Atto organizzativo BIM: tutto quello che devi sapere
L’Atto organizzativo BIM è uno degli adempimenti principali a cura delle stazioni appaltanti. Scopri di cosa si tratta e come predisporlo correttamente
Nel mondo delle costruzioni, l’innovazione e la digitalizzazione stanno rivoluzionando il modo in cui si pianificano, si progettano e si realizzano gli interventi. Un aspetto fondamentale di questa trasformazione è l’adozione del BIM (Building Information Modeling), una metodologia che consente di gestire l’intero ciclo di vita di un’opera in modo integrato e collaborativo.
In questo contesto, l’atto organizzativo BIM gioca un ruolo chiave nel garantire la corretta implementazione del BIM nella Pubblica Amministrazione (PA).
L’attuazione dell’Atto Organizzativo BIM è uno degli adempimenti preliminari cui devono rispondere le stazioni appaltanti per procedere alla gestione degli appalti BIM, ma è obbligatorio anche per una qualunque organizzazione che opera nel settore e che decide di acquisire la certificazione BIM prevista dalla UNI/PdR 74:2019. In questo articolo, analizzeremo tutto quello che devi sapere sull’atto organizzativo BIM, dai suoi obiettivi e contenuti alle sfide e alle opportunità che comporta.
Anche le stazioni appaltanti avranno l’obbligo di migrare verso piattaforme aperte interoperabili (BIM): dovranno adottare metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni per la progettazione e la realizzazione di opere di nuova costruzione e per gli interventi su costruzioni esistenti con stima del costo presunto dei lavori di importo superiore a 2 milioni di euro.
Nello specifico, gli adempimenti in capo alla stazione appaltante sono vari: dalla formazione del personale alla predisposizione dell’atto organizzativo, dall’acquisizione di un ambiente di condivisione dei dati all’opportuna configurazione dello stesso, dalla predisposizione dei capitolati informativi alla gestione delle offerte, ecc. Non rischiare di trovarti impreparato. Per adeguare al meglio i tuoi sistemi e per essere certo di rispondere appieno ai nuovi adempimenti, affidati ad un unico interlocutore in grado di assisterti al meglio.
L’atto organizzativo, però, non deve essere inteso come un semplice documento amministrativo da predisporre prima della gara. È il sistema interno con cui la stazione appaltante disciplina ruoli, responsabilità, procedure, strumenti di controllo e modalità di gestione dei dati digitali lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. In questo senso, rappresenta il presupposto operativo per rendere effettiva l’adozione del BIM nei procedimenti di affidamento, esecuzione, gestione e manutenzione del patrimonio pubblico.
Cos’è l’atto organizzativo BIM?
L’atto organizzativo BIM è il documento interno con cui una stazione appaltante disciplina l’adozione dei metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni.
Aspetto
Funzione
Ruoli
Definisce responsabilità e figure coinvolte
Processi
Regola le attività BIM nelle diverse fasi
Flussi informativi
Stabilisce come vengono prodotti, verificati e condivisi i dati
Strumenti
Disciplina ACDat/CDE, software, piattaforme e standard
Controlli
Definisce verifiche, audit, validazioni e aggiornamenti
L’atto organizzativo BIM non è un semplice documento amministrativo da allegare a una procedura. È il sistema interno con cui la stazione appaltante rende operativo il BIM nei propri processi di programmazione, progettazione, affidamento, esecuzione, collaudo, manutenzione e gestione del patrimonio.
Serve a trasformare la digitalizzazione da obbligo normativo a metodo organizzativo. Attraverso l’atto, l’amministrazione chiarisce chi fa cosa, con quali strumenti, secondo quali regole e con quali livelli di controllo. In questo modo, il BIM diventa parte integrante della governance dell’opera pubblica, non solo una modalità di modellazione tridimensionale.
Esso stabilisce gli standard e le linee guida per la gestione dei dati, la condivisione delle informazioni e la collaborazione tra i diversi attori coinvolti nel processo edilizio. L’atto organizzativo BIM è uno strumento essenziale per garantire un approccio omogeneo e coerente all’adozione del BIM, favorendo l’innovazione e la trasparenza nei progetti pubblici.
Atto organizzativo BIM – linee guida
Perché è necessario l’atto organizzativo BIM e quali sono i riferimenti normativi?
L’atto organizzativo BIM è necessario perché consente alla Pubblica Amministrazione di adottare il BIM in modo coerente, controllabile e uniforme.
Esso contribuisce a migliorare la qualità dei progetti, efficientare le attività interne agli uffici tecnici della PA, orientare i fornitori di servizi, ridurre i costi, ottimizzare i tempi di realizzazione e aumentare la trasparenza nel settore delle costruzioni. Possiamo dire che:
migliora la qualità dei progetti;
riduce incoerenze informative e duplicazioni;
orienta progettisti, imprese e fornitori;
supporta trasparenza e tracciabilità;
favorisce gestione digitale del ciclo di vita dell’opera;
integra BIM, ACDat, capitolati informativi e procedure interne.
A livello normativo, l’atto organizzativo BIM si basa su direttive e regolamenti nazionali e internazionali che promuovono l’adozione del BIM nelle opere pubbliche, come il D.M. 560/2017 (noto come decreto BIM) e il più recente codice appalti D.Lgs. 36/2023, che nell’allegato I.9 detta le regole per la digitalizzazione delle costruzioni.
Nello specifico, la nuova disciplina sugli appalti pubblici prevede espressamente che le stazioni appaltanti, prima di adottare i processi relativi alla gestione informativa digitale delle costruzioni per i singoli procedimenti, indipendentemente dalla fase progettuale e dal relativo valore delle opere, provvedono necessariamente a “redigere e adottare un atto di organizzazione per la formale e analitica esplicazione delle procedure di controllo e gestione volte a digitalizzare il sistema organizzativo dei processi relativi all’affidamento e all’esecuzione dei contratti pubblici, oltre che per la gestione del ciclo di vita dei beni disponibili e indisponibili. Tale atto di organizzazione è integrato con gli eventuali sistemi di gestione e di qualità della stazione appaltante” (All. I.9 art. 1 comma 2 D.Lgs. 36/2023).
Quando è obbligatorio l’atto organizzativo BIM?
L’atto organizzativo BIM deve essere adottato prima che la stazione appaltante integri nei propri processi i metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni. Dal 1° gennaio 2025, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti devono adottare metodi e strumenti di gestione informativa digitale per opere di nuova costruzione e interventi su costruzioni esistenti con stima del costo presunto dei lavori superiore a 2 milioni di euro, salvo specifiche esclusioni e discipline particolari.
Anche quando il BIM viene adottato in via facoltativa o premiale, l’uso dei metodi digitali è subordinato alle misure stabilite dall’Allegato I.9, che includono l’atto organizzativo, il piano di formazione e il piano di acquisizione e gestione degli strumenti.
Le Linee Guida MIT pubblicate il 23 febbraio 2026 rafforzano questo quadro, fornendo indicazioni per rendere operativa la gestione informativa digitale negli appalti pubblici e migliorare governance, trasparenza e qualità dell’investimento pubblico.
Chi scrive l’atto organizzativo BIM?
La redazione dell’atto organizzativo BIM è di competenza della stazione appaltante e deve coinvolgere tutti i soggetti del processo edilizio, come progettisti, direzione lavori, imprese e fornitori. La collaborazione tra questi attori è fondamentale per garantire che l’atto organizzativo BIM rispecchi le esigenze e le specificità di ciascun progetto e per assicurare un’adozione efficace e sostenibile del BIM nei processi di gestione del patrimonio della PA.
Chi scrive l’atto organizzativo BIM? Il responsabile dell’atto organizzativo BIM
Per rendere l’atto organizzativo realmente applicabile, è opportuno che la stazione appaltante individui un responsabile incaricato di disciplinarne i contenuti, verificarne la coerenza con la struttura organizzativa dell’ente e monitorarne l’attuazione nel tempo.
Questa figura può coincidere con un dirigente, con il responsabile di un ufficio tecnico o con una delle figure strategiche dell’organizzazione BIM, come il BIM Manager o il CDE Manager. Il suo ruolo non si limita alla redazione del documento: il responsabile coordina l’attivazione del sistema nei processi interni della stazione appaltante, verifica che le procedure siano effettivamente applicabili, promuove eventuali aggiornamenti e ne controlla l’efficacia attraverso attività di audit interno e riesame periodico.
In questa prospettiva, il responsabile dell’atto organizzativo assume una funzione simile a quella di un referente della qualità dei processi BIM dell’ente: assicura che le regole definite nel documento non restino indicazioni astratte, ma diventino un modus operandi consolidato per la gestione digitale degli appalti, dei dati informativi e del patrimonio pubblico.
Quali sono i contenuti di un atto organizzativo BIM?
Un atto organizzativo BIM deve definire ruoli, responsabilità, procedure, standard, flussi informativi, strumenti digitali, modalità di controllo e regole di gestione dei dati. Tra questi, possiamo trovare:
Contenuto
Cosa deve prevedere
Glossario
Termini BIM, acronimi, definizioni operative
Ambito di applicazione
Fasi, procedimenti e tipologie di intervento interessate
Ruoli e responsabilità
Figure interne, referenti, uffici e competenze
Procedure interne
Workflow, controlli, validazioni, approvazioni
ACDat/CDE
Regole di accesso, condivisione, revisione e archiviazione
Capitolato informativo
Indirizzi per la predisposizione dei requisiti informativi
Verifica dei modelli
Controlli geometrici, informativi, documentali e interferenziali
Patrimonio digitale
Codifiche, asset, classificazioni e dati per manutenzione
glossario di termini: un elenco di definizioni e termini tecnici utilizzati nel BIM, per assicurare una comprensione comune tra i vari attori coinvolti;
ambiti di applicazione del BIM nei processi operativi della PA: una descrizione dei processi e delle attività in cui il BIM viene utilizzato, come la progettazione, la direzione lavori, la manutenzione e la gestione del patrimonio;
indirizzi per la gestione del procedimento di aggiudicazione: linee guida e criteri per l’assegnazione dei contratti di progettazione e realizzazione basati sul BIM, per garantire trasparenza e concorrenza;
indirizzi per la gestione dei processi interni alla PA: procedure e responsabilità per la gestione dei dati BIM all’interno dell’amministrazione, per assicurare la corretta implementazione del BIM e la condivisione delle informazioni;
indirizzi per la progettazione: linee guida per la pianificazione, la progettazione e la realizzazione del progetto basate sul BIM, incluse le fasi di verifica e validazione;
indirizzi per la gestione del progetto: criteri e modalità per la creazione, la gestione e l’aggiornamento degli archivi di dati BIM all’interno e per tramite l’Ambiente di Condivisione Dati, per garantire la disponibilità e l’accessibilità delle informazioni nel tempo.
Atto organizzativo BIM, contenuti
Come strutturare l’atto organizzativo BIM: manuale, procedure, istruzioni operative e modulistica
I contenuti dell’atto organizzativo BIM possono essere organizzati secondo una struttura documentale articolata su più livelli, in modo da distinguere gli indirizzi strategici dalle regole gestionali e dagli strumenti operativi.
Il primo livello è rappresentato dal manuale, che definisce gli obiettivi generali della stazione appaltante, la strategia di digitalizzazione adottata e il modello organizzativo con cui l’ente intende gestire i processi BIM. Il manuale ha quindi una funzione prevalentemente strategica: chiarisce dove l’amministrazione vuole arrivare e quali criteri intende seguire per governare la gestione informativa digitale.
Il secondo livello è costituito dalle procedure, che descrivono i flussi di lavoro da adottare per condurre i diversi procedimenti: processi interni, progettazione, verifica dei modelli, affidamento dei contratti, esecuzione dei lavori, gestione dell’ACDat e manutenzione del patrimonio. Le procedure traducono gli obiettivi del manuale in modalità organizzative concrete.
Il terzo livello è formato dalle istruzioni operative, che dettagliano le attività da svolgere, gli step da seguire, i controlli da eseguire e le modalità di utilizzo degli strumenti digitali. A questo livello vengono definite, ad esempio, le check-list per la verifica dei modelli, le modalità di consegna dei file nell’Ambiente di Condivisione dei Dati, le regole per la produzione dei report di controllo e le istruzioni per la gestione dei dati interoperabili.
Infine, la modulistica raccoglie template, tabelle, schemi, elenchi, database e modelli documentali pronti all’uso. Rientrano in questa categoria, ad esempio, i template di capitolato informativo, le tabelle di valutazione delle offerte BIM, le check-list di verifica, gli schemi di validazione dei modelli, le tabelle di codifica degli asset, i template per le nomine delle figure BIM e i modelli per la gestione dei flussi informativi.
Livello
Funzione
Manuale
Definisce strategia, obiettivi e modello organizzativo
Procedure
Descrivono i flussi di lavoro e le responsabilità
Istruzioni operative
Dettagliano attività, controlli e modalità d’uso degli strumenti
Modulistica
Raccoglie template, check-list, tabelle e schemi pronti all’uso
Questa suddivisione consente di aggiornare il sistema in modo più semplice e controllato. Se cambiano parametri, codifiche o database, sarà sufficiente intervenire sulla modulistica; se cambia la sequenza delle attività, si aggiorneranno le istruzioni operative; se cambia il flusso di lavoro, si modificheranno le procedure; solo in caso di revisione degli obiettivi e delle strategie dell’ente sarà necessario aggiornare il manuale.
Quali sono i processi di controllo e di gestione delle singole fasi del BIM per la pubblica amministrazione?
L’atto organizzativo BIM deve disciplinare i processi interni della stazione appaltante, la fase di gara, l’esecuzione del contratto, la gestione dell’ACDat e la digitalizzazione del patrimonio.
I processi di controllo e gestione delle singole fasi del BIM per la pubblica amministrazione includono:
Pianificazione: definizione degli obiettivi, delle tempistiche e delle risorse necessarie per l’implementazione del BIM nel progetto.
Progettazione: utilizzo del BIM per la creazione di modelli digitali tridimensionali della costruzione e la definizione delle specifiche tecniche e dei requisiti prestazionali.
Coordinamento: condivisione delle informazioni tra i vari attori coinvolti nel progetto e verifica della compatibilità tra i diversi modelli BIM.
Verifica e validazione: controllo della conformità del progetto rispetto agli obiettivi, ai requisiti e alle normative vigenti, attraverso l’uso di software specifici e processi di revisione.
Realizzazione: monitoraggio dell’andamento dei lavori, della qualità e dei costi, utilizzando il BIM come strumento di supporto alla direzione lavori e alla gestione del cantiere.
Manutenzione e gestione: utilizzo dei dati BIM per la programmazione e l’esecuzione delle attività di manutenzione e la gestione delle opere nel corso del loro ciclo di vita.
Atto organizzativo BIM, processi di controllo
Cosa deve disciplinare l’atto organizzativo nei processi della stazione appaltante
L’atto organizzativo BIM deve tradurre i principi generali della gestione informativa digitale in regole applicabili ai processi concreti della stazione appaltante. Non riguarda solo la produzione dei modelli, ma l’intero sistema con cui l’ente organizza, controlla, verifica e utilizza le informazioni digitali.
Un primo ambito riguarda i processi interni. L’atto dovrebbe definire la costituzione dell’ufficio BIM, le figure coinvolte, la distribuzione delle responsabilità, le modalità di sviluppo dei progetti BIM interni e le procedure di verifica. In questa parte possono trovare spazio gli schemi di nomina dei responsabili, le tabelle di ripartizione delle attività, i template di modellazione disciplinare, i cartigli, le check-list di controllo e i modelli documentali per la gestione amministrativa e contabile del progetto.
Un secondo ambito riguarda la fase di affidamento e aggiudicazione. La stazione appaltante deve stabilire quali requisiti informativi porre a base di gara, quali documenti rendere disponibili agli operatori economici, come strutturare il capitolato informativo, quali criteri adottare per la valutazione delle offerte di gestione informativa e come disciplinare il passaggio dall’offerta di gestione informativa al piano di gestione informativa. In questa fase la modulistica può comprendere template di capitolato informativo, programmi di produzione e consegna delle informazioni, liste di documenti minimi e tabelle di valutazione delle offerte BIM.
Un terzo ambito riguarda l’esecuzione del contratto. L’atto organizzativo dovrebbe definire le modalità di conduzione dei servizi di progettazione in ambiente BIM, le regole per l’esecuzione dei lavori, la direzione lavori digitale, la gestione del giornale dei lavori, dei SAL, della contabilità e dei controlli sui modelli aggiornati in funzione dell’avanzamento del cantiere. In questa fase diventano centrali le regole di consegna nell’ACDat, i cicli di verifica delle interferenze geometriche, i controlli sulle incoerenze informative e la produzione dei report di verifica.
Un quarto ambito riguarda l’interoperabilità tra piattaforme. La stazione appaltante dovrebbe distinguere le piattaforme di approvvigionamento digitale, utilizzate per la gestione della gara, dalle piattaforme collaborative impiegate per l’esecuzione del contratto e la gestione informativa dell’opera. L’atto organizzativo deve quindi chiarire le modalità di accesso, la configurazione dei workspace di progetto, la struttura dei metadati, i codici identificativi e le regole per collegare investimenti, gare, progetti e asset.
Infine, una parte centrale deve essere dedicata alla digitalizzazione del patrimonio. L’ente deve stabilire come intende informatizzare i beni disponibili e indisponibili, quali dati richiedere nei modelli informativi, quali criteri adottare per nomenclatura, classificazione funzionale e mappatura IFC, quali livelli di fabbisogno informativo prevedere nelle diverse fasi del ciclo di vita dell’opera. L’obiettivo è costruire un database ordinato e interrogabile del patrimonio pubblico, utile non solo alla progettazione e alla realizzazione degli interventi, ma anche alla gestione, alla manutenzione ordinaria e straordinaria e alla pianificazione delle decisioni future.
Chi gestisce i dati BIM nei processi della Pubblica Amministrazione?
La gestione dei dati BIM nei processi della PA è affidata ad alcune figure professionali, tra cui:
Figura
Ruolo
BIM Manager / gestore processi digitali
Pianifica e controlla la strategia BIM
CDE Manager / gestore ACDat
Gestisce ambiente di condivisione dati, accessi e flussi
BIM Coordinator
Coordina modelli disciplinari e verifiche
BIM Specialist
Produce e aggiorna i modelli informativi
Coordinatore flussi informativi
Supporta RUP, D.L. o struttura di progetto nei flussi digitali
il BIM Manager: responsabile della pianificazione e del controllo del processo BIM, dalla programmazione alla realizzazione del progetto;
il CDE Manager: responsabile della pianificazione e del controllo del processo BIM all’interno dell’Ambiente di Condivisione Dati (dall’acronimo internazionale CDE) che lavora per conto della S.A. a stretto contatto con il BIM Manager;
il BIM Coordinator: figura che supporta il BIM Manager nella gestione dei modelli BIM e nella verifica della qualità delle informazioni prodotte dai diversi attori coinvolti;
i BIM Specialist: professionisti che lavorano sui singoli modelli BIM, come architetti, ingegneri e tecnici specializzati in diverse discipline, capaci di raccogliere in modelli BIM le informazioni tecniche del progetto.
Figure BIM
L’atto organizzativo BIM è uno strumento fondamentale per la pubblica amministrazione, che permette di garantire un’adozione efficace e uniforme del BIM nei processi edili e non solo.
Grazie all’utilizzo del BIM, è possibile migliorare la qualità dei progetti, ridurre i costi, ottimizzare i tempi di realizzazione e aumentare la trasparenza nel settore delle costruzioni, ma non solo! La creazione di gemelli digitali delle opere permettere di raccogliere tutte le informazioni essenziali per la corretta gestione del bene nel suo ciclo vita. La conoscenza e la comprensione dell’atto organizzativo BIM sono essenziali per tutti gli attori coinvolti nel processo, per assicurare un’implementazione efficace e sostenibile del BIM.
Atto organizzativo BIM e Domande frequenti (FAQ)
Quali sono i principali vantaggi dell’adozione del BIM nella Pubblica Amministrazione?
Il BIM (Building Information Modeling) è un processo di gestione delle informazioni relative a una costruzione, basato sull’utilizzo di modelli tridimensionali digitali. I modelli raccolgono le informazioni geometriche e prestazionali delle parti d’opera e così diventano veri e propri gemelli virtuali delle opere reali. Attraverso vari strumenti di gestione, poi, queste informazioni possono essere estrapolate dai modelli per eseguire analisi, previsioni e programmazioni. Tra i principali vantaggi dell’adozione del BIM nella Pubblica Amministrazione ci sono la migliore qualità dei progetti, la riduzione dei costi, l’ottimizzazione dei tempi di realizzazione, l’aumento della trasparenza e la facilitazione della comunicazione tra i diversi attori coinvolti.
Quali figure professionali sono coinvolte nella gestione dei dati BIM nella Pubblica Amministrazione?
Le principali figure professionali coinvolte nella gestione dei dati BIM nella Pubblica Amministrazione sono il BIM Manager, il BIM Coordinator, il CDE Manager e i diversi BIM Specialist, che lavorano sui singoli modelli BIM in diverse discipline. Le conoscenze, le competenze e le responsabilità di tali figure vengono specificate nella UNI 11337-7.
Quali sono i principali riferimenti normativi per l’atto organizzativo BIM in Italia?
In Italia, i principali riferimenti normativi per l’atto organizzativo BIM sono il Decreto Ministeriale 560 del 1° dicembre 2017 integrato poi col D.M. 312/2021, il Nuovo Codice dei Contratti Pubblici D.Lgs. n. 36 del 31 marzo 2023 all’allegato I.9 e le Linee Guida per l’adozione del BIM nelle infrastrutture e nelle opere pubbliche, emanate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
Quali sono gli obiettivi principali dell’Atto organizzativo BIM?
Gli obiettivi principali dell’atto organizzativo BIM sono definire le modalità di adozione del BIM nella Pubblica Amministrazione, o in una più generica organizzazione che lavora nel settore e intende certificarsi, garantire un’implementazione uniforme ed efficace del processo BIM e promuovere la collaborazione e la condivisione delle informazioni tra i diversi attori coinvolti nel processo edilizio.
In quali ambiti è possibile applicare il BIM nei processi operativi della Pubblica Amministrazione?
Il BIM può essere applicato in diversi ambiti dei processi operativi della Pubblica Amministrazione e può seguire l’intero iter procedurale, dalla programmazione all’esecuzione dell’incarico e dell’opera fino alla manutenzione e gestione degli edifici e delle infrastrutture pubbliche.
Come viene garantita la formazione e l’aggiornamento del personale coinvolto nel processo BIM nella Pubblica Amministrazione?
La formazione e l’aggiornamento del personale coinvolto nel processo BIM nella Pubblica Amministrazione devono essere ben pianificati attraverso la produzione di un apposito Piano di Formazione del personale, come richiesto dal Decreto BIM e dal Nuovo Codice Appalti quale adempimento preliminare. La formazione può essere garantita attraverso programmi di formazione specifici, workshop, seminari e corsi di aggiornamento, organizzati sia internamente che esternamente all’ente pubblico.
Quali sono gli strumenti e le tecnologie utilizzate nel processo BIM?
Nel processo BIM vengono utilizzati diversi strumenti e tecnologie, tra cui software per la modellazione e l’analisi dei modelli BIM, piattaforme digitali di condivisione delle informazioni, sistemi di gestione del cantiere e tecnologie di realtà aumentata e virtuale. La Stazione Appaltante che intende procedere in ambiente BIM ha l’obbligo di adempiere preliminarmente alla redazione e attuazione di un Piano di manutenzione e aggiornamento degli strumenti hardware e software, per come previsto dal Decreto BIM e dal Nuovo Codice Appalti.
Come viene monitorato e valutato l’impiego del BIM nella Pubblica Amministrazione?
L’impiego del BIM nella Pubblica Amministrazione viene monitorato e valutato attraverso l’analisi dei risultati ottenuti nei vari progetti, la verifica del rispetto degli obiettivi e dei requisiti prestazionali e la raccolta di feedback e suggerimenti da parte dei diversi attori coinvolti nel processo edilizio.
L’atto organizzativo BIM deve essere adottato prima della gara?
Sì. L’atto organizzativo BIM deve essere predisposto e reso operativo prima dell’avvio di un procedimento gestito con metodi e strumenti di gestione informativa digitale. Non basta quindi redigerlo formalmente: la stazione appaltante deve aver già definito ruoli, procedure, strumenti, modalità di controllo e regole di gestione dei dati prima della pubblicazione di avvisi, bandi o affidamenti in ambiente BIM.
Che rapporto c’è tra atto organizzativo BIM, ACDat e digitalizzazione del patrimonio?
L’atto organizzativo definisce le regole con cui la stazione appaltante utilizza l’ACDat e gestisce i dati informativi prodotti nei procedimenti BIM. L’Ambiente di Condivisione dei Dati è lo spazio digitale in cui modelli, elaborati, documenti e informazioni vengono raccolti, condivisi, verificati e aggiornati. La digitalizzazione del patrimonio è l’obiettivo finale del processo: costruire un sistema informativo ordinato, interoperabile e riutilizzabile per conoscere, gestire e manutenere nel tempo gli asset pubblici.
Per essere certo di rispondere appieno ai nuovi adempimenti, affidati ad un unico interlocutore in grado di assisterti al meglio.
Fonte: Read More
