Case green, il GWP entra nell’APE: pubblicato il Regolamento UE 2026/52
Modifica alla direttiva EPBD con il nuovo quadro europeo per il calcolo del potenziale di riscaldamento globale degli edifici nel corso del ciclo di vita
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il Regolamento delegato (UE) 2026/52, che modifica l’allegato III della direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica nell’edilizia (più nota come Direttiva Case green).
Il provvedimento introduce il quadro comune europeo per il calcolo del GWP – Global Warming Potential degli edifici di nuova costruzione, ossia il potenziale di riscaldamento globale calcolato lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio. Il regolamento entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale UE.
GWP nell’APE: cosa prevede il nuovo regolamento
Il nuovo allegato III della direttiva EPBD stabilisce le regole per calcolare e indicare nell’attestato di prestazione energetica – APE il GWP degli edifici di nuova costruzione precisando che il valore del GWP dovrà essere comunicato nell’APE in modo trasparente, distinguendo i risultati per ciascuna fase del ciclo di vita
Il GWP misura l’impatto climatico complessivo dell’edificio, espresso in kg CO₂ equivalente per metro quadrato di superficie coperta utile. Non considera soltanto i consumi energetici in fase d’uso, ma anche le emissioni legate ai materiali, alla costruzione, alla manutenzione, alle sostituzioni, alla demolizione e al fine vita.
Il periodo di riferimento per il calcolo è fissato in 50 anni, valore convenzionale scelto per rendere confrontabili i risultati tra edifici e Stati membri.
Gli Stati membri provvedono affinché il GWP nel corso del ciclo di vita sia calcolato e reso noto nell’attestato di prestazione energetica dell’edificio:
a decorrere dal 1° gennaio 2028, per tutti gli edifici di nuova costruzione con superficie coperta utile superiore a 1.000 metri quadrati
a decorrere dal 1° gennaio 2030, per tutti gli edifici di nuova costruzione.
La Direttiva case green richiede inoltre che entro il 1º gennaio 2027 gli Stati membri elaborino una tabella di marcia che specifichi l’introduzione di valori limite del GWP nel corso del ciclo di vita di tutti gli edifici di nuova costruzione.
Calcolo sul ciclo di vita dell’edificio
Il regolamento richiama la norma EN 15978 e prevede che il calcolo tenga conto delle principali fasi del ciclo di vita dell’edificio: produzione dei materiali, trasporto e costruzione, utilizzo, manutenzione, sostituzione dei componenti, consumo energetico, fine vita e potenziale di riuso o recupero.
Il dato da riportare nell’APE dovrà riferirsi allo stato dell’edificio “come costruito”. Di conseguenza, il valore finale non potrà essere solo una stima progettuale, ma dovrà riflettere materiali, componenti e impianti effettivamente realizzati.
Dati ambientali e prodotti da costruzione
Un aspetto centrale del regolamento riguarda i dati da utilizzare per il calcolo. La priorità è attribuita ai dati pubblicati in conformità alla normativa europea sui prodotti da costruzione, compreso il regolamento (UE) 2024/3110.
In mancanza di dati specifici, potranno essere utilizzati dati di progetto, dati di prodotto, dati medi, dati generici o valori standard, secondo regole definite dagli Stati membri. L’obiettivo è garantire calcoli affidabili, coerenti e confrontabili in tutta l’Unione europea.
Quali elementi rientrano nel calcolo
Il calcolo dovrà includere gli elementi principali dell’edificio e le relative attrezzature tecniche: strutture, fondazioni, facciate, coperture, finiture interne, impianti idraulici, riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, illuminazione, impianti elettrici e sistemi per la produzione di energia rinnovabile in loco.
Il regolamento lascia agli Stati membri il compito di precisare a livello nazionale alcuni aspetti applicativi, come la definizione pratica della superficie utile, l’uso dei valori standard e le regole di assegnazione delle emissioni per gli impianti condivisi o per la produzione di energia in loco.
Approfondimenti
La nuova disciplina punta a rendere più trasparente l’impatto climatico degli edifici e a favorire il confronto tra soluzioni progettuali, materiali e tecnologie.
Con l’introduzione del GWP nell’APE, la prestazione ambientale dell’edificio non sarà più valutata soltanto in base all’energia consumata durante l’uso, ma anche in relazione al carbonio incorporato nei materiali e negli impianti.
Si tratta di un passaggio importante per progettisti, certificatori energetici, imprese e produttori di materiali, chiamati a gestire dati ambientali sempre più integrati con progettazione, computo e certificazione energetica.
Per l’analisi tecnica del Regolamento delegato UE 2026/52, con il dettaglio sulle fasi di calcolo, sui dati utilizzabili e sugli impatti operativi per professionisti e software, leggi l’approfondimento: Come cambia l’APE con la direttiva “case green”: dal GWP alle nuove classi
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