Tecniche di costruzione tradizionali vs metodi di costruzione moderni: guida professionale
Tecniche di costruzione tradizionali e metodi di costruzione moderni spiegati con un confronto completo su materiali, processi, costi, sostenibilità e approccio ibrido
Nel settore delle costruzioni, uno dei temi più discussi riguarda il confronto tra tecniche di costruzione tradizionali e metodi di costruzione moderni.
Per tecniche di costruzione tradizionali si intende l’insieme di metodi e procedimenti sviluppati e tramandati nel tempo, basati principalmente su lavorazioni manuali in cantiere e sull’uso di materiali locali come pietra, laterizio, legno e terra cruda.
Per metodi di costruzione moderni, invece, si fa riferimento a processi industrializzati e organizzati, che prevedono la produzione off-site di componenti edilizi (prefabbricazione, sistemi a secco, moduli) e il loro successivo assemblaggio in cantiere, con un maggiore ricorso alla digitalizzazione e all’automazione.
In questo articolo analizzeremo in modo sistematico i due approcci, mettendo a confronto materiali, processi, tempi, costi, impatto ambientale e ambiti di applicazione, per delineare in modo chiaro quando e perché scegliere le tecniche tradizionali o i metodi di costruzione moderni – e quando può essere vantaggioso adottare un approccio ibrido.
Tecniche costruttive: definizione e importanza per il progetto edilizio
Le tecniche costruttive rappresentano l’insieme di conoscenze teoriche, procedure e metodi volti alla realizzazione di strutture edili sicure, solide e durevoli nel tempo.
Si tratta nello specifico dell’applicazione pratica di tutti i principi teorici per la realizzazione di un’opera nei processi che coinvolgono:
la pianificazione;
la progettazione;
la costruzione fisica;
la gestione dei lavori.
La scelta di una tipologia costruttiva è influenzata in genere dalle caratteristiche specifiche del progetto, dal tipo di struttura da costruire, dalle risorse disponibili e dai requisiti normativi locali.
In generale possiamo dividere le tecniche costruttive in due grandi macro categorie:
tecniche costruttive tradizionali;
tecniche costruttive moderne.
Cosa si intende per tecniche di costruzione tradizionali: caratteristiche, materiali, processi
Per tecniche di costruzione tradizionali si intende l’insieme delle soluzioni per la costruzione, tramandate e perfezionate nel corso degli anni, che si basavano principalmente su processi manuali e sull’utilizzo di risorse locali.
Queste tecniche erano e sono strettamente legate alle risorse locali, variando da luogo a luogo in base alle varie caratteristiche ambientali, dei materiali e delle attrezzature impiegate. Si caratterizzano da un elevata incidenza della manodopera in tutte le fasi del processo costruttivo quali: trasporto, immagazzinamento, sollevamento e posa in opera.
Tra i materiali tradizionali, impiegati da posare in opera per giustapposizione, vi sono la pietra, il laterizio, il legno, la terra cruda.
Dal loro utilizzo sorgono i processi costruttivi a loro legati: strutture portanti in pietra, mattoni, terra, solai e coperture in legno, etc.
Posa in opera di una tamponatura in laterizio
Cosa si intende per metodi di costruzione moderni: prefabbricazione, sistemi a secco e off-site
I metodi costruttivi moderni coinvolgono processi che prevedono la produzione degli elementi tecnici al di fuori del cantiere, in genere presso sedi industriali; una volta completata la realizzazione essi vengono trasferiti in situ per la loro installazione.
Si associa infatti ai metodi costruttivi moderni la prefabbricazione, la realizzazione di sistemi a secco e off-site.
Con la prefabbricazione è possibile dare vita a veri e propri moduli prefabbricati pronti per essere assemblati poi in cantiere:
moduli abitativi prefabbricati;
moduli prefabbricati per cucine in muratura;
moduli uffici prefabbricati;
moduli bagno prefabbricati.
Con i metodi off-site, con i quali si prevede comunque la realizzazione di componenti edilizi in fabbrica, c’è l’integrazione della prefabbricazione con la digitalizzazione BIM e l’automazione.
Ed infine si arriva ai sistemi costruttivi a secco, che sono caratterizzati dall’assemblaggio meccanico delle componenti, precedentemente lavorate “off-site”, mediante viti, bulloni, giunzioni metalliche e altri elementi di fissaggio, eliminando così l’uso di leganti umidi.
Struttura con travi in acciaio
Differenze tecniche tra i due approcci
I sistemi costruttivi tradizionali si basano su materiali locali e maestranze consolidate, risultano quindi di qualità e durata molto superiore essendo molto robusti e solidi.
Dando vita a strutture molto rigide e poco flessibili, richiedono molto più tempo e costi aggiuntivi dovuti ad imprevisti nel processo realizzativo.
I sistemi costruttivi moderni, per quanto siano meno solidi, danno vita a strutture leggere, flessibili e versatili, molto più efficienti dal punto di vista energetico e sostenibili, più contenute dal punto di vista economico, ben riuscendo ad ottimizzare le risorse.
Perché scegliere un modello o l’altro: criteri decisionali
La scelta tra sistema costruttivo tradizionale e sistema costruttivo moderno dipende dal progetto specifico, dal contesto, dal budget e dai requisiti richiesti.
In Italia l’edilizia, soprattutto quella residenziale, è ancora dominata fortemente dalle tecniche tradizionali ad umido, in cui i mattoni vengono uniti con la malta.
Tuttavia, questa tendenza sta lentamente diminuendo, poiché in molti altri Paesi si stanno diffondendo sempre di più i sistemi a secco che utilizzano materiali stratificati montati su strutture portanti in acciaio o legno, o su intelaiature ibride in calcestruzzo armato.
Materiali, processi di costruzione e tempi: confronto dettagliato
Il legno, la pietra, il laterizio, il calcestruzzo e i metalli, sono materiali che vengono utilizzati dall’uomo in campo edile, sin dai tempi più remoti.
Dall’utilizzo di questi materiali derivano processi di produzione consolidati e tramandati da generazione in generazione ad una manodopera capace di realizzare qualsiasi tipo di struttura con questi materiali.
Gli operai realizzano strutture portanti – a pareti portanti, a telaio, miste – direttamente in opera con metodi non industrializzati, ne consegue che i tempi di realizzazione risultano essere molto più lunghi.
Con i processi costruttivi moderni invece, non solo cambiano i materiali utilizzati, sempre più comune è l’utilizzo di:
materiali biocompositi, composti di fibre naturali e resine sostenibili;
geopolimeri, alternativa ecologica al cemento tradizionale, con bassa impronta di carbonio;
materiali sostenibili, come il legno ingegnerizzato e il bambù, perfetti per progetti green;
Cambiano anche i processi di costruzione: stampa 3D, droni, robotica permettono di creare strutture architettoniche complesse anche con tempi e costi di costruzione ridotti.
Costi, manodopera e qualità dell’opera: vantaggi e limiti
Dal momento che i metodi costruttivi tradizionali sono stati consolidati nel tempo, per realizzare una struttura tradizionalmente non è necessaria una maestranza particolare.
Le capacità medie di una impresa esecutrice sono sufficienti per realizzare strutture portanti con pareti, solai, travi e pilastri, anche alla prima esperienza in sistemi simili.
Per i sistemi prefabbricati invece è necessaria una squadra di addetti ai lavori specializzata per realizzare l’edificio, solitamente avvalendosi di mezzi meccanici di sollevamento o gru per la movimentazione delle pareti o solai dovute alle dimensioni e peso.
Se le tecnologie avanzate e la necessità di personale qualificato possono richiedere un investimento iniziale significativo, offrire soluzioni all’avanguardia aumenta la reputazione e le opportunità di business.
Impatto ambientale, sostenibilità e manutenzione nel lungo termine
Dal reperimento delle materie prime, alla lavorazione, fino all’utilizzo e allo smaltimento, i materiali edili tradizionali sono da considerarsi insostenibili sia in termini di consumo di risorse naturali che di emissioni di CO2 derivanti dalla loro lavorazione e smaltimento.
L’avvicinamento ai metodi costruttivi tradizionali è motivato dalla maggiore sostenibilità ambientale: la costruzione a secco riduce gli sprechi, limita l’impatto ambientale e facilita il riciclo dei materiali.
Per questo, i sistemi costruttivi a secco sono spesso associati alla bioedilizia per la loro capacità di essere smontati e riciclati in caso di demolizione, riducendo notevolmente la quantità di rifiuti non riutilizzabili.
Parametro
Tecniche di costruzione tradizionali
Metodi di costruzione moderni
Materiali utilizzati
Pietra, laterizio, legno, terra cruda; materiali locali, posati in opera per giustapposizione
Materiali biocompositi, geopolimeri, legno ingegnerizzato, sistemi stratificati a secco; componenti realizzati in fabbrica
Processi costruttivi
Elevata incidenza della manodopera manuale: trasporto, sollevamento, posa in opera; realizzazione di strutture portanti direttamente in cantiere
Prefabbricazione, sistemi a secco, produzione off-site, stampa 3D, robotica, droni; assemblaggio meccanico in cantiere
Tempi di costruzione
Lunghi, a causa della produzione in opera e del carattere non industrializzato dei processi
Ridotti, grazie alla produzione industriale, all’assemblaggio rapido e alla minimizzazione degli imprevisti
Costi complessivi
Generalmente più elevati per via dei tempi lunghi, imprevisti e maggiore manodopera
Più contenuti: ottimizzazione risorse, minore incidenza della manodopera, riduzione tempi di cantiere
Resistenza e durabilità
Elevata solidità, robustezza e durabilità nel lungo periodo
Minore solidità strutturale (a parità di condizioni); maggiore leggerezza e versatilità
Flessibilità e adattabilità
Strutture rigide e poco flessibili
Sistemi leggeri, flessibili e adattabili a vari contesti
Manodopera necessaria
Manodopera generica sufficiente per eseguire molte lavorazioni; competenze tramandate nel tempo
Necessaria manodopera specializzata per montaggio e per l’uso di mezzi meccanici e tecnologie digitali
Impatto ambientale
Elevato: materiali spesso non sostenibili, consumi di risorse e produzione di CO₂ nella lavorazione
Più sostenibili: riduzione sprechi, riciclabilità, minore impatto ambientale grazie ai sistemi a secco e all’uso di materiali innovativi
Digitalizzazione del processo
Limitata o assente
Integrazione con BIM, automazione, controllo digitale delle fasi produttive
Ambiti di utilizzo preferibili
Restauro, edifici storici, interventi soggetti a vincoli, opere che richiedono compatibilità con materiali originari
Nuove costruzioni, edifici sostenibili, progetti industrializzati, approcci off-site, soluzioni ad alta efficienza energetica
Quando le tecniche tradizionali sono preferibili: edificio storico, restauro, vincoli locali
Molti edifici presenti nel tessuto urbano sono storici e sottoposti a vincoli monumentali.
Nei confronti di questi, qualsiasi attività di recupero, di mantenimento o di miglioramento deve essere sviluppata secondo le tecniche costruttive dell’epoca in cui fu realizzato l’edificio stesso.
Gli interventi di restauro e risanamento conservativo sono mirati a preservare l’identità architettonica dell’immobile e quelli di manutenzione straordinaria devono essere sviluppati con tecniche compatibili con i materiali originali.
È in questo contesto che è necessario intervenire con tecniche costruttive tradizionali per realizzare interventi di:
consolidamento, ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio;
inserimento di elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso;
eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.
Approccio ibrido: combinare tradizione e modernità nel progetto
Tradizione e modernità sono spesso percepite come due dimensioni contrapposte, ma nel settore delle costruzioni possono convivere armoniosamente dando vita a un approccio ibrido capace di valorizzare i punti di forza di entrambi i metodi. L’obiettivo è partire dai sistemi costruttivi tradizionali – solidi, robusti e radicati nel territorio – e integrarli con le tecnologie e i processi innovativi tipici dei metodi moderni, ottenendo opere più efficienti, sostenibili e performanti.
Un approccio ibrido prevede la combinazione di materiali e tecniche tradizionali, come pietra, legno o laterizio, con processi moderni come prefabbricazione, sistemi a secco, produzione off-site e utilizzo di strumenti digitali.
Questo consente di conservare il valore storico, culturale e materico delle soluzioni tradizionali, beneficiando al tempo stesso dei vantaggi offerti dall’industrializzazione edilizia.
Alcuni esempi concreti di approccio ibrido sono:
strutture portanti in muratura tradizionale integrate con solai o componenti prefabbricati, per ridurre i tempi di montaggio e migliorare il comportamento strutturale dell’opera;
rivestimenti o partizioni interne in pietra o legno, combinati con sistemi costruttivi a secco per accelerare le fasi esecutive e semplificare le manutenzioni future;
recuperi e ampliamenti di edifici esistenti in cui il corpo storico è restaurato con tecniche tradizionali, mentre le nuove parti sono realizzate con tecniche moderne, ottenendo un equilibrio tra conservazione e innovazione.
L’integrazione tra tradizione e modernità permette di:
accelerare i tempi di realizzazione, grazie alle componenti prefabbricate o prodotte off-site;
ridurre l’impatto ambientale mediante l’uso di sistemi a secco, materiali sostenibili e processi ottimizzati;
migliorare la qualità costruttiva, unendo la solidità dei materiali radicati (come la pietra o il legno massiccio) con la precisione industriale dei componenti prefabbricati;
ottimizzare i costi, evitando sprechi e riducendo gli imprevisti tipici dei cantieri tradizionali;
aumentare la flessibilità progettuale, grazie alla possibilità di inserire stratigrafie innovative, soluzioni leggere o componenti modulari.
L’approccio ibrido è reso possibile da tecnologie digitali e processi avanzati che consentono di integrare materiali, componenti e tecniche differenti:
prefabbricazione di elementi costruttivi, successivamente assemblati su strutture tradizionali;
sistemi costruttivi a secco, che si combinano facilmente con materiali pesanti o naturali;
digitalizzazione BIM, che permette di coordinare modelli tradizionali e moderni all’interno di un unico ambiente informativo;
automazione e controllo off-site, che garantiscono tolleranze elevate e qualità produttiva costante.
Quando l’approccio ibrido è preferibile?
L’approccio ibrido risulta particolarmente adatto quando:
si desidera mantenere l’identità materica e le tecniche tradizionali, riducendo però i tempi di costruzione;
si interviene su edifici esistenti, dove le parti nuove devono dialogare con quelle storiche senza creare conflitti tecnici o estetici;
si vuole unire la solidità delle tecniche manuali con la sostenibilità e l’efficienza dei sistemi moderni;
il progetto richiede un equilibrio tra prestazioni elevate, riduzione dell’impatto ambientale e rispetto del contesto locale.
In un contesto in cui tecniche tradizionali e metodi moderni vengono combinati per ottenere qualità, efficienza e sostenibilità, diventa fondamentale disporre di strumenti digitali capaci di coordinare materiali, componenti e processi così diversi fra loro. L’integrazione di modelli nati da lavorazioni manuali con elementi prefabbricati, sistemi a secco e processi off-site richiede infatti un livello di controllo che solo uno piattaforma di BIM management può garantire: dalla gestione delle stratigrafie alla verifica delle interferenze, fino al monitoraggio delle fasi esecutive.
L’utilizzo di un ambiente BIM unificato consente al progettista di valutare con precisione le diverse soluzioni costruttive, confrontarne prestazioni, tempi e costi e scegliere consapevolmente il mix più adatto alle esigenze del progetto, accompagnando così in modo naturale la transizione verso approcci costruttivi ibridi più consapevoli ed efficienti.
FAQ – Tecniche di costruzione tradizionali vs metodi di costruzione moderni
Qual è la differenza tra tecniche di costruzione tradizionali e metodi di costruzione moderni?
Le tecniche tradizionali si basano su lavorazioni manuali e sull’uso di materiali locali come pietra, legno, laterizio e terra cruda. I metodi moderni adottano processi industrializzati, prefabbricazione, sistemi a secco e componenti prodotti off-site, con un maggiore ricorso alla digitalizzazione.
Quali materiali caratterizzano maggiormente le tecniche costruttive tradizionali?
I materiali più utilizzati sono pietra, laterizio, legno e terra cruda, impiegati direttamente in opera attraverso lavorazioni manuali e processi legati alle risorse locali.
Che cosa distingue i processi dei metodi di costruzione moderni?
I metodi moderni prevedono la produzione industriale di elementi edilizi, l’impiego di sistemi a secco, moduli prefabbricati e tecnologie come stampa 3D, robotica e automazione.
Quali sono i principali vantaggi dei sistemi costruttivi moderni?
Garantiscono tempi di realizzazione più brevi, riduzione dei costi, maggiore efficienza energetica, flessibilità progettuale e un’impronta ambientale più contenuta.
Perché i sistemi tradizionali risultano ancora molto utilizzati in Italia?
Sono radicati nel settore residenziale, dove la costruzione ad umido e l’uso del mattone sono pratiche consolidate. Inoltre, molti edifici richiedono interventi compatibili con materiali e tecniche originarie.
Quando conviene adottare tecniche costruttive tradizionali?
Sono preferibili nel restauro, nel recupero di edifici storici e in tutte le situazioni soggette a vincoli monumentali, dove è necessario mantenere coerenza materica e costruttiva con l’edificio originale.
Quali materiali innovativi rientrano nei processi costruttivi moderni?
Tra i materiali più diffusi ci sono biocompositi, geopolimeri, legno ingegnerizzato e soluzioni sostenibili adatte ai sistemi stratificati e alla costruzione a secco.
Come incidono i due approcci sui tempi e sui costi di realizzazione?
Le tecniche tradizionali richiedono tempi più lunghi e costi più elevati, mentre i metodi moderni riducono entrambe le variabili grazie alla prefabbricazione e ai processi industrializzati.
In che modo sostenibilità e impatto ambientale differiscono tra i due sistemi?
I materiali tradizionali hanno un impatto maggiore in termini di risorse ed emissioni. I sistemi moderni, soprattutto quelli a secco, riducono sprechi, favoriscono il riciclo e risultano più sostenibili nel lungo termine.
Che cosa si intende per approccio ibrido in edilizia?
È la combinazione di tecniche e materiali tradizionali con tecnologie moderne come prefabbricazione, sistemi a secco e digitalizzazione, per ottenere opere più efficienti, sostenibili e di qualità.
Quali vantaggi offre un approccio ibrido?
Permette di valorizzare la solidità dei materiali tradizionali, ridurre i tempi di costruzione, ottimizzare costi e risorse, migliorare le prestazioni ambientali e aumentare la flessibilità progettuale.
Perché strumenti BIM sono utili quando si adottano approcci costruttivi ibridi?
L’integrazione di componenti tradizionali e moderni richiede un coordinamento avanzato di materiali, processi e fasi esecutive. Un ambiente BIM consente di gestire stratigrafie, interferenze e modelli diversi in modo unificato.
Fonte: Read More
