Vermiculite espansa in edilizia: caratteristiche, applicazioni e normativa

Vermiculite espansa in edilizia: caratteristiche, applicazioni e normativa

La guida completa sulla vermiculite espansa con focus su proprietà tecniche, normativa, applicazioni, corretta posa in opera e confronto con argilla espansa

La vermiculite espansa rappresenta uno degli aggregati leggeri più performanti nel panorama dell’edilizia contemporanea, largamente utilizzato nell’edilizia contemporanea per interventi di isolamento termico e acustico, alleggerimento strutturale e protezione passiva al fuoco.

Si tratta di un minerale naturale di origine vulcanica (silicato idrato di magnesio, ferro e alluminio) caratterizzato da una struttura lamellare. Sottoposta ad un rapido riscaldamento controllato, la vermiculite espande i suoi granuli fino a creare una struttura cellulare porosa e leggera, con elevate prestazioni isolanti sia termiche che acustiche, elevata resistenza al fuoco e incombustibilità. La forma espansa è ottenuta in forni a temperature tipicamente comprese tra 250–300 °C, provocando la fuoriuscita di acqua intrinseca nel minerale e ampliando fino a decine di volte il volume dei granuli iniziali.

Il presente articolo tecnico propone un’analisi approfondita delle caratteristiche fisico-meccaniche del materiale, con particolare riferimento alla densità apparente, alla conducibilità termica, alla stabilità dimensionale e al comportamento al fuoco, inquadrandone l’utilizzo all’interno del quadro normativo di riferimento costituito dalle norme UNI EN 13055, UNI EN 15501 e UNI EN 13501-1. Vengono inoltre esaminati i requisiti prestazionali, i criteri di classificazione e le modalità di qualificazione del prodotto e sono, inoltre, analizzati i criteri di accettazione in cantiere, le procedure di controllo della qualità in fase di produzione e posa in opera, fondamentali per garantire il raggiungimento delle prestazioni dichiarate e la durabilità dell’intervento; nonché le modalità di misurazione e contabilizzazione delle lavorazioni, con riferimento alle pratiche consolidate nei capitolati tecnici.

Un capitolo specifico è dedicato al confronto tecnico-prestazionale tra vermiculite espansa e argilla espansa, con l’obiettivo di evidenziare i rispettivi ambiti di applicazione ottimali in funzione delle esigenze progettuali, dei vincoli prestazionali e delle condizioni di esercizio.

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Di seguito la guida tecnica per professionisti del settore, redatta con un linguaggio tecnico-normativo conforme agli standard dei capitolati speciali d’appalto, che analizza le proprietà fisiche e meccaniche della vermiculite espansa, evidenziandone le principali applicazioni in edilizia, come calcestruzzi leggeri, isolamento e protezione antincendio, con riferimento alle normative tecniche e di sicurezza relative al suo utilizzo.

Definizione e origine mineralogica

La vermiculite espansa è un aggregato leggero di origine naturale ottenuto mediante trattamento termico controllato del minerale grezzo di vermiculite. Dal punto di vista mineralogico, la vermiculite è classificata come fillosilicato idrato di alluminio e magnesio, appartenente al gruppo delle miche, e viene estratta da giacimenti localizzati in diverse aree del globo, tra cui America, Africa, Cina, India e Australia.

La struttura cristallina lamellare del minerale grezzo costituisce l’elemento determinante per il processo di espansione: l’organizzazione a strati sovrapposti consente infatti l’incorporazione di molecole d’acqua di cristallizzazione tra le lamelle, rendendo il materiale particolarmente reattivo all’azione del calore.

Dal punto di vista compositivo, la vermiculite è costituita prevalentemente da silicati di alluminio e magnesio, con la presenza variabile di ossidi di ferro, responsabili della tipica colorazione bruno-dorata del materiale. Allo stato naturale, il minerale si presenta sotto forma di cristalli lamellari o scaglie, caratterizzati da una struttura stratificata in cui l’acqua interlamellare svolge un ruolo fondamentale nel successivo processo di espansione termica.

La vermiculite espansa si conferma, quindi, come un materiale di eccezionale versatilità e prestazioni nel panorama degli aggregati leggeri per l’edilizia contemporanea. Le sue caratteristiche distintive (conducibilità termica ridotta, incombustibilità assoluta, refrattarietà, leggerezza estrema) la rendono una scelta tecnica di primaria importanza per applicazioni di isolamento termico e protezione passiva dal fuoco.

Normativa tecnica in edilizia

La normativa italiana ed europea stabilisce dei requisiti per l’uso della vermiculite espansa in edilizia, in particolare per quanto riguarda le caratteristiche tecniche e la sicurezza del materiale.

Il quadro normativo europeo armonizzato, con le norme UNI EN 13055:2016 e UNI EN 15501, garantisce la marcatura CE e la tracciabilità delle prestazioni dichiarate, fornendo ai progettisti e ai direttori lavori gli strumenti per una specifica tecnica rigorosa e una verifica oggettiva della conformità. Di seguito alcuni riferimenti normativi importanti.

Norme UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione)

UNI EN 13501-1: riguarda la classificazione al fuoco dei materiali da costruzione. La vermiculite espansa, se utilizzata come componente di un materiale, deve essere conforme alle norme che stabiliscono la classe di reazione al fuoco del prodotto finito.
UNI EN 197-1: specifica i requisiti per i cementi e come questi devono essere combinati con aggregati come la vermiculite per la realizzazione di calcestruzzi leggeri.
Decreto Legislativo 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro): La vermiculite può essere oggetto di interesse in ambienti di lavoro, soprattutto se lavorata o trattata. In generale, l’esposizione ai rischi derivanti dalla polvere di vermiculite espansa deve essere controllata. Se la vermiculite contiene amianto o altre sostanze pericolose, il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare misure per proteggere i lavoratori, come la ventilazione, l’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI), e la sorveglianza sanitaria.
Decreto Legislativo 152/2006 (Norme in materia ambientale): Se la vermiculite viene utilizzata in processi che generano rifiuti, è necessario che venga smaltita secondo le normative ambientali italiane. I rifiuti derivanti da materiali contenenti amianto sono particolarmente regolamentati e devono essere trattati come rifiuti pericolosi.

Normativa sulla sicurezza antincendio

Decreto Ministeriale 16 febbraio 2007 (Codice di prevenzione incendi): stabilisce le disposizioni per la sicurezza antincendio nelle costruzioni e l’uso di materiali che contribuiscono alla protezione passiva dal fuoco. La vermiculite espansa, in quanto materiale incombustibile, può essere utilizzata in conformità a tali norme.

Normativa europea

Direttiva 89/106/CEE (Direttiva Prodotti da Costruzione). Questa direttiva europea stabilisce che tutti i materiali da costruzione, inclusa la vermiculite espansa, devono essere marcati CE per garantire la conformità ai requisiti di sicurezza, qualità e prestazioni richiesti dalle normative europee.
Regolamento REACH (Reg. CE 1907/2006): questo regolamento europeo riguarda la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche. Se la vermiculite è trattata con sostanze chimiche, o contiene sostanze pericolose, deve rispettare i requisiti di registrazione. Tuttavia, se la vermiculite è naturale e non trattata, potrebbe non essere soggetta a registrazione specifica, a meno che non presenti rischi specifici.
Regolamento CLP (Reg. CE 1272/2008): per le sostanze chimiche, il regolamento sulla classificazione, etichettatura e imballaggio (CLP) stabilisce come le sostanze e le miscele devono essere classificate e etichettate. Se la vermiculite espansa non è trattata con sostanze chimiche pericolose, generalmente non è soggetta a etichettatura speciale.
Direttiva 2004/37/CE: questa direttiva riguarda la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione all’amianto. Poiché la vermiculite naturale può contenere tracce di amianto, è importante che la sua provenienza e il suo trattamento siano conformi a questa direttiva per garantire che non vi sia esposizione ai rischi legati all’amianto.

La vermiculite espansa, se proveniente da fonti non contaminanti, è generalmente considerata un materiale sicuro e non pericoloso. Tuttavia, se contaminata con amianto o trattata con altre sostanze pericolose, deve rispettare le normative europee e italiane relative all’amianto, alla sicurezza sul lavoro e alla protezione ambientale.

A tal fine, la normativa italiana ed europea sulla gestione dell’amianto è particolarmente stringente:

la Direttiva 2009/148/CE sull’amianto impone rigidi obblighi di protezione per i lavoratori e di smaltimento per i materiali contenenti amianto.
in Italia, l’amianto è stato vietato con la legge n. 257/1992, che stabilisce il divieto di estrazione, produzione e commercializzazione di materiali contenenti amianto. Se la vermiculite contiene amianto, deve essere trattata con molta attenzione e sottoposta a regolamenti specifici.

Processo produttivo: esfoliazione termica

Di seguito la descrizione del processo produttivo della vermiculite espansa, ossia “esfoliazione termica”, in formato di Capitolato Speciale d’Appalto, con struttura prescrittiva, linguaggio normativo e impostazione idonea a documenti contrattuali e tecnici di gara.

Processo produttivo: “esfoliazione termica”
Generalità
La vermiculite espansa oggetto di fornitura dovrà essere un aggregato leggero di origine minerale, ottenuto mediante trattamento termico di esfoliazione del minerale grezzo di vermiculite, conforme alle norme tecniche vigenti e alle prescrizioni del presente Capitolato Speciale d’Appalto.

Estrazione e selezione del materiale grezzo
Il minerale dovrà provenire da cave autorizzate e tracciabili. In fase di estrazione e selezione dovranno essere eseguiti controlli atti a garantire l’assenza di contaminanti, con particolare riferimento alla presenza di amianto di origine naturale, in conformità alla normativa in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
La documentazione attestante l’esito dei controlli dovrà essere resa disponibile alla Direzione Lavori su richiesta.

Frantumazione e calibrazione granulometrica
Il materiale grezzo dovrà essere sottoposto a frantumazione meccanica e successiva classificazione granulometrica mediante setacciatura, al fine di ottenere frazioni dimensionali omogenee.
La determinazione della distribuzione granulometrica dovrà essere eseguita secondo le procedure previste dalla UNI EN 933-1, e le granulometrie fornite dovranno risultare conformi alle specifiche di progetto e alle schede tecniche del produttore.

Esfoliazione termica
I granuli calibrati dovranno essere sottoposti a trattamento termico rapido in forni industriali, operanti a temperature generalmente comprese tra 300 °C e 1000 °C.
Il riscaldamento dovrà provocare la vaporizzazione dell’acqua di cristallizzazione presente tra le lamelle del minerale, generando una pressione interna tale da determinare la separazione degli strati cristallini (fenomeno di esfoliazione o espansione).
Il processo dovrà garantire un incremento volumetrico del materiale compreso indicativamente tra 15 e 30 volte il volume iniziale del granulo.

Raffreddamento e classificazione finale
Al termine del processo di esfoliazione, il materiale dovrà essere sottoposto a raffreddamento controllato e a una classificazione finale mediante setacciatura, finalizzata all’ottenimento delle granulometrie commerciali previste.
Il prodotto finito dovrà presentare caratteristiche dimensionali e prestazionali costanti e riproducibili.

Caratteristiche strutturali del prodotto espanso
Il processo di esfoliazione dovrà conferire alla vermiculite una struttura alveolare microporosa, costituita da celle chiuse prevalentemente non comunicanti, idonea a garantire le prestazioni dichiarate in termini di isolamento termico, isolamento acustico e resistenza al fuoco.

Aspetti energetici del processo produttivo
Il consumo energetico medio del processo di produzione della vermiculite espansa è indicativamente stimato in circa 200 kWh/m³ di prodotto finito. Tale valore dovrà essere dichiarato dal produttore a fini informativi e di valutazione comparativa in sede di progettazione e appalto.

Classificazione tipologica e granulometrie commerciali
La vermiculite espansa per uso edilizio dovrà essere fornita in tipologie e granulometrie idonee alle specifiche applicazioni previste dal progetto esecutivo. Il materiale dovrà essere conforme alle norme tecniche di riferimento e alle prescrizioni del presente Capitolato Speciale d’Appalto, nonché alle schede tecniche del produttore approvate dalla Direzione Lavori.

Classificazione tipologica
Ai fini applicativi, la vermiculite espansa per uso edilizio viene commercializzata in diverse forme e granulometrie.

Vermiculite in granuli sfusi
Classificata in base alla distribuzione granulometrica (Fonte: UNI EN 933-1:2012 – Determinazione della distribuzione granulometrica degli aggregati mediante analisi per setacciatura):
Superfine: 0,5-1,0 mm – Impiegata per intonaci speciali e stucchi termoisolanti
Fine: 0,5-3,0 mm – Destinata a intonaci, malte e massetti di precisione
Media: 1,0-6,0 mm – Utilizzata per massetti, riempimenti di intercapedini e isolamento di sottotetti
Grossa: 6,0-12,0 mm – Impiegata per riempimenti di grandi volumi e applicazioni geotecniche

Le classi granulometriche dovranno essere determinate e verificate mediante prove di setacciatura eseguite secondo la UNI EN 933-1. Le tolleranze dimensionali ammissibili dovranno essere conformi alle specifiche del produttore e approvate dalla Direzione Lavori.

Inoltre, la scelta della tipologia e della granulometria dovrà essere effettuata in funzione di:

destinazione d’uso e funzione prestazionale richiesta (isolamento termico, acustico, protezione al fuoco);
modalità di posa in opera (sfuso, impasto con leganti, spruzzatura);
spessore di progetto e compatibilità con gli strati adiacenti;
requisiti di densità apparente e conducibilità termica previsti.

Vermiculite espansa in granuli

Pannelli e lastre in vermiculite compressa
Prodotti manufatti ottenuti per compressione dell’aggregato espanso con leganti inorganici (silicato di sodio, cemento portland, magnesia):
Dimensioni standard: 1000×610 mm, 800×600 mm, 1220×1220 mm
Spessori disponibili: da 10 mm a 80 mm (incrementi tipici: 20, 25, 30, 40, 50 mm)
Densità pannelli: 350-800 kg/m³ in funzione della classe di resistenza meccanica

Vermiculite espansa in pannelli

Prescrizioni di fornitura
Ogni fornitura dovrà essere accompagnata da documentazione tecnica e dichiarazione di conformità, riportante almeno: tipologia, classe granulometrica, densità apparente, destinazione d’uso e riferimenti normativi applicabili. La Direzione Lavori si riserva la facoltà di effettuare controlli e verifiche in fase di accettazione del materiale in cantiere.

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Caratteristiche e proprietà tecniche della vermiculite espansa

La vermiculite espansa è un minerale che, dopo essere stato sottoposto ad un trattamento termico a temperature elevate (circa 900–1100 °C), si espande fino a 8-15 volte il suo volume iniziale, creando granuli porosi e leggeri.

La microstruttura risultante dal processo di esfoliazione presenta le seguenti caratteristiche distintive:
Struttura alveolare a celle chiuse: la matrice è costituita da micro-cavità sigillate che intrappolano aria statica, creando un’efficace barriera alla trasmissione del calore per conduzione e convezione.
Conformazione lamellare: mantiene la struttura a strati sovrapposti del minerale originario, conferendo caratteristiche di flessibilità e resilienza meccanica superiori rispetto ad altri aggregati espansi a struttura sferoidale.
Porosità totale: la porosità complessiva del materiale espanso supera il 90% in volume, determinando l’estrema leggerezza del prodotto finito.

Le principali proprietà tecniche che rendono la vermiculite espansa un materiale ideale per l’edilizia sono le seguenti:

Densità: ha una bassa densità che varia da 50 a 150 kg/m³, rendendola uno dei materiali più leggeri. Questo la rende utile in applicazioni dove è necessario ridurre il peso complessivo delle strutture (ad esempio nei pavimenti, nei tetti o nelle pareti).
Resistenza al fuoco: la vermiculite è un materiale incombustibile e offre una protezione eccellente contro il fuoco, con un’elevata resistenza al fuoco che può arrivare fino a 4 ore in alcuni casi. Questo la rende adatta per l’uso in materiali da costruzione che devono soddisfare specifici requisiti di protezione contro l’incendio, come nei rivestimenti antincendio o nei pannelli di protezione.
Isolamento termico e acustico: ha buone proprietà di isolamento termico grazie alla sua struttura porosa, che intrappola l’aria e riduce la conduzione del calore. Inoltre, è un buon isolante acustico, che la rende utile per migliorare l’efficienza energetica e il comfort abitativo.
Isolamento acustico: la struttura porosa aperta della vermiculite conferisce al materiale buone proprietà di assorbimento acustico. Quando un’onda sonora penetra nel materiale, l’energia vibratoria viene dissipata per attrito viscoso dell’aria nei micropori e per isteresi viscoelastica della matrice minerale.
Resistenza all’umidità: è in grado di assorbire e trattenere l’umidità senza degradarsi, rendendola utile in ambienti umidi, come cantine e intercapedini.
Non tossicità: non è tossica né irritante per la pelle, e non emette fumi pericolosi se sottoposta a temperature elevate.

La vermiculite espansa presenta i seguenti valori prestazionali caratteristici:

Parametro
Valore tipico
Norma di riferimento

Conducibilità termica λ
0,057 – 0,082 W/mK
UNI EN 1097-3, UNI 7745

Densità apparente (sfusa)
80 – 120 kg/m³
UNI EN 1097-3

Densità apparente (pannelli)
350 – 800 kg/m³
UNI EN 13055

Reazione al fuoco
Euroclasse A1
UNI EN 13501-1

Resistenza termica (1100-1150°C)
Materiale refrattario
Prove specifiche

Assorbimento d’acqua
Medio-alto (igroscopico)
UNI EN 1097-6

Resistenza a compressione (pannelli)
4-5 N/mm²
UNI EN 1097-11

Applicazioni in edilizia

In edilizia la vermiculite espansa viene utilizzata principalmente come materiale isolante e per la realizzazione di calcestruzzi leggeri grazie alle sue caratteristiche uniche, come la leggerezza, la resistenza al fuoco e la capacità di assorbire l’umidità.

La vermiculite espansa trova una varietà di applicazioni nell’edilizia, alcune delle quali:

Calcestruzzo leggero: la vermiculite espansa viene utilizzata come aggregato per la produzione di calcestruzzi leggeri.

Il calcestruzzo a base di vermiculite è particolarmente utile per realizzare strutture dove è necessario ridurre il peso complessivo senza sacrificare la resistenza: offre, infatti, una buona resistenza meccanica pur mantenendo una bassa densità. È utilizzato in fondazioni leggere, coperture di tetti e pavimenti sopraelevati.

Nel dettaglio, la resistenza alla compressione di un calcestruzzo con vermiculite espansa può variare tra 2,5 e 7,5 MPa a seconda della quantità di vermiculite utilizzata e della miscela di cemento. La densità del calcestruzzo può variare da 800 a 1.400 kg/m³.

Isolamento termico e acustico: la vermiculite espansa viene utilizzata come materiale isolante in vari ambiti edilizi.

In particolare trova applicazione come:

isolamento dei tetti grazie alla sua bassa densità e resistenza al fuoco, soprattutto nelle costruzioni industriali o residenziali.
isolamento dei pavimenti e delle pareti, viene utilizzata come materiale di riempimento per pavimenti e pareti, migliorando l’isolamento termico e acustico. È spesso usata nei sistemi di pavimentazioni galleggianti (floors voids) per ridurre la trasmissione del rumore.

Rivestimenti antincendio: la vermiculite espansa viene impiegata nei rivestimenti protettivi antincendio, come nei pannelli di protezione passiva al fuoco.

Viene combinata con altre sostanze (come cementi o gesso) per realizzare materiali in grado di ritardare la propagazione del fuoco e proteggere le strutture in acciaio, legno e cemento. Alcuni prodotti in vermiculite espansa sono utilizzati in pannelli e vernici resistenti al fuoco, che vengono applicati su travi, colonne e pareti, per migliorare la protezione passiva contro gli incendi.

Miglioramento del suolo e compositi: in alcuni progetti edilizi, la vermiculite espansa può essere combinata con altre materie per ottenere miscele specifiche, come nelle fondazioni speciali o nei terreni migliorati per la costruzione di edifici. L’uso di vermiculite è utile in ambienti con problemi di drainage o compattazione del suolo.

Posa in opera e controllo

La corretta applicazione delle regole di messa in opera, il rispetto delle procedure di controllo in fase di produzione e posa, e l’adozione di criteri rigorosi di accettazione in cantiere sono elementi essenziali per garantire la qualità finale dell’opera e il raggiungimento delle prestazioni di progetto. Infine, l’obbligo di certificazione di assenza di amianto per ogni fornitura costituisce una garanzia sanitaria fondamentale, che deve essere rigorosamente verificata dal Direttore Lavori prima dell’accettazione del materiale.

Prima di ogni intervento con vermiculite espansa, è obbligatorio:

verificare le condizioni ambientali (temperatura > 5°C, umidità relativa controllata, assenza di precipitazioni);
predisporre adeguata protezione delle vie respiratorie per gli operatori (maschere antipolvere FFP2 o superiori);
garantire ventilazione adeguata degli ambienti confinati;
proteggere il materiale dall’umidità durante lo stoccaggio in cantiere.

Criteri di accettazione in cantiere e controlli del Direttore Lavori

Prima dell’accettazione del materiale in cantiere, il Direttore dei Lavori è tenuto a verificare la presenza della seguente documentazione tecnica obbligatoria:
Marcatura CE e Dichiarazione di Prestazione (DoP)

La marcatura CE deve essere apposta sul prodotto, sull’imballaggio o sui documenti di accompagnamento. La Dichiarazione di Prestazione (DoP) è il documento con cui il fabbricante si assume la responsabilità legale della conformità del prodotto alle prestazioni dichiarate.

La DoP deve contenere:

identificazione univoca del prodotto e del fabbricante;
riferimento alla norma armonizzata applicabile (UNI EN 13055, UNI EN 15501);
sistema di valutazione e verifica della costanza della prestazione (AVCP);
prestazioni dichiarate per le caratteristiche essenziali;
codice di identificazione dell’organismo notificato (se applicabile).

Scheda tecnica di prodotto
La scheda tecnica deve riportare:

granulometria o dimensioni nominali;
densità apparente (kg/m³);
conducibilità termica dichiarata λD (W/mK);
classe di reazione al fuoco
fattore di resistenza alla diffusione del vapore μ;
modalità di conservazione e stoccaggio;
istruzioni per la posa in opera.

Certificazione di assenza di amianto
Considerata la contaminazione storica di alcune miniere di vermiculite con amianto naturale è obbligatorio richiedere al fornitore una certificazione analitica rilasciata da laboratorio accreditato che attesti l’assenza di fibre di amianto nel prodotto finito. Il campionamento e l’analisi devono essere eseguiti secondo le metodologie normalizzate.

In merito ai controlli, è a carico del direttore Lavori effettuare i controlli visivi e dimensionali in accettazione.

Criteri di misurazione delle opere

La misurazione delle opere eseguite con vermiculite espansa avviene secondo le modalità descritte di seguito, da specificare nel Capitolato Speciale d’Appalto.

Vermiculite sfusa
Unità di misura: Metro cubo (m³) di materiale posato in opera
Modalità di misurazione:

il volume si calcola moltiplicando la superficie netta isolata per lo spessore medio dello strato;
per isolamento di sottotetti piani: Superficie netta × Spessore medio;
per insufflaggio di intercapedini: Volume dell’intercapedine al netto di ostacoli e discontinuità;
la misurazione è “a piè d’opera”, ossia al netto degli sfridi e delle perdite di lavorazione.

Massetti e sottofondi alleggeriti con vermiculite
Unità di misura: Metro cubo (m³) o metro quadrato (m²) per spessore definito
Modalità di misurazione:

la superficie si misura al netto dei vani di porte, finestre e aperture > 1 m²;
lo spessore è quello medio di progetto, verificato mediante sondaggi in fase esecutiva;
non si deduce il volume occupato da tubazioni o impianti annegati nel massetto.

Intonaci termoisolanti e antincendio
Unità di misura: metro quadrato (m²) di superficie intonacata
Modalità di misurazione:

la superficie si misura al lordo degli spigoli e degli angoli;
si deducono solo le aperture > 2 m²;
lo spessore è quello medio di progetto e deve essere verificato mediante pachimetro.

Pannelli in vermiculite
Unità di misura: Metro quadrato (m²) di pannello installato
Modalità di misurazione:

la superficie si computa al netto effettivo dei pannelli posati;
si include il computo di tagli, sfridi e sovrapposizioni eventualmente previste dal sistema;
il fissaggio meccanico è generalmente compreso nel prezzo.

Sostenibilità ambientale e fine vita

Infine, l’impatto ambientale che la produzione di vermiculite espansa (materiale di origine minerale naturale estratto da cave) può provocare è legato a:

consumo energetico: il processo di esfoliazione termica richiede circa 200 kWh/m³ di prodotto finito, un valore significativo ma inferiore ad alcuni isolanti sintetici;
emissioni di CO₂: le emissioni di anidride carbonica equivalente (CO₂eq) associate alla produzione sono principalmente dovute alla combustione di combustibili fossili per il riscaldamento dei forni. Tuttavia, non si verificano emissioni di gas climalteranti da reazioni chimiche (a differenza del cemento);
estrazione mineraria: l’attività estrattiva comporta impatti locali su suolo, paesaggio e biodiversità, mitigabili attraverso piani di recupero ambientale post-chiusura.

La vermiculite sfusa recuperata da demolizioni può essere riutilizzata come aggregato in nuovi conglomerati o come ammendante in applicazioni agricole/vivaistiche. Tecnicamente è possibile anche il riciclo, ma economicamente poco praticato data la natura a basso valore del materiale. In caso di non recuperabilità, per lo smaltimento la vermiculite viene classificata come rifiuto inerte da costruzione e demolizione (CER 17 01 82 – altri materiali da costruzione a base di gesso) e pertanto può essere  smaltita in discariche autorizzate per rifiuti inerti.

Vermiculite espansa vs argilla espansa

Tra gli aggregati leggeri di origine minerale, la vermiculite espansa e l’argilla espansa rappresentano due delle opzioni più diffuse e versatili, entrambe utilizzate per migliorare le prestazioni energetiche e ridurre i carichi strutturali degli edifici. Pertanto, la scelta tra vermiculite espansa o argilla espansa deve derivare da un’analisi multicriteri che consideri le prestazioni richieste, i vincoli progettuali (spessori, carichi, igrometria), le normative applicabili e il budget disponibile.

Sebbene i due materiali condividono alcune caratteristiche, come l’incombustibilità e la natura inorganica, derivano da processi produttivi distinti e possiedono profili tecnici significativamente diversi: la vermiculite, con la sua struttura lamellare e le eccellenti proprietà isolanti, si distingue in applicazioni di isolamento termico e protezione passiva dal fuoco; l’argilla espansa, nota per la sua resistenza meccanica e stabilità dimensionale, eccelle in applicazioni strutturali leggere e riempimenti.

Di seguito i criteri per una scelta tecnica ottimale tra i 2 materiali isolanti ed una sintesi comparativa (vedi tabella) per una corretta scelta progettuale.

La vermiculite espansa è un materiale consolidato nel settore edile, apprezzato per la sua multifunzionalità come isolante termico, protettivo antincendio e aggregato leggero, rappresenta, quindi, la soluzione ottimale quando il progetto richiede:

isolamento termico prioritario
protezione passiva dal fuoco con prestazioni certificate
massima riduzione dei carichi permanenti
applicazioni ad alte temperature

L’argilla espansa è uno degli aggregati leggeri più conosciuti e utilizzati nel settore delle costruzioni, apprezzata soprattutto per il suo equilibrio tra leggerezza, resistenza meccanica e stabilità. la scelta tecnica appropriata per:

applicazioni con requisiti meccanici
ambienti ad alta umidità o a contatto con acqua
grandi volumi di riempimento
contenimento economico

Tabella con sintesi comparativa

Esigenza prestazionale 
Materiale raccomandato

Massimo isolamento termico a parità di spessore
Vermiculite espansa

Protezione passiva al fuoco con certificazione REI
Vermiculite espansa

Resistenza meccanica e capacità portante
Argilla espansa

Applicazioni in presenza di umidità o drenaggio
Argilla espansa

Minimizzazione assoluta del peso proprio
Vermiculite espansa

Massetti carrabili e calcestruzzi strutturali
Argilla espansa

Applicazioni refrattarie ad alta temperatura (>1000°C)
Vermiculite espansa

Grandi volumi con contenimento dei costi
Argilla espansa

In definitiva, la scelta tra vermiculite e argilla espansa non si basa su una superiorità assoluta di un materiale sull’altro, ma deve essere guidata da un’analisi funzionale dell’applicazione richiesta.

Vermiculite espansa: le FAQ

Qual è la differenza tra vermiculite espansa e argilla espansa?

La vermiculite espansa è un fillosilicato con struttura lamellare, densità 80-120 kg/m³ e conducibilità termica 0,057-0,082 W/mK, eccellente per isolamento termico e protezione al fuoco. L’argilla espansa ha struttura sferoidale clinkerizzata, densità 300-800 kg/m³ e conducibilità 0,085-0,090 W/mK, superiore per resistenza meccanica e applicazioni strutturali. La scelta dipende dal requisito prestazionale dominante: isolamento termico → vermiculite; resistenza meccanica → argilla.

La vermiculite espansa è pericolosa per la salute?

La vermiculite moderna proveniente da miniere certificate è esente da amianto e non rappresenta un rischio sanitario. È obbligatorio richiedere la certificazione analitica di assenza di amianto per ogni fornitura. Durante la manipolazione, può generare polvere inerte: utilizzare maschere FFP2 per protezione respiratoria.

Quali sono le normative tecniche applicabili alla vermiculite espansa per edilizia?

Le norme principali sono: UNI EN 13055:2016 (aggregati leggeri), UNI EN 15501 (prodotti isolanti), UNI EN 13501-1:2019 (reazione al fuoco), UNI EN 13813:2003 (massetti), UNI/TR11800:2020 (linee guida per posa in opera). È obbligatoria la marcatura CE con Dichiarazione di Prestazione secondo Regolamento CPR 305/2011.

Posso utilizzare pannelli di vermiculite espansa per isolare un camino o una stufa a legna?

Sì, i pannelli in vermiculite compressa sono specificamente progettati per applicazioni ad alta temperatura. Con resistenza termica fino a 1150°C e classificazione A1, sono ideali per rivestimenti di camere di combustione, camini e forni a legna. Verificare sempre la scheda tecnica del produttore per le specifiche dimensionali e di installazione.

Come si contabilizza la vermiculite espansa in un capitolato d’appalto?

La vermiculite sfusa si contabilizza al metro cubo (m³) di materiale posato in opera. I massetti si misurano al metro cubo o al metro quadrato per spessore definito. Gli intonaci e i pannelli si contabilizzano al metro quadrato (m²) di superficie finita. Ogni voce di prezzo deve specificare: granulometria/dimensioni, densità, conducibilità termica λ, classificazione al fuoco, conformità normativa (UNI EN 13055 o UNI EN 15501), marcatura CE e certificazione di assenza di amianto.

La vermiculite espansa può essere utilizzata in ambienti umidi?

La vermiculite è un materiale igroscopico con capacità di assorbimento idrico medio-alta. Per applicazioni in ambienti con elevata umidità (bagni, cantine, locali umidi), è preferibile utilizzare argilla espansa, che presenta una scorza clinkerizzata impermeabile e capacità drenante. Se si utilizza vermiculite in tali contesti, è obbligatorio prevedere adeguate barriere al vapore e impermeabilizzazioni secondo verifica igrotermica della stratigrafia.

Quanto tempo deve maturare un massetto alleggerito in vermiculite prima della posa del pavimento?

Il tempo di maturazione indicativo è di circa 1 settimana per cm di spessore del massetto (es. massetto spessore 5 cm = 5 settimane). Prima della posa di pavimentazioni impermeabili (resine, piastrelle con collante impermeabile), è obbligatorio verificare il contenuto di umidità residua mediante igrometro: deve essere < 2% in massa. Condizioni ambientali ottimali: temperatura > 5°C, umidità relativa controllata, assenza di correnti d’aria nelle prime 48 ore.

Quali controlli deve effettuare il Direttore Lavori all’arrivo del materiale in cantiere?

Il Direttore Lavori deve verificare:

presenza di marcatura CE e Dichiarazione di Prestazione (DoP) conforme;
scheda tecnica con tutti i parametri prestazionali dichiarati;
certificazione di assenza di amianto rilasciata da laboratorio accreditato;
controlli visivi su integrità imballi, granulometria, colore, assenza di impurità;
Per pannelli: dimensioni, planarità, assenza di fessurazioni. Per forniture > 50 m³ o opere pubbliche: disporre prove di laboratorio su conducibilità termica, densità e granulometria.

 

 

 

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