ZES 2026: la guida dei commercialisti per accedere al credito di imposta
Le modifiche intervenute con la Legge di Bilancio 2026 e le istruzioni per accedere alle agevolazioni per le Zone Economiche Speciali
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) – insieme alla Fondazione Nazionale dei Commercialisti – ha pubblicato il nuovo documento “Le Zone Economiche Speciali – Quadro di sintesi degli adempimenti per investimenti 2026 e delle opportunità future”.
Il documento rappresenta una guida operativa destinata ai professionisti (non solo commercialisti e revisori) per la gestione del credito d’imposta legato agli investimenti nella ZES Unica (Zona Economica Speciale) per l’anno 2026.
Aggiorna le linee guida precedenti per allinearle alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, fornendo istruzioni su requisiti ammissibili, massimali, adempimenti procedurali e certificazioni.
Ecco una veloce panoramica delle novità della misura agevolativa proposta dalla guida (qui disponibile per il download gratuito) e la tabella comparativa che riepiloga le principali differenze rispetto al regime 2025.
Le novità della ZES 2026 rispetto al 2025
Il legislatore ha esteso e rafforzato la misura agevolativa con alcune differenze chiave rispetto al passato:
Orizzonte temporale: La misura è stata prorogata per il triennio 2026-2028 (gli investimenti 2026 devono essere realizzati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026).
Ampliamento territoriale: Oltre a Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, sono state incluse le zone assistite delle regioni Marche e Umbria.
Dotazione Finanziaria: Aumentata a 2,3 miliardi di euro per il 2026 (rispetto ai 2,2 del 2025).
Limiti di Progetto: Il limite massimo per progetto di investimento resta a 100 milioni di euro, con una soglia minima di accesso pari a 200.000 euro.
Semplificazioni Amministrative
Per favorire l’attrazione di investimenti, sono previste procedure sburocratizzate:
Sportello Unico Digitale ZES: Un portale telematico centralizzato in cui le imprese presentano una singola istanza, demandando alla Struttura di missione ZES il coordinamento tra le amministrazioni.
Autorizzazione Unica ZES: Un singolo provvedimento che sostituisce tutti i nulla osta e pareri necessari. Le determinazioni amministrative devono concludersi in 30 giorni (o 60 per casi complessi), con l’applicazione del principio del silenzio-assenso.
Struttura del Credito d’Imposta
Beneficiari ed Esclusioni
Ammessi: Tutte le imprese, di qualsiasi forma giuridica e regime contabile, già operative o di nuovo insediamento nelle aree della ZES Unica.
Esclusi: Imprese in liquidazione, imprese in difficoltà economica e settori specifici come: siderurgia, carbone, trasporti (escluso magazzinaggio), energia, banda larga, credito, finanza e assicurazioni. Esclusi anche i settori agricoli primari, pesca e acquacoltura (soggetti a discipline speciali, fermo restando l’ammissibilità dei settori dell’agroindustria e trasformazione).
Investimenti Ammissibili
Si richiede che gli investimenti configurino un “investimento iniziale”, ossia:
creazione di un nuovo stabilimento.
ampliamento della capacità produttiva.
diversificazione della produzione.
cambiamento fondamentale del processo produttivo. Sono agevolabili acquisti (anche in leasing) di macchinari, impianti, attrezzature e acquisto/realizzazione di immobili/terreni (fino a un massimo del 50% del valore totale). La mera sostituzione di beni obsoleti non è agevolabile.
Misura dell’Agevolazione
L’intensità del credito varia per regione e dimensione dell’impresa:
Campania, Calabria, Puglia, Sicilia: 60% per Piccole e PMI, 50% Medie, 40% Grandi.
Basilicata, Molise, Sardegna: 50% Piccole, 40% Medie, 30% Grandi.
Abruzzo, Marche e Umbria: 35% Piccole, 25% Medie, 15% Grandi. Si precisa che la percentuale di credito “effettivamente fruibile” potrà essere ridotta dall’Agenzia delle Entrate se l’ammontare delle richieste supererà il plafond stanziato di 2,3 miliardi.
La procedura e la “Timeline” operativa
Il meccanismo poggia su un sistema a “doppia comunicazione” telematica all’Agenzia delle Entrate:
Comunicazione Prenotativa (31 marzo – 30 maggio 2026): Si indicano le spese già sostenute e quelle previste per il 2026.
Comunicazione Integrativa (3 gennaio – 17 gennaio 2027 a pena di decadenza): Attesta l’avvenuta realizzazione degli investimenti. L’omissione di questa comunicazione causa la perdita totale del beneficio. Può prevedere un ridimensionamento dei costi rispetto alla prenotazione, ma in nessun caso un aumento o l’aggiunta di nuovi progetti.
L’obbligo di certificazione del revisore legale
L’effettivo sostenimento delle spese e la loro documentazione contabile devono essere certificati da un revisore legale dei conti, obbligo che vale per tutte le imprese (anche per quelle non sottoposte a revisione obbligatoria per legge). Questa certificazione è particolarmente critica ed è l’unico presidio per i beni non tracciabili dal Sistema di Interscambio SDI (come acquisto di immobili da privati, contratti di leasing, importazioni da fornitori esteri e Stati Avanzamento Lavori).
Aspetti contabili e fiscali
Contabilità: Il credito è assimilabile a un contributo in conto impianti. Può essere iscritto con il metodo diretto (a riduzione del costo storico del cespite) o con il metodo indiretto (tramite risconti passivi da imputare a Conto Economico in quota ammortamento). È necessaria adeguata informativa in Nota Integrativa.
Cumulabilità: Il credito ZES 2026 è cumulabile con altre misure (es. Transizione 4.0, Iperammortamento, Nuova Sabatini), ma la somma degli Aiuti di Stato non deve mai superare l’intensità massima prevista dalla Carta Europea degli AIuti. Misure di natura figurativa/fiscale generale (come il 4.0) si cumulano liberamente fino al costo del bene (cioè non coprendo più del 100% dell’investimento).
Controlli interni
Il documento raccomanda ai professionisti un monitoraggio diviso in 3 fasi:
Controlli preventivi: Verifica del codice ATECO, dimensione impresa, regolarità DURC, ammissibilità dei beni e predisposizione dei fascicoli prima dell’invio della prenotativa.
Controlli in itinere (tra le due comunicazioni): Verifica dell’avanzamento dei SAL, stato di consegna e messa in funzione, eventuali modifiche al budget iniziale, tracciabilità dei pagamenti.
Controlli a consuntivo (per la dichiarazione): Verifica finale degli importi, coerenza dei bonifici, applicazione dell’aliquota di riparto dell’AdE e utilizzo del corretto codice tributo in F24.
Confronto ZES 2025 – ZES 2026
Fonte: Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) – Fondazione Nazionale dei Commercialisti
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