Bonus mobili strutturale dal 2027? La proposta per legarlo alle spese di ristrutturazione
Un emendamento al decreto fiscale propone di rendere stabile il Bonus mobili dal 2027, superando il meccanismo delle proroghe annuali e collegando il limite di spesa all’importo dei lavori di recupero edilizio
Il Bonus mobili potrebbe cambiare volto a partire dal 2027. Un emendamento al decreto fiscale (D.L. 38/2026 in fase di conversione), presentato dal presidente della Commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia, propone infatti una modifica strutturale dell’agevolazione: non più una misura da prorogare di anno in anno, ma un beneficio ancorato direttamente alle spese di ristrutturazione edilizia.
La novità, se approvata, introdurrebbe un nuovo criterio di calcolo: le spese per mobili e grandi elettrodomestici rientrerebbero tra quelle detraibili nel limite massimo del 15% dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili alla detrazione per gli interventi di recupero edilizio.
Bonus mobili dal 2027: cosa prevede l’emendamento al D.L. Fiscale 2026
Il testo dell’emendamento prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2027, tra le spese detraibili per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis del TUIR rientrino anche le spese documentate sostenute per l’acquisto di:
mobili;
grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni;
classe E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie;
classe F per frigoriferi e congelatori;
apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.
Gli acquisti dovrebbero essere finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto dell’intervento edilizio, secondo una logica già nota nella disciplina vigente del Bonus mobili.
Il punto rilevante è la possibile stabilizzazione del Bonus mobili.
La proposta, come formulata, punta a inserire stabilmente l’agevolazione nel sistema delle detrazioni per ristrutturazione, evitando la necessità di una proroga annuale. Il Bonus mobili diventerebbe quindi una componente collegata in modo organico ai lavori edilizi, anziché una misura autonoma da rinnovare periodicamente.
Anche nella disciplina vigente, non è possibile ottenere il Bonus mobili senza ristrutturazione. L’agevolazione spetta infatti a chi beneficia della detrazione prevista dall’art. 16-bis del TUIR; l’intervento edilizio deve essere avviato prima dell’acquisto di mobili ed elettrodomestici.
L’altra novità è nel tetto di spesa.
Con la disciplina attuale, il limite è fisso: per il 2026 il contribuente può calcolare la detrazione su un massimo di 5.000 euro, indipendentemente dall’importo complessivo dei lavori edilizi.
Con l’emendamento, invece, il limite diventerebbe variabile: le spese per mobili ed elettrodomestici sarebbero agevolabili entro il 15% delle spese di ristrutturazione ammesse alla detrazione.
In pratica:
Spese di ristrutturazione ammesse
Limite massimo per mobili ed elettrodomestici
20.000 euro
3.000 euro
40.000 euro
6.000 euro
60.000 euro
9.000 euro
Il meccanismo avrebbe quindi un effetto “a misura di cantiere”: per lavori di importo contenuto il tetto sarebbe più basso rispetto all’attuale plafond di 5.000 euro, mentre per interventi più importanti potrebbe risultare più favorevole.
La proposta non cambia la tipologia di spesa agevolata né elimina i punti cardine dell’agevolazione. In particolare, restano centrali:
la necessità di un intervento edilizio agevolato;
la destinazione dei beni all’arredo dell’immobile ristrutturato;
la documentazione delle spese sostenute;
il rispetto delle classi energetiche minime per i grandi elettrodomestici;
il pagamento con strumenti tracciabili.
Da un lato, la misura diventerebbe più stabile e prevedibile per famiglie, tecnici e operatori del settore. Chi programma una ristrutturazione potrebbe conoscere in anticipo anche il margine di spesa agevolabile per mobili ed elettrodomestici, senza attendere ogni anno la conferma del bonus.
Dall’altro lato, il collegamento percentuale con le spese di ristrutturazione renderebbe il beneficio più proporzionato all’entità dell’intervento edilizio. In caso di lavori importanti, il plafond potrebbe risultare più alto dell’attuale limite fisso; per interventi più piccoli, invece, il tetto sarebbe più contenuto.
Approfondimenti e consigli
Qui trovi la guida completa “Bonus Mobili 2026: come accedere alle detrazioni“.
Il Bonus mobili non riguarda solo il momento fiscale della detrazione, ma anche una fase molto concreta della ristrutturazione: scegliere arredi, finiture, colori e distribuzione degli ambienti prima di procedere con gli acquisti. L’agevolazione, infatti, è collegata all’arredo dell’immobile oggetto di intervento edilizio e riguarda mobili e grandi elettrodomestici destinati agli spazi ristrutturati.
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