Rischio Radon: approvato il nuovo piano d’azione della Regione Puglia
Approvato il nuovo Piano Radon della Regione Puglia: misure, prevenzione e indicazioni operative per edilizia e salute pubblica
Con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 7 del 26 gennaio 2026, la Regione ha ufficialmente adottato il Piano Regionale d’Azione per il Radon (PRAR), uno strumento strategico destinato a incidere in modo concreto sulle politiche di prevenzione del rischio sanitario legato all’esposizione al gas radon.
Il documento, elaborato da ARPA Puglia e dalla Sezione Promozione della Salute, non è solo un atto amministrativo ma uno strumento operativo che impatta direttamente sulle scelte costruttive, sulle ristrutturazioni e sulla gestione del patrimonio edilizio esistente. Di seguito analizziamo i punti salienti per i professionisti tecnici.
La mappa del rischio: le aree prioritarie
Il PRAR ha ufficializzato la prima individuazione delle “Aree Prioritarie” (D.G.R. 153/2025), ovvero quelle zone dove si stima che la concentrazione media annua di attività di radon superi il livello di riferimento di 300 Bq/m³ in almeno il 15% degli edifici.
Per i progettisti che operano in queste zone, l’attenzione deve essere massima, sia nelle nuove costruzioni che nelle ristrutturazioni. Attualmente, le aree classificate come prioritarie si trovano tutte nella provincia di Lecce e sono:
Lecce
Copertino
Casarano
Surbo
Maglie
Campi Salentina
Minervino di Lecce
Zollino
Sono sotto osservazione con dati parziali anche i comuni di Cavallino, Martano e Scorrano. Il Piano prevede inoltre una massiccia campagna di monitoraggio che coprirà progressivamente tutti i comuni pugliesi entro il 2030, potendo quindi estendere la lista delle aree critiche.
Nelle Aree Prioritarie scatta l’obbligo per la Regione di promuovere campagne di misura e successivi interventi correttivi, partendo dai locali al piano terra e seminterrato. Per gli edifici di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) nelle aree prioritarie, sono previsti programmi specifici di monitoraggio e risanamento.
Le azioni in ambito edile: le nuove linee guida
L’Asse 2 del Piano (“Intervenire”) è quello di maggiore interesse per il settore delle costruzioni. Il PRAR delinea una serie di azioni che influenzeranno la pratica professionale:
Per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni importanti, verranno prodotte linee guida tecniche specifiche contenenti:
dettagli costruttivi per la prevenzione dell’ingresso del gas radon (es. vespai ventilati, membrane impermeabili al gas, sigillatura dei passaggi impiantistici).
schemi di capitolati speciali d’appalto per gli enti pubblici, che diventeranno un riferimento anche per la committenza privata.
Previsto l’obbligo di fornire al committente un programma di uso e manutenzione dell’opera che includa la gestione del rischio radon.
Il PRAR pone un accento critico sulla correlazione tra efficientamento energetico e qualità dell’aria indoor. L’isolamento termico spinto (es. cappotto termico, sostituzione infissi ad alta tenuta), se non accompagnato da adeguati sistemi di ventilazione (VMC), può trasformare gli edifici in “trappole” per il radon, aumentandone drasticamente la concentrazione. Ai progettisti sarà richiesto di:
integrare la progettazione energetica con la valutazione della qualità dell’aria.
prevedere sistemi di ricambio d’aria adeguati negli interventi di efficientamento.
Verrà posta maggiore attenzione all’identificazione dei materiali da costruzione (spesso di origine vulcanica come tufo, pozzolana, graniti) che presentano una maggiore esalazione di radon. Il progettista dovrà essere consapevole della natura radiologica dei materiali scelti, specialmente nelle finiture interne e nelle strutture.
Luoghi di lavoro: nuovi controlli
Il PRAR non si limita all’ambito residenziale, ma traccia una linea dura anche per le attività produttive e commerciali, richiamando gli obblighi del D.Lgs. 101/2020 (art. 16). Per i progettisti che assistono aziende o curano la manutenzione di immobili strumentali, è fondamentale sapere che:
Il Piano stabilisce che i Servizi Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPESAL) delle ASL integreranno la loro programmazione annuale con verifiche specifiche sul radon. Non si tratterà solo di controlli documentali, ma di vere e proprie indagini di igiene industriale.
L’attenzione dei controlli sarà focalizzata prioritariamente sui luoghi di lavoro situati in locali interrati e seminterrati, indipendentemente dalla zona geografica. In questi ambienti, la misurazione della concentrazione di radon è un obbligo cogente per l’esercente.
Nei comuni classificati come “Aree Prioritarie”, l’obbligo di misurazione si estende anche ai luoghi di lavoro situati al piano terra.
La valutazione del rischio radon entra a pieno titolo nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Il progettista o il tecnico competente deve essere pronto a proporre interventi di risanamento qualora le misurazioni superino i livelli di riferimento (300 Bq/m³), poiché la mancata attuazione delle bonifiche può comportare la sospensione dell’agibilità dei locali.
I dati delle misurazioni nei luoghi di lavoro confluiranno nella banca dati nazionale ISIN. Questo permetterà di identificare puntualmente le tipologie di attività lavorative più a rischio, portando verosimilmente a futuri aggiornamenti normativi mirati su specifici settori.
Download GratuitoPiano Regionale d’Azione per il Radon (PRAR) della Puglia (2026)
Approfondimenti
Rischio Radon: norme, tecniche costruttive e valutazione
Piano Nazionale Radon: novità 2023-2032
Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
Un DVR completo e correttamente redatto costituisce una tutela essenziale in caso di eventuali contestazioni o procedimenti sanzionatori. Per assicurare una valutazione accurata del rischio e garantire ambienti di lavoro sicuri, è consigliabile avvalersi di un software specifico per la valutazione dei rischio nei luoghi di lavoro, riducendo il rischio di errori o omissioni.
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