Emilia-Romagna: Fondo Energia ad imprese ed ESco per efficientamento energetico e rinnovabili

Emilia-Romagna: Fondo Energia ad imprese ed ESco per efficientamento energetico e rinnovabili

Finanziamenti da 25.000 euro e fino al massimale di un milione, domanda dal 5 ottobre

Riapre il Fondo Energia dell’Emilia-Romagna, lo strumento del PR FESR 2021-2027 che sostiene gli investimenti delle imprese per ridurre i consumi energetici, produrre energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo e sviluppare processi di economia circolare.

La Regione ha fissato l’apertura dello sportello alle ore 11 del 12 ottobre 2026, con chiusura alle ore 16 del 30 novembre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse. Dal 5 ottobre, alle ore 11, è possibile precaricare la domanda e la documentazione.

Quali interventi possono accedere al Fondo

Il Fondo si rivolge alle imprese di qualsiasi dimensione e alle ESCo. Sono beneficiari anche professionisti e altri soggetti che esercitano attività economiche, nel rispetto dei requisiti previsti.

Il progetto deve riguardare una sola unità locale o sede dell’attività professionale in Emilia-Romagna. Chi dispone di più sedi può presentare domande distinte, ciascuna riferita a un progetto autonomo e corredata dalla relativa documentazione.

Sono previste quattro categorie di intervento:

efficientamento energetico delle imprese;
impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo;
miglioramento e adeguamento sismico associati a interventi energetici;
circolarità dei processi e impianti di economia circolare.

Gli interventi sismici sono finanziabili solo in abbinamento all’efficientamento energetico o alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. Sono escluse le spese per costruire nuovi edifici o ampliare quelli esistenti.

Diagnosi energetica e progetto: gli allegati da preparare

Per l’efficientamento energetico serve una diagnosi energetica che individui gli interventi richiesti a finanziamento, analizzi i consumi e quantifichi i risparmi attesi.

Per gli impianti da fonti rinnovabili, la documentazione progettuale deve comprendere relazione tecnica, elaborati grafici e analisi dei flussi di cassa. Il progetto può essere omesso nella fase di domanda soltanto alle condizioni previste dalle linee guida, quando l’intervento e le relative informazioni tecniche sono già contenuti nella diagnosi energetica.

Nel caso del fotovoltaico, il dimensionamento deve essere coerente con i consumi dell’impresa e deve essere documentata la configurazione di autoconsumo. Le linee guida precisano che l’energia immessa in rete non può essere preponderante rispetto a quella autoconsumata.

Gli interventi sismici richiedono inoltre la documentazione strutturale indicata dal Fondo, tra cui la relazione di valutazione della sicurezza. Se il progetto comprende più categorie, occorre produrre gli allegati richiesti per ciascuna.

Finanziamento agevolato e contributo per le spese tecniche

Il finanziamento può coprire il 100% del progetto ammissibile, con importo minimo di 25.000 euro. Il massimale di un milione di euro comprende anche l’eventuale contributo a fondo perduto.

La provvista è composta da:

75% di risorse pubbliche a tasso zero;
25% di risorse bancarie, con tasso Euribor a sei mesi, media mensile precedente, più uno spread massimo del 4,99%.

La durata va da 18 a 96 mesi, incluso un eventuale preammortamento fino a 18 mesi.

Il contributo a fondo perduto può rimborsare le spese tecniche ammissibili entro il limite del 12,5% della quota pubblica del finanziamento richiesto, nel rispetto del regime di aiuto applicabile. Sono comprese, tra le altre, diagnosi energetica, progettazione e verifica dell’idoneità delle coperture.

Le linee guida escludono da questo contributo la consulenza per predisporre la domanda e le attività successive alla progettazione, come direzione lavori, coordinamento della sicurezza in esecuzione, collaudo e rendicontazione. Queste spese possono eventualmente rientrare nel finanziamento, se ammissibili e inserite correttamente nel piano dei costi.

Precaricamento e invio: quando si acquisisce la priorità

Dal 5 ottobre la piattaforma consente di compilare la domanda, caricare gli allegati, salvare e verificare i dati. Solo l’invio definitivo, disponibile dal 12 ottobre, determina l’acquisizione del protocollo e l’ordine cronologico di presentazione.

Il Fondo prevede un procedimento valutativo a sportello: l’istruttoria segue l’ordine di protocollo. Il precaricamento, quindi, non assegna una posizione nella sequenza delle domande.

La richiesta deve essere presentata online e sottoscritta digitalmente. Tra gli allegati obbligatori figura la delibera di una banca convenzionata per la quota di finanziamento privata: secondo le linee guida, le domande prive di questo documento non possono essere accolte.

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