemi rampanti richiedono una programmazione accurata delle lavorazioni, personale adeguatamente formato e controlli sistematici sui componenti;
sensibilità alle condizioni ambientali: vento e altre condizioni meteorologiche possono impedire o limitare le operazioni.
Dove vengono utilizzate le casseforme rampanti?
Le casseforme rampanti vengono impiegate principalmente nella realizzazione di strutture verticali in calcestruzzo armato che richiedono numerose riprese di getto.
I principali ambiti applicativi comprendono edifici multipiano, grattacieli, pile e piloni di ponti, torri industriali e opere idrauliche.
Come si utilizzano le casseforme rampanti negli edifici multipiano e grattacieli?
Negli edifici multipiano e nei grattacieli, le casseforme rampanti vengono utilizzate soprattutto per costruire i nuclei centrali in calcestruzzo armato, comprendenti vani ascensore, vani scala e pareti di irrigidimento.
Questi elementi contribuiscono alla stabilità dell’edificio, in particolare nei confronti delle azioni orizzontali, e richiedono precisione geometrica durante l’esecuzione.
I sistemi rampanti consentono di organizzare la costruzione del nucleo attraverso cicli successivi, coordinando l’avanzamento delle pareti con la realizzazione dei solai.
Casseforme per edifici multipiano e grattacieli
Come vengono impiegate le casseforme rampanti per pile e piloni di ponti?
Nella costruzione di ponti e viadotti, le casseforme rampanti permettono di realizzare pile e piloni in calcestruzzo armato mediante getti successivi, sostenendo le unità attraverso ancoraggi collegati alle porzioni di struttura già costruite.
Questa tecnologia risulta particolarmente utile quando l’altezza degli elementi rende poco pratico l’impiego di casserature convenzionali.
Le casseforme rampanti possono essere utilizzate anche per elementi a sezione variabile o con pareti inclinate, purché siano adottati dispositivi e configurazioni progettati per adattarsi alla geometria prevista.
In queste applicazioni sono particolarmente importanti il controllo della verticalità, la verifica degli ancoraggi e la valutazione delle azioni durante le movimentazioni.
Casseforme per torri e strutture industriali
Quando si utilizzano le casseforme rampanti per torri e strutture industriali?
Le casseforme rampanti vengono utilizzate nella costruzione di torri tecniche, silos, strutture industriali e altre opere verticali in calcestruzzo armato quando le geometrie e le riprese di getto rendono conveniente l’impiego di sistemi di avanzamento.
Per strutture circolari, curve o con sezione variabile possono essere necessarie attrezzature appositamente configurate.
In queste applicazioni assumono particolare importanza la precisione del posizionamento, il controllo delle deformazioni e la capacità di ripetere i cicli operativi mantenendo le tolleranze di progetto.
Casseforme per pile e piloni di ponti
Come vengono utilizzate le casseforme rampanti nelle opere idrauliche e infrastrutturali?
Nelle dighe, negli sbarramenti e in altre opere idrauliche in calcestruzzo, possono essere impiegati sistemi rampanti progettati per sostenere le azioni derivanti da getti di grandi dimensioni.
In alcuni casi vengono utilizzate casseforme rampanti monofaccia, nelle quali la pressione del calcestruzzo fresco viene trasferita alle strutture di sostegno e agli ancoraggi senza ricorrere ai tradizionali tiranti passanti fra due superfici casseranti contrapposte.
Questa configurazione richiede verifiche particolarmente attente delle azioni orizzontali, della capacità degli ancoraggi e della resistenza delle porzioni di struttura già realizzate.
Casseforme per opere idrauliche e infrastrutturali
Qual è la differenza tra casseforme rampanti, casseforme a telaio e casseforme modulari?
Le casseforme rampanti si distinguono principalmente per la modalità di avanzamento e sostegno durante la costruzione. Le casseforme a telaio e quelle modulari sono invece classificate soprattutto per la configurazione dei componenti, mentre le casseforme scorrevoli si caratterizzano per la diversa modalità di progressione del getto.
Le casseforme a telaio sono costituite da pannelli con una struttura perimetrale, generalmente metallica, che sostiene il rivestimento a contatto con il calcestruzzo. Possono essere utilizzate autonomamente oppure integrate in un sistema rampante compatibile.
Le casseforme modulari comprendono elementi standardizzati e combinabili, adattabili a diverse dimensioni e geometrie. Anche una cassaforma rampante può essere modulare, quando utilizza mensole, pannelli e collegamenti standardizzati.
Le casseforme modulari in plastica sono generalmente realizzate con pannelli polimerici assemblabili. Non sono automaticamente idonee all’impiego in un sistema rampante: tale utilizzo richiede configurazioni specificamente previste e verificate per rigidezza, collegamenti e trasmissione dei carichi.
Sistema
Caratteristica distintiva
Modalità d’impiego
Casseforme rampanti
Avanzamento progressivo in altezza
Getti verticali successivi
Casseforme a telaio
Pannelli irrigiditi da telai
Pareti, pilastri e sistemi rampanti compatibili
Casseforme modulari
Elementi standard combinabili
Diverse geometrie e applicazioni
Casseforme modulari in plastica
Pannelli in materiale polimerico
Getti compatibili con le prestazioni del sistema
Sistemi di casseforme rampanti: Doka
Doka propone una gamma di casseforme rampanti e autorampanti destinata alla realizzazione di strutture verticali in calcestruzzo armato, dagli edifici multipiano alle pile di ponti, fino alle dighe e alle torri di raffreddamento.
Tra i sistemi rientrano la cassaforma rampante MF240, la cassaforma rampante guidata Xclimb 60, la cassaforma autorampante SKE plus, il cassero diga D15/D22/D35 e la cassaforma per torri di raffreddamento SK175.
Cassaforma rampante Doka MF240
La Doka MF240 è una cassaforma rampante movimentata mediante gru, progettata per edifici alti, pile di ponti, piloni e altre strutture verticali. Cassaforma e piattaforma sono collegate e possono essere trasferite insieme alla sezione di getto successiva con un unico movimento della gru. Il sistema consente tuttavia di effettuare le normali operazioni di casseratura e disarmo senza ricorrere alla gru.
Caratteristica
Doka MF240
Tipologia
Cassaforma rampante movimentata con gru
Altezza di casseratura
Fino a 6,0 m
Inclinazione
Fino a ±15°
Larghezza piattaforma di lavoro
2,40 m
Arretramento cassaforma
Fino a 75 cm
Applicazioni principali
Edifici alti, pile, piloni, silos e torri
Cassaforma rampante guidata Doka Xclimb 60
La Doka Xclimb 60 è un sistema rampante nel quale l’intera unità viene guidata lungo la costruzione mediante profili verticali. A differenza di una cassaforma rampante convenzionale movimentata semplicemente dalla gru, il sistema rimane collegato alla struttura anche durante la traslazione. Nella versione guidata con gru, il profilo verticale viene mantenuto durante lo spostamento in almeno due scarpe guida.
Caratteristica
Doka Xclimb 60
Tipologia
Cassaforma rampante guidata
Movimentazione
Con gru nella versione guidata
Sistema di guida
Profili verticali e scarpe guida
Collegamento alla struttura
Rimane guidata durante la traslazione
Configurazione
Modulare
Applicazioni principali
Nuclei di edifici alti, facciate, pilastri e strutture industriali
Cassaforma autorampante Doka SKE plus
La Doka SKE plus è una famiglia di casseforme autorampanti completamente idrauliche pensata per strutture di elevata altezza. Il sistema permette di trasferire le unità senza ricorrere alla gru per la normale operazione di avanzamento e comprende principalmente le varianti SKE50 plus e SKE100 plus, differenziate per capacità di sollevamento e configurazioni operative.
Caratteristica
SKE50 plus
SKE100 plus
Tipologia
Autorampante idraulica
Autorampante idraulica
Portata per mensola
5 t
10 t
Movimentazione
Senza gru
Senza gru
Traslazione
Idraulica e coordinata
Idraulica e coordinata
Applicazioni principali
Edifici alti, pile e piloni
Edifici alti e applicazioni con maggiori carichi
La SKE50 plus è indicata da Doka per edifici alti, strutture industriali, pilastri, piloni e facciate. La SKE100 plus, grazie alla maggiore capacità di 10 tonnellate per mensola, può essere configurata anche per movimentare ulteriori carichi utili e per organizzare le lavorazioni su diversi livelli.
Cassero diga Doka D15, D22 e D35
Il cassero diga Doka è una famiglia di sistemi rampanti sviluppata per opere massive e getti contro terra, come dighe, centrali idroelettriche e altre strutture infrastrutturali. La piattaforma rampante trasferisce le azioni prodotte dal getto alla sezione di calcestruzzo già realizzata. La gamma comprende le varianti D15, D22 e D35, dimensionate per differenti esigenze di progetto.
Caratteristica
Cassero diga Doka
Varianti principali
D15, D22, D35
Tipologia
Sistema rampante con gru
Altezza dei blocchi
Fino a 5,0 m, secondo la variante
Movimentazione
Cassaforma e piattaforma sollevate insieme
Applicazioni principali
Dighe, centrali idroelettriche e strutture massive
Cassaforma per torri di raffreddamento Doka SK175
La Doka SK175 è una soluzione specialistica sviluppata per la costruzione di torri di raffreddamento iperparaboloidi a tiraggio naturale. A differenza delle casseforme autorampanti idrauliche tradizionali, il sollevamento avviene mediante dispositivi elettromeccanici e non richiede la gru durante il normale avanzamento.
Caratteristica
Doka SK175
Tipologia
Sistema autorampante elettromeccanico
Applicazione principale
Torri di raffreddamento
Altezza sezione di getto
1,50 m
Inclinazione regolabile
Fino a 22°
Livelli di passerelle
4
Movimentazione
Senza gru
Il sistema è progettato specificamente per seguire la variazione geometrica delle torri di raffreddamento. Doka indica la possibilità di operare su strutture curve con raggio minimo di 70 m e di regolare l’inclinazione fino a 22°.
Come scegliere le casseforme rampanti più adatte?
La scelta delle casseforme rampanti deve partire dall’altezza dell’opera, dal numero di cicli di getto, dalla geometria della struttura, dai carichi, dalla disponibilità della gru e dalla capacità degli ancoraggi.
Occorre, inoltre, confrontare la sicurezza operativa e il costo complessivo delle diverse alternative.
Criterio
Verifica richiesta
Altezza dell’opera
Numero di riprese e convenienza del sistema
Geometria
Pareti rettilinee, inclinate, curve o a sezione variabile
Pressione del calcestruzzo
Compatibilità con la capacità dei pannelli
Ancoraggi
Resistenza e trasmissione dei carichi
Maturazione
Resistenza richiesta nelle fasi costruttive
Gru
Disponibilità e interferenze con altre attività
Sicurezza
Accessi, protezioni, procedure di montaggio e avanzamento
Costi
Progettazione, noleggio, manodopera, sollevamenti e smontaggio
L’altezza della costruzione e il numero di riprese influenzano la convenienza della soluzione. In un’opera con molti cicli, un sistema autorampante può essere interessante perché riduce la dipendenza dalla gru.
La geometria strutturale determina la configurazione dei pannelli e delle mensole. Nuclei complessi, pareti inclinate e sezioni variabili possono richiedere attrezzature e regolazioni specifiche.
La pressione del calcestruzzo fresco deve essere valutata considerando velocità di getto, caratteristiche della miscela, temperatura e modalità di posa. La capacità della cassaforma deve essere compatibile con le effettive condizioni operative.
Particolare attenzione deve essere riservata alla capacità degli ancoraggi e alla resistenza del calcestruzzo nelle diverse fasi costruttive. Le azioni devono essere considerate anche nelle operazioni di disarmo e sollevamento, non soltanto durante il getto.
Infine, è necessario considerare gli spazi di manovra, gli accessi, le condizioni ambientali e l’organizzazione delle lavorazioni.
Qual è la normativa di riferimento per le casseforme rampanti?
Le casseforme rampanti devono essere utilizzate nel rispetto delle disposizioni applicabili alle attrezzature di lavoro, alle opere provvisionali, ai lavori in quota e all’esecuzione delle strutture in calcestruzzo armato.
Quali articoli del D.Lgs. 81/2008 si applicano alle casseforme rampanti?
Il D.Lgs. 81/2008 comprende disposizioni rilevanti per l’impiego delle casseforme rampanti nei cantieri.
In particolare:
articolo 111: disciplina gli obblighi relativi alla scelta e all’utilizzo delle attrezzature per lavori temporanei in quota, compresa la priorità delle protezioni collettive;
articolo 112: richiede che le opere provvisionali siano idonee allo scopo, realizzate a regola d’arte e mantenute in efficienza;
articolo 122: riguarda l’adozione di adeguate opere provvisionali o precauzioni contro le cadute di persone e cose nei lavori in quota;
articolo 123: prevede la sorveglianza del preposto nelle operazioni di montaggio e smontaggio delle opere provvisionali.
Questi riferimenti non esauriscono tutti gli obblighi applicabili alla specifica attività. È necessario valutare anche le disposizioni relative alle attrezzature di lavoro, ai mezzi di sollevamento e all’organizzazione della sicurezza nel cantiere.
Quali norme UNI ed EN sono pertinenti alle casseforme rampanti?
Le norme tecniche applicabili dipendono dai componenti, dalle funzioni e dalla configurazione del sistema rampante.
Norma tecnica
Ambito di riferimento
UNI EN 13670:2010
Requisiti comuni per l’esecuzione delle strutture in calcestruzzo
UNI EN 12812:2008
Requisiti prestazionali e metodi di calcolo per le strutture di sostegno temporanee nel relativo campo di applicazione
UNI EN 12811-1:2004
Requisiti prestazionali e criteri generali di progettazione dei ponteggi di accesso e di lavoro
UNI EN 13374:2025
Requisiti e metodi di prova dei sistemi temporanei di protezione dei bordi
La UNI EN 13670:2010 fornisce requisiti comuni per l’esecuzione delle strutture in calcestruzzo e non disciplina direttamente la sicurezza dei lavoratori.
La UNI EN 12812:2008 riguarda le strutture di sostegno temporanee nel proprio campo di applicazione. È importante precisare che non definisce i requisiti delle casseforme in quanto tali, anche se queste possono far parte della struttura di sostegno.
La UNI EN 12811-1:2004 riguarda i requisiti prestazionali e la progettazione generale dei ponteggi di accesso e di lavoro.
La UNI EN 13374:2025 disciplina requisiti e metodi di prova dei sistemi temporanei di protezione dei bordi, con le esclusioni previste dal proprio campo di applicazione.
Per le verifiche strutturali dell’opera permanente e delle fasi costruttive devono inoltre essere considerate le pertinenti disposizioni delle NTC 2018.
FAQ sulle casseforme rampanti
Qual è la differenza tra casseforme rampanti e autorampanti?
Le casseforme rampanti sono sistemi che avanzano per riprese successive di getto. Le casseforme autorampanti rappresentano una tipologia di sistema rampante dotato di dispositivi di sollevamento idraulici che non richiedono l’impiego della gru per la normale ripresa.
Qual è la differenza tra casseforme rampanti e scorrevoli?
Le casseforme rampanti convenzionali avanzano attraverso cicli distinti di getto, maturazione e riposizionamento. Le casseforme scorrevoli utilizzano invece un avanzamento progressivo coordinato con le operazioni di getto e presa del calcestruzzo.
Quando conviene utilizzare le casseforme autorampanti?
Le casseforme autorampanti possono risultare convenienti in opere caratterizzate da numerose riprese di getto, soprattutto quando la disponibilità della gru è limitata o l’altezza rende importante organizzare cicli di avanzamento regolari.
Quale resistenza deve raggiungere il calcestruzzo prima di sollevare una cassaforma rampante?
Non esiste un valore minimo universale applicabile a tutti i sistemi. La resistenza richiesta deve essere stabilita sulla base delle azioni trasmesse dagli ancoraggi, della configurazione dell’attrezzatura e delle verifiche progettuali.
Le casseforme rampanti possono essere utilizzate per pareti inclinate?
Sì, utilizzando configurazioni appositamente progettate, dispositivi di regolazione e sistemi di ancoraggio adeguati alle caratteristiche geometriche e alle azioni previste.
Quali norme regolano l’impiego delle casseforme rampanti?
In Italia il riferimento legislativo principale è il D.Lgs. 81/2008. Sono inoltre pertinenti, nei rispettivi campi di applicazione, le NTC e norme tecniche come UNI EN 13670, UNI EN 12812, UNI EN 12811-1 e UNI EN 13374.
Fonte: Read More
