Legge di Bilancio 2027: le prime ipotesi per bonus edilizi, energia e imprese
Ecobonus al 65%, potenziamento del Conto Termico, sostegno energetico alle PMI e nuove risorse per il fotovoltaico delle famiglie: le misure allo studio e gli aspetti ancora da definire
La Legge di Bilancio 2027 potrebbe intervenire sugli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici, sull’autoconsumo e sul costo dell’energia per le imprese.
Tra le ipotesi figurano un ecobonus rafforzato al 65%, il potenziamento del Conto Termico e il rifinanziamento del reddito energetico.
Il quadro emerge dalle anticipazioni pubblicate dagli organi di stampa, che affiancano a questi interventi possibili garanzie per i contratti di approvvigionamento energetico delle PMI e un’estensione dell’Energy Release.
Ecobonus 2027: l’ipotesi di una detrazione al 65%
L’ipotesi è quella di ripristinare una vera premialità fiscale per gli interventi che riducono i consumi energetici degli edifici.
Oggi, infatti, l’ecobonus esiste ancora ma non gode più, in termini generali, di un vantaggio rispetto agli altri bonus casa. La manovra 2025 ha uniformato gran parte delle agevolazioni prevedendo, per il 2026, una detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili.
Secondo le indiscrezioni di stampa, si starebbe valutando di portare al 65% la detrazione per gli interventi energetici sull’abitazione principale, mantenendo un livello differenziato per gli altri immobili. La misura potrebbe essere finanziata nell’ambito dei circa 14 miliardi di euro di flessibilità di bilancio collegati alla transizione energetica.
Non sarebbe quindi la nascita di un nuovo bonus, ma piuttosto il rafforzamento dell’ecobonus esistente, restituendo agli interventi di efficientamento quel vantaggio fiscale che avevano prima dell’allineamento delle aliquote.
Il perimetro è ancora da definire, ma tra gli interventi richiamati figurano innanzitutto:
Intervento
Possibile interesse per il nuovo ecobonus
sostituzione degli infissi
tra gli interventi quantitativamente più rilevanti
pompe di calore e condizionatori
nei casi che rispettano i requisiti dell’ecobonus
sistemi ibridi
sistemi integrati pompa di calore-caldaia
cappotti e coibentazioni
interventi sull’involucro edilizio
schermature solari
già comprese nell’attuale ecobonus
solare termico
produzione di acqua calda sanitaria
building automation
sistemi di gestione e controllo degli impianti
La sostituzione degli infissi vale circa 2 miliardi di euro di investimenti, cappotti e coibentazioni circa 600 milioni, le pompe di calore circa 371 milioni, le schermature solari circa 300 milioni e i sistemi ibridi poco meno di 80 milioni. Nel complesso l’ecobonus muoverebbe circa 3,6 miliardi di euro di investimenti all’anno.
Un eventuale nuovo testo potrebbe, inoltre, non limitarsi esattamente al vecchio perimetro dell’ecobonus: le indicazioni europee sulla transizione energetica richiamano anche categorie differenti, come le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici. Anche su questo punto, però, servirà attendere il testo della manovra.
BibLus ha già analizzato le conseguenze dell’incertezza sulla programmazione dei lavori nell’approfondimento sull’ipotesi ecobonus al 65% nel 2027.
Conto Termico: possibile potenziamento per gli edifici pubblici
Un secondo ambito riguarda il Conto Termico. Le anticipazioni indicano l’intenzione di rafforzare il sostegno agli interventi di efficientamento della pubblica amministrazione, con attenzione anche a università e ospedali.
E’ allo studio una proposta di revisione per i Comuni sotto i 5.000 abitanti: copertura del 100% per il primo intervento e dell’80% per quelli successivi della stessa amministrazione.
Per requisiti, interventi e procedure attuali, il riferimento resta la guida al Conto Termico 3.0.
Energia per le PMI: garanzie sui PPA e possibile estensione dell’Energy Release
Sul versante delle imprese, le anticipazioni delineano due possibili interventi.
Il primo riguarda il rafforzamento delle garanzie per agevolare l’accesso delle PMI ai Power Purchase Agreement, i contratti di acquisto dell’energia di lungo termine. L’obiettivo riportato dalla fonte è favorire una maggiore stabilità dei costi energetici.
Il secondo riguarda la possibile estensione dell’Energy Release alle piccole e medie imprese. Il meccanismo esistente è rivolto ai clienti finali energivori e collega l’anticipazione di energia alla realizzazione di nuova capacità di generazione da fonti rinnovabili.
Un ampliamento della platea potrebbe interessare anche imprese oggi escluse, ma richiederebbe la definizione di requisiti, garanzie e obblighi.
Le regole dello strumento esistente sono illustrate nell’approfondimento Energy Release 2.0: incentivi alle aziende energivore.
Reddito energetico: l’ipotesi di nuove risorse per il fotovoltaico
Tra le misure prospettate figura anche una nuova dotazione per il reddito energetico, destinato a sostenere la realizzazione di impianti fotovoltaici domestici in autoconsumo per famiglie in condizioni di disagio economico.
L’obiettivo allo studio sarebbe raggiungere altri 30.000 nuclei con ulteriori 300 milioni di euro. Si tratta di una previsione giornalistica sulle risorse ipotizzate, non di uno stanziamento già disponibile.
Per il meccanismo esistente, il GSE indica un ISEE inferiore a 15.000 euro, oppure inferiore a 30.000 euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico. I requisiti di un’eventuale nuova edizione dovranno essere verificati nei relativi atti, senza presumere che restino invariati o che siano già stati ampliati.
Il funzionamento del fondo e il ruolo delle imprese installatrici sono descritti nell’approfondimento sul reddito energetico nazionale.
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