Fondo ANCI turismo piccoli Comuni: il bando 2026
Opportunità per i piccoli centri di Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Lazio, Sardegna e Basilicata, che dispongano nel proprio territorio di almeno una struttura ricettiva
Al via il Fondo ANCI per lo sviluppo del turismo nei Comuni di minore dimensione, destinato a sostenere iniziative di valorizzazione turistica nei territori con popolazione fino a 30.000 abitanti.
Per l’annualità 2026 possono presentare domanda i Comuni situati in Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Lazio, Sardegna e Basilicata. Le candidature dovranno essere inviate via PEC dalle ore 8:00 del 13 luglio 2026 alle ore 23:59 del 15 luglio 2026.
La misura punta a rafforzare l’attrattività dei piccoli centri, favorendo turismo sostenibile, ospitalità diffusa, riuso di spazi inutilizzati, valorizzazione delle produzioni tipiche e coinvolgimento delle comunità locali.
Fondo ANCI turismo piccoli Comuni: cos’è
Il Fondo ANCI sostiene progetti finalizzati allo sviluppo dell’offerta turistica dei Comuni italiani di minore dimensione.
L’obiettivo è favorire iniziative capaci di:
rafforzare l’attrattività turistica dei territori minori;
valorizzare economie locali, patrimonio culturale, ambientale e produttivo;
promuovere modelli di ospitalità diffusa;
sostenere la permanenza delle comunità nei territori interni e marginali;
incentivare processi di rigenerazione territoriale.
Il Fondo è attivato per il triennio 2026-2028, con una programmazione annuale suddivisa per ambiti territoriali.
Dotazione finanziaria e contributo
La dotazione complessiva è pari a 1.200.000 euro per il triennio 2026-2028, ripartita in 400.000 euro per ciascuna annualità.
Per ogni progetto selezionato è previsto un contributo massimo di 40.000 euro, concesso a fondo perduto a rimborso delle spese sostenute dal soggetto attuatore.
Per ciascuna annualità saranno selezionati almeno 10 progetti territoriali.
L’erogazione del contributo avverrà in due tranche:
60% alla sottoscrizione della convenzione di finanziamento con ANCI e alla comunicazione formale di avvio delle attività;
40% a saldo, dopo la presentazione della relazione finale e del prospetto riepilogativo delle spese sostenute.
Chi può partecipare nel 2026
Per l’annualità 2026 possono candidarsi i Comuni con popolazione inferiore o pari a 30.000 abitanti situati nelle seguenti Regioni:
Lombardia;
Friuli-Venezia Giulia;
Marche;
Lazio;
Sardegna;
Basilicata.
È inoltre necessario che nel territorio comunale sia presente almeno una struttura ricettiva.
Ai fini del requisito demografico, la popolazione residente è quella risultante dall’ultima rilevazione annuale ISTAT disponibile alla data di pubblicazione dell’Avviso.
Il Fondo finanzia esclusivamente le spese sostenute dal soggetto attuatore individuato dal Comune per la realizzazione del progetto approvato.
Non sono ammissibili:
spese sostenute direttamente dal Comune;
interventi realizzati direttamente dal Comune.
Ogni Comune deve quindi individuare un unico soggetto attuatore, che sarà destinatario del contributo e responsabile dell’attuazione del progetto e della relativa rendicontazione.
Possono essere soggetti attuatori, ad esempio:
piccole imprese e attività economiche locali;
attività commerciali, servizi turistici e di accoglienza;
imprese sociali e cooperative di comunità;
associazioni e gruppi di cittadinanza attiva;
fondazioni, associazioni culturali, enti del Terzo Settore;
organizzazioni impegnate nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale.
Il soggetto attuatore deve avere sede legale o operativa nel territorio candidato oppure dimostrare un radicamento stabile e documentato nell’area interessata.
Progetti finanziabili: gli ambiti di intervento
Sono ammissibili progetti riconducibili a uno dei seguenti ambiti prioritari.
Turismo all’aria aperta e valorizzazione sostenibile
Rientrano in questa categoria gli interventi legati a:
cammini;
ciclovie;
sentieri;
turismo lento;
servizi per il turismo outdoor;
fruizione sostenibile del paesaggio;
valorizzazione di musei, aree archeologiche, palazzi storici, edifici rurali e ambienti naturali.
Luoghi di comunità e accoglienza
Sono finanziabili progetti per la creazione o il potenziamento di:
hub turistici;
infopoint;
spazi multifunzionali;
luoghi identitari riattivati a fini turistici, culturali o di servizio.
Enogastronomia e produzioni locali
L’Avviso valorizza anche percorsi ed eventi legati a:
produzioni tipiche;
reti tra produttori e ristoratori;
mercati territoriali;
eventi enogastronomici;
turismo esperienziale.
Cultura, arte e creatività
Possono essere sostenuti:
festival;
rassegne;
eventi culturali;
laboratori;
attività artistiche;
iniziative per la promozione e trasmissione del patrimonio immateriale locale.
Ospitalità diffusa e riuso immobiliare
Particolare attenzione è riservata agli interventi di:
valorizzazione di immobili inutilizzati;
albergo diffuso;
reti territoriali di ospitalità;
riuso del patrimonio locale.
Come funziona la procedura
La selezione avviene in due fasi.
Prima fase: candidatura dei Comuni
Nella prima fase i Comuni presentano la candidatura per essere inseriti nell’elenco degli enti ammessi alla fase successiva.
Per ogni annualità saranno ammessi alla seconda fase i primi 50 Comuni in possesso dei requisiti richiesti.
La selezione avverrà sulla base di due criteri:
ordine cronologico di ricezione della PEC;
presenza di almeno due Comuni per ciascuna delle Regioni coinvolte nell’annualità di riferimento.
Ai fini dell’ordine cronologico farà fede esclusivamente la data e l’ora di ricezione della PEC.
L’ammissione alla seconda fase non comporta automaticamente l’assegnazione del contributo.
Seconda fase: selezione dei progetti locali
I Comuni ammessi dovranno presentare una Manifestazione di interesse con la proposta progettuale predisposta dal soggetto attuatore.
La proposta dovrà descrivere:
intervento previsto;
bisogni e caratteristiche del territorio;
obiettivi;
risultati attesi;
modalità di attuazione;
modalità di individuazione del soggetto attuatore;
collaborazioni territoriali attivate;
piano economico di massima.
Le proposte saranno valutate da una Commissione tecnica secondo i criteri dell’Allegato A. Il punteggio massimo è pari a 100 punti e saranno finanziabili solo i progetti che raggiungeranno almeno 60/100.
Scadenze per l’annualità 2026
Per il 2026 le scadenze sono le seguenti:
13 luglio 2026, ore 8:00: apertura della finestra per l’invio delle candidature;
15 luglio 2026, ore 23:59: chiusura della finestra per l’invio delle candidature;
22 luglio 2026: pubblicazione dell’elenco dei 50 Comuni ammessi alla seconda fase;
20 ottobre 2026: termine per l’invio della Manifestazione di interesse da parte dei Comuni ammessi;
15 novembre 2026: pubblicazione della graduatoria finale dei progetti finanziati.
Le candidature devono essere trasmesse esclusivamente via PEC all’indirizzo:
Occorre utilizzare il Modulo di candidatura – Allegato B, firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’ente o da un soggetto delegato. In caso di delega, deve essere allegata la relativa procura.
Tempi di realizzazione dei progetti
I progetti finanziati dovranno essere avviati entro 60 giorni dalla stipula della convenzione.
Le attività dovranno concludersi entro 12 mesi dalla stipula, salvo eventuali proroghe motivate e autorizzate da ANCI.
Entro 45 giorni dalla conclusione delle attività, il Comune dovrà trasmettere ad ANCI:
relazione finale sulle attività svolte;
documentazione fotografica e multimediale;
prospetto riepilogativo dei costi sostenuti dal soggetto attuatore.
Chiarimenti
Eventuali richieste di chiarimento sulle modalità di partecipazione possono essere inviate fino alle ore 14:00 del 13 luglio 2026 all’indirizzo PEC:
Le risposte saranno pubblicate sul sito ANCI entro le ore 14:00 del 15 luglio 2026.
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