Casseforme in legno: tipologie e caratteristiche
Scopri le caratteristiche delle casseforme in legno, le tipologie, i materiali impiegati, i vantaggi e gli utilizzi nelle opere di calcestruzzo
Le casseforme in legno, dette anche casseri in legno, sono strutture provvisorie utilizzate per contenere e modellare il calcestruzzo fresco durante il getto e le prime fasi di indurimento. Si realizzano con tavole di legno massiccio, pannelli a tre strati o compensati multistrato, associati a travi, correnti, tiranti e sostegni. Sono impiegate per fondazioni, pilastri, travi, pareti, solai e opere sagomate.
La scelta e la configurazione delle casseforme in legno devono tenere conto delle geometrie e delle dimensioni degli elementi in calcestruzzo armato da realizzare. Per definire e verificare il progetto strutturale, scopri il software per il calcolo strutturale: puoi modellare travi, pilastri, pareti, solai e fondazioni, analizzare il comportamento della struttura e ottenere gli elaborati necessari alla sua realizzazione.
Cosa sono le casseforme in legno?
Le casseforme in legno sono sistemi temporanei che conferiscono al calcestruzzo la forma e le dimensioni previste dal progetto, mantenendo il conglomerato fresco nella posizione stabilita fino al raggiungimento delle condizioni necessarie per il disarmo.
Il loro compito consiste nel:
contenere il calcestruzzo durante il getto;
garantire la geometria degli elementi;
contrastare le pressioni del conglomerato fresco;
trasferire i carichi alle strutture di sostegno;
limitare deformazioni e spostamenti;
contribuire alla qualità delle superfici dopo il disarmo.
Nelle casserature tradizionali, il legno può costituire sia la superficie a contatto con il calcestruzzo sia una parte degli elementi di irrigidimento.
Nei sistemi misti, invece, i pannelli lignei vengono associati a telai metallici, tiranti, puntelli e altri componenti industrializzati.
La principale differenza rispetto alle casseforme metalliche completamente modulari è la possibilità di tagliare e adattare gli elementi lignei direttamente in cantiere, caratteristica utile per geometrie non standardizzate.
La flessibilità non elimina tuttavia la necessità di verificare la capacità resistente, la stabilità e la deformabilità dell’intero sistema durante montaggio, getto e disarmo.
Per approfondire il funzionamento dei sistemi di casseratura, le principali tipologie, i materiali e i criteri di scelta, leggi Casseforme: significato, utilizzo e funzioni
Come sono fatte le casseforme in legno?
Le casseforme in legno sono composte da pannelli di contenimento, elementi di irrigidimento, strutture di sostegno e dispositivi di collegamento. Ogni componente contribuisce a mantenere la geometria prevista e a trasferire in sicurezza le azioni generate durante il getto.
Componente
Funzione
Tavole e pannelli lignei
Contengono il calcestruzzo e determinano la finitura superficiale
Travi e correnti
Irrigidiscono la struttura e limitano le deformazioni
Montanti e puntelli
Trasferiscono i carichi alle strutture di appoggio
Controventi
Contrastano gli spostamenti e contribuiscono alla stabilità
Tiranti
Contrastano le spinte nelle casserature verticali
Distanziatori e collegamenti
Mantengono dimensioni, allineamenti e configurazione
Accessori di fissaggio
Consentono assemblaggio, regolazione e manutenzione
Nelle casseforme tradizionali gli elementi sono tagliati e assemblati per uno specifico getto. Nei sistemi prefabbricati possono essere predisposti in moduli destinati a più cicli di utilizzo.
La disposizione dei pannelli, gli interassi dei correnti, il numero dei tiranti e le caratteristiche dei sostegni devono essere stabiliti considerando i carichi di progetto e le prestazioni meccaniche dei componenti.
Come funzionano le casseforme in legno durante il getto?
Le casseforme in legno funzionano contenendo il calcestruzzo fresco e trasferendo le azioni generate dal getto attraverso pannelli, travi, correnti, tiranti e sostegni. La struttura deve essere sufficientemente resistente, rigida e stabile per evitare cedimenti o deformazioni incompatibili con il progetto.
Il funzionamento può essere descritto attraverso quattro fasi:
montaggio e posizionamento: i componenti vengono assemblati rispettando geometrie, collegamenti, allineamenti e appoggi previsti;
getto del calcestruzzo: il conglomerato esercita carichi verticali e, nelle casseforme per pareti o pilastri, pressioni laterali;
presa e indurimento: la casseratura mantiene la geometria dell’elemento mentre il calcestruzzo sviluppa le proprie prestazioni meccaniche;
disarmo: i pannelli e i sostegni vengono rimossi secondo una sequenza compatibile con la resistenza raggiunta dal calcestruzzo e con la stabilità della struttura.
Nei getti verticali, la pressione laterale è influenzata dalla velocità di riempimento, dalla temperatura, dalla consistenza della miscela, dalle modalità di posa e dal comportamento reologico del calcestruzzo.
Per i sistemi industrializzati occorre rispettare i valori di pressione ammissibile e le condizioni d’impiego dichiarati dal produttore, verificando la configurazione effettiva.
Quali materiali si utilizzano per realizzare le casseforme in legno?
I materiali principali per le casseforme in legno sono tavole di legno massiccio, pannelli a tre strati e pannelli multistrato o compensati filmati. La scelta dipende dalle prestazioni meccaniche, dalla resistenza all’umidità, dalla finitura richiesta e dalla possibilità di reimpiego.
Quando si utilizza il legno massiccio?
Il legno massiccio è impiegato soprattutto nelle casserature tradizionali realizzate su misura. Tavole, morali e travetti possono essere tagliati e assemblati direttamente in cantiere per adattarsi a geometrie specifiche.
Le conifere, come abete e pino, sono materiali comunemente utilizzati per la loro lavorabilità e disponibilità commerciale.
Il vantaggio principale consiste nella flessibilità esecutiva. Tuttavia, il legno massiccio è sensibile alle variazioni di umidità, che possono provocare rigonfiamenti, ritiri e deformazioni.
La selezione degli elementi deve considerare qualità del materiale, integrità, caratteristiche meccaniche e condizioni di utilizzo.
Quali caratteristiche hanno i pannelli in legno a tre strati?
I pannelli a tre strati sono costituiti da strati di legno incollati con orientamento incrociato delle fibre. Questa configurazione migliora la stabilità dimensionale rispetto alle semplici tavole e consente di ottenere superfici di casseratura relativamente continue.
I pannelli a tre strati possono essere impiegati per fondazioni, pareti, travi e solai, sempre in associazione a sistemi di sostegno adeguati.
I trattamenti superficiali e la protezione dei bordi contribuiscono a limitare il deterioramento dovuto all’umidità e alle lavorazioni di disarmo.
A cosa servono i pannelli multistrato e i compensati filmati?
I pannelli multistrato sono costituiti da fogli sottili di legno sovrapposti, generalmente con fibre orientate in direzioni alternate.
I compensati filmati presentano inoltre un rivestimento superficiale, spesso realizzato con resine fenoliche, che riduce l’assorbimento superficiale e contribuisce alla resistenza all’usura.
Sono particolarmente utili per ottenere superfici regolari e per eseguire getti ripetitivi.
La resistenza all’umidità dipende non soltanto dal rivestimento, ma anche dalla qualità dell’incollaggio, dalla composizione del pannello e dalla protezione dei bordi. La UNI EN 636 costituisce un riferimento per la classificazione e le specifiche dei pannelli compensati.
Quali sono le principali tipologie di casseforme in legno?
Le principali tipologie sono casseforme tradizionali assemblate in opera, casseforme a pannelli, sistemi modulari misti legno-metallo e casseforme speciali sagomate. La distinzione riguarda il grado di prefabbricazione, la flessibilità geometrica e le modalità di montaggio.
Tipologia
Caratteristiche
Applicazione indicativa
Tradizionali
Tavole e travetti assemblati in opera
Getti personalizzati e interventi non ripetitivi
A pannelli
Superfici più continue con sostegni dedicati
Fondazioni, pareti, travi
Modulari misti
Pannelli lignei e telai o collegamenti metallici
Getti ripetitivi
Speciali sagomate
Elementi tagliati, curvati o configurati su misura
Superfici curve e geometrie complesse
Quando convengono le casseforme tradizionali in legno?
Sono realizzate assemblando direttamente in cantiere tavole, pannelli, travetti e sistemi di sostegno.
Consentono di adattare la casseratura a geometrie particolari, dimensioni variabili e interventi di modesta entità.
Richiedono però una maggiore incidenza delle lavorazioni di carpenteria e un attento controllo dell’assemblaggio, dei collegamenti e della stabilità.
Quando utilizzare le casseforme in legno a pannelli?
Le casseforme a pannelli sono adatte quando occorre realizzare superfici relativamente continue e ridurre il numero dei giunti rispetto al tavolato tradizionale.
I pannelli sono sostenuti da travi e correnti, disposti secondo interassi compatibili con le prestazioni dichiarate e i carichi previsti.
La capacità del sistema non dipende soltanto dallo spessore del pannello, ma anche dalla distribuzione e dalla rigidezza degli elementi portanti.
Quali vantaggi offrono le casseforme modulari legno-metallo?
I sistemi modulari misti utilizzano pannelli lignei come superficie di contatto e strutture metalliche per sostegno, collegamento e irrigidimento.
La standardizzazione può semplificare montaggio, movimentazione e reimpiego, soprattutto quando i getti presentano geometrie ripetitive.
Le prestazioni devono essere valutate sull’intero sistema e non sul singolo pannello.
Quando servono casseforme speciali e sagomate?
Le casseforme speciali consentono di realizzare superfici curve, inclinate o architettonicamente complesse.
Possono essere composte da tavole strette, pannelli curvabili o elementi sagomati, associati a irrigidimenti specifici.
La loro progettazione richiede particolare attenzione alla geometria, alla distribuzione delle pressioni, alla tenuta dei giunti e alla possibilità di eseguire il disarmo senza danneggiare il manufatto.
Dove si utilizzano le casseforme in legno nelle costruzioni?
Le casseforme in legno vengono impiegate per realizzare fondazioni, pilastri, pareti, setti, travi, solai, scale e opere speciali in calcestruzzo armato. La configurazione cambia in funzione della geometria dell’elemento e della direzione dei carichi durante il getto.
Applicazione
Caratteristiche della casseratura
Fondazioni
Casseri laterali per plinti, travi di fondazione e bordi di platee.
Pilastri
Superfici verticali assemblate per contenere il getto sui lati della sezione.
Pareti e setti
Pannelli contrapposti, collegati mediante tiranti e sistemi di irrigidimento.
Travi
Casseri costituiti da fondo e sponde laterali, con sostegni adeguati.
Solai
Pannelli orizzontali sostenuti da travi, puntelli e strutture provvisionali.
Scale
Elementi sagomati per rampe, pianerottoli e geometrie inclinate.
Opere speciali
Casseri personalizzati per superfici curve e dettagli architettonici.
Nelle lavorazioni con geometrie non ripetitive, le casseforme lignee consentono un’elevata personalizzazione.
Nei grandi cantieri con numerosi getti analoghi, invece, è opportuno confrontare i sistemi tradizionali con quelli modulari, considerando costi, tempi, organizzazione delle squadre e numero dei cicli previsti.
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle casseforme in legno?
Il principale vantaggio delle casseforme in legno è la versatilità: possono essere tagliate e assemblate per adattarsi a dimensioni e geometrie diverse. I limiti più importanti riguardano sensibilità all’umidità, usura, deformazioni e tempi di lavorazione.
Vantaggi
Svantaggi
Facilità di taglio e lavorazione
Sensibilità all’umidità e agli agenti atmosferici
Adattabilità a geometrie non standard
Possibili deformazioni e variazioni dimensionali
Costo iniziale contenuto in molte configurazioni tradizionali
Numero di reimpieghi variabile e generalmente limitato rispetto ai sistemi metallici durevoli
Possibilità di realizzare casseri su misura
Necessità di controllare accuratamente giunti e collegamenti
Ampia disponibilità di materiali e componenti
Maggiore incidenza della carpenteria nelle soluzioni assemblate in opera
Possibilità di ottenere finiture superficiali differenti
Usura, danneggiamento dei bordi e necessità di manutenzione
Il costo iniziale dei materiali non rappresenta da solo la convenienza economica della soluzione.
Quando il numero di getti aumenta, i tempi di assemblaggio, la manutenzione e la sostituzione dei pannelli possono rendere preferibili sistemi industrializzati più durevoli.
Casseforme in legno o metalliche: quali sono le differenze?
Le casseforme in legno privilegiano adattabilità e lavorabilità, mentre i sistemi metallici industrializzati offrono generalmente maggiore standardizzazione e possibilità di reimpiego.
Non esiste una soluzione universalmente migliore: la scelta dipende dalla geometria, dalla ripetitività dei getti e dai costi complessivi.
Caratteristica
Casseforme in legno
Casseforme metalliche
Materiali
Tavole, pannelli e travi lignee
Acciaio o alluminio, talvolta con pannelli di rivestimento sostituibili
Adattabilità
Elevata possibilità di taglio e personalizzazione
Dipende dalla modularità e dagli accessori del sistema
Peso
Variabile in base ai pannelli e alla struttura
Dipende dal materiale, dalla dimensione e dalla configurazione
Resistenza all’umidità
Richiede protezione e manutenzione
I componenti metallici richiedono adeguata protezione dalla corrosione, quando pertinente
Reimpieghi
Dipendono dalla qualità e dallo stato dei componenti lignei
Generalmente elevati nei sistemi durevoli correttamente mantenuti
Montaggio
Può richiedere lavorazioni di carpenteria in opera
Generalmente più standardizzato nei sistemi modulari
Finitura del calcestruzzo
Influenzata da tavole, pannelli, giunti e rivestimenti
Dipende dalla superficie direttamente a contatto con il getto
Convenienza economica
Spesso favorevole per geometrie personalizzate e pochi impieghi
Potenzialmente favorevole per cicli ripetitivi e utilizzi frequenti
I sistemi misti legno-metallo offrono una soluzione intermedia, combinando pannelli lignei adattabili con telai e collegamenti industrializzati.
Anche il peso non può essere confrontato genericamente senza conoscere dimensioni, componenti e configurazione.
Come scegliere le casseforme in legno?
Per scegliere una cassaforma in legno occorre considerare geometria dell’opera, carichi di getto, capacità resistente, rigidezza, umidità, qualità superficiale e numero di riutilizzi. La selezione deve riguardare l’intero sistema di casseratura e sostegno, non soltanto il pannello.
Come valutare resistenza e rigidezza?
Le casseforme devono sopportare le azioni previste durante il getto senza condizioni di instabilità o deformazioni incompatibili con le tolleranze progettuali.
La valutazione deve comprendere pannelli, travi, correnti, tiranti, collegamenti, puntelli e appoggi, considerando anche le fasi transitorie di montaggio e disarmo.
Quale spessore devono avere i pannelli per casseforme?
Non esiste uno spessore universalmente corretto per tutti i pannelli delle casseforme in legno. Lo spessore dipende dalle caratteristiche meccaniche del materiale, dalla distanza tra gli appoggi, dalla distribuzione dei carichi e dai limiti di deformazione ammessi.
I formati commerciali sono dati di partenza e non sostituiscono la verifica della configurazione.
Come valutare la resistenza all’umidità?
La presenza di acqua nel calcestruzzo e l’esposizione alle condizioni ambientali possono provocare variazioni dimensionali e deterioramento degli elementi lignei.
È importante considerare incollaggi, rivestimenti, trattamenti protettivi, bordi e condizioni di conservazione.
Come scegliere il pannello in base alla finitura?
La superficie del pannello determina parte dell’aspetto del manufatto dopo il disarmo.
Per getti ordinari possono risultare adeguati tavolati e pannelli tradizionali. Per calcestruzzo faccia a vista occorre controllare con maggiore attenzione assorbimento, regolarità, giunti, rivestimenti e prodotti disarmanti.
Come valutare il numero di reimpieghi?
Il numero di reimpieghi dipende dalle prestazioni del prodotto, dalle modalità di montaggio, dal disarmo, dalla pulizia, dalla manutenzione e dalla conservazione.
Non è corretto applicare un numero fisso a tutte le tipologie di casseforme in legno. Le indicazioni del produttore devono essere integrate con controlli sullo stato effettivo degli elementi.
Come si dimensionano le casseforme in legno?
Il dimensionamento delle casseforme in legno richiede di determinare le azioni previste durante il getto e verificare pannelli, elementi portanti, collegamenti, sostegni e appoggi. Particolare attenzione deve essere dedicata alle pressioni laterali del calcestruzzo fresco e alle deformazioni della struttura provvisionale.
Da cosa dipende la pressione del calcestruzzo fresco?
La pressione del calcestruzzo fresco sulle pareti della cassaforma dipende dalle caratteristiche della miscela e dalle modalità di getto.
I principali fattori da considerare sono:
altezza del calcestruzzo presente nella cassaforma;
velocità di riempimento;
temperatura del conglomerato e dell’ambiente;
consistenza e comportamento reologico;
modalità di posa e compattazione.
La valutazione può richiedere modelli di pressione specifici per le condizioni operative. Non è corretto assegnare automaticamente la stessa pressione a tutti i getti.
Quali verifiche sono necessarie?
Le verifiche devono riguardare le prestazioni dell’intero sistema provvisionale, considerando le fasi di costruzione previste.
Elemento
Aspetto da verificare
Pannelli
Resistenza e deformabilità
Travi e correnti
Sollecitazioni, rigidezza e stabilità
Tiranti
Capacità di contrastare le spinte
Collegamenti
Resistenza e corretto assemblaggio
Puntelli
Capacità portante e stabilità
Appoggi
Ripartizione dei carichi e capacità del supporto
Sistema complessivo
Stabilità e comportamento nelle diverse fasi
Per i sistemi industrializzati occorre utilizzare le tabelle di carico, le istruzioni e le condizioni di impiego del produttore.
La verifica della casseratura provvisionale non può essere sostituita dal solo calcolo dell’elemento permanente in calcestruzzo armato.
Come influiscono le casseforme in legno sulla finitura del calcestruzzo?
Le casseforme in legno influenzano direttamente la finitura del calcestruzzo, perché le caratteristiche superficiali delle tavole o dei pannelli possono essere riprodotte sul manufatto dopo il disarmo. Il risultato dipende anche dall’assorbimento d’acqua, dai giunti, dai disarmanti e dalle modalità di getto.
Le tavole di legno massiccio possono imprimere venature e giunzioni, creando una tessitura architettonica riconoscibile.
I pannelli a tre strati consentono generalmente di ottenere superfici più continue rispetto al tavolato tradizionale, pur mantenendo caratteristiche legate alla struttura e al trattamento superficiale del legno.
I compensati filmati, grazie alla maggiore regolarità della superficie e al minore assorbimento, possono risultare indicati per finiture più uniformi.
Per il calcestruzzo faccia a vista è importante controllare:
disposizione e continuità dei giunti;
posizione dei fori dei tiranti;
pulizia e integrità dei pannelli;
quantità e compatibilità dei disarmanti;
modalità e regolarità del getto;
compattazione del conglomerato.
Il risultato finale dipende dall’intero processo esecutivo, non soltanto dal materiale della cassaforma.
Quali difetti possono derivare da una casseratura non corretta?
Un montaggio non corretto delle casseforme in legno può provocare difetti superficiali, alterazioni geometriche e perdita di boiacca durante il getto. Alcune imperfezioni derivano anche dalla miscela di calcestruzzo e da modalità di posa o compattazione non adeguate.
Difetto
Possibile causa
Perdita di boiacca
Giunti non sufficientemente sigillati
Differenze cromatiche
Assorbimento non uniforme delle superfici
Impronte indesiderate
Pannelli danneggiati o deteriorati
Irregolarità geometriche
Deformazioni o spostamenti della casseratura
Vuoti superficiali
Combinazione di condizioni di getto, compattazione e superficie
Nidi di ghiaia
Difetti di posa o compattazione, talvolta aggravati dalla geometria
Quante volte si possono riutilizzare le casseforme in legno?
Le casseforme in legno possono essere impiegate per più getti, ma non esiste un numero di riutilizzi valido per tutti i materiali e sistemi. La durata dipende dalla qualità del prodotto, dalla geometria del manufatto, dalle condizioni operative e dalla manutenzione eseguita.
Le tavole tradizionali possono richiedere tagli specifici o subire danni durante il disarmo, limitando la possibilità di reimpiego.
I pannelli multistrato e quelli con rivestimenti protettivi possono garantire una migliore resistenza all’usura, purché utilizzati e conservati correttamente.
La possibilità di riutilizzo deve essere valutata dopo ogni ciclo. Occorre verificare la presenza di deformazioni permanenti, delaminazioni, deterioramento dei bordi, danni ai collegamenti e alterazioni che possano compromettere la funzione del componente.
La manutenzione comprende pulizia, conservazione in condizioni appropriate, protezione dall’umidità e sostituzione degli elementi non più idonei.
Normativa sulle casseforme in legno
La progettazione e l’impiego delle casseforme in legno devono tenere conto delle disposizioni sulla sicurezza nei cantieri, delle norme sull’esecuzione delle strutture in calcestruzzo e delle specifiche tecniche dei componenti. Il riferimento dipende dalla funzione della cassaforma e dal sistema utilizzato.
Riferimento
Ambito di applicazione
D.Lgs. 81/2008 e successive modifiche
Salute e sicurezza nei cantieri, gestione dei rischi e delle attrezzature
UNI EN 13670:2010
Requisiti per l’esecuzione delle strutture in calcestruzzo
UNI EN 12812:2008
Requisiti prestazionali e criteri di calcolo delle strutture provvisionali di sostegno
UNI EN 13377
Requisiti delle travi prefabbricate in legno per casseforme
UNI EN 636
Specifiche dei pannelli di compensato
D.M. 17 gennaio 2018 (NTC 2018)
Norme tecniche per le costruzioni, per gli aspetti pertinenti alla realizzazione delle opere strutturali
Cosa prevede il D.Lgs. 81/2008 per le armature provvisorie?
Il D.Lgs. 81/2008 contiene disposizioni rilevanti per la sicurezza delle armature provvisorie e delle strutture di sostegno impiegate durante le costruzioni.
In particolare:
Art. 143: riguarda le condizioni di resistenza dei supporti delle armature e delle centine;
Art. 144: disciplina la capacità delle armature di sopportare con sicurezza i carichi e la corretta distribuzione delle azioni al piede dei puntelli;
Art. 145: contiene disposizioni sul disarmo delle armature provvisorie.
Le prescrizioni devono essere considerate insieme agli altri obblighi pertinenti alla sicurezza del cantiere, alla valutazione dei rischi, all’organizzazione delle lavorazioni e alle attrezzature utilizzate.
Qual è il ruolo della UNI EN 13670?
La UNI EN 13670:2010 riguarda l’esecuzione delle strutture in calcestruzzo e definisce requisiti comuni per la realizzazione delle opere comprese nel proprio campo di applicazione.
È pertinente anche alle lavorazioni di casseratura, ma non sostituisce le disposizioni legislative sulla sicurezza dei lavoratori.
A cosa serve la UNI EN 12812?
La UNI EN 12812:2008 riguarda le strutture provvisionali di sostegno e contiene requisiti prestazionali e criteri per la loro progettazione.
Occorre distinguere le opere di sostegno provvisorio dalle superfici di contenimento del calcestruzzo: la norma non può essere considerata una disciplina esaustiva di tutte le tipologie di casseforme.
Cosa disciplinano la UNI EN 13377 e la UNI EN 636?
La UNI EN 13377:2003 definisce classificazione, requisiti e verifiche delle travi prefabbricate di legno per casseforme.
La UNI EN 636 riguarda le specifiche e la classificazione dei pannelli compensati nelle diverse condizioni di impiego. Le caratteristiche dichiarate per un pannello devono comunque essere valutate in relazione alla configurazione strutturale prevista.
Le NTC 2018 costituiscono, invece, il riferimento nazionale per la progettazione, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni negli ambiti di applicazione previsti.
Esempi di pannelli e sistemi di casseforme in legno
Tra i principali produttori di sistemi di casseratura, Doka propone una gamma di soluzioni che integrano pannelli e travi in legno con componenti di sostegno e collegamento per la realizzazione di strutture in calcestruzzo armato. L’offerta comprende pannelli lignei a tre strati, travi prefabbricate e sistemi industrializzati per la casseratura di pareti e solai. Queste soluzioni consentono di combinare le caratteristiche del legno con configurazioni modulari progettate per differenti esigenze esecutive.
Doka 3-SO: pannello in legno a tre strati
Doka 3-SO è un pannello per casseforme realizzato in legno massiccio a tre strati, con rivestimento in resina ureica-melamminica su entrambi i lati.
La struttura a strati incrociati contribuisce alla stabilità dimensionale, mentre il trattamento superficiale permette l’impiego del pannello nelle casserature per calcestruzzo.
È disponibile nello spessore di 27 mm e in diversi formati commerciali, con larghezza di 50 cm e lunghezze comprese tra 100 e 400 cm.
Parametro
Valore/descrizione
Prodotto
Doka 3-SO
Produttore
Doka
Tipologia
Pannello per casseforme a tre strati
Materiale
Legno massiccio a tre strati
Spessore
27 mm
Rivestimento
Resina ureica-melamminica su entrambi i lati
Larghezza
50 cm
Lunghezze disponibili
100, 150, 200, 250, 300, 350 e 400 cm
Applicazioni
Casseforme orizzontali e verticali
Caratteristica principale
Superficie di contenimento per getti ripetuti
Il pannello è indicato per la realizzazione di superfici di casseratura in configurazioni opportunamente dimensionate. Il numero effettivo di reimpieghi dipende dalle condizioni operative e dallo stato di conservazione.
Doka H20 top: trave prefabbricata in legno
Doka H20 top è una trave prefabbricata in legno ad anima piena, realizzata secondo la norma EN 13377 e utilizzata come componente portante nei sistemi di casseratura.
È costituita da ali in abete rosso selezionato e da un’anima in pannello speciale compresso. Le estremità sono dotate di un rinforzo in poliuretano, progettato per limitare i danneggiamenti durante l’utilizzo e la movimentazione.
Il trattamento superficiale dell’anima contribuisce alla protezione del materiale dall’umidità e dai raggi UV.
Parametro
Valore/descrizione
Prodotto
Doka H20 top
Produttore
Doka
Tipologia
Trave prefabbricata in legno per casseforme
Norma tecnica di riferimento
EN 13377
Materiale delle ali
Abete rosso selezionato
Anima H20 top P
Pannello compresso speciale
Anima H20 top N
Legno massiccio a tre strati
Altezza nominale
20 cm
Protezione delle estremità
Rinforzo in poliuretano
Trattamento superficiale
Verniciatura protettiva dell’anima
Lunghezze disponibili
Da 1,80 a 5,90 m nelle varianti italiane consultate
Applicazioni
Elementi portanti per sistemi di casseratura
La trave H20 top non costituisce direttamente la superficie a contatto con il calcestruzzo, ma svolge una funzione portante nella struttura della cassaforma.
Per il dimensionamento occorre fare riferimento ai valori di resistenza, rigidezza e capacità di carico riportati nella documentazione tecnica relativa alla variante effettivamente impiegata.
Dokaflex: sistema di casseforme a travi per solai
Dokaflex è un sistema di casseratura per solai che utilizza travi prefabbricate in legno, pannelli di rivestimento e puntelli per sostenere il calcestruzzo durante il getto.
La configurazione consente di adattare la disposizione degli elementi alle dimensioni e alla geometria del solaio, nel rispetto degli interassi e delle condizioni di carico previsti dalla documentazione tecnica.
La possibilità di scegliere differenti pannelli di contatto permette inoltre di rispondere a specifiche esigenze di finitura superficiale.
Parametro
Valore/descrizione
Sistema
Dokaflex
Produttore
Doka
Tipologia
Sistema di casseratura a travi per solai
Elementi portanti
Travi prefabbricate in legno
Componenti di sostegno
Puntelli e relativi accessori
Superficie di contatto
Pannelli per casseforme compatibili
Configurazione
Orditura di travi principali e secondarie
Applicazioni
Solai in calcestruzzo armato e configurazioni previste dal sistema
Flessibilità
Adattamento della disposizione degli elementi alle geometrie di progetto
Caratteristica principale
Sistema modulare per casserature orizzontali
La distanza tra travi e puntelli deve essere definita in funzione dello spessore del solaio, dei carichi previsti e delle prestazioni dei componenti, utilizzando le tabelle e le istruzioni ufficiali.
Doka Top 50: sistema di casseforme a travi per pareti
Doka Top 50 è un sistema di casseratura a travi per pareti che combina pannelli di contatto, travi Doka H20 e correnti di irrigidimento.
Il sistema consente di realizzare elementi di grandi dimensioni e configurazioni personalizzate, adattando la disposizione delle travi e dei correnti in funzione dei carichi previsti.
La possibilità di selezionare differenti pannelli permette di rispondere anche a esigenze specifiche di finitura del calcestruzzo.
Parametro
Valore/descrizione
Sistema
Top 50
Produttore
Doka
Tipologia
Cassaforma a travi per pareti
Elementi lignei
Travi Doka H20 e pannelli di contatto selezionabili
Elementi di irrigidimento
Correnti e componenti metallici
Configurazione
Sistema componibile in funzione delle esigenze progettuali
Dimensioni
Variabili in base alla configurazione
Finitura del calcestruzzo
Dipendente dal pannello di contatto selezionato
Applicazioni
Pareti, grandi superfici ed elementi con geometrie particolari
Caratteristica principale
Personalizzazione della geometria e della distribuzione degli elementi resistenti
Top 50 è particolarmente indicato quando le esigenze geometriche o prestazionali richiedono una casseratura specificamente configurata.
La pressione ammissibile del calcestruzzo fresco non deve essere considerata come un valore fisso del sistema, ma verificata in relazione alla configurazione adottata, agli interassi delle travi, ai correnti e ai collegamenti.
Tabella riepilogativa dei prodotti e sistemi Doka
Prodotto o sistema
Tipologia
Caratteristiche principali
Applicazioni
Doka 3-SO
Pannello in legno massiccio a tre strati
Spessore 27 mm, rivestimento protettivo su entrambi i lati
Casseforme orizzontali e verticali
Doka H20 top
Trave prefabbricata in legno
Altezza 20 cm, estremità rinforzate, riferimento EN 13377
Strutture portanti delle casseforme
Dokaflex
Sistema di casseratura a travi
Travi lignee, pannelli e puntelli
Solai in calcestruzzo armato
Top 50
Sistema di casseratura per pareti
Travi H20, correnti metallici e pannelli selezionabili
Pareti e geometrie personalizzate
FAQ sulle casseforme in legno
Qual è la differenza tra casseri e casseforme in legno?
I termini casseri in legno e casseforme in legno sono generalmente utilizzati per indicare gli stessi sistemi provvisori destinati a contenere e modellare il calcestruzzo fresco.
Quale legno si usa per le casseforme?
Si utilizzano tavole di legno massiccio, spesso di conifera, pannelli a tre strati e compensati multistrato. La scelta dipende dai carichi, dall’umidità, dalla finitura richiesta e dal riutilizzo previsto.
Quale spessore deve avere un pannello per casseforme?
Non esiste uno spessore valido per qualsiasi cassaforma. La scelta dipende dalle caratteristiche meccaniche del pannello, dall’interasse dei sostegni, dalla pressione del calcestruzzo e dai limiti di deformazione previsti.
Le casseforme in legno possono essere riutilizzate?
Sì. Il numero dei reimpieghi dipende dalla qualità del materiale, dalle condizioni di utilizzo, dal disarmo e dalla manutenzione. Prima di ogni nuovo utilizzo è necessario verificare l’integrità dei componenti.
Le casseforme in legno sono adatte al calcestruzzo faccia a vista?
Sì. Tavole e pannelli possono produrre finiture differenti. Il risultato dipende dalla regolarità delle superfici, dall’assorbimento, dalla disposizione dei giunti, dai disarmanti e dalle modalità di getto.
È meglio utilizzare casseforme in legno o metalliche?
Le casseforme in legno possono risultare convenienti per geometrie particolari e pochi getti. I sistemi metallici industrializzati possono offrire vantaggi nei cantieri con numerose lavorazioni ripetitive.
Quando si possono togliere le casseforme dal calcestruzzo?
Le casseforme possono essere rimosse quando il calcestruzzo ha raggiunto una resistenza compatibile con le azioni previste. Le modalità di disarmo dipendono dall’elemento strutturale, dalle condizioni effettive e dalle disposizioni tecniche e di sicurezza applicabili.
Fonte: Read More
