Emilia-Romagna, bando da 1,1 milioni per recupero e restauro di biblioteche, archivi storici e musei

Emilia-Romagna, bando da 1,1 milioni per recupero e restauro di biblioteche, archivi storici e musei

Domande online dal 3 luglio al 5 agosto 2026. Contributi fino a 60.000 euro per interventi su sedi, servizi, accessibilità, conservazione e restauro del patrimonio culturale

La Regione Emilia-Romagna mette a disposizione 1,1 milioni di euro per sostenere progetti di valorizzazione di biblioteche, archivi storici, musei e Case e studi delle persone illustri a titolarità pubblica.

Con la delibera di Giunta regionale n. 913 dell’8 giugno 2026 è stato approvato l’Avviso pubblico per la presentazione di progetti in materia di musei, biblioteche e archivi storici ai sensi della L.R. 18/2000, nell’ambito dei Piani museale e bibliotecario 2026.

Il bando ha una dotazione complessiva pari a 1.100.000 euro, così ripartita:

400.000 euro per progetti della Scheda A, destinati al miglioramento delle sedi e dei servizi di biblioteche e archivi;
700.000 euro per progetti della Scheda D, destinati alla conservazione programmata e al restauro del patrimonio culturale di biblioteche, archivi, musei e Case e studi delle persone illustri.

Le risorse potranno essere integrate con ulteriori stanziamenti disponibili sul bilancio regionale 2026-2028. Le graduatorie resteranno valide fino al 31 dicembre 2026, per consentire eventuali scorrimenti.

L’Avviso 2026 punta a rendere gli istituti culturali pubblici più accessibili, innovativi e capaci di tutelare il patrimonio diffuso.

Per il 2026, gli interventi si concentrano su due ambiti:

migliorare e qualificare le sedi e i servizi offerti dagli istituti, con riferimento in particolare a biblioteche e archivi;
incentivare la conservazione programmata del patrimonio culturale, con interventi rivolti anche a musei e Case e studi delle persone illustri.

Nel comunicato regionale, l’assessora alla Cultura Gessica Allegni sottolinea che biblioteche, musei, archivi e Case delle persone illustri sono “spazi essenziali di conservazione e d’incontro, conoscenza e crescita per le comunità”, da rendere più accessibili, vivi e contemporanei.

Chi può presentare domanda

Possono partecipare:

Comuni;
Unioni di Comuni;
altre forme associative tra almeno tre Comuni;
Città metropolitana di Bologna;
Province, limitatamente agli istituti o beni culturali di cui siano titolari.

Per la Scheda A, la domanda riguarda esclusivamente biblioteche e archivi.

Per la Scheda D, possono essere candidati progetti relativi a biblioteche, archivi, musei e Case e studi delle persone illustri dell’Emilia-Romagna, purché riconosciute ai sensi della legge regionale 2/2022 entro la data di pubblicazione dell’Avviso.

Interventi finanziabili con la Scheda A

La Scheda A riguarda progetti per migliorare sedi, spazi e servizi di biblioteche e archivi.

Gli interventi possono riguardare:

sedi degli istituti culturali;
arredi;
attrezzature;
infrastrutture tecnologiche;
spazi destinati al pubblico;
accessibilità e abbattimento delle barriere;
fruizione dei servizi;
corretta conservazione del patrimonio;
attivazione di servizi innovativi per le comunità.

Sono richiamati, tra gli esempi, spazi di progettazione, partecipazione, formazione, educazione, condivisione e coworking.

Interventi finanziabili con la Scheda D

La Scheda D riguarda la conservazione programmata del patrimonio culturale.

Il bando interpreta la conservazione e il restauro in senso ampio: non solo restauro in senso stretto, ma anche azioni di messa in sicurezza, monitoraggio, adeguamento degli ambienti, manutenzione funzionale alla tutela, impiantistica collegata alla corretta conservazione e strumenti tecnici come condition report e facility report.

La linea è destinata a biblioteche, archivi, musei e Case e studi delle persone illustri, con particolare attenzione anche alla cooperazione territoriale sui temi conservativi.

Importi minimi e contributi

Per i progetti della Scheda A, il costo complessivo minimo è pari a:

10.000 euro, IVA inclusa;
8.000 euro per i Comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti;
10.000 euro per Città metropolitana, Province, Unioni di Comuni e forme associative tra almeno tre Comuni.

Il contributo regionale per la Scheda A è pari al 75% del costo ammissibile, fino a un massimo di 30.000 euro. Per i Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, il contributo sale all’80%, sempre nel limite massimo di 30.000 euro.

Per i progetti della Scheda D, il costo minimo è pari a:

15.000 euro, IVA inclusa;
20.000 euro per Città metropolitana, Province, Unioni di Comuni e forme associative tra almeno tre Comuni.

Il contributo regionale per la Scheda D è pari al 75% del costo ammissibile, fino a un massimo di 60.000 euro.

Come presentare domanda

La domanda deve essere compilata, validata e inviata esclusivamente tramite Sfinge 2020. Non sono ammesse domande presentate con modalità diverse.

Le domande devono essere presentate esclusivamente online, tramite l’applicativo Sfinge 2020, dalle ore 10:00 del 3 luglio 2026 alle ore 18:00 del 5 agosto 2026.

Conservazione programmata e HBIM: il modello digitale per gestire il patrimonio storico

Per gli interventi su edifici storici, musei, archivi, biblioteche e beni culturali, il modello HBIM consente di trasformare rilievi, documenti, analisi del degrado e interventi di progetto in un sistema informativo digitale aggiornabile nel tempo.

Con le tecnologie HBIM è possibile creare il modello digitale 3D a partire da rilievi con nuvole di punti o da file DXF/DWG/IFC, modellare elementi tipici dell’edilizia storica, associare ortofoto agli elementi dell’edificio, rappresentare il quadro fessurativo e le aree di degrado e produrre elaborati tecnici, tavole, computi e render del modello. La gestione e la condivisione del modello HBIM possono inoltre avvenire in cloud tramite integrazione con usBIM, raccogliendo in un unico ambiente file di rilievo, elaborati, schede tecniche, analisi del degrado, quadro fessurativo e interventi di ripristino.

 

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