Exchange Information Requirements: che cos’è l’EIR nel BIM?

Exchange Information Requirements: che cos’è l’EIR nel BIM?

L’Exchange Information Requirements (EIR) è un documento stilato dal committente che definisce tutti i requisiti legati allo scambio informativo di un processo BIM. Scopri cos’è e da cosa è composto

L’EIR, acronimo di Exchange Information Requirements, è il documento con cui il committente definisce i requisiti informativi da produrre, scambiare e verificare all’interno di un processo BIM.

La metodologia BIM presuppone un flusso di lavoro collaborativo e la creazione di modelli informativi ricchi di dati grafici e testuali che caratterizzano tutti gli elementi appartenenti al modello, per il suo intero ciclo di vita.

Il pacchetto informativo che caratterizza ciascun modello viene delineato dalle esigenze della committenza, che ha la responsabilità e le capacità per definire, a monte dell’ideazione di un progetto, quali informazioni sono utili, come devono essere scambiate e quando ciò deve avvenire. Esistono degli IDS BIM tool innovativi che permettono, tramite lo standard IDS, di impostare in modo corretto l’EIR e di gestire al meglio tutto il processo di creazione, compilazione e validazione della richiesta informativa.

Ma prima scopriamo che cos’è l’EIR (Exchange Information Requirements) e da cosa è composto e in che modo può essere reso ancora più efficace attraverso lo standard IDS. Vedremo, inoltre, un esempio operativo di validazione di un modello IFC, in cui un requisito informativo dell’EIR viene trasformato in una specifica IDS per controllare automaticamente la corretta nomenclatura del progetto.

Infine analizzeremo nel dettaglio un caso studio denominato Recycle BIM, importante iniziativa multinazionale e multi-attore, volta a sviluppare un quadro integrato per la circolarità dei materiali da costruzione. Questo progetto è stato guidato dall’università di Minho e ha visto diversi collaborazioni internazionali come quella di ACCA software.

BIM model checking EIR

Che cos’è un documento EIR (Exchange Information Requirements)?

In una gara espletata secondo metodologia BIM, l’EIR è un documento di pre-gara che definisce norme, informazioni e requisiti di un processo BIM e costituisce l’input di avvio della gara stessa, alla quale i tecnici e gli appaltatori rispondono con opportune offerte.

Se la PAS 1192-2 definiva l’EIR come “Employer Information Requirements”, letteralmente “Requisiti di informazione del datore di lavoro”, oggi l’acronimo EIR è riferito all’ “Exchange Information Requirements”, per quanto cambiato dalla ISO 19650, che rimanda appunto ai “Requisiti di scambio delle informazioni”.

La differenza tra le definizioni sottolinea un cambiamento netto. Se i requisiti informativi da produrre e consegnare in entrambi i casi giocano un ruolo predominante, la nuova accezione ci fa comprendere come ora l’attenzione è posta piuttosto sulla modalità di scambio di queste informazioni.

L’EIR quindi, si sofferma sui metodi da eseguire per la condivisione dei dati e la generazione degli elaborati, incentrandosi sulla gestione dei contenuti informativi tra i vari stakeholder e sulle modalità di verifica, archiviazione e consegna dei modelli. Si costituisce come un vero e proprio documento testuale in cui vengono individuati:

aspetti normativi di riferimento, priorità e obiettivi;
modelli da implementare per ogni fase progettuale con livelli di informazione adeguati allo step di riferimento.

Gli obiettivi vanno raggiunti mediante un lavoro collaborativo dei vari team proponenti, che include appaltatori, tecnici, fornitori ed eventuali sub-appaltatori e sub-fornitori, ottenibile con uno scambio dati ottimizzato e con l’utilizzo di un BIM management system.

Ancora oggi spesso ci si trova davanti a soggetti proponenti che hanno difficoltà a redigere un documento del genere, a volte perché non ancora addentrati pienamente nella metodologia, altre perché spesso risulta difficile inquadrare gli obiettivi di commessa, lo scambio dati e la gestione.

Se sei un tecnico che opera nella Pubblica Amministrazione e devi affrontare questa problematica, per migliorare la tua formazione nella preparazione di appalti BIM ti consiglio di seguire un corso online di BIM Management dedicato alla PA, capace di accompagnarti e supportarti nella gestione e redazione di un EIR.

Quali sono i requisiti informativi della committenza?

Abbiamo visto che tramite l’EIR la committenza definisce le caratteristiche gestionali dell’incarico, delineando il processo di produzione e consegna. Ma quali sono nello specifico i requisiti informativi che deve definire?

I requisiti informativi che deve definire, sono legati ad aspetti come:

modalità di gestione (ad esempio l’utilizzo di piattaforme collaborative);
modalità di produzione;
modalità di coordinamento tra i modelli ed il team (utilizzo di BIM tools, analisi coordinate dei modelli, etc.);
modalità di verifica e controllo;
livello di dettaglio relativo agli elementi ed in generale allo specifico modello da realizzare in ciascuna fase;
modalità di scambio (ad esempio formati interoperabili);
tempi, scadenze e fasi di consegna;
modalità di consegna (formati di output, nomenclatura file, ecc.).

Flusso informativo per la redazione dell’EIR

Perché abbiamo bisogno di un documento EIR?

L’Exchange Information Requirements (EIR) è un documento chiave della metodologia BIM, perché le sue finalità rimandano all’idea di base del BIM stesso: “Begin with the end in the mind”, “Inizia con la fine in mente”, secondo cui bisogna avviare una qualsiasi progettazione avendo ben chiari gli obiettivi finali.

Per conseguire in maniera efficace gli obiettivi finali è di certo funzionale l’EIR che identifica nel dettaglio l’intero flusso di lavoro da seguire, gestendo in anticipo tutto il processo edilizio.

Un’EIR risulta vantaggioso anche per:

la committenza in quanto la realizzazione di Digital Twin realistici e ricchi di informazioni garantisce al soggetto proponente una visione reale dei progetti e gli permette di valutare una serie di fattori (fasi di costruzione, risorse, costi e tempi, processi di gestione e manutenzione);
i progettisti e tutti i collaboratori in quanto, attraverso linee guida e flussi di lavoro chiari definiti dall’EIR, riescono ad essere più produttivi, a ridurre gli errori e ad evitare ritardi.

Questi vantaggi raggiugono la massima espressione tramite l’uso dello standard IDS di BuildingSMART. Con un IDS BIM tool il committente può creare il documento IDS con le specifiche informative richieste e il progettista editarle in maniera guidata. Quando il progettista ha concluso il lavoro, il computer legge automaticamente il modello del progettista e il committente può validare i dataset consegnati.

Per comprendere meglio come questi vantaggi possano tradursi in un controllo concreto dei modelli BIM, è utile approfondire il ruolo dell’IDS: lo standard consente infatti di trasformare i requisiti informativi definiti nell’EIR in specifiche strutturate, verificabili automaticamente sui modelli IFC.

Come trasformare i requisiti dell’EIR in controlli IDS verificabili sul modello IFC

L’IDS – Information Delivery Specification consente di fare un passo ulteriore rispetto alla semplice definizione dei requisiti informativi: permette di trasformarli in regole di controllo applicabili ai modelli IFC. In pratica, una richiesta contenuta nell’EIR, ad esempio il rispetto di una determinata nomenclatura o la presenza di specifiche proprietà, può diventare una regola strutturata da applicare a un modello IFC per verificarne la conformità.

Il flusso operativo è semplice: prima si individua il requisito informativo da controllare, poi si definisce a quali elementi del modello IFC applicare la verifica attraverso l’applicabilità, infine si imposta il requisito vero e proprio, cioè la condizione che gli elementi selezionati devono rispettare per essere considerati conformi.

In questo modo, l’EIR stabilisce cosa deve essere verificato, mentre l’IDS definisce dove applicare il controllo e quale condizione deve essere rispettata. La validazione finale sul modello IFC restituisce quindi un esito di conformità o non conformità, permettendo al committente di verificare se le informazioni richieste sono effettivamente presenti, corrette e coerenti nel modello BIM consegnato.

Esempio operativo: verificare il nome del progetto in un modello IFC

Per comprendere il funzionamento dell’IDS, immaginiamo di dover validare un modello informativo architettonico di un edificio scolastico destinato ad asilo nido, esportato in formato IFC 4×3.

Il committente richiede che il nome del progetto sia uniforme in tutti i modelli IFC consegnati. Questa esigenza, espressa nell’EIR, ha uno scopo pratico: garantire coerenza nella nomenclatura dei file e rendere i dati più facilmente consultabili, aggregabili e utilizzabili dagli stakeholder e dagli strumenti informatici durante le diverse fasi del ciclo di vita dell’edificio.

Nel caso studio, il nome richiesto per il progetto è “Rainbow Kindergarten”. Il requisito informativo può quindi essere espresso così: tutti i modelli IFC consegnati devono riportare un nome progetto coerente con questo valore.
A questo punto il requisito deve essere trasformato in una specifica IDS. La specifica non deve controllare genericamente l’intero modello, ma deve individuare l’entità IFC corretta su cui applicare la verifica. Poiché il controllo riguarda il progetto nel suo insieme, l’applicabilità viene impostata sull’entità IfcProject.
Il requisito, invece, consiste nel verificare che l’attributo Name dell’entità IfcProject sia valorizzato con il nome previsto, cioè “Rainbow Kindergarten”.

Requisito EIR
Traduzione IDS

Il nome del progetto deve essere uniforme in tutti i modelli IFC consegnati
La specifica IDS controlla l’entità IfcProject

Il nome del progetto deve essere “Rainbow Kindergarten”
Il requisito verifica che l’attributo Name sia uguale a Rainbow Kindergarten

Il modello deve poter essere controllato in modo automatico
Il file IDS viene applicato al modello IFC tramite validatore

In questo modo, una richiesta che nell’EIR potrebbe essere descritta in forma discorsiva viene trasformata in una regola tecnica controllabile automaticamente.

Come impostare la specifica IDS per il controllo della nomenclatura

Nel file IDS si crea una specifica dedicata alla verifica del nome del progetto. La descrizione della specifica chiarisce che il modello IFC deve riportare una nomenclatura coerente con quanto richiesto dal committente, così da garantire uniformità tra i diversi file prodotti e facilitare l’analisi dei dati.

Nella sezione generale della specifica si può indicare la versione IFC di riferimento, ad esempio IFC 4×3, insieme a eventuali istruzioni operative per il progettista. Ad esempio, si può specificare che chi esporta il modello IFC deve assicurarsi che il nome del progetto sia correttamente compilato prima della consegna.

La parte decisiva è la configurazione di applicabilità e requisiti. L’applicabilità filtra l’entità IfcProject, mentre il requisito controlla il valore dell’attributo Name. Nel nostro esempio se il valore trovato corrisponde a “Rainbow Kindergarten”, il controllo viene superato; se il valore è assente o diverso, il modello risulta non conforme rispetto a quella specifica.

Questa impostazione mostra concretamente come l’IDS consenta di trasformare un requisito informativo dell’EIR in una verifica puntuale sul modello IFC.

Validazione del modello IFC: come leggere l’esito del controllo

Una volta creato il file IDS, la specifica può essere applicata al modello IFC tramite un validatore. Il validatore confronta il contenuto del modello con le regole definite nel file IDS e restituisce un esito. Nel caso dell’esempio, il controllo riguarda un solo requisito: verificare che il nome del progetto associato a IfcProject coincida con il valore richiesto.

Se l’attributo Name contiene il valore “Rainbow Kindergarten”, il modello risulta conforme alla specifica. Se invece il valore è assente, errato o diverso da quello previsto, il validatore segnala una non conformità. Il valore operativo della validazione IDS non sta solo nell’indicare se il modello è corretto o meno, ma anche nel rendere tracciabile il motivo dell’eventuale errore.

Il validatore può infatti mostrare:

la specifica che non è stata rispettata;
l’elemento IFC coinvolto;
il requisito atteso;
il valore effettivamente trovato nel modello;
la segnalazione di non conformità.

Questo consente al progettista, al BIM specialist o al validatore di individuare rapidamente il problema e intervenire in modo mirato, senza dover controllare manualmente l’intero modello.

Dall’errore alla correzione: perché l’IDS semplifica il controllo qualità

In un processo tradizionale, la verifica dei dati contenuti in un modello BIM può richiedere controlli manuali lunghi e soggetti a interpretazioni diverse. Con l’IDS, invece, il controllo viene formalizzato a monte e applicato in modo coerente al modello IFC.

Se il modello non rispetta la specifica, la non conformità diventa immediatamente individuabile. Questo consente di gestire il problema in modo più efficace: il team può correggere il valore nel modello, riesportare il file IFC e ripetere la validazione fino al raggiungimento della conformità richiesta.

In un flusso openBIM, le segnalazioni possono essere anche condivise tramite formati standard come il BCF – BIM Collaboration Format, facilitando la comunicazione tra i soggetti coinvolti nella revisione del modello.

Perché usare l’IDS insieme all’EIR?

L’IDS non sostituisce l’EIR, ma lo rende più efficace dal punto di vista operativo. L’EIR stabilisce quali informazioni sono necessarie, in quale fase devono essere prodotte e quali criteri devono rispettare. L’IDS consente di tradurre questi criteri in controlli automatici applicabili ai modelli IFC.

Il risultato è un processo più chiaro e verificabile: l’EIR definisce il requisito informativo, mentre l’IDS lo trasforma in una specifica strutturata, machine-readable e utilizzabile per la validazione automatizzata.

In questo senso, l’IDS rappresenta uno strumento fondamentale per rendere più controllabile la qualità informativa dei modelli BIM. Permette di verificare non solo la presenza dei dati richiesti, ma anche la loro correttezza, coerenza e utilizzabilità nei successivi processi di progettazione, costruzione, gestione e manutenzione dell’opera.

Cosa dovrebbe contenere un EIR?

Sono diversi i documenti che confluiscono nell’Exchange Information Requirements e che contribuiscono alla sua redazione:

OIR (Organizational Information Requirements) – racchiude le informazioni necessarie per definire gli obiettivi del soggetto proponente;
AIR (Asset Information Requirements) – racchiude gli aspetti gestionali e le procedure tecniche dell’immobile;
PIR (Project Information Requirements) – racchiude le informazioni necessarie per implementare gli obiettivi in relazione alla particolare commessa.

Per inquadrare pienamente l’EIR all’interno di una commessa BIM, basta fare riferimento alla ISO 19650-1, che definisce il flusso e la gerarchia dei requisiti informativi che si sviluppa in un processo BIM.

La commessa si completa con la redazione di:

PIM (Project Information Model) – racchiude informazioni legate alla progettazione e realizzazione della costruzione;
AIM (Asset Information Model) – racchiude informazioni legate all’uso, alla gestione e alla manutenzione dell’immobile.

Qui abbiamo elencato una serie di acronimi che possono sembrarti difficili. Per questo ti consiglio di leggere l’articolo “IFC, PAS, COBie, BEP, EIR: tutti gli acronimi del BIM” per conoscere di più rispetto a questi e ad altri acronimi che troverai lungo il tuo cammino nel mondo BIM.

Gerarchia requisiti informativi

Per redigere correttamente l’EIR è necessario seguire un template che si suddivide in tre parti:

Tecnica;
Gestionale;
Commerciale.

Ciascuna parte è costituita da una serie di contenuti tipici, schematizzati nella tabella riportata di seguito:

TECNICA

formati di scambio
livello di dettaglio
piattaforme software
coordinate
livello di formazione

GESTIONALE

standard
ruoli e responsabilità degli stakeholder
sicurezza dati
processo di coordinamento
processo di collaborazione
programmazione riunioni di revisione modello
gestione della salute e sicurezza della progettazione
vincoli
piano di conformità
modalità consegna informazioni sugli asset

COMMERCIALE

obiettivi strategici
risultati BIM da conseguire
valutazione competenze

Parte tecnica

In questa parte si inquadrano i requisiti tecnici della commessa:

formati di scambio – i formati dei file (eventualmente anche le versioni) con cui effettuare lo scambio dati, in modo tale che il tutto avvenga in un formato utilizzabile dal soggetto proponente stesso;
livello di dettaglio – per ogni modello e per ogni elemento tecnico di ciascun modello va definito il livello di dettaglio, geometrico ed informativo, minimo da raggiungere, in base alle esigenze progettuali;
piattaforme software – deve essere chiarita l’infrastruttura software e la piattaforma collaborativa della commessa;
coordinate – individuare un sistema di coordinate comuni a tutti, perché i modelli di progetto devono avere lo stesso punto di coordinamento;
livello di formazione – la committenza deve definire la formazione BIM necessaria per poter partecipare alla redazione dell’offerta ed alla sottoscrizione dell’eventuale incarico.

Parte gestionale

In questa parte invece, si delineano i requisiti di gestione dei processi progettuali:

standard – procedure da seguire per garantire il corretto flusso delle informazioni, lo scambio dati, la consegna e la sicurezza del processo;
ruoli e responsabilità degli stakeholder – è opportuno indirizzare gli offerenti ad indicare tutti i ruoli e le responsabilità dei partecipanti alla progettazione;
sicurezza dati – misure di sicurezza per tutelare dati sensibili;
processo di coordinamento – modalità di controllo e risoluzione delle interferenze, tolleranze, ecc.;
processo di collaborazione – bisogna chiarire le modalità collaborative che il team deve seguire;
programmazione riunioni di revisione modello – programma di controllo e assistenza al team di progettazione, durante lo svolgimento dell’incarico;
gestione della salute e sicurezza della progettazione – requisiti progettuali legati alla sicurezza sul cantiere da garantire;
vincoli – per comunicare eventuali vincoli o limitazioni presenti nella commessa;
piano di conformità – legati alla definizione di metodi per assicurare la qualità delle informazioni e dei dati prodotti;
modalità di consegna delle informazioni sugli asset – per definire uno standard minimo e lo schema dati attraverso cui gestire le informazioni nell’asset.

Parte commerciale

In questa parte invece, si elencano i requisiti legati alle finalità e gli obiettivi progettuali:

obiettivi strategici – finalità dei requisiti informativi;
risultati BIM da conseguire – deve definire dettagliatamente i risultati da raggiungere, in termini di modellazione, informatizzazione e coordinamento;
valutazione competenze – attraverso cui si analizzano le capacità e competenze degli offerenti nella gestione e nello scambio informativo.

In che modo un EIR è diverso da un BEP?

EIR e BEP sono entrambi documenti necessari durante una commessa BIM ma si differenziano per lo scopo:

l’EIR serve a individuare le esigenze e i requisiti informativi richiesti dal committente;
il BEP serve ad indicare in che modo si intende rispondere all’esigenze espresse nell’EIR.

Dunque, nella realizzazione di una progettazione BIM, la produzione e lo scambio di informazioni definite dall’EIR, consente agli offerenti la redazione dei BEP (BIM Execution Plan).

Nel BEP (BIM Execution Plan) si mettono in luce le modalità e gli strumenti finalizzati a raggiungere gli scopi richiesti dall’EIR. In funzione della fase in cui ci si trova, vengono redatti due BEP: quello precontrattuale (preBEP) e quello post contrattuale (BEP).

Sviluppo commessa BIM flusso di lavoro

Il BEP pre-contratto viene redatto in fase di offerta (fase pre-gara) da parte di ciascun partecipante.

Esso proprio per questo motivo delinea sommariamente il modo in cui si vuole rispondere alle richieste della committenza, pianificando i principali “step” della progettazione da realizzare (sotto forma di PIM – Project Information Model) e soffermandosi sul proprio livello di competenza, sulla propria capacità operativa, sulle risorse e le tecnologie in possesso.

A conclusione della gara, il soggetto vincitore, a seguito della firma del contratto con il soggetto proponente, dovrà presentare un ulteriore piano, il BEP post-contrattuale.

Se il preBEP costituiva in un certo senso un’offerta, il BEP post-contrattuale inquadra le effettive modalità di realizzazione, controllo, scambio e condivisione degli elaborati e dei modelli finali da produrre. Si arricchisce di elaborati come la matrice delle responsabilità, il MIDP, il TIDP, dettagliando la gestione delle procedure, dei processi da seguire, delle strategie di consegna e degli standard.

In conclusione, si può affermare che è proprio con il BEP che tutti gli attori del processo comprendono le finalità e gli usi del modello BIM, definendo una proposta efficiente, funzionale e rispondente agli standard.

Caso studio: la redazione dell’EIR nel progetto RecycleBIM

Il settore delle costruzioni affronta sfide significative in termini di produttività e prevedibilità, spesso derivanti da una pianificazione frammentata e da una gestione reattiva delle informazioni.

Per superare queste difficoltà, è fondamentale adottare un approccio proattivo alla gestione delle informazioni, in linea con gli standard ISO.

In questo contesto, gli Exchange Information Requirements (EIR) emergono come strumenti cruciali per una gestione efficiente delle informazioni durante l’intero ciclo di vita di un progetto, dalla sua ideazione fino alla demolizione.

In questo paragrafo affrontiamo nel dettaglio un caso studio in cui ACCA software è parte attiva. Si tratta del progetto RecycleBIM, un’importante iniziativa per promuovere la sostenibilità e la circolarità dei materiali da costruzione attraverso l’uso avanzato del BIM.

Se vuoi maggiori informazioni, ti consiglio di leggere l’articolo di approfondimento “RecycleBIM: un passo avanti verso la circolarità dei materiali da costruzione“.

Grazie a questo progetto, è stato possibile indagare sulle procedure atte a migliorare la gestione dei materiali edilizi, ridurre l’impatto ambientale e promuovere pratiche edilizie più efficienti e sostenibili.

In merito alla redazione dell’EIR, il caso studio ha previsto la creazione di due template, uno relativo alle opere di demolizione di un bene esistente, l’altro da utilizzare nel caso di una nuova costruzione.

I due template sono indicati come segue:

track: to-be-demolished;
track: new construction.

Vediamoli nel dettaglio.

EIR per la demolizione: “track: to-be-demolished”

Nonostante il BIM non sia ancora ampiamente utilizzato nei progetti di demolizione, la compilazione di un EIR rimane cruciale per garantire un approccio strutturato e minimizzare lo spreco di risorse. Un EIR ben definito aiuta a snellire i processi, ridurre le ridondanze e garantire che tutti i dati rilevanti siano accuratamente acquisiti e condivisi tra gli stakeholder.

Gli EIR per la demolizione si concentrano su una serie di obiettivi specifici, tra cui:

pianificare una demolizione snella per promuovere la circolarità dei materiali;
aumentare le vendite di materiali recuperati, creando nuove opportunità di business;
ottimizzare la pianificazione del lavoro, riducendo i tempi e i costi del progetto;
facilitare lo scambio di dati con il mercato, creando un flusso di informazioni efficiente tra domanda e offerta, per evitare “information waste” e per fornire una giustificata applicazione del BIM;
chiarire gli obiettivi, delineando le informazioni necessarie e specificando gli standard informativi, i metodi di produzione e le procedure applicabili durante la fase di pre-demolizione e la pianificazione dello smantellamento;
utilizzare template che mirano a catturare e scambiare sistematicamente informazioni critiche riguardanti materiali, elementi strutturali e condizioni del sito, durante il processo di demolizione;

Un elemento chiave negli EIR per la demolizione è il Deconstruction Information Model (DIM), un modello dati specifico per la pianificazione e l’esecuzione di progetti di demolizione.

Modello EIR per progetti di demolizione e smantellamento

Vediamo com’è strutturato un EIR per gestire i processi di demolizione.

1. Introduzione

1.1. Scopo dei requisiti informativi di scambio (EIR) – spiega che i Requisiti Informativi di Scambio (EIR) sono stati formulati dall’ente appaltante per il progetto in questione.

1.2. Obiettivi di gestione delle informazioni – illustra gli obiettivi del committente riguardo alla gestione delle informazioni del progetto e al suo impegno nell’utilizzo del BIM per migliorare le procedure di demolizione, con l’intento di ottenere vantaggi economici e temporali e di adottare una strategia di smantellamento orientata alla circolarità dei materiali.

1.3. Informazioni sul progetto

1.3.1. Informazioni generali sul progetto – fornisce dettagli di base sul progetto (titolo del progetto, descrizione, data di inizio del progetto, ecc.).

1.3.2. Dettagli di contatto dell’ente appaltante – sono riportate le informazioni di contatto dell’organizzazione che ha commissionato il progetto (nome dell’azienda, sito web, indirizzo, ecc.).

1.3.3. Dettagli dell’asset costruito – descrive l’edificio o la struttura esistente che sarà oggetto di demolizione (descrizione dell’asset, proprietario dell’asset, ecc.).

1.3.4. Scopo del progetto – definisce in dettaglio cosa si intende raggiungere con il progetto (giustificazione del progetto, deliverables, ecc.).

1.3.5. Vincoli del progetto – vengono individuati tutti i limiti e le restrizioni che influenzano la pianificazione, la progettazione e l’esecuzione di un’opera edilizia (budget, personale, ecc.).

1.3.6. Milestones per la consegna delle informazioni – definisce i momenti cruciali durante il progetto in cui è necessario consegnare specifiche informazioni.

1.3.6. Informazioni di riferimento – sono elencate le informazioni sull’asset che sono messe a disposizione dei partecipanti alla gara. Viene indicata l’ubicazione di queste informazioni, specificando che saranno accessibili tramite dei link all’ambiente di dati condiviso (CDE) (disegni as-built, disegni di progetto, dati del catasto, ecc.).

1.3.7. Risorse condivise – similmente alla sezione precedente, questa elenca altre risorse che sono messe a disposizione dei partecipanti tramite link al CDE (mappe dei processi, le specifiche del livello di necessità informativa, ecc.).

2. Information requirements

Questa sezione definisce i requisiti informativi necessari per la consegna del modello informativo della demolizione. Questi requisiti sono il risultato di strategie aziendali più ampie e delle necessità specifiche del progetto, e vengono comunicati al team di lavoro attraverso l’EIR (Exchange Information Requirements). La Figura 1 illustra la gerarchia dei requisiti informativi, che parte dagli OIR (Organizational Information Requirements), passa ai PIR (Project Information Requirements), fino a definire l’EIR, culminando nella definizione delle specifiche per il PIM (Project Information Model).

Figura 1 – Gerarchia dei requisiti informativi, adottata dalla ISO 19650

2.1. Organizational Information Requirements (OIR)

Gli OIR (Organisational Information Requirements) rappresentano le esigenze informative di alto livello dell’organizzazione committente e sono allineati con le sue politiche ESG (Environmental, Social and Governance). Definiscono i principi guida per la gestione delle informazioni a livello aziendale, influenzando tutti i progetti. In questo contesto, gli OIR evidenziano l’importanza di:

smantellamento e demolizione degli asset con il minimo impatto ambientale – ciò implica la necessità di pianificare interventi che riducano al minimo la produzione di rifiuti, favoriscano il recupero e il riciclo di materiali e tengano in considerazione la sicurezza e la salute della comunità circostante. Ad esempio, un OIR potrebbe stabilire l’obiettivo di raggiungere una determinata percentuale di materiali riciclati dal processo di demolizione;
conformità con le normative nazionali e promozione della circolarità – l’organizzazione deve operare nel rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti in materia di demolizione e gestione dei rifiuti, integrando al contempo pratiche che favoriscano l’economia circolare, come il riuso e la valorizzazione dei materiali. Un esempio potrebbe essere l’obbligo di identificare i materiali riutilizzabili presenti nell’edificio prima della demolizione;
adozione di una strategia completa per la pianificazione e l’esecuzione del progetto – è fondamentale definire un approccio strutturato per la gestione delle informazioni durante l’intero ciclo di vita del progetto, dalla fase di pianificazione fino alla sua conclusione. Questo può includere l’utilizzo di piattaforme collaborative e la definizione di flussi di lavoro chiari.
selezione di tecniche di demolizione e smantellamento basate su modelli ottimizzati – l’utilizzo di modelli informativi (BIM) consente di simulare e analizzare diverse tecniche di demolizione, scegliendo quelle più efficienti, sicure e sostenibili. Ad esempio, il modello BIM può essere utilizzato per pianificare la sequenza di smontaggio degli elementi strutturali.

2.2. Project Information Requirements (PIR)

I PIR (Project Information Requirement) specificano il contenuto informativo di alto livello richiesto specificamente per il progetto in questione, al fine di supportare gli obiettivi strategici dell’organizzazione del committente. Questi requisiti sono una derivazione degli OIR, adattati alle peculiarità del singolo progetto e ai suoi punti decisionali chiave.

Vengono identificati quattro distinti punti chiave (Tabella 1) all’interno del processo di creazione del Project Information Model (PIM) per la pianificazione della demolizione:

Consegna di una rappresentazione spaziale dell’asset (M1): ad esempio, la nuvola di punti ottenuta dalla scansione laser;
Consegna dell’inventario dei materiali derivante dall’audit pre-demolizione (M2): l’elenco dettagliato dei materiali presenti nell’edificio;
Consegna del modello BIM, che rappresenta l’asset (M3): il modello 3D informativo dell’edificio;
Consegna delle specifiche dell’asset in formato dati interoperabile per i marketplace (M4): i dati sui materiali strutturati in un formato utilizzabile per la vendita online.

Tabella 1 – Project Information Requirements (PIR) – (Fonte: University of Minho)

2.3. Exchange Information Requirements (EIR)

L’EIR (Exchange Information Requirements) è un documento cruciale che assicura l’allineamento tra tutti gli stakeholder del progetto e facilita una gestione efficace delle informazioni durante l’intero ciclo di vita. Esso stabilisce una comprensione comune tra le parti coinvolte, promuovendo collaborazione, chiarezza ed efficienza nello scambio di dati.

La Tabella 2 dettaglia i requisiti informativi per la consegna. Per ogni requisito informativo (corrispondenti alle milestone), la tabella specifica una serie di informazioni (le informazioni di supporto necessarie, il formato dei file richiesto, ecc.).

Tabella 2 – EIR decomposition – (Fonte: University of Minho)

La Tabella 3 definisce le milestone di consegna delle informazioni e le date chiave associate a ciascun deliverable.

Tabella 3 – Information delivery milestones and key dates- (Fonte: University of Minho)

Il documento specifica inoltre che entro una data limite tutti gli stakeholder possono presentare domande sull’EIR. In risposta all’EIR, ogni partecipante alla gara d’appalto deve produrre un pre-BEP (pre-BIM Execution Plan), che illustra il proprio approccio e le capacità di gestione delle informazioni per soddisfare i requisiti. Il pre-BEP deve essere sottoscritto entro la data stabilita e sarà soggetto a revisione prima dell’accettazione.

Le parti nominate sono tenute a sviluppare un pre-BEP dettagliato che comprenda una serie di informazioni (la strategia di consegna delle informazioni, la strategia di collaborazione, ecc.).

Dopo la nomina, il BEP del team di consegna sarà validato in collaborazione con l’intero team e tenendo conto del feedback dell’ente appaltante. Il BEP definitivo dovrà essere sottoscritto entro la data stabilita e conterrà informazioni simili al pre-BEP ma con maggiori dettagli come il MIDP (Master Information Delivery Plan) e i TIDP (Task Information Delivery Plan), oltre alle eventuali deviazioni dall’EIR.

2.4. Level of Information Need

Le specifiche del LOIN (Level of Information Need), conformi alla norma EN 17412-1:2020, sono elementi fondamentali dei requisiti informativi definiti dall’ente appaltante e a cui è obbligatorio attenersi durante la consegna delle informazioni. Queste specifiche devono essere incluse nel BEP (BIM Execution Plan) come riferimento per definire il contenuto informativo relativo all’asset costruito e ai suoi componenti, come i prodotti da costruzione.

3. Standard Informativi

I progetti devono seguire standard informativi specifici per garantire uno scambio efficace di informazioni con altre tecnologie, privilegiando i formati di dati aperti:

aderire agli standard ISO 19650, CEN/EN 17412-1 / ISO 7817, e ISO 16739-1;
utilizzare i codici EWC per la classificazione dei rifiuti;
usare Uniclass e le classi ISO 16739-1 per la strutturazione e classificazione delle informazioni;
le unità di misura fanno riferimento al Sistema Internazionale se non indicate;
è fondamentale adottare convenzioni standardizzate per l’identificazione dei file (naming convention con nome del Progetto, Originatore, Scomposizione, ecc.);
i file devono includere un campo per i metadati, gestito tramite l’ambiente di condivisione dati (CDE).

Produzione informativa

il team di consegna deve specificare nel BEP (BIM Execution Plan) il software di authoring e la sua versione;
devono essere forniti i dati sia in formato proprietario/modificabile che in formato di dati aperti (es. IFC per modelli BIM);
la dimensione massima per i singoli file è di 300 megabyte;
sono indicate le piattaforme utilizzate dal committente, e il team di consegna deve specificare come intende scambiare informazioni con esse se utilizza software alternativi;
le funzioni di gestione delle informazioni sono una responsabilità condivisa tra tutti i membri del team;
il documento definisce le responsabilità delle diverse parti nelle varie fasi del processo di produzione informativa;
vengono descritte le fasi di rilievo dell’asset, modellazione BIM e data parsing per il marketplace;
è definito un processo di autorizzazione e pubblicazione delle informazioni, che include la revisione iniziale e tecnica, l’autorizzazione, ecc.;
è necessaria una strategia di coordinamento spaziale e una struttura di scomposizione delle informazioni, da dettagliarsi nel BEP.

Procedure di accettazione

i file pubblicati sono soggetti a procedure di validazione e accettazione in corrispondenza di ogni milestone significativo;
l’accettazione dipende dalla conformità di ogni singolo deliverable ai criteri definiti, che possono riguardare aspetti geometrici, dati alfanumerici e documentazione;
la parte committente mira ad automatizzare l’accettazione dei risultati del lavoro tramite controlli machine-readable e specifiche dei dati;
vengono elencati i criteri di accettazione specifici (AC) per ciascun deliverable identificato nelle tabelle di scomposizione dell’EIR.

EIR per la nuova costruzione: “track: new construction”

Gli EIR per la nuova costruzione mirano a integrare considerazioni di sostenibilità e circolarità fin dalle prime fasi di progettazione. Gli aspetti più importanti vengono riportati di seguito:

l’ottimizzazione della selezione dei materiali, l’efficienza operativa e una fase di fine ciclo di vita a basso costo per il progetto;
le differenze caratteristiche rispetto all’EIR per il track “to-be-demolished”, poiché l’EIR è un documento compilato a partire dall’EIR per deliverable specifici;
un modello BIM concettuale per consentire l’analisi iterativa dell’efficienza energetica dell’involucro edilizio, della composizione dei materiali e altri aspetti;
fabbisogni informativi specifici per il modello as-built, che sarà poi utilizzato per pianificare i lavori di demolizione dell’asset. Questo modello deve includere le informazioni necessarie per il DIM;
ulteriori requisiti per un modello BIM che rifletta le modifiche apportate all’asset costruito durante il suo periodo di utilizzo e manutenzione;

1. L’AMBITO DELL’EIR

In un progetto di costruzione (“track: new construction”), esistono molte fasi e potenziali usi del BIM durante il ciclo di vita del progetto, inclusi pianificazione, costruzione, gestione operativa e manutenzione e, infine, demolizione.

Considerando ciò, l’ambito di questo EIR include solo le differenze caratteristiche rispetto all’EIR per il “track: to-be-demolished”e quindi i requisiti informativi stabiliti in questo documento possono essere integrati nell’EIR quando si esegue un progetto utilizzando la metodologia BIM.

2. DISPOSIZIONI CHIAVE DELL’EIR

2.1. Scopo dei requisiti informativi di scambio L’EIR – stabilisce le esigenze informative da soddisfare nelle fasi di progettazione e costruzione;

2.2. Obiettivi e finalità della gestione delle informazioni – il committente si impegna a utilizzare il Building Information Modeling (BIM) per questo progetto;

2.3. Milestones per la consegna delle informazioni – sono stabiliti considerando diversi fattori e i punti chiave distintivi adottati sono:

M0 – Inizio progetto;
M1 – Inizio della preparazione;
M2 – Inizio della progettazione concettuale;
M3 – Inizio dello sviluppo dettagliato del progetto;
M4 – Inizio della progettazione tecnica dettagliata, costruzione e fabbricazione;
M5 – Inizio dei lavori in cantiere;
M6 – Inizio della consegna dell’asset;
M7 – Consegna dell’asset e inizio dell’esercizio e della manutenzione;
M8 – Inizio della fase di fine ciclo di vita.

2.4. Requisiti informativi di progetto (PIR) – specificano il contenuto informativo necessario per supportare gli obiettivi strategici del committente e derivano dagli obiettivi strategici dell’organizzazione e dai punti decisionali chiave del progetto.

La Tabella 4 identifica i requisiti informativi di alto livello specifici del progetto per ciascun punto chiave di consegna.

Tabella 4 – Project Information Requirements (PIR) nuova costruzione – (Fonte: University of Minho)

La Tabella 5 rappresenta i requisiti informativi per i soggetti della consegna.

Tabella 5 – EIR nuova costruzione – (Fonte: University of Minho)

2.5. Livello di Necessità Informativa (LoI) – sono componenti essenziali dei requisiti informativi, formulate dal committente e vincolanti per la consegna delle informazioni.

2.6. Standard informativi di progetto – le informazioni devono essere prodotte in conformità con gli standard informativi del progetto per garantire un efficace scambio con altre tecnologie, utilizzando per quanto possibile formati di dati aperti.

2.7. Software e authoring delle informazioni – il team di consegna deve specificare nel BEP il software di authoring e la sua versione per tutti i contenitori informativi.

2.8. Processo di creazione e collaborazione delle informazioni – il modello nativo e le linee guida per l’interoperabilità dovrebbero facilitare la creazione di modelli nello schema IFC.

2.9. Criteri di accettazione e procedure di controllo qualità – dopo ogni fase di generazione delle informazioni, è previsto un processo di accettazione/rifiuto di ogni singolo deliverable e sul rispetto delle specifiche.

2.10. Informazioni e riferimenti di supporto – si consiglia di consultare il materiale di supporto che è messo a disposizione del committente.

Leggi l’approfondimento: “openBIM standards

FAQ sull’EIR nel BIM

Che cos’è l’EIR nel BIM?

L’EIR, acronimo di Exchange Information Requirements, è il documento con cui il committente definisce i requisiti legati allo scambio informativo in un processo BIM. Serve a chiarire quali informazioni devono essere prodotte, come devono essere condivise, in quali formati e con quali modalità di verifica e consegna.

A cosa serve un documento EIR?

L’EIR serve a impostare correttamente il flusso di lavoro BIM fin dalle prime fasi del processo edilizio. Permette alla committenza di definire obiettivi, requisiti, modalità di scambio dei dati, criteri di controllo e tempi di consegna, aiutando progettisti e collaboratori a lavorare con regole più chiare e riducendo errori, ritardi e incoerenze informative.

Quali requisiti informativi deve definire la committenza?

La committenza deve definire requisiti legati alla gestione, alla produzione, al coordinamento e alla verifica dei modelli. Tra questi rientrano l’uso di piattaforme collaborative, i formati interoperabili, i livelli di dettaglio, le modalità di consegna, la nomenclatura dei file, i tempi di scadenza e le procedure di controllo.

In che modo l’IDS può supportare l’EIR?

L’IDS consente di trasformare i requisiti informativi definiti nell’EIR in specifiche strutturate, leggibili sia dalle persone sia dai software. In questo modo, una richiesta del committente può diventare una regola verificabile automaticamente su un modello IFC, rendendo il controllo delle informazioni più oggettivo e tracciabile.

Come si passa da un requisito EIR a un controllo IDS?

Il passaggio avviene individuando prima il requisito informativo da controllare, poi gli elementi del modello IFC a cui applicare la verifica e infine la condizione che deve essere rispettata. L’EIR stabilisce quindi cosa deve essere verificato, mentre l’IDS definisce dove applicare il controllo e quale requisito deve essere soddisfatto.

Cosa succede se un modello IFC non rispetta una specifica IDS?

Se il modello non rispetta la specifica, il validatore segnala una non conformità. In questo modo il team può individuare il requisito non soddisfatto, l’elemento IFC coinvolto e il valore trovato nel modello, intervenendo poi per correggere il dato, riesportare il file IFC e ripetere la validazione.

Cosa dovrebbe contenere un EIR?

Un EIR contiene requisiti tecnici, gestionali e commerciali. La parte tecnica riguarda aspetti come formati di scambio, livelli di dettaglio, piattaforme software e coordinate. La parte gestionale include standard, ruoli, sicurezza dei dati, processi di collaborazione e piano di conformità. La parte commerciale definisce obiettivi strategici, risultati BIM da conseguire e valutazione delle competenze.

Qual è la differenza tra EIR e BEP?

L’EIR definisce le esigenze e i requisiti informativi richiesti dal committente. Il BEP, cioè il BIM Execution Plan, descrive invece in che modo il team intende rispondere a tali richieste. In sintesi, l’EIR stabilisce cosa serve alla committenza, mentre il BEP indica come soddisfare quei requisiti.

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