UNI 11337-11: gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni in edilizia e opere di ingegneria

UNI 11337-11: gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni in edilizia e opere di ingegneria

Dal 23 luglio 2026 è in vigore la UNI 11337-11:2026, la nuova parte della serie UNI dedicata all’e-Permit e alla gestione digitale dei procedimenti autorizzativi di opere pubbliche e private

Dal 23 luglio 2026 è in vigore la UNI 11337-11:2026, la nuova parte della serie UNI dedicata alle procedure e al flusso informativo per l’applicazione dell’e-Permit ai procedimenti autorizzativi di opere pubbliche e private.

La norma interviene su uno dei passaggi più delicati della digitalizzazione delle costruzioni: il controllo tecnico-amministrativo del progetto. L’obiettivo è superare una gestione basata prevalentemente su documenti statici e verifiche manuali, favorendo l’utilizzo di dati strutturati, modelli informativi e processi digitali di controllo.

Con la UNI 11337-11 il procedimento autorizzativo entra nell’era del dato strutturato. Il progetto non viene più considerato soltanto come un insieme di elaborati digitali da leggere, ma come un modello interrogabile attraverso regole di controllo. L’e-Permit punta così a rendere più rapide e tracciabili le verifiche, senza però sostituire il ruolo dell’amministrazione e del tecnico.

La UNI in esame, nuova parte della serie dedicata alla gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni, definisce procedure e flusso informativo per l’applicazione dell’e-Permit ai procedimenti autorizzativi relativi a opere pubbliche e private, edilizia, infrastrutture e reti.

La norma interviene su uno dei passaggi più delicati della digitalizzazione del settore delle costruzioni: il rapporto tra il progetto digitale e le amministrazioni o gli altri soggetti chiamati a verificarlo ed esprimere pareri.

L’obiettivo è razionalizzare e rendere più efficienti i procedimenti tecnico-amministrativi attraverso l’analisi delle coerenze informative e l’impiego strutturato dei dati contenuti nei modelli.

La vera novità non consiste quindi nel sostituire la carta con il PDF. L’e-Permit punta a qualcosa di diverso: rendere almeno una parte delle verifiche autorizzative leggibile ed eseguibile digitalmente.

L’e-Permit non sostituisce però il procedimento amministrativo né trasforma automaticamente il modello BIM in un titolo autorizzativo. La UNI 11337-11 fornisce piuttosto un metodo per rendere più digitale, tracciabile ed efficiente il processo che porta alla verifica e all’espressione dei pareri.

UNI 11337-11:2026: cos’è

La UNI 11337-11 ha per titolo: “Edilizia e opere di ingegneria civile – Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni – Parte 11: Procedure e flusso informativo per l’applicazione dell’e-Permit ai procedimenti autorizzativi di costruzioni di opere pubbliche e private”. Il quadro metodologico è collegato alla serie UNI EN ISO 19650, riferimento internazionale per l’information management nei processi BIM.

La norma definisce il flusso informativo digitale applicabile ai procedimenti tecnico-amministrativi di autorizzazione delle opere con l’obiettivo di razionalizzare e ottimizzare i processi mediante l’analisi delle coerenze informative; il campo di applicazione comprende non soltanto gli edifici, ma anche infrastrutture e reti, sia nell’ambito pubblico sia in quello privato.

La Parte 11 si inserisce nel più ampio sistema della gestione informativa digitale delle costruzioni sviluppato dalla serie UNI 11337 e dal quadro internazionale BIM.

Il suo campo di interesse non riguarda quindi soltanto la produzione del modello, ma soprattutto il modo in cui le informazioni del progetto possono essere organizzate, consegnate, controllate e utilizzate dai soggetti coinvolti nell’iter autorizzativo.

Cos’è l’e-Permit

L’e-Permit è un processo digitale destinato a supportare le attività di istruttoria, verifica, acquisizione, coordinamento e gestione dei pareri necessari alla realizzazione di un’opera.

Il progetto non viene più considerato soltanto come un insieme di elaborati da consultare, ma come una base informativa contenente dati che, quando adeguatamente strutturati, possono essere interrogati attraverso strumenti digitali.

L’obiettivo è mettere i soggetti competenti nelle condizioni di controllare in maniera più efficiente la rispondenza del progetto ai requisiti legislativi, regolamentari e tecnici applicabili.

Secondo l’approfondimento pubblicato da ANCE, la UNI 11337-11 individua proprio nell’utilizzo di dati strutturati, modelli informativi e strumenti interoperabili uno degli elementi centrali della digitalizzazione delle istruttorie.

Questo non significa che il software possa autonomamente rilasciare un’autorizzazione.

L’e-Permit costituisce uno strumento di supporto digitale al procedimento e al processo decisionale. Gli effetti giuridici del parere o dell’autorizzazione continuano a dipendere dalla disciplina prevista per lo specifico procedimento.

Flussi operativi per il rilascio di un parere tramite e-Permit

Il procedimento finalizzato al rilascio di un parere attraverso l’e-Permit può coinvolgere differenti tipologie di contenuti informativi, tra cui modelli, elaborati grafici, documenti e dati strutturati di diversa natura.

Per questo motivo, il soggetto incaricato della predisposizione della documentazione deve organizzare modelli informativi e allegati in modo coerente con le esigenze operative, gestionali e computazionali definite dal soggetto competente al rilascio del parere.

Le caratteristiche richieste possono variare in funzione della specifica procedura autorizzativa. Spetta quindi al soggetto preposto definire con chiarezza i requisiti che il modello informativo e la documentazione associata devono possedere affinché il controllo possa essere svolto secondo la metodologia e-Permit.

A sua volta, il soggetto incaricato della produzione e della consegna delle informazioni deve:

consultare preventivamente le linee guida applicabili allo specifico procedimento, così da organizzare correttamente le attività di authoring BIM e la predisposizione della documentazione richiesta;
predisporre gli elaborati e gli allegati necessari al procedimento;
sviluppare i modelli informativi nel rispetto dei requisiti stabiliti dalle linee guida definite dal soggetto competente;
utilizzare, quando disponibili, template basati su formati aperti e interoperabili;
coordinare e controllare internamente le informazioni contenute nei modelli attraverso adeguati ambienti di condivisione dei dati;
eseguire, prima della trasmissione, verifiche sulla coerenza informativa e geometrica dei modelli, degli elaborati e degli allegati;
produrre un report che documenti le attività di controllo e validazione effettuate.

In questo modo, il processo di rilascio del parere non si limita alla semplice trasmissione digitale dei documenti, ma presuppone una preparazione strutturata delle informazioni, finalizzata a renderle verificabili e utilizzabili all’interno del flusso e-Permit.

Requisiti informativi di e-Permit del modello informativo

Per individuare correttamente i requisiti informativi che un modello deve soddisfare, ciascun soggetto chiamato a esprimere un parere deve specificare, all’interno delle proprie linee guida di processo, gli obiettivi e gli usi previsti del modello informativo.

Questa definizione consente di determinare il livello di fabbisogno informativo adeguato alle attività di controllo, verifica e validazione necessarie ai fini del rilascio del parere.

Nella determinazione del livello di fabbisogno informativo riferito agli oggetti del modello devono essere presi in considerazione almeno i seguenti elementi:

la finalità per cui le informazioni vengono richieste e consegnate;
il momento o la scadenza entro cui le informazioni devono essere rese disponibili;
i soggetti coinvolti nel processo informativo;
gli oggetti o le parti dell’opera cui si riferiscono le informazioni da consegnare.

Il livello di fabbisogno informativo deve quindi essere definito in funzione dello specifico procedimento e delle verifiche da svolgere, evitando richieste informative generiche o non strettamente correlate al parere da rilasciare.

Digital compliance: come funziona la verifica di conformità digitale

Uno degli obiettivi dell’e-Permit è favorire la cosiddetta digital compliance, ossia la possibilità di eseguire digitalmente controlli di conformità sui parametri e sulle prescrizioni che devono essere rispettati per l’autorizzazione dell’opera.

Per arrivare a questo risultato, una disposizione normativa deve poter essere trasformata in una regola verificabile dal sistema. Altezze, distanze, superfici, rapporti dimensionali, presenza di determinate proprietà o relazioni geometriche possono, almeno in linea teorica, essere tradotti in regole automatiche. Molto diverso è il caso delle disposizioni che richiedono una valutazione qualitativa, interpretativa o tecnico-discrezionale.

In questi casi il modello può mettere a disposizione le informazioni e supportare l’istruttoria, ma il giudizio resta affidato al soggetto competente.

L’e-Permit non coincide quindi con un’autorizzazione automatica, ma con l’automazione delle verifiche che possono essere effettivamente rese computabili.

I 3 approcci per il coordinamento dei pareri nell’e-Permit

Secondo ANCE, la UNI 11337-11:2026 individua tre possibili modalità operative per gestire l’acquisizione e il coordinamento dei pareri nell’ambito dell’e-Permit.

Un primo approccio prevede l’utilizzo di più piattaforme di verifica, ciascuna riferita al soggetto competente, collegate attraverso un registro e-Permit che consente di tracciare attività e scambi informativi. Un secondo modello mantiene ambienti digitali distinti per i diversi soggetti coinvolti, ma affida a metadati interoperabili la formalizzazione e la condivisione degli esiti delle istruttorie. Il terzo approccio punta invece su un’unica piattaforma di coordinamento e collaborazione, nella quale i procedimenti vengono gestiti mediante formati aperti e informazioni direttamente collegate al modello informativo.

Approfondimenti

Per approfondire il tema, leggi l’articolo dedicato a E-Permit BIM, il BIM verso gli aspetti di gestione amministrativa. Infine, ti ricordo che, con usBIM.checker puoi controllare i dati dei modelli IFC, verificare la presenza e la correttezza di proprietà e valori, creare checklist di controllo e generare report delle verifiche effettuate. Prova usBIM.checker gratis per 30 giorni!

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