Risanamento degli alloggi da affittare: contributo fino a 30.000 euro dalla Provincia di Trento

Risanamento degli alloggi da affittare: contributo fino a 30.000 euro dalla Provincia di Trento

Domande dal 24 agosto al 12 ottobre 2026, contributo al 50% e maggiorazione di 5.000 euro. Ecco requisiti, spese ammesse e adempimenti per tecnici e imprese

Recuperare abitazioni non locate e rimetterle sul mercato con canoni calmierati. È questo l’obiettivo dei criteri provinciali che attuano l’articolo 61-bis della legge provinciale 13 novembre 1992, n. 21 e disciplinano un contributo in conto capitale rivolto alle persone fisiche proprietarie di immobili nel territorio trentino.

La misura interessa direttamente progettisti, direttori dei lavori, tecnici estimatori e imprese edili: il riconoscimento dell’agevolazione dipende infatti dalla corretta qualificazione degli interventi, dalla coerenza tra domanda, computo metrico, preventivi e fatture e, dopo la concessione, dalla tracciabilità completa dei pagamenti.

Sono finanziabili fino a cinque alloggi per richiedente. Per ciascun alloggio la spesa ammissibile deve essere almeno pari a 15.000 euro e non può superare 50.000 euro. Il contributo è fissato al 50% della spesa ammessa: l’importo ordinario può quindi variare da 7.500 a 25.000 euro per unità immobiliare. il contributo ordinario può arrivare a 30.000 euro per alloggio con la maggiorazione prevista dal bando.

La maggiorazione di 5.000 euro per ciascun alloggio scatta quando ricorre almeno una delle due condizioni: ricorso ai servizi di mediazione sociale abitativa o messa a disposizione dell’alloggio agli enti senza scopo di lucro individuati dalla normativa provinciale; oppure recupero di un’abitazione già destinata alla locazione breve con CIN e sottratta a tale uso tra il 1° gennaio 2026 e la data della domanda.

Il beneficio riguarda interventi su immobili situati in provincia di Trento che, alla data di approvazione dei criteri, non risultano locati. Il richiedente deve essere una persona fisica proprietaria, anche pro quota, oppure aver già presentato la domanda di intavolazione del diritto di proprietà.

Sono ammesse le abitazioni censite nelle categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e A/7, oltre alle unità immobiliari che, grazie ai lavori, possono essere trasformate in alloggi appartenenti a tali categorie.

Rientrano nel perimetro manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, limitatamente alle opere interne all’alloggio e agli interventi su balconi e terrazze, secondo l’elenco puntuale richiamato nell’Allegato A del bando.

Restano esclusi in ogni caso gli interventi sulle parti comuni dell’edificio e sulle pertinenze, comprese le unità C/2, C/6 e C/7. In condominio occorre quindi separare con precisione le lavorazioni agevolabili da quelle comuni.

La spesa riconoscibile comprende i lavori di risanamento, gli imprevisti entro il limite del 5%, gli allacciamenti alle utenze, gli eventuali oneri di urbanizzazione e i relativi oneri fiscali. Sono incluse anche le spese tecniche, con oneri previdenziali e fiscali, ma nel limite massimo del 10% dell’importo dei lavori.

Se gli importi riportati nella domanda non coincidono con computo metrico, preventivi, fatture o prospetto riepilogativo, l’amministrazione assume come riferimento la cifra più bassa. Per il tecnico è quindi essenziale garantire la piena corrispondenza documentale, distinguendo costi per singolo alloggio e singolo beneficiario.

La domanda, soggetta a imposta di bollo, deve essere compilata e trasmessa esclusivamente tramite l’applicazione web della Provincia autonoma di Trento, con accesso SPID, CIE o CPS/CNS dal 24 agosto al 12 ottobre 2026. Le istanze inviate prima o dopo la finestra prevista sono irricevibili.

Le risorse vengono assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento. Il provvedimento di concessione è previsto entro 60 giorni dal giorno successivo all’invio. Se la dotazione residua non consente di coprire integralmente l’ultima domanda utile, il contributo può essere concesso solo in parte.

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